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elinor

Utente Fedele

  • "elinor" started this thread

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1

Thursday, July 31st 2014, 9:12pm

Manicomi, si o no

Nel 1978, con la famosa legge Basaglia, e' iniziato un lungo processo che ha portato alla chiusura definitiva di tutti i manicomi in Italia, considerati dei "lager" in cui i degenti erano sottoposti a cure disumane e trattamenti vessatori. Nel 1978, uno psichiatra si è battuto affinché il malato di mente fosse affidato alla cura di servizi collegati e che potessero reinserirlo e reintegrarlo nella realtà sociale.
Io credo che la chiusura dei manicomi sia stata soprattutto un modo per ridurre la spesa pubblica e che le motivazioni addotte, condivisibili per carità, non bastano a spiegare perché i manicomi sono stati chiusi e non semplicemente trasformati in strutture ospedaliere più adatte alla cura della malattia mentale, al recupero e al reinserimento.
Mi chiedo come negli altri Paesi del mondo, sopravvivono ancora strutture del genere...siamo noi ad essere avanti o loro? Secondo voi andrebbero riaperti?

2

Thursday, July 31st 2014, 10:20pm

Ma chi decide quale sia la normalità?Con quale titolo assoluto.
Aldilà del fatto che in vari paesi il manicomio è stato il facile serbatoio di persone considerate scomode.
Come si fa a fissare un ideale sano oggettivo che vada aldilà di tempo e spazio,mi spaventa che in passato siano esistiti manicomi.
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile,
l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane
niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

120celle

Giovane Amico

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3

Thursday, July 31st 2014, 11:18pm

Nel 1978, con la famosa legge Basaglia, e' iniziato un lungo processo che ha portato alla chiusura definitiva di tutti i manicomi in Italia, considerati dei "lager" in cui i degenti erano sottoposti a cure disumane e trattamenti vessatori. Nel 1978, uno psichiatra si è battuto affinché il malato di mente fosse affidato alla cura di servizi collegati e che potessero reinserirlo e reintegrarlo nella realtà sociale.
Io credo che la chiusura dei manicomi sia stata soprattutto un modo per ridurre la spesa pubblica e che le motivazioni addotte, condivisibili per carità, non bastano a spiegare perché i manicomi sono stati chiusi e non semplicemente trasformati in strutture ospedaliere più adatte alla cura della malattia mentale, al recupero e al reinserimento.
Mi chiedo come negli altri Paesi del mondo, sopravvivono ancora strutture del genere...siamo noi ad essere avanti o loro? Secondo voi andrebbero riaperti?


Io sono contrario al TSO in ambito psichiatrico, perciò sono contrario alla riapertura di posti analoghi dove poi si andrebbe a scaricare l'umanità ritenuta difettata dalla società.
Già è abbastanza aberrante il fatto che si parli di "funzionamento" rispetto a delle persone, come se gli scopi esistenziali e le preferenze fossero fissati esternamente da qualcun altro e non dalla persona stessa.
Per me si può parlare di buon funzionamento e cattivo funzionamento rispetto ad una macchina, perché abbiamo fissato noi stessi cosa la macchina dovrebbe fare, l'abbiamo costruita noi per raggiungere certi scopi, ma questo discorso diviene infondato con gli individui perché non li abbiamo costruiti di certo noi per far qualcosa di specifico! Gli scopi quali sarebbero?

Se una persona si uccide si suppone che qualcosa non stia funzionando bene nella mente della persona, ma come si fa a concludere questo? Quali erano gli scopi di questa persona? Lo sappiamo? Sono fissati una volta per tutte? No, e allora non possiamo dire se chi si uccide, per qualsiasi motivo, stia funzionando male. Magari sta funzionando bene comunque rispetto ai propri scopi.
Perché poi si è arrivati anche a parlare di scopi disfunzionali, ma disfunzionali rispetto a quali altri scopi? Chi li dovrebbe fissare gli scopi assoluti verso cui dovrebbe tendere un essere umano funzionante?
Non è che si è pensato davvero bene a tutta la questione, iniziano a parlare un po' a vanvera certi luminari della scienza in camice bianco senza essere dotati di alcuno strumento più elementare per riflettere a quel che stanno dicendo e credono di aver detto qualcosa.
Niente da fare, psicoterapeuti e psichiatri insistono nell'usare questa terminologia per oggettivare la malattia mentale come se rappresentasse un cattivo funzionamento della "macchina umana". E' come se l'uomo l'avessero costruito loro per far qualcosa di specifico!

In base a certe idee oggi diffuse finirebbe sotto l'etichetta di "cattivo funzionamento" anche tutto il pensiero di Leopardi, Cioran e di altri scrittori, poeti e filosofi, se qualcuno avesse in mente che l'uomo serve ed è stato costruito solo per fare determinate cose e svolgere certi compiti.

Chi pensa non agirà così come si aspetta uno psichiatra, non produrrà quel che si aspetta uno psicoterapeuta, andrà contro queste tendenze qua e continuerà a funzionare male, perciò verrà etichettato come non funzionante perché non ha prodotto il risultato che qualcun altro desiderava fosse prodotto, mentre secondo me può essere che sta funzionando bene comunque una persona etichettata come malata di mente in relazione ai propri scopi.

Sarebbe meglio parlare di disagio esistenziale (che ha un po' a che fare anche con le relazioni e le risorse sociali) e non di malattia mentale, non esiste un ente di questo tipo da cui ogni soggetto dovrebbe voler liberarsi. Meglio gli psicologi che descrivono solo come evolvono certe cose senza definire come dovrebbero essere fatte le persone e la mente rispetto a certi psichiatri e certi psicoterapeuti che credono davvero di curare qualcuno da una malattia o di aggiustare una mente rotta.

C'è bisogno di una forma di assistenza di sicuro, ma non mi convince il fatto che questa assistenza abbia a che fare direttamente con la cura di qualche malattia che colpisce la mente.
Per me bisogna proprio ripensare quasi tutto da capo in quest'ambito, dato che vengono usati dei sistemi di valori per etichettare chi è sano di mente o chi è malato, chi funziona bene e chi no, senza rendere evidenti tutti questi presupposti qua.
In ogni caso visto l'andazzo attuale è meglio che i manicomi restino chiusi.

This post has been edited 4 times, last edit by "120celle" (Jul 31st 2014, 11:42pm)


4

Friday, August 1st 2014, 2:35pm

Non mi sembra che siano stati "chiusi". Tante strutture che dovrebbero avere lo scopo di curare i malati psichiatrici si rilevano dei veri e propri posti da incubo. Basta vedere le notizie su internet.

5

Friday, August 1st 2014, 3:42pm

Io sono contrario al TSO in ambito psichiatrico, perciò sono contrario alla riapertura di posti analoghi dove poi si andrebbe a scaricare l'umanità ritenuta difettata dalla società.
Il TSO è la valvola di sfogo di una società che non è in grado di gestire alcune fasi della malattia o del disturbo mentale.

Se le famiglie, le persone, fossero in grado non ci sarebbe bisogno di TSO, ne' di manicomi o facenti funzione.

Vi ricordo che molte delle persone soggette a TSO, poi si riprendono e tornano nella società e contribuiscono, vivono, procreano, migliorano la loro e l'altrui realtà.
Senza TSO (che pure è e resta una "cosa" terribile) molti di questi sarebbero morti.
Altri muoiono causa TSO. Ma pare che i primi (superstiti) siano di più.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

120celle

Giovane Amico

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6

Saturday, August 2nd 2014, 3:19pm

Il TSO è la valvola di sfogo di una società che non è in grado di gestire alcune fasi della malattia o del disturbo mentale.

Se le famiglie, le persone, fossero in grado non ci sarebbe bisogno di TSO, ne' di manicomi o facenti funzione.

Vi ricordo che molte delle persone soggette a TSO, poi si riprendono e tornano nella società e contribuiscono, vivono, procreano, migliorano la loro e l'altrui realtà.
Senza TSO (che pure è e resta una "cosa" terribile) molti di questi sarebbero morti.
Altri muoiono causa TSO. Ma pare che i primi (superstiti) siano di più.


Io però dico una cosa, se la persona non commette alcun reato non si può costringerla a stare in un posto solo perché disturba la quiete.

Che agli altri un certo modo di comportarsi e di pensare possa dare fastidio non può essere un buon motivo. Nemmeno il fatto che poi queste pratiche servano ad un gruppo sociale compatto per rendere l'individuo più produttivo è un buon motivo... L'utilità di chi è?
E' sicuramente dell'individuo? Per parlare di una cura bisognerebbe essere certi che è così, ma non è che sia ben chiaro.
Io sono stato in un centro diurno e ho visto con i miei occhi che veniva usato il ricovero forzato in psichiatria (nell'ospedale vero e proprio, credo una pratica simile al TSO non sono ben informato giuridicamente al riguardo) come sistema punitivo per controllare il comportamento delle persone che soggiornavano là.
Tutta questa utilità rispetto all'inserimento sociale io non l'ho osservata praticamente, la persona dopo la cosiddetta crisi tornava nel centro diurno e quel che si otteneva era questo: finalmente non infastidiva più infermieri e personale. Sto parlando di persone che soggiornavano proprio là, magari le famiglie fanno lo stesso con un membro problematico.
Io da una parte della mia famiglia ho dovuto comunque "difendermi" anche se l'ho compreso un po' tardi, immagino che altre famiglie siano messe anche peggio. Non sono affatto contrario all'uso di farmaci, io li prendo, ma sono io stesso che ho preferito fare così, è stata una mia scelta consapevole, per questo non sono contro ogni forma di aiuto o assistenza, sono solo contrario ad un certo modo di intendere questa assistenza.
Parlo per esperienza diretta rispetto a quel che ho visto.

This post has been edited 1 times, last edit by "120celle" (Aug 2nd 2014, 4:53pm)


7

Monday, August 4th 2014, 12:02pm

Io però dico una cosa, se la persona non commette alcun reato non si può costringerla a stare in un posto solo perché disturba la quiete.
Dipende dalla natura e dall'entità del disturbo.
La quiete pubblica è parte integrante (e fondamentale) della salute pubblica.

Non si più essere in salute se non si riesce a dormire, a pensare, a lavorare.
Alla lunga cala anche l'umore e si generano pericolosissimi attriti tra le persone che in un batter d'occhio possono degenerare in violenza e caos.

Parlo per esperienza diretta rispetto a quel che ho visto.
Anche io :)
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

120celle

Giovane Amico

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8

Tuesday, August 5th 2014, 11:06am

Non si più essere in salute se non si riesce a dormire, a pensare, a lavorare.
Alla lunga cala anche l'umore e si generano pericolosissimi attriti tra le persone che in un batter d'occhio possono degenerare in violenza e caos.


Per me è chiaro che ci sono dei conflitti (se c'è un vicino che fa rumore e non ti fa dormire, per te questo rappresenta un problema, ma non è di certo un problema di salute che si trova nella mente di qualcuno, nella mente del tuo vicino per esempio...) e ovviamente questi conflitti per gli individui rappresentano un disagio in più da dover gestire e possono far arrabbiare molto delle persone, ma cosa c'entra questo?
Qui si parla di salute erroneamente ed in modo improprio per me, sarebbe come sostenere che per far star bene e tranquilla gran parte della popolazione presente in un luogo e per evitare "pericolossissimi attriti" si interna una minoranza "fastidiosa" per "motivi di salute" perché questa disturba il corretto sviluppo dell'altra, qua la salute non c'entra nulla, e prima lo si comprende, meglio è.

Tornando all'esempio del vicino... Non è che il vicino lo fai internare sostenendo che è disturbato mentalmente perché non ti fa dormire e tu domani devi alzarti alle cinque per andare a lavorare, negozi con questo vicino rispetto a quel che puoi ottenere con gli strumenti idonei, a volte magari non potrai farci proprio nulla, usando tutti gli strumenti utilizzabili e dovrai tenerti il rumore... Perciò... O cambi casa o ti tieni il rumore...
Il vicino non sarebbe affetto da alcuna malattia in ogni caso anche se segue uno stile di vita diverso dal tuo e magari non dorme di notte.

Ci si può inventare un termine per etichettare anche una malattia mentale che colpisce chi non dorme e fa certe cose quando gli altri dormono (la "schiamazzite" magari) producendo rumori :D. Ma inventarselo non riuscirà di certo a farmi riconoscere che esiste davvero una malattia presente da qualche parte!

E' ovvio che certe persone rappresentano un disturbo col loro modo di fare per certi altri, ma non è che si gestiscono i conflitti sociali che sorgono da questo fastidio internando queste persone (per farle tornare all'ordine) sostenendo poi che queste forme di ritorsione rappresentano delle cure (se sono punizioni o sanzioni, le si chiami col loro vero nome!). Sono sempre gli individui stessi che dovranno decidere se questi interventi rappresentano qualcosa di positivo o meno per loro.
Per me è proprio scorretto descrivere in questi termini il problema che è andato a crearsi.

In pratica anche persone considerate normali poi possono arrivare a spararsi e scannarsi per questioni condominiali, ma se si segue questa linea qua bisognerebbe internare praticamente tutti quelli che protrebbero produrre "disordini sociali" se vogliamo evitare prima che le cose degenerino poi. Infine bisogna anche decidere quale delle parti che producono attrito bisognerebbe internare, perché se c'è attrito a produrlo non è una parte soltanto.

In realtà quel che è vero per me è che i cosiddetti malati di mente possono divenire facilmente vittime di violenza sociale essendo particolarmente indifesi (li ho osservati e ho interagito con loro nella struttura in cui sono stato), si può far di loro praticamente quel che si vuole, per questo mi convincono poco le "cure obbligatorie", non sono contrario all'assistenza sociale di vario tipo visto che io ne ho usufruito, e meglio in certi sensi sono stato (anche se non ho risolto di certo tutto), sono contrario all'obbligo di seguire una certa forma di assistenza usando il solito argomento relativo ad un'oggettivazione di "salute" e "malattia" in quest'ambito, idea che hai usato anche tu per sostenere le tue idee, facendo ricadere erroneamente sotto la categoria di "cura", cioé un qualcosa che l'individuo dovrebbe riconoscere come tale, una forma di assistenza che potrebbe essere gradita e ritenuta utile solo da qualcuno ma non necessariamente da tutti.
Date un'occhiata anche a questo video qua

https://www.youtube.com/watch?v=qYLIxvp0OQk

Perciò fino a che non cambiano queste idee che sono ancora molto diffuse in gran parte della popolazione è meglio che i manicomi restino chiusi, non sono contrario all'apertura di strutture alternative, ma strutture "aperte" e non organizzate come ospedali.
Se vengono riaperti ora e in questo clima culturale si ritornerà allo stesso ed identico modello.

Saluti

This post has been edited 14 times, last edit by "120celle" (Aug 5th 2014, 1:00pm)