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gloriasinegloria

Amico Inseparabile

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16

Sunday, November 17th 2019, 5:56pm

Come per tutte le virtù.. Possono rivelarsi dei boomerang. Io non possono fare a meno di essere gentile in prima battuta, ma sono pronta a battermi in ritirata quando necessario. Mi é capitato di essere uno zucchero verso mia suocera, appena conosciuta, salvo poi ritrovarmi a combattere con un Rottweiler a mani nude. Ho dovuto interrompere ogni gentilezza per ricondurla ad un comportamento accettabile.
Sul lavoro purtroppo la mia esperienza mi dice che se l'obiettivo é farsi rispettare é meglio mostrarsi aggressivi da subito, senza aloni di umanità.


Di suocera amica che diventa un Rottweiler ne so qualcosa, ma non lo abbino al ruolo, quanto piuttosto alla personalità (nel caso che mi riguarda).
Se devo dirla tutta...penso che la sua personalità (quella della suocera mia) avesse, abbia sempre avuto e conservi egregiamente una personalità con risvolti ampiamente spregevoli.
Ne derivò la sua "amicizia" quando pensava di essere in minoranza rispetto a me, e sempre da lì derivò il luridume quando si illuse che fossi passata io "in minoranza".
Sono sempre riuscita a dimostrarle che in minoranza resta lei, dopodichè............... è stata così severamente provata dalla vita che... sono proprio lieta, restando in tema, che non rientri per MIA scelta tra le mie frequentazioni (di cui perlatro ha tentato più volte il recupero), perchè di avere (da non Psichiatria) un altro "appeso" ...giuro che ne faccio volentierissimo a meno.

Sul lavoro, invece, non sono d'accordo circa la "aggressività senza aloni di umanità".
Penso che questa arrivi malamente a tutti 'e senza beneficio per nessuno, mentre continuo a credere che una sana disponibilità senza eccessi, e con il paletto pronto dello "stop, nun t'allargà...tu sei tu e so' io, parliamone se vuoi" sia sempre una forma di equilibrio che evita gigliottinamenti di rapporto del tutto dannosi per tutti, mentre garantisce il reset dello scostumato per nascita.

gloriasinegloria

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17

Sunday, November 17th 2019, 6:03pm

bisognerebbe prima chiarire cosa si intende per essere gentili
dire sempre sì e grazie?
non dire nulla e non opporre resistenza?
non difendersi quando si viene attaccati?

è passività, indifferenza, assenza....non gentilezza.
o sbaglio?


Gli orari confermano che stavamo scrivendo in contemporeanea, e quindi nessuna di noi due poteva sapere cosa stesse postando l'altra.

Certo resta che ....no ma proprio no! :roftl:

Per essere gentili e pazienti si intende ...dare tanto, sottraendolo a se stessi in termini di tempo, energie, e anche di risorse economiche (atteso che chi è impegnato a fare un piacere aggratis...aritmeticamente sta rinunciando a dedicacarlo ad altro che gli potrebbe portare profitto o evitare erdite , e vale per tutti : un carissimo amico avvocato ha fatto il conto che in circa due anni.......il SOLO non aver avuto il TEMPO di guardare i propri estratti bancari gli ha comportato esborsi inutili e contestabilissimi per circa duemilaeuro....)

18

Sunday, November 17th 2019, 6:18pm

gentilezza, quindi, come generosità
no, non va sempre bene, lo escludo proprio

non va bene perché non siamo sinceri ed autentici nel dare
namasté

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19

Sunday, November 17th 2019, 6:30pm

non va bene perché non siamo sinceri ed autentici nel dare



Da dove deriva questa perla di saggezza cosmica et universalizzante, please? :)

A parte che personalmente ritengo di essere stata molto sincera nel dare, fino a quando ho trovato un senso nel dare, sempre e verso tutti.

Ma poi.... ci sono rapporti nei quali è solo ridicolo dubitare della autenticità del dare (almeno per la formazione che mi appartiene) .
Quello con mia madre è la prova provata!
Muore mio padre, io RINUNCIO in suo favore all'eredità di mio padre, e continuo ad esserci per qualunque suo minimo problema, e poi scopro che a me si continua a chiedere (senza poterne avere ALCUN oggettivo e sensato bisogno) mentre tutto (compreso il mio che continuo a DARE) è devoluto a mio fratelo per i suoi vizi da fancazzista eterno?

Ma di cosa parli?

20

Sunday, November 17th 2019, 6:59pm

facevo un discorso generale (pure frettoloso perché sto facendo altro), non so nulla della tua vita

quello che so è che gli esseri umani hanno bisogni. vogliono essere riconosciuti, apprezzati, amati, ringraziati etc.etc.etc.
al netto della nostra indole (quello più paziente, quello meno, quello più generoso, quello meno) non diamo solo per il gusto di dare, ma manco madre teresa di calcutta fino in fondo, diamo per avere di ritorno e se questo non arriva abbiamo reazioni: chi si arrabbia, chi diventa triste etc.

per questo tutti sono d'accordo nel dire che "pazienza e gentilezza non sono sempre positivi". perché abbiamo fatto questa esperienza.
namasté

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21

Sunday, November 17th 2019, 7:14pm

facevo un discorso generale (pure frettoloso perché sto facendo altro), non so nulla della tua vita

quello che so è che gli esseri umani hanno bisogni. vogliono essere riconosciuti, apprezzati, amati, ringraziati etc.etc.etc.
al netto della nostra indole (quello più paziente, quello meno, quello più generoso, quello meno) non diamo solo per il gusto di dare, ma manco madre teresa di calcutta fino in fondo, diamo per avere di ritorno e se questo non arriva abbiamo reazioni: chi si arrabbia, chi diventa triste etc.

per questo tutti sono d'accordo nel dire che "pazienza e gentilezza non sono sempre positivi". perché abbiamo fatto questa esperienza.


Ma c'è sicuramente del vero nell'ipotesi del "dare per avere" (in tutte le forme mediate ipotizzabili) , poi pero c'è anche (e forse è il caso di considerarlo prima di ogni libera docenza universalizzante) chi è di stampo kantiano (e anche senza aver mai familiarizzato con l'imperativo categorico o senza aver mai studiato Kant! ).

Nella media, a quanto pare dalle testimoniazianze gentilmente offerte da tutti, l'attesa di "avere" si sarebbe limitata al basico ..quanto meno non essere presi per fessi!


A te pare così grave?
A me...proprio no!

22

Sunday, November 17th 2019, 8:13pm

ma certo che sì, assolutamente
namasté

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23

Sunday, November 17th 2019, 8:39pm

ma certo che sì, assolutamente



Certo che sì...cosa ?


Resti convinta di aver elargito una perla di saggezza, o ti sei resa conto di aver sciorinato (come universali) dei parametri di valutazione che di universale non hanno e non possono avere nulla?

24

Sunday, November 17th 2019, 9:15pm

aspetta che riprendo il filo del discorso, prima di dare il via ad altri fraintendimenti: ho solo detto che abbiamo bisogni e ci comportiamo in modo tale da soddisfarli. né più né meno, non mi pare particolarmente saggio, anzi, esperienza comune, confermata dalle risposte di tutti noi alla tua fomanda iniziale.

quindi: sì, hai assolutamente ragione quando dici di non volere essere presa per fessa. come tutti noi.
namasté

gloriasinegloria

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25

Sunday, November 17th 2019, 9:43pm

gentilezza, quindi, come generosità
no, non va sempre bene, lo escludo proprio

non va bene perché non siamo sinceri ed autentici nel dare


Io mi riferivo a questa tua affermazione.

(Che essere presi per fessi non piaccia a nessuno...forse è così ovvio da non meritare un thread, anche se in questo caso...per fessa mi sento presa io... dalle tue risposte/non/risposte). Cordialmente, s'intende. ^^

26

Monday, November 18th 2019, 12:31pm

ti ho detto che parlo in generale. non capisco perché la prendi sul personale.
a dire la verità, parlando concretamente, il mio pensiero andava a mia madre (che negli anni mi ha dato molti spunti su cui riflettere)

quando "diamo", quando siamo generosi non siamo mai totalmente autentici e sinceri. quando dico totalmente, voglio proprio dire quello ovvero che non c'è il ben che minimo accenno di altro sentimento se non la semplice generosità. questa condizione non è umana, non siamo fatti così, non siamo dei monoblocchi, dei monoliti. questo non toglie valore o merito ai nostri gesti, anzi, spesso è proprio il sacrificio che rende la generosità più preziosa. ma proprio perché siamo così, è anche ovvio che ci rimaniamo male se gli altri ci sfruttano, non apprezzano, denigrano, rubano etc. etc.

fossimo autentici al 100%, se fossimo un blocco di generosità, della reazione altrui non ce ne fregherebbe niente, non ci toccherebbe. ma visto che non siamo così...ogni tanto ci incaxxiamo :-MSTR . più siamo consapevoli di come funzioniamo, meno sorprese ci saranno e meno ci faremo del male. il tutto parlando in generale, lo ripeto, senza giudicare niente e nessuno, semplice constatazione.

spero di aver chiarito

PS non è roba che mi sono inventata; di che pasta siamo fatto è oggetto di studio a partire dagli antichi greci alla psicologia moderna, passando per la filosofia
namasté

arianna73

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27

Monday, November 18th 2019, 1:26pm

no, non sono sempre positivi quando sono una maschera
quando reprimono i nostri bisogni e le nostre "verità"
quando sono imposti da circostanze (nelle quali invece vorremmo poterci permettere di sbottare , ma non possiamo )
quando diventano una specie di senso del dovere di annullarsi spia forse di qualche cosa dentro di noi che dovremmo ascoltare
quando diventano ricattatori quando insomma vengono da qualche nostro malessere ce ci fa sperare, così, di "controllare con gentilezza" gli altri e le situazioni (campa cavallo)
quando gli altri se ne approfittano - anche se quest'ultima è un'evenienza che prendo meno seriamente di quelle che denotano un problema , una sofferenza "nostra".

lascio che gli altri mi prendano per fessa , ipocrita, timorosa etc - non me ne frega assolutamente niente :)

se c'è da difendermi - nei modi e nei limiti delle mie possibilità e della mia coscienza - mi difendo, cosa che non è per forza di cose sempre agli antipodi dell'essere pazienti e gentili (che tante volte , corollario, non si configura necessariamente come qualcosa di "estremamente oblativo")

Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo ancora. Ma ho scoperto che non sopporto i cretini, vecchi o giovani che siano.

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Occupation: facciodame e sono orgogliosamente indipendente

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Monday, November 18th 2019, 3:13pm

Una persona che usa sempre pazienza e gentilezza, va senz'altro fatta santa subito, mentre è in vita … non c'è storia.

Però, sarebbe il caso di domandarsi se lo fa per guadagnarsi il Regno dei Cieli molto presto o, in qualche modo, per calcolo … e se dunque risulta meno nobile di quanto appare. Conoscendo un po' di umane cose, sarei rigoroso nel fare la tara ….

P.
(-----------;)-----------)
Hold fast to dreams / For if dreams die /Life is a broken-winged bird / That cannot fly.
Hold fast to dreams / For when dreams go / Life is a barren field / Frozen with snow
(Dreams, Langston Hughes)

arianna73

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29

Monday, November 18th 2019, 3:38pm

...potrebbe farlo anche per indole, o per sincero affetto e piacere di andare d'accordo, fare andare d'accordo, risolvere i problemi con maturità. Il "romanzo familiare" di Gloria è un caso nel quale queste qualità "cadono" in relazioni che si aggrovigliano ancora di più, ma in altri contesti affettivi queste qualità reggono il destino e la felicità di un sacco di persone.

mi viene in mente mio nonno materno, unico "studiato" in una famiglia tutto sommato raffinata rispetto alla media di analfabetismo e con donne molto indipendenti (addirittura pioneristicamente) per l'epoca. Ma anche molto numerosa e con molti caratteri e spinte alla conflittualità. fin da giovanissimo, mio nonno si trovò sempre a fare da paciere, consigliere , "saggio" che dirimeva le controversie e indirizzava alle soluzioni più sagge per tutti.
non ha mai sbagliato un colpo, e da come me lo ricordo non era il tipo che ambiva a ricompense ultraterrene (per quanto fosse devotamente credente) né a manovrare sorti e destini.
era uno che amava la sua famiglia d'origine e ne ha costruita una altrettanto felice , oltre ad avere attraversato con grazia e coraggio il periodo più ingrato della nostra storia recente.
uno splendido esempio di "uomo gentile", eroe del quotidiano forse ma senza aureole o robe improbabili.

quello di non comune era che a queste qualità accostava un'enorme istintiva "lungimiranza", una grandissima intelligenza pratica-empatica. insomma il successo o la positività di queste qualità dipende anche dal contesto e da altre qualità che le accompagnano , oltre ovviamente che dalle motivazioni interiori. (ma quindi insomma, riassumerei che un po' di fattore C - lo :D ci sta sempre, nel riconoscimento e lieto fine delle ottime intenzioni :D)

gloriasinegloria

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30

Monday, November 18th 2019, 5:59pm

Una persona che usa sempre pazienza e gentilezza, va senz'altro fatta santa subito, mentre è in vita … non c'è storia.

Però, sarebbe il caso di domandarsi se lo fa per guadagnarsi il Regno dei Cieli molto presto o, in qualche modo, per calcolo … e se dunque risulta meno nobile di quanto appare. Conoscendo un po' di umane cose, sarei rigoroso nel fare la tara ….



Ma certamente può essere interessante anche farne la tara, ma mi sembra che l'ingresso in questo thread della parola "generosità" abbia mosso tutt'altri argomenti.

Il dato di comune esperienza è che nel tratto relazionale (ed è di questo che parlavo e di cui tutti hanno parlato fino alla digressione sulla "generosità) ognuno di noi può riscontrare l'esistenza di persone molto pazienti e gentili, e di altre che lo sono molto meno o anche per nulla. Questo dovunque si viva e quale che sia il livello di cultura-o reddito che più assiduamente si frequenta.

Il tratto relazionale "pazienza + gentilezza" incontra sempre il favore del prossimo, nel senso che al prossimo è invariabilmente gradito (tanto che in tutte le attività che comportino relazioni con il pubblico è, per il dipendente, pressochè un "obligo contrattuale" da ossequiare).

In molti casi questo tratto è ricambiato da altrettanta pazienza e gentilezza. In altri no. In altri ancora (come da esperienza di tutti coloro che hanno parlato del tema) si ha persino la percezione di essere riscontrati dalla furberia gretta e profittatoria di chi - non vivendo e non sapendo vivere pazienza e gentilezza - la scambiano per fessaggine altrui !

Ora : quali che siano le motivazioni interiori del soggetto agente, resta che chi offre la propria gentile e paziente disponibilità resti (direi comprensibilmente) amareggiato dal non vederla ricambiata e/o peggio dal percepire che possa essere addirittura letta come propria fessaggine di cui approfittare a piene mani.

E questo era il tema. In cui nulla spostano le ragioni interiori che motivano al tratto relazionale. Anzi, osserverei che se fossi ...ad esempio una commessa..., che paziente e gentile deve essere per "obbligo contrattuale" , mi sentirei quarantamila volte più amareggiata perchè quel tratto non potrei neanche cambiarlo/rimodularlo nel tempo a mia misura e in forza delle mie esperienze/percezioni/valutazioni (salvo perdere il lavoro) !

Se poi vogliamo guardare le motivazioni interiori della pazienza+gentilezza...posto che secondo me occorerrebbe un trattato...spero soltanto che non si arrivi al concetto che San Francesco o Madre Teresa (notoriamente molto più generosi di chi si relaziona con semplici pazienza e gentilezza) abbiano agito "egoisticamente o falsamente" perchè il loro vero scopo era quello di conquistarsi un posto in paradiso! :assi:

Di certo esistono (e ne ho avuto prova certa in mio padre) persone che vivono l'importanza del vivere in pace e favorire la pace, del prevenire o comporre i dissidi, e di essere felici nel contribuire alla felicità di coloro che amano.
E sto parlando di un uomo che se mai avesse avuto problemi nella vita (come è anche accaduto) li avrebbe tenuti per sè per non far preoccupare nessuno, mentre avrebbe fatto qualunque sacrificio per regalare un sorriso a moglie, figli e nipote...