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16

Sunday, November 28th 2010, 1:25pm

La gentilezza è ferma, non è accondiscendente per quieto vivere, la gentilezza costa fatica (almeno a me), non è dire sempre sì anche quando si vorrebbe dire no; forse è saper dire no in un modo in cui l'altro non si senta privato di qualcosa?



E' una di quelle rare frasi che...se avessi un mio blog personale..... metterei in cornice ben visibile sulla prima pagina!

Oltre che l'affermazione, trovo Gentilissima...(sì, soprattutto Gentilissima) la tua "domanda" finale.

Io non avrei dubbi nel rispondere affermativamente e con entusiasmo.
Il problema viene dopo.

Ognuno ha solo...se stesso, la propria storia, la propria intelligenza e cultura ed esperienza.
Quando fa il Migliore dei lavori di relazione......(credo proprio che) ....al massimo della Onestà puà basarsi su stesso e su ciò che vorrebbe per sè, giacchè è la prima cosa che - se vuole - può almeno un pochino indagare e infine cominciare a conoscere.
E lì, proprio, lì...è il patatrac!

Potremmo fare esempi a bizzeffe, ognuno di noi potrebbe farli, del come "l'altro , spesso, riesca a sentirsi privato di qualcosa............proprio mentre stai cercando di scambiarci o (più presuntuosamente ma realisticamente) donargli qualcosa!!!!!!!!!!!!!"

Ne faccio qualcunom, veramente A CASO, sono i primi che mi vengono in mente.

In questa discussione : io uso con Pav la frase "gli sputerei in un occhio se sapessi che uno mi dice cazzate consolatorie sapendole cazzate" .............e Pav.............. evidentemente toccato (sinceramente toccato, per carità) in qualche tasto che io ignoro totalmente............. non ne afferra AFFATTO il senso (che è quello di una battuta rapida per capirsi al volo).....e mi parte con una filippica sul fascismo, razzismo, i brividi, l'orrore, e chi più ne ha più ne metta........................
Come si fa a spiegargli (ma soprattutto : come si fa a partecipargli il FATTO, semplice semplice) che ......in qualunque gruppo di persone VIVENTI E FREQUENTANTI IL PROSSIMO......"gli sputerei in un occhio" è UNA BATTUTA SCHERZOSA E IPERBOLICA ? Come si fa ???????????

Extra forum: una mia amica di "rinnovamento nello Spirito"....................(carina, giuro!).........se un uomo la corteggia..................lei si offende , si sente trattata da puttana, e...se tutto va bene.....si riesce ad evitare la rissa.
Io lo so perchè ci ho parlato tanto. Le voglio pure bene, pur essendo diversissima da me. Ma..............il malcapitato che la corteggia e basta..............come POTREBBE MAI SOSPETTARE che il suo corteggiamento (non volgare, per niente!) può essere scambiato per oltraggio????????????????????????

Dentro al Forum: mi spiace che non sia in questo thread e spero che ci entri.
C'è un Utente a cui volgio bene da sempre, ed è ...Luca Secretgarden.
Forse è davvero impossibile immaginare due persone più diverse di quanto siamo Secret ed io. Diversi in tutto e per tutto.
Secret è Persona che tante volte ha esternato di avere difficoltà che sono diverse dalle mie.
Se avessi dovuto basarmi sul "parla con chi è come te"...io con Luca non avrei mai dovuto interagire : diverse le età, il sesso, le esperienze, l'approccio globale verso la vita.....diverso TUTTO , fra di noi!

Ma...Secreti mi piaceva nella sua "voglia vera di confrontarsi", e per questo ho scelto di rischiare.

IO, da Secret, non sono MAI rimasta nè ferita nè delusa. E mi dico certa che sia avvenuto il reciproco.

Con Secret abbiamo sempre COMUNICATO, ognuno dal proprio mondo forse opposto a quello dell'altro, eppure....ci siamo riusciti!

Nessuno dei due ha cambiato la propria vita per avere conosciuto l'altro.
Ma.....io sono felice dei tanti spunti di Riflessione che Luca mi ha offerto, e.............sono strasicura che anche tante cose dette da me possano aver fatto riflettere Lui.
Ognuno resta se stesso, mentre l'interazione CONTA qualcosa.
Ma...CONTA e riesce a "contare" perchè Luca...........HA LA MAGIA, PROPRIO LUI CHE SEMBRA VIVERE IL CONTRARIO, DI "SENTIRE" LE COSE E I SENTIMENTI. E questo, disgraziantamente, non è da tutti!!!!! resta, ovviamente, che è stupendo quando succede!


Ma...tornando al tuo interrogativo, Morgen, chi potrebbe arrogarsi mai la presunzione di individuare "il modo giusto" per tutti?
E poi....'sto modo giusto...dipende sempre e solo da chi "trasmette" o ...forse...dipende al 50% da chi "riceve e ritrasmette" :?: ^^

Qyui personalizzo e chiudo (per ora :) ): io non credo di dovermi fare sensi di colpa ...quando all'Altro offro quello che vorrei per me ! E se l'Altro è inconciliabilmente diverso da me...ok!...certo che non è colpa sua! Ma...posso dire che non la ritengo manco "colpa mia" ??????? :friends:
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morgenrot

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Sunday, November 28th 2010, 4:09pm

Potremmo fare esempi a bizzeffe, ognuno di noi potrebbe farli, del come "l'altro , spesso, riesca a sentirsi privato di qualcosa............proprio mentre stai cercando di scambiarci o (più presuntuosamente ma realisticamente) donargli qualcosa!!!!!!!!!!!!!"


No, non esiste il modo giusto in assoluto, è ovvio, così come è ovvio che ogni forma di comunicazione, anche dove facciamo di tutto per cercare di instaurarla non è detto che riesca.
E non credo che sia una questione di colpe, né da una parte né dall'altra, forse solo di ragioni e prospettive diverse. Né la gentilezza, da sola, potrebbe bastare a risolvere "i problemi del mondo", o almeno non lo credo.
L'argomento mi ha dato da pensare in rapporto a situazioni più generiche, proprio intendendo la gentilezza come un valore anziché una debolezza, come invece generalmente è vista. Ma già da lì partono le interpretazioni soggettive, perché in quella stessa parola, Pavely, tu, io, leggiamo e traduciamo diversamente, in rapporto alle nostre esperienze, sempre soggettive, alla nostra personalissima visione del mondo. Cosa è per te gentile, cosa non lo è? Quindi anche qui, se vogliamo, ci possono essere fraintendimenti.
Ho già detto che rispetto e gentilezza non penso vadano necessariamente a braccetto, e sono con te sul fatto che il rispetto dell'altro venga prima, con tutto quel che ne consegue. So anche però che, riguardo al citato, il rispetto non raggiunge o può non raggiungere alcun risultato, perché quando una persona ha già abdicato dal rispetto di sé, come può saper individuare quello altrui? Sul fatto della mancata accoglienza dei nostri buoni propositi, alle volte vogliamo donare - soprattutto a chi rispettiamo, a chi stimiamo - qualcosa che non è ciò che quelle persone si aspettano da noi, proprio perché quelle persone non sono "noi". E' come ricevere un gioiello in regalo da una persona che ami e che ti ama, e che ritieni dovrebbe conoscerti talmente bene da sapere che quel gioiello non lo indosserai mai, perché non ti interessano i preziosi: e per quanto il regalo voglia esprimere un valore intrinseco dal punto di vista di chi lo fa, come non sentirci in qualche modo traditi da chi sembra non aver riconosciuto la nostra avversione per le collane o i bracciali? Come minimo ti viene rabbia, poi delusione. Eppure quella persona voleva farti cosa gradita, ed ha "investito" per esprimere qualcosa che magari non sarebbe stato capace di fare altrimenti. Tuttavia ha dimenticato che un regalo ha in genere solo il valore che gli attribuisce chi lo riceve, non chi lo fa. Il punto d'arrivo è quello. Ma questo è un problema di percezione, di comunicazione, di condivisione, forse di affinità, non lo so. Quindi un gesto che chi l'ha fatto sente come gentile e generoso, per chi lo riceve può trasformarsi in un'esperienza frustrante, e fa rimbalzare la frustrazione sull'altro. Credo abbia a che fare anche con l'incapacità a ricevere gratificazioni "vere", all'incapacità di vedere alternative possibili al proprio pensiero.
Leggendo dell'esempio della tua amica che si sente oltraggiata dalle attenzioni di un corteggiatore...averceli, dico io, ma poi sorrido pensando che se manco manco un uomo mi guarda più di 2 secondi e mi rivolge la parola o mi fa un complimento...penso subito che sarà identico a quelli che l'hanno preceduto, perché posso sembrare interessante solo ad uomini "particolari", quindi scappo a gambe levate e mi chiudo in casa, spengo il cell. e tiro su il ponte levatoio. :D E' frustrante, ma la paura è più forte. Preferisco chiudermi a riccio piuttosto che rischiare di essere smentita. L'esempio si può trasferire a situazioni diverse, in linea generale penso che il rifiuto di un gesto positivo si possa spesso ascrivere alla paura di scoprirsi, di scoprire la realtà per quello che è, di esplorare il proprio sentire in un modo diverso da quello a cui siamo abituati. E non è una colpa neanche questa - se non forse verso se stessi - è solo una reazione, un impulso dettato da esperienze soggettive, che nulla hanno a che fare con la persona che in quel momento credeva o sperava di venirti incontro.

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Sunday, November 28th 2010, 4:20pm

Leggendo dell'esempio della tua amica che si sente oltraggiata dalle attenzioni di un corteggiatore...averceli, dico io, ma poi sorrido pensando che se manco manco un uomo mi guarda più di 2 secondi e mi rivolge la parola o mi fa un complimento...penso subito che sarà identico a quelli che l'hanno preceduto, perché posso sembrare interessante solo ad uomini "particolari", quindi scappo a gambe levate e mi chiudo in casa, spengo il cell. e tiro su il ponte levatoio. E' frustrante, ma la paura è più forte. Preferisco chiudermi a riccio piuttosto che rischiare di essere smentita. L'esempio si può trasferire a situazioni diverse, in linea generale penso che il rifiuto di un gesto positivo si possa spesso ascrivere alla paura di scoprirsi, di scoprire la realtà per quello che è, di esplorare il proprio sentire in un modo diverso da quello a cui siamo abituati. E non è una colpa neanche questa - se non forse verso se stessi - è solo una reazione, un impulso dettato da esperienze soggettive, che nulla hanno a che fare con la persona che in quel momento credeva o sperava di venirti incontro.

:hail: :hail: :hail: :hail: :hail: :hail:
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Pavély

Un uomo e il suo cuore hikikomori

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Monday, November 29th 2010, 10:14am

:)

(Grazie Morgenrot)

°

Lea... dici cose verissime su cui penso.
Mein Herz, halt Dich an mir fest

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Monday, November 29th 2010, 12:51pm

Lea... dici cose verissime su cui penso.


Grazie, Pav.
E' un commento che mi fa immenso piacere.
Non tanto perchè valuti verissime le cose che dico. Giuro!
Quanto piuttosto per quel tuo (Gentilissimo) "su cui penso".
Io, come tanti (ma secondo me non tutti) , ogni volta che intervengo da qualche parte è perchè ....quel che un Altro ha scritto mi ha toccato e ho PROVATO a pensarci come fosse cosa mia.

Questo, come sai benissimo, non è garanzia di "prenderci", però è garanzia di "ci provo con stima e affetto, e ci penso a quel che dice l'Altro".
Quando anche l'Altro accoglie il pensiero.....è una Gioia.
Quando l'Altro lo respinge è un Fallimento (per me) , anche se - ovviamente - nel resto della mia vita non cambia assolutamente nulla.

E dunque: grazie, Pav! :friends:
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