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doctor Faust

Azzeccagarbugli

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Thursday, December 16th 2010, 4:20pm

lo fai magari perchè gli vuoi bene, o perchè ritieni giusto alleviargli le pene, e metti in secondo piano la tua soddisfazione e ti dedichi in toto all'altro. Come si fa a sentirsi personalmente soddisfatti di una cosa simile? Io mi sentirei infelice per non aver potuto fare di più, piuttosto... altro che soddisfazione. :huh:


quindi per, non sentirti infelice, lo fai. E' la funga dall'insoddisfazione e dal dolore. Quindi tutto torna.

del resto è stata una soddisfazione breve perchè da quel momento in poi ha avuto solo grattacapi!!!! :assi: :assi: :assi: A questo punto barba non ne avrà più a forza di strapparsela dalla rabbia per quel che combiniamo quaggiù...


Infatti. Quando non e' stato piu contento del suo giocattolo ha detto:- Mi pento amaramente di avere fatto l'uomo- Genesi 6 : 7, e mando il diluvio per cancellare tutto.

Anche lui aveva bisogno di carezze. Tanto e' vero, che pur di non rimanerne senza, salvo Noe' e i suoi figli, affinche il gioco potesse continuare.
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

hachi_82

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47

Thursday, December 16th 2010, 4:24pm

Scusate se ricito una cosa che di fatto avevo già commentato. Ma mi serve per spiegare meglio come vedo io tutta la faccenda.
Ognuno cerca di avere carezze come puo' da questa vita. I bimbi sono un ottimo strumento per averle. Almeno nel desiderio.
Nel rapporto genitore-figlio... c'è uno scambio. E' un rapporto... quindi in quanto tale, ci si scambiano emozioni, sentimenti, amore, c'è condivisione, si cresce anche insieme (i genitori non sono 'già imparati', anche loro fanno i conti con nuove esperienze e sentimenti). Non è tutto a senso unico, dunque, cioè, non è che i genitori danno soltanto senza aspettarsi un minimo di 'ritorno' (che può essere il fatto di vedere felice il proprio bimbo, di vederlo camminare se gli si insegna a stare in piedi, di vederlo crescere sano se lo si nutre correttamente, o di essere ricambiati nell'abbraccio o nelle coccole). Trovo tutto ciò naturale, e trovo pure naturale che i genitori ricevano delle soddisfazioni nel prendersi cura dei figli (propri o adottati). Però il rapporto non è alla pari: da un lato c'è un adulto, dall'altro un bambino, e la differenza è abissale. Usare un bambino come strumento per ricavarne soddisfazione e carezze lo trovo un modo ingannevole di rapportarsi col bimbo stesso. Lui questo non lo sa, e credo che i bambini vivano il nostro affetto come qualcosa di speciale, che pensano di ricevere non perchè noi ne ricaviamo soddisfazione, ma perchè loro credono di essere speciali per noi, e che per noi vengano al primo posto di qualsiasi cosa, pure di noi stessi. Ma è così che poi dovrebbe essere.
Avere chiaro questo e tenerne sempre conto è un atto di responsabilità verso i bambini... poi vabbè, i figli si fanno lo stesso, e l'umanità andrà avanti, sempre e comunque, sia che si facciano figli per caso, che per un motivo specifico, sia che si vogliano o meno nel momento in cui arrivano.
Però visto che non siamo bestie, non sarebbe male fermarsi a riflettere su questo una volta in più.
...se ci credi ti basta perché
...poi la strada la trovi da te (E.B.)

hachi_82

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48

Thursday, December 16th 2010, 4:41pm

quindi per, non sentirti infelice, lo fai. E' la funga dall'insoddisfazione e dal dolore. Quindi tutto torna.
no ma... non è che mi rende felice farlo. Lo fai pur sapendo di essere impotente di fronte alla malattia. Quando ho detto"Io mi sentirei infelice per non aver potuto fare di più, piuttosto", intendo dire: una volta che la persona è morta, non riuscirei comunque a consolarmi del fatto che gli sono stata vicino, perchè comunque la persona ha sofferto e patito. L'eventuale dolore e insoddisfazione rimane, è latente, è lì, e lo vivi tutto. Non può esserci soddisfazione nel prendersi cura di una persona che muore lentamente nè tantomeno si può fuggire dal dolore, inevitabile. Però lo fai, con rassegnazione, ma lo fai. Anche se ti senti un moscerino insulso di fronte alla crudeltà della vita. Ok, un minimo gli avrai alleviato le pene, non l'avrai fatto morire solo ma... che soddisfazione è? Che fuga dal dolore è? E' una consolazione insulsa.



Quoted from "doctor Faust"

Infatti. Quando non e' stato piu contento del suo giocattolo ha detto:- Mi pento amaramente di avere fatto l'uomo- Genesi 6 : 7, e mando il diluvio per cancellare tutto.

Anche lui aveva bisogno di carezze. Tanto e' vero, che pur di non rimanerne senza, salvo Noe' e i suoi figli, affinche il gioco potesse continuare.
Sempre per le carezze? :hmm: Non sarà stato solo un atto di generosità e magnanimità nei confronti dell'uomo (e quindi sempre di solo e puro amore)? Un atto di estrema e santissima pazienza? Tanto alla fine di carezze non gliene sono tornate assai indietro... ne riceve pochine pochine, a ben vedere. Avrebbe lasciato poi che suo Figlio morisse in croce per ricevere altre carezze da quei buoni a nulla degli uomini? Sarebbe diventato schiavo delle creature da Lui Stesso create perchè sofferente di solitudine, nessuno che gli diceva 'bravo', ti adoriamo? E' Dio, potrebbe benissimo creare qualcos'altro di migliore. Altro che diluvio ci vorrebbe oggi... a volte penso che se c'è, ci ha già abbandonato da parecchio.
mmm... 'sta cosa delle carezze la capisco abbastanza per gli uomini, ma per Dio il discorso non mi torna tanto...
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49

Friday, December 17th 2010, 12:52am

La dissezione scientifica dell'amore descritta nel libro toglie all'amore stesso il suo valore romantico, passionale, favoloso e spirituale così come noi lo viviamo? Niente affatto. Angela chiarisce come gli aspetti etologici, ecologici e neurobiologici del comportamento riproduttivo umano non contano assolutamente nulla per chi è travolto dall'amore.

Faust.......questo è tratto dalla recensione del libro di Angela a cui rimanda il TUO ultimo link.

Io............ :blush: ..........sono moltissimissimo d'accordo con quel che dice Angela. Ma.....pure tu , secondo te? :girl:
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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Friday, December 17th 2010, 12:00pm

La dissezione scientifica dell'amore descritta nel libro toglie all'amore stesso il suo valore romantico, passionale, favoloso e spirituale così come noi lo viviamo? Niente affatto. Angela chiarisce come gli aspetti etologici, ecologici e neurobiologici del comportamento riproduttivo umano non contano assolutamente nulla per chi è travolto dall'amore.

Faust.......questo è tratto dalla recensione del libro di Angela a cui rimanda il TUO ultimo link.

Io sono moltissimissimo d'accordo con quel che dice Angela. Ma.....pure tu , secondo te?


Ma certo che sono d'accordo. Se leggi bene dice: Gli aspetti ecc ecc non contano nulla per chi e' travolto dall'amore.
E il perche' e' molto semplice.
Chi e' travoltodalla passione, esclude l'Adulto, cioe' la sua parte razionale e ragionevole, e non vuole niente altro che il suo oggetto d'amore. Con lui ogni discorso ragionevole e' inutile, fino a che la sbornia dopaminica ed endorfinica sara' passata.

Quindi questi ragionamenti si fanno quando la mente e' lucida e il raziocinio operante.
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

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Friday, December 17th 2010, 12:42pm

quindi per, non sentirti infelice, lo fai. E' la funga dall'insoddisfazione e dal dolore. Quindi tutto torna.
no ma... non è che mi rende felice farlo. Lo fai pur sapendo di essere impotente di fronte alla malattia. Quando ho detto"Io mi sentirei infelice per non aver potuto fare di più, piuttosto", intendo dire: una volta che la persona è morta, non riuscirei comunque a consolarmi del fatto che gli sono stata vicino, perchè comunque la persona ha sofferto e patito. L'eventuale dolore e insoddisfazione rimane, è latente, è lì, e lo vivi tutto. Non può esserci soddisfazione nel prendersi cura di una persona che muore lentamente nè tantomeno si può fuggire dal dolore, inevitabile. Però lo fai, con rassegnazione, ma lo fai. Anche se ti senti un moscerino insulso di fronte alla crudeltà della vita. Ok, un minimo gli avrai alleviato le pene, non l'avrai fatto morire solo ma... che soddisfazione è? Che fuga dal dolore è? E' una consolazione insulsa.


Rifletti un momento. Nessuno ti impone di fare quello che non vuoi. Se lo fai e' perche', fra le opzioni che hai di fronte, qualla che scegli e' quella che ti soddifa di piu'.

Potresti scegliere di fuggire, di delegare, di disperarti e cadere in depressione, di fregartene e fare come se nulla fosse.

Alcuni scelgono queste opzioni. Ma tu scegli quella che per te sembra meglio, perche' cosi' non sentirai sensi di colpa, non avrai rimorsi e soddisfarai il tuo senso del dovere, vincendo anche la tua paura e il desiderio di fuggire. Questo ti fa sentire bene, o almeno meglio di come ti sentiresti se tu scegliessi un'altra opzione.
Per cui, alla fine, lo fai per soddisfazione tua.
Vuoi essere ringraziata per questo? Forse lo sarai. E aggiungerai altre carezze. Ti sentirai meglio ad avere assolto quello che per te sembra un compito ineluttabile? Bene. Se ci sei riuscita, sarai contenta di te, e ti sentirai bene. E saranno altre carezze.

Non c'e' nulla di male ad ammetterlo. Non e' una svalutazione dei nostri atti. E' riconoscere che quello che facciamo ha sempre un senso. Il senso e' che assecondiamo il bisogno di sentirci bene, cioe' l'istinto di conservazione, che a volte sceglie anche di perdere se stessi, pur di conservare la propria stima, o il proprio patrimonio genetico, passato a figli o collaterali.

Quoted from "doctor Faust"

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Infatti. Quando non e' stato piu contento del suo giocattolo ha detto:- Mi pento amaramente di avere fatto l'uomo- Genesi 6 : 7, e mando il diluvio per cancellare tutto.

Anche lui aveva bisogno di carezze. Tanto e' vero, che pur di non rimanerne senza, salvo Noe' e i suoi figli, affinche il gioco potesse continuare.
Sempre per le carezze? :hmm: Non sarà stato solo un atto di generosità e magnanimità nei confronti dell'uomo (e quindi sempre di solo e puro amore)? Un atto di estrema e santissima pazienza? Tanto alla fine di carezze non gliene sono tornate assai indietro... ne riceve pochine pochine, a ben vedere. Avrebbe lasciato poi che suo Figlio morisse in croce per ricevere altre carezze da quei buoni a nulla degli uomini? Sarebbe diventato schiavo delle creature da Lui Stesso create perchè sofferente di solitudine, nessuno che gli diceva 'bravo', ti adoriamo? E' Dio, potrebbe benissimo creare qualcos'altro di migliore. Altro che diluvio ci vorrebbe oggi... a volte penso che se c'è, ci ha già abbandonato da parecchio.
mmm... 'sta cosa delle carezze la capisco abbastanza per gli uomini, ma per Dio il discorso non mi torna tanto...


Bene. Si puo' sviscerarlo.
Intanto partiamo da un punto di vista diverso. Proviamo a pensarlo come pensa un uomo, visto che siamo fatti a sua immagine e somiglianza.

Tu dici:- Non e' stato un atto di amore e pazienza?-

Io ti domando:- Quale e' l'uomo, o donna [o il bambino] che, dopo aver scassato tutto quello che ha in una attacco d'ira isterica, non torna a vedere se si e' salvato qualcosa, per poter ricominciare a ricostruire?

Tu dici chedi carezze ne riceve pochine

Io ti domando:- Tu quante carezze positive ricevi in una giornata tipo? Tante o poche? Non e' vero che anche in una giornata nera, dove tutto sembra andare storto, basta una sola piacevole novita' a rischiarare il tutto, e farti sentire contenta? E non e' vero, che in una gionata in cui ti senti veramente nessuno, anche poter madare a fuck of qualcuno ti da un minimo di soddisfazione?

Tu dici che ha lasciato morire suo figlio e questo contrasta con la ricerca di carezze.

Lasciamo da parte ogni possbile discussione in merito, e ti domando:- Se a te, qualcuno di molto fidato, dicesse che investendo oggi, con sacrificio, una grossa fetta dei tuoi risparmi, nel giro di poco tempo avrai guadagnato mille volte di piu', e, lo stesso capitale iniziale investito, ti sarebbe restituito con gli interessi, cosa faresti?

Non ti torna che lui sia diventato schiavo della sua stessa creazione, solamente per sentirsi dire "bravo" e " ti adoriamo".

Io ti chiedo:- Ma perche' una donna dovrebbe sacrificare la sua liberta' per avere dei figli, e diventare schiava di essi fino alla loro morte, se nella sua mente non ci fosse almeno il desiderio di sentirsi soddisfatta da questa scelta, immaginarsi una madre giusta buona e generosa, che allevera' figli contenti di lei e la ringrazieranno di averli messi al mondo?

E perche' un uomo dovrebbe sacrificare il suo tempo, la sua liberta' e il suo patrimonio per costruire una casa di cui non ha necessita', e vincolarsi a una donna, che gli togliera' la liberta', e accollarsi una serie di doveri e di incombenza a cui non potra' piu' sfuggire, comunque andra' a finire?
Non lo fa in vista di un risultato, di un riscatto, di un senso di onnipotenza, o anche solamente per la necessita' di non sentirsi solo e lasciare a qualcuno i frutti del suo lavoro?
Non e' questo che ha fatto dio?

Dici:- Dio potrebbe creare qualcosa di migliore...-

Io ti domando:- Perche' addossare a chi non si conosce la nostra incapacita' di gestire la ricerca di carezze? La nostra bulimia, la nostra fame di soddisfazioni, stimoli, riconoscimenti, apprezzamenti, affetto, amore, ecc. che ci porta ad abusare continuamente di co' che abbiamo?
Invece di accusare un dio come capro espiatorio, sarebbe bene riconoscere i nostri limiti, e crescere un po'. Diventare Adulti, responsabili, perfino generosi.
Insomma...divini.
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Friday, December 17th 2010, 2:01pm

Ma certo che sono d'accordo. Se leggi bene dice: Gli aspetti ecc ecc non contano nulla per chi e' travolto dall'amore.
E il perche' e' molto semplice.
Chi e' travoltodalla passione, esclude l'Adulto, cioe' la sua parte razionale e ragionevole, e non vuole niente altro che il suo oggetto d'amore. Con lui ogni discorso ragionevole e' inutile, fino a che la sbornia dopaminica ed endorfinica sara' passata.

Quindi questi ragionamenti si fanno quando la mente e' lucida e il raziocinio operante.



Avevo compreso, Faust, che il tuo percorso mentale fosse questo. Ma........la differenza che vedo tra te e Angela (posso sbagliare, ma per ora la vedo e continuo a vederla) è che...ad Angela le spiegazioni razionali servano per comprendere un iter psicofisico SENZA minimamente ridurne la valenza (come se l'indagine e la spiegazione fossero PIANI e tranquilli rispetto al dato di fatto che potremmo sbrigativamente chiamare "emotività come da Natura"; è come se Angela le accettasse (anzi cercasse) a posteriori e senza alcuno scrupolo per averel vissute o viste vivere.
In te, invece, le stesse spiegazioni sembrano essere fatte a priori, a tavolino....e............ con lo scopo preciso di trincerarsi e cautelarsi rispetto a quella che....più che una CARATTERISTICA umana, sembri considerare una DEBOLEZZA (anche sciocca) degli umani.
La cultura è quel che resta........quando hai dimenticato TUTTO! (non è mia, ma non mi ricordo chi l'abbia detta. Cambia qualcosa? :roftl: )

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Azzeccagarbugli

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Friday, December 17th 2010, 6:16pm




Avevo compreso, Faust, che il tuo percorso mentale fosse questo. Ma........la differenza che vedo tra te e Angela (posso sbagliare, ma per ora la vedo e continuo a vederla) è che...ad Angela le spiegazioni razionali servano per comprendere un iter psicofisico SENZA minimamente ridurne la valenza (come se l'indagine e la spiegazione fossero PIANI e tranquilli rispetto al dato di fatto che potremmo sbrigativamente chiamare "emotività come da Natura"; è come se Angela le accettasse (anzi cercasse) a posteriori e senza alcuno scrupolo per averel vissute o viste vivere.


Non capisco bene. Vuoi dire che lei mischia liberamente le due entita' [scienza e poesia, razionalita e irrazionalita', cervello emotivo e cervello razionale]come fossero indistinte?
Se e' cosi' a me va bene. Non ho motivo di essere contrario, basta non confonderle nel momento in cui sto operando nella vita pratica. E succede spesso.

Quoted

In te, invece, le stesse spiegazioni sembrano essere fatte a priori, a tavolino....e............ con lo scopo preciso di trincerarsi e cautelarsi rispetto a quella che....più che una CARATTERISTICA umana, sembri considerare una DEBOLEZZA (anche sciocca) degli umani.


Ma sai...il modo di presentare un argomento dipende dal sistema di riferimento della persone, e poi dal suo vissuto, che si esprime nelle sue note copionali.

"Ti amo!" lo puoi declinare e analizzare come un messaggio digitale, cioe' fatto di lettere, di un predicato, di un contesto sintattico, semantico e pragmatico.
Ma lo puoi vedere anche come un messaggio analogico, fatto di gestualita', mimica, prossiemica, emotivita' sentimentale, contesto di presenze sia oggettuali che soggettuali.

Poi uno vive le situazioni come gli riesce. Fa quello che puo'. Coglie quello che coglie. Vive, in qualche modo. A volte sopravvive. A volte neppure quello, perche e' gia morto e ancora non lo sa.
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54

Friday, December 17th 2010, 6:37pm

Non capisco bene. Vuoi dire che lei mischia liberamente le due entita' [scienza e poesia, razionalita e irrazionalita', cervello emotivo e cervello razionale]come fossero indistinte?


No, non volevo dire questo.
Prendiamo un attimo in prestito una qualunque acquisizione, ad esempio :"è provato che durante l'innamoramento folle si è inondati da endorfine".

Abbiamo il dato innamoramento folle (verificabile anche dall'esterno come situazione estatica) ed abbiamo la spiegazione scientifica che è : per forza, sei autodrogato di endorfine. Ok?

Ora, dinanzi a questi due dati di fatto.....Angela lo immagino (e non mi occorre manco di immaginarlo, perchè l'ho tante volte letto e tante volte ascoltato in osservazioni di questo genere) lo vedo, dunque, come colui che sintetizza "quindi è per questo che da innamorati siamo in estasi, e questa acquisizione contribuiisce a "spiegarci" la meraviglia dell'amore. E poi comunque, non ci spiega perchè ci innamoriamo di Tizio e non di Caio".

Dinanzi a questi due stessi dati di fatto, mi viene istintivo immaginare te in questa (diversa, molto diversa) sintesi : "se l'innamorato è in estasi è perchè questa illusione gli produce endorfine; quindi l'estasi non ha nulla di suggestivo nè di poetico, l'innamoramento è una illusione, e se il tipo più intelligentemente si procurasse la stessa estasi con una sostanza psicoattiva.......controllerebbe molto meglio i tempi e i luoghi dei momenti d'estasi che vuol concedersi, risparmierebbe un sacco di soldi in fiori regali e cene galanti, non rischierebbe di prendere mazzate improvvise se abbandonato, e quindi : l'innamorato folle è solo un puarett!".


:D
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Saturday, December 18th 2010, 2:53pm

quindi : l'innamorato folle è solo un puarett!".


sintesi perfetta.
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Saturday, December 18th 2010, 2:56pm

sintesi perfetta.


Visto che avevo capito? :thumbsup:

Ti odio e ti amo. E non mi sento puarett! :assi: :friends:
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hachi_82

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Saturday, December 18th 2010, 4:36pm

Non c'e' nulla di male ad ammetterlo. Non e' una svalutazione dei nostri atti. E' riconoscere che quello che facciamo ha sempre un senso. Il senso e' che assecondiamo il bisogno di sentirci bene, cioe' l'istinto di conservazione, che a volte sceglie anche di perdere se stessi, pur di conservare la propria stima, o il proprio patrimonio genetico, passato a figli o collaterali.
mmm... sì, infatti era questo che sembrava a me... cioè, vederci della soddisfazione anche nei frangenti meno 'opportuni'.
Forse è più una soddisfazione inconsapevole, di cui non ci accorgiamo, che fa parte della nostra natura? Perchè, sempre pensando all'esempio che ho fatto, continuo comunque a non vederci una soddisfazione 'consapevole'. Cioè, non fai del tuo meglio per ricevere carezze, perchè non è quella l'intenzione, al soddisfarti di qualcosa non ci pensi proprio, sei troppo presa/o dal prenderti cura dell'altro, sei portato a metterti da parte e pure a sacrificarti pesantemente, a volte. Cioè, il fatto che comunque ti senti bene con te stesso, sarà 'sintomo' di quella soddisfazione di cui parli, ma non ne sei proprio cosciente, deriva dal fatto che ti comporti in maniera coerente al tuo modo di essere e pensare, ma non è che ci pensi.

Quoted from "doctor Faust"

Alcuni scelgono queste opzioni. Ma tu scegli quella che per te sembra meglio, perche' cosi' non sentirai sensi di colpa, non avrai rimorsi e soddisfarai il tuo senso del dovere, vincendo anche la tua paura e il desiderio di fuggire. Questo ti fa sentire bene, o almeno meglio di come ti sentiresti se tu scegliessi un'altra opzione.
Per cui, alla fine, lo fai per soddisfazione tua.
mmm... ok, via sensi di colpa, sono brava, ligia al mio dovere e soddisfo tutte queste belle cose... ma... se l'unica vera ragione per cui ti muovi è quella di voler bene a qualcuno? Tu dirai (penso): poichè per te è fonte di soddisfazione veder star bene l'altro... aiutandolo soddisferai te stessa! Giusto? :D Quindi alla fine... lo fai sempre per te stessa. Dimmi se ho capito.

....

...ma se fosse così allora vuol dire che non facciamo niente davvero solo per gli altri? Quindi non esisterebbero quelle persone meravigliose note per essere molto generose, che si donano totalmente agli altri, che si sacrificano... Madre Teresa chi era dunque? Lei si considerava strumento di Dio, lei era la penna, ma era Dio che scriveva; lei si annullava e dava tutto di sè. Certamente la sua gioia erano i sorrisi degli ammalati, di carezze speciali ne avrà ricevute moltissime, ma non riuscirei a pensare a lei come a una in cerca di carezze e consensi (nè consciamente, nè inconsciamente). Lei avrebbe dato tutta se stessa comunque, a prescindere dai 'grazie' che poteva ricevere. Ha sempre pensato a far star bene -e guarire- gli altri... Ma è possibile? Perchè se seguissi il tuo ragionamento, Madre Teresa mi apparirebbe come la più bisognosa di carezze di questa terra, dato che aveva trovato un modo per riceverne a gogò... tra gli ultimi, i dimenticati, i malati gravi... buh.

Tu dici che ha lasciato morire suo figlio e questo contrasta con la ricerca di carezze.

Lasciamo da parte ogni possbile discussione in merito, e ti domando:- Se a te, qualcuno di molto fidato, dicesse che investendo oggi, con sacrificio, una grossa fetta dei tuoi risparmi, nel giro di poco tempo avrai guadagnato mille volte di piu', e, lo stesso capitale iniziale investito, ti sarebbe restituito con gli interessi, cosa faresti?
Beh un attimo... non mi paragonare i risparmi alle persone e ai figli. :alien: Non sono la stessa cosa.
Un genitore per salvare l'umanità intera lascerebbe morire suo figlio? Forse (ma forse) sì, dopo un dolorosissimo travaglio interiore, e comunque dopo sarebbe un uomo infelice e sofferente per averlo abbandonato, forse si toglierebbe anche la vita... neppure il fatto di sapere che avrebbe salvato tutti lo consolerebbe, non glielo riporterebbe indietro. Gesù è resuscitato, siede alla destra del Padre, e insomma... non è tutto così 'umano'; da noi, una volta che uno muore... è morto, e un padre sa che non potrà più riabbracciare il figlio. Dio può fare strappi alla regola, può... può tutto, perchè è Dio. Il paragone non calza.
Invece di accusare un dio come capro espiatorio, sarebbe bene riconoscere i nostri limiti, e crescere un po'. Diventare Adulti, responsabili, perfino generosi.
Insomma...divini.
eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh..... ma questa è fantascienza! :assi:
No scherzo, dai... ^^ però... divina... no, non credo mi riuscirebbe, mi accontento di provare a diventare -e possibilmente restare- Adulta!
...se ci credi ti basta perché
...poi la strada la trovi da te (E.B.)

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Saturday, December 18th 2010, 6:09pm

mmm... sì, infatti era questo che sembrava a me... cioè, vederci della soddisfazione anche nei frangenti meno 'opportuni'.
Forse è più una soddisfazione inconsapevole, di cui non ci accorgiamo, che fa parte della nostra natura? Perchè, sempre pensando all'esempio che ho fatto, continuo comunque a non vederci una soddisfazione 'consapevole'. Cioè, non fai del tuo meglio per ricevere carezze, perchè non è quella l'intenzione, al soddisfarti di qualcosa non ci pensi proprio, sei troppo presa/o dal prenderti cura dell'altro, sei portato a metterti da parte e pure a sacrificarti pesantemente, a volte. Cioè, il fatto che comunque ti senti bene con te stesso, sarà 'sintomo' di quella soddisfazione di cui parli, ma non ne sei proprio cosciente, deriva dal fatto che ti comporti in maniera coerente al tuo modo di essere e pensare, ma non è che ci pensi.


La parte di noi che e' istintiva ed emotiva e' infinitamente piu' ampia di quella razionale, ed e' da li che vengono i messaggi di sopravvivenza. Quello che decidiamo di fare coscientemente e' una nullita' in confronto, e se siamo equilibrati, lo facciamo ascoltando i nostri bisogni profondi. Ma con saggezza e moderazione.

Quoted

mmm... ok, via sensi di colpa, sono brava, ligia al mio dovere e soddisfo tutte queste belle cose... ma... se l'unica vera ragione per cui ti muovi è quella di voler bene a qualcuno? Tu dirai (penso): poichè per te è fonte di soddisfazione veder star bene l'altro... aiutandolo soddisferai te stessa! Giusto? :D Quindi alla fine... lo fai sempre per te stessa. Dimmi se ho capito.


Perfettamente.

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...ma se fosse così allora vuol dire che non facciamo niente davvero solo per gli altri? Quindi non esisterebbero quelle persone meravigliose note per essere molto generose, che si donano totalmente agli altri, che si sacrificano... Madre Teresa chi era dunque? Lei si considerava strumento di Dio, lei era la penna, ma era Dio che scriveva; lei si annullava e dava tutto di sè. Certamente la sua gioia erano i sorrisi degli ammalati, di carezze speciali ne avrà ricevute moltissime, ma non riuscirei a pensare a lei come a una in cerca di carezze e consensi (nè consciamente, nè inconsciamente). Lei avrebbe dato tutta se stessa comunque, a prescindere dai 'grazie' che poteva ricevere. Ha sempre pensato a far star bene -e guarire- gli altri... Ma è possibile? Perchè se seguissi il tuo ragionamento, Madre Teresa mi apparirebbe come la più bisognosa di carezze di questa terra, dato che aveva trovato un modo per riceverne a gogò... tra gli ultimi, i dimenticati, i malati gravi... buh.


E cosi come dici. Una donnina piccola, brutta e gracile, che non interessava a nessuno. Ignorante e povera. Invece e' diventata grande e tutti la carezzavano, dai malati ai potenti.
Una magnifica soddisfazione. Una lungimiranza non da poco.

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Beh un attimo... non mi paragonare i risparmi alle persone e ai figli. :alien: Non sono la stessa cosa.
Un genitore per salvare l'umanità intera lascerebbe morire suo figlio? Forse (ma forse) sì, dopo un dolorosissimo travaglio interiore, e comunque dopo sarebbe un uomo infelice e sofferente per averlo abbandonato, forse si toglierebbe anche la vita... neppure il fatto di sapere che avrebbe salvato tutti lo consolerebbe, non glielo riporterebbe indietro. Gesù è resuscitato, siede alla destra del Padre, e insomma... non è tutto così 'umano'; da noi, una volta che uno muore... è morto, e un padre sa che non potrà più riabbracciare il figlio. Dio può fare strappi alla regola, può... può tutto, perchè è Dio. Il paragone non calza.


vedi...invece di vedere la cosa da un punto di vista umano, la mescoli a mistificazioni religiose.

Prendi una capotribu', che deve sciegliere fra salvare la sua tribu', il suo clan e perdere suo figlio oppure salvare il figlio e perdere la sua comunita'.

Se e' veramente un capotribu', non esisterebbe un momento. I geni del clan sono piu' importanti dei geni del figlio. La storia ci dice che le cose spesso sono andate cosi'. Il patriottismo, il gesto eroico, la lungimiranza sono orientate a questo fine. Si sacrifica il meno per salvare il di piu'. Se poi sai anche che e' tutta una finta e che tanto non muore nessuno, perche' dopo tre giorni ti viene restituito, tutto diventa una commedia.

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Insomma...divini.eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeh..... ma questa è fantascienza!


perche'? Noi siamo sua immagine e somiglianza, e percio' divini. e se rivoltiamo l'immagine, lui e' a nostra immagine e somiglianza e percio' divino.

Po c'e' la storia della maledizione...ma diventa tutto un pasticcio inestricabile. La spiegazione evoluzionistica e' molto piu' linerae, logica e comprensibile.

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No scherzo, dai... ^^ però... divina... no, non credo mi riuscirebbe, mi accontento di provare a diventare -e possibilmente restare- Adulta!


E' la stessa cosa. Essere Adulti equilibrati capaci di genitorialita e' qualcosa di divino.
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Aiden il venerabile

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Saturday, December 18th 2010, 8:26pm

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l 'egoismo è proprio di quelle persone buttate nella mischia del fottimento generale----
secondo me il fatto è che egoismo è proprio una brutta parola, quindi scrivendo "figliamo per egoismo" l'effetto è brutto. il concetto in realtà è più naturale, ed è che tutto ciò che facciamo, incluso il dare amore a un figlio, una donna, un cane etc.. ha come obiettivo primario noi stessi. ovviamente non significa che il figlio la donna e il cane si nutrono di amore fasullo

doctor Faust

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Sunday, December 19th 2010, 4:11pm

infatti e' perche la parola egoismo, e' caricato di significati negativi nel'limmaginario collettivo. Frutto di una cultura ipocrita, che dice da una parte che e' sbagliato, mentre dall'altra lo incita attraverso la competizione.
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