Homepage di Nienteansia.it
Switch to english language  Passa alla lingua italiana  

You are not logged in.


Dear visitor, welcome to Forum di Psicologia di Nienteansia.it. If this is your first visit here, please read the Help. It explains in detail how this page works. To use all features of this page, you should consider registering. Please use the registration form, to register here or read more information about the registration process. If you are already registered, please login here.

fata del bosco

Utente Attivo

  • "fata del bosco" started this thread

Posts: 61

Activitypoints: 323

Date of registration: May 28th 2015

  • Send private message

1

Monday, June 8th 2015, 10:39am

Le cose che incidono "negativamente" nella nostra Vita

Apro questo spazio di confronto per invitare tutti a ragionare insieme sui fatti che ti cambiano la vita in negativo, per condividerlo e per trovare la forza di accettare.
Mi sono trovata sulla sedia a rotelle dopo aver trattato, curato e assistito per anni pazienti su sedia a rotelle.
Certo non immaginavo che questa sorta sarebbe toccata anche a me.
Sono successe anche a voi cose così negative? E come le avete affrontate???
Saluti. :huh:

Areoplano

Utente Avanzato

  • "Areoplano" is male

Posts: 604

Activitypoints: 1,997

Date of registration: May 10th 2012

  • Send private message

2

Tuesday, June 30th 2015, 12:45pm

Apro questo spazio di confronto per invitare tutti a ragionare insieme sui fatti che ti cambiano la vita in negativo, per condividerlo e per trovare la forza di accettare.
Mi sono trovata sulla sedia a rotelle dopo aver trattato, curato e assistito per anni pazienti su sedia a rotelle.
Certo non immaginavo che questa sorta sarebbe toccata anche a me.
Sono successe anche a voi cose così negative? E come le avete affrontate???
Saluti. :huh:


Caspita, certo che purtroppo ti può capire fino in fondo solo chi ha vissuto esperienze simili. Per esperienza e per ciò che ho studiato, si dice che tutto dipende da come le si vivono le cose. C'è chi non ha niente e vive una depressione terrificante e devastante, poi ho conosciuto persone (e forse anche tu visto che ci hai lavorato) che a seguito di traumi simili, superata la fase iniziale, hanno trovato un'armonia, un'energia e una vitalità che raramente vedo nelle persone "sane".

Forse sarebbe più corretto dire "fatti che ti cambiano la vita." punto, senza specificare se in positivo e negativo.

Ci sono sofferenze nella vita che ce le creiamo noi, e quelle inevitabili, come la malattia, la separazione dalle persone care, la vecchiaia, i traumi ecc...

Le cose negative e spiacevoli che mi sono capitate, le ho dovute accettare come anche tu sei ben consapevole. Come? Davvero non credo ci sia un metodo uguale per tutti. La sofferenza di un cambiamento spiacevole è un processo individuale che se elaborato correttamente dovrebbe portare ad una profonda e serena accettazione. I tempi e i modi, credo siano soggettivi.
Mantenere la lucidità e la consapevolezza sicuramente aiuta. Non avere paura di crollare e di chiedere aiuto, anche. Molti vedono questi eventi come una battaglia da affrontare, forse per alcuni è il modo migliore per affrontarla, ma per il mio carattere ad esempio ho notato che la resa è molto più efficace.

Tu, ora come ti senti? Ti va di descriverlo?

ladyparsifal

Utente Attivo

  • "ladyparsifal" is female

Posts: 41

Activitypoints: 158

Date of registration: Jul 2nd 2015

Location: san costanzo

  • Send private message

3

Thursday, July 2nd 2015, 3:34pm

ciao mi sono appena iscritta...io credo che la vita sia una specie di scuola,a volte sadica,a volte meravigliosa, a volte non ci lascia tempo per capire ,altre ci insegna a una profondità inaudita del nostro essere rinnovando l'esistenza e portandola a elevazione anche attraverso esperienze all'apparenza tragiche,tristi e sconfortanti..credo che ogni cosa giunga a noi perchè deve giungere,non so da chi e non so come ma niente è coincidenza.io fino i 14 anni circa avevo molto paura del diverso,dei drogati,dei reietti,di quelli "che si nascondono",ero diffidente...mi sono innamorata di un tossicodipendente che è morto di overdose mentre ero al lavoro...lui mi ha guarito dalla cecità che i pregiudizi sanno dare e nella cattiveria della gente vedevo ciò che sarei potuta diventare(premetto che non facevo uso di droga ma ero cmq bollata dai bigotti come drogata) e ora a 30 anni le persone di cui diffido sono i sorrisi da "mulino bianco"...tu non hai cercato quel che ti è successo e forse il mio ragazzo si, ma la sofferenza non è misurabile nella tragedia e ho voluto condividerlo comunque,un abbraccio!

4

Sunday, July 12th 2015, 3:11pm

Apro questo spazio di confronto per invitare tutti a ragionare insieme sui fatti che ti cambiano la vita in negativo, per condividerlo e per trovare la forza di accettare.
E' una cosa parecchio impegnativa.

Mi sono trovata sulla sedia a rotelle dopo aver trattato, curato e assistito per anni pazienti su sedia a rotelle.
Certo non immaginavo che questa sorta sarebbe toccata anche a me.
Sono successe anche a voi cose così negative? E come le avete affrontate???
Per molto tempo ho passato la vita a lavorare per assistere gli altri, poi quando è toccato a me avere bisogno di assistenza si sono dileguati tutti tranne pochissimi.
Ho "bruciato" diversi anni della mia vita per inseguire cause che sono ancora li dove le avevo lasciate, in cui credevano tutti, ma in cui dovevo fare tutto io.
Mi è capitato anche di subire le conseguenze di un male per cui avevo prestato assistenza ad altri, ma non si tratta di qualcosa di fisico come nel tuo caso.

Alla fine le ho prese e le sto prendendo tutte come esperienze, anche se non nego che nella fase di accettazione si passano momenti tipici dell'elaborazione del lutto. Si ha spesso la sensazione di "non potercela fare" o che "è tutto finito", fasi in cui passa la voglia di vivere.

Ma sono fasi, appunto. A meno che non si muoia: c'è sempre un dopo, e dobbiamo far funzionare al meglio il presente in funzione anche di quel "dopo".
Talvolta la vita ci sembra assolutamente misera, ma è proprio grazie alle difficoltà che si sperimenta la gioia di vivere.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

fata del bosco

Utente Attivo

  • "fata del bosco" started this thread

Posts: 61

Activitypoints: 323

Date of registration: May 28th 2015

  • Send private message

5

Monday, July 13th 2015, 11:47am

Apro questo spazio di confronto per invitare tutti a ragionare insieme sui fatti che ti cambiano la vita in negativo, per condividerlo e per trovare la forza di accettare.
Mi sono trovata sulla sedia a rotelle dopo aver trattato, curato e assistito per anni pazienti su sedia a rotelle.
Certo non immaginavo che questa sorta sarebbe toccata anche a me.
Sono successe anche a voi cose così negative? E come le avete affrontate???
Saluti. :huh:


Caspita, certo che purtroppo ti può capire fino in fondo solo chi ha vissuto esperienze simili. Per esperienza e per ciò che ho studiato, si dice che tutto dipende da come le si vivono le cose. C'è chi non ha niente e vive una depressione terrificante e devastante, poi ho conosciuto persone (e forse anche tu visto che ci hai lavorato) che a seguito di traumi simili, superata la fase iniziale, hanno trovato un'armonia, un'energia e una vitalità che raramente vedo nelle persone "sane".

Forse sarebbe più corretto dire "fatti che ti cambiano la vita." punto, senza specificare se in positivo e negativo.

Ci sono sofferenze nella vita che ce le creiamo noi, e quelle inevitabili, come la malattia, la separazione dalle persone care, la vecchiaia, i traumi ecc...

Le cose negative e spiacevoli che mi sono capitate, le ho dovute accettare come anche tu sei ben consapevole. Come? Davvero non credo ci sia un metodo uguale per tutti. La sofferenza di un cambiamento spiacevole è un processo individuale che se elaborato correttamente dovrebbe portare ad una profonda e serena accettazione. I tempi e i modi, credo siano soggettivi.
Mantenere la lucidità e la consapevolezza sicuramente aiuta. Non avere paura di crollare e di chiedere aiuto, anche. Molti vedono questi eventi come una battaglia da affrontare, forse per alcuni è il modo migliore per affrontarla, ma per il mio carattere ad esempio ho notato che la resa è molto più efficace.

Tu, ora come ti senti? Ti va di descriverlo?


Ciao, io sono ancora arrabbiata e mi dispiaccio troppo nel non poter fare le cose che mi piacerebbe, per fortuna c'è
Ivan(un amico) che mi aiuta anche in queste cose tipo risponderti.
Volevo ringraziarti per aver scritto e detto che i cambiamenti sono cambiamenti e "punto" e che forse è meglio non vederli come positivi o negativi.
vorrei, inoltre, chiederti cosa intendi quando dici che la "resa" è il modo più efficace.
aspetto una tua risposta.
grazie, Ciao

fata del bosco

Utente Attivo

  • "fata del bosco" started this thread

Posts: 61

Activitypoints: 323

Date of registration: May 28th 2015

  • Send private message

6

Monday, July 13th 2015, 11:53am

ciao mi sono appena iscritta...io credo che la vita sia una specie di scuola,a volte sadica,a volte meravigliosa, a volte non ci lascia tempo per capire ,altre ci insegna a una profondità inaudita del nostro essere rinnovando l'esistenza e portandola a elevazione anche attraverso esperienze all'apparenza tragiche,tristi e sconfortanti..credo che ogni cosa giunga a noi perchè deve giungere,non so da chi e non so come ma niente è coincidenza.io fino i 14 anni circa avevo molto paura del diverso,dei drogati,dei reietti,di quelli "che si nascondono",ero diffidente...mi sono innamorata di un tossicodipendente che è morto di overdose mentre ero al lavoro...lui mi ha guarito dalla cecità che i pregiudizi sanno dare e nella cattiveria della gente vedevo ciò che sarei potuta diventare(premetto che non facevo uso di droga ma ero cmq bollata dai bigotti come drogata) e ora a 30 anni le persone di cui diffido sono i sorrisi da "mulino bianco"...tu non hai cercato quel che ti è successo e forse il mio ragazzo si, ma la sofferenza non è misurabile nella tragedia e ho voluto condividerlo comunque,un abbraccio!




Ciao, volevo sapere come hai affrontato la tua tragedia.
E sai anche a me i sorrisi da "mulino bianco" mi stanno proprio sulle scatole.
ciao e grazie.

This post has been edited 1 times, last edit by "fata del bosco" (Jul 13th 2015, 2:33pm)


fata del bosco

Utente Attivo

  • "fata del bosco" started this thread

Posts: 61

Activitypoints: 323

Date of registration: May 28th 2015

  • Send private message

7

Monday, July 13th 2015, 12:01pm

Apro questo spazio di confronto per invitare tutti a ragionare insieme sui fatti che ti cambiano la vita in negativo, per condividerlo e per trovare la forza di accettare.
E' una cosa parecchio impegnativa.

Mi sono trovata sulla sedia a rotelle dopo aver trattato, curato e assistito per anni pazienti su sedia a rotelle.
Certo non immaginavo che questa sorta sarebbe toccata anche a me.
Sono successe anche a voi cose così negative? E come le avete affrontate???
Per molto tempo ho passato la vita a lavorare per assistere gli altri, poi quando è toccato a me avere bisogno di assistenza si sono dileguati tutti tranne pochissimi.
Ho "bruciato" diversi anni della mia vita per inseguire cause che sono ancora li dove le avevo lasciate, in cui credevano tutti, ma in cui dovevo fare tutto io.
Mi è capitato anche di subire le conseguenze di un male per cui avevo prestato assistenza ad altri, ma non si tratta di qualcosa di fisico come nel tuo caso.

Alla fine le ho prese e le sto prendendo tutte come esperienze, anche se non nego che nella fase di accettazione si passano momenti tipici dell'elaborazione del lutto. Si ha spesso la sensazione di "non potercela fare" o che "è tutto finito", fasi in cui passa la voglia di vivere.

Ma sono fasi, appunto. A meno che non si muoia: c'è sempre un dopo, e dobbiamo far funzionare al meglio il presente in funzione anche di quel "dopo".
Talvolta la vita ci sembra assolutamente misera, ma è proprio grazie alle difficoltà che si sperimenta la gioia di vivere.



Ciao, ti ringrazio per avermi ricordato che c'è sempre un "Dopo", anche se faccio fatica a pensarci...
a volte come dici tu, ti passa la voglia di vivere... ma meglio non pensarci...
però meglio iniziare a costruire il dopo...
ciao e grazie

Areoplano

Utente Avanzato

  • "Areoplano" is male

Posts: 604

Activitypoints: 1,997

Date of registration: May 10th 2012

  • Send private message

8

Monday, July 13th 2015, 12:26pm

Ciao, io sono ancora arrabbiata e mi dispiaccio troppo nel non poter fare le cose che mi piacerebbe, per fortuna c'è
Ivan(un amico) che mi aiuta anche in queste cose tipo risponderti.
Volevo ringraziarti per aver scritto e detto che i cambiamenti sono cambiamenti e "punto" e che forse è meglio non vederli come positivi o negativi.
vorrei, inoltre, chiederti cosa intendi quando dici che la "resa" è il modo più efficace.
aspetto una tua risposta.
grazie, Ciao


E forse la resa è anche il modo più piacevole e creativo.
Nella nostra cultura ci viene insegnato fin da bambini di combattere e lottare, di credere in ciò che si fa, di andare avanti, di non pensare alle cose spiacevoli, di essere migliori in quello che si fa, di essere unici e speciali ecc...
Beh, come tutte le cose un fondo di verità e giustizia c'è, ma portato all'eccesso può essere estremamente dannoso. E' una grossa responsabilità ed un grosso peso da portare.
Se prendiamo per esempio la cultura orientale così come la immaginiamo o come pensiamo che possa essere, cioè all'estremo, all'opposto, come tutto che va lasciato agli eventi, anche qui possiamo imparare tanto e trovare una via di mezzo che è sempre la via più serena. Ma la vita è così, prima di passare per una via di mezzo stabile e serena, occorre passare per i due estremi.

Per essere più concreto ti parlo delle mie esperienze. Ogni volta che mi sono trovato i situazioni estremamente dolorose, che non volevo accettare, per cui ho combattuto fino all'ultimo, in cui ho pensato che non dovevo smettere mai di lottare, di crederci e di arrendermi, beh, ci sono stati momenti in cui sfinito, senza più forze ed energie, pensando di non potercela più fare, ho cercato di aprire la mente ed ho pensato a cosa sarebbe successo se mi fossi arreso. A volte è davvero una liberazione quando questo processo arriva dal profondo. Lasciarsi andare profondamente ed accettare tutto ciò che viene non avendo più niente da perdere, può trasformarsi in una gioia immensa.

Ma è un processo che non può essere cercato volontariamente, pertanto l'unico consiglio che mi viene da darti è di continuare a fare quello che ti senti di fare, se vuoi lottare o meno e quando arriverà il giorno che sentirai quella sensazione di poterti lasciare andare, di arrenderti, non pensare che devi tener duro o mandare via quel pensiero, lasciati andare e basta, senza nessuna paura.
Forse vado un po' controcorrente, ma questo è ciò di buono che ho provato e che posso condividere con te.

Ora che hai questo amico, Ivan, sono certo che se una qualche volta avrai voglia di lasciarti andare sarà lì con te in silenzio, senza giudicarti e ti darà la sicurezza che ti permetterà di non aver paura.

P.s.
Grazie a te per aver condiviso la tua esperienza

9

Monday, July 13th 2015, 8:53pm

a volte come dici tu, ti passa la voglia di vivere... ma meglio non pensarci...
però meglio iniziare a costruire il dopo...
GIà, ma non rifiutare il pensiero cattivo: lascia che si sfoghi; ha una sua funzione anche quello.
E sappi che tornerà ciclicamente: è naturale.


Poi passa oltre, ogni volta sempre un tot in più, e cerca di costruire il presente. Se sarai costante e testarda il pensiero cattivo tornerà ogni volta più debole.

Per te è più difficile che per altri, come lo è stato per me in altro modo e come lo è per altri in altri modi ancora.

La vita non è di chi rifiuta il male, ma di chi sa gestirlo.. poiché esso è inevitabile.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

ladyparsifal

Utente Attivo

  • "ladyparsifal" is female

Posts: 41

Activitypoints: 158

Date of registration: Jul 2nd 2015

Location: san costanzo

  • Send private message

10

Monday, July 13th 2015, 11:00pm

...

beh non sapevo bene come affrontare un lutto così grande all'inizio,chi doveva aiutarmi ha cercato di coprire l'accaduto rispedendomi al lavoro dopo solo tre giorni e non ho avuto il tempo di stare in pace col mio dolore,di sentirlo mio e di soffrire come doveva essere;non ero lucida,non sapevo bene cosa fare ma di sicuro non dovevo tornare al lavoro...gli amici,i colleghi di lavoro,i parenti si sono volatilizzati mi sono ritrovata sola,nessuno è venuto al suo funerale.credo che se fosse morto per incidente o per cancro mi avrebbero trattato diversamente,mi avrebbero circondato di cartoline,cuori e amori(scusa il cinismo ma debbo)...non so è strano,da li è nata una gran rabbia ma anche una gran consapevolezza della mia forza,io ero Sola e non ero più legata a nessuno,finalmente non dovevo più fingere...passavo le giornata con una vecchia cavalla a fare passeggiate in campagna,cercavo di distrarmi in qualche modo ma ero sola e anche uscire era difficile,ho fatto molte gite da sola,uscivo sola la sera e conoscevo gente così,poi ho ripreso contatti con un vecchio amico d scuola che tuttora è mio grande amico,l'unico forse...è che per qualsiasi cosa brutta accada,anche di genere diverso,credo che la solitudine sia il sentimento predominante,il senso di smarrimento ma anche una coscienza dei nostri limiti e della nostra forza,che magari,in situazioni normali,non conosceremo mai...ad oggi provo ancora una gran rabbia in certi momenti,è una rabbia legata alla sua morte,che viene fuori soprattutto in periodi di stress,mi sono rifatta una vita anche se pensavo che per me non ci sarebbe stata più occasione perchè allo specchio vedevo un cadavere e non la mia immagine,ovviamente mi sono licenziata da quel posto di m. poichè si è dimostrato un covo d serpi...spero d'esserti stata un pò d'aiuto

fata del bosco

Utente Attivo

  • "fata del bosco" started this thread

Posts: 61

Activitypoints: 323

Date of registration: May 28th 2015

  • Send private message

11

Thursday, July 16th 2015, 11:06am

Ciao, io sono ancora arrabbiata e mi dispiaccio troppo nel non poter fare le cose che mi piacerebbe, per fortuna c'è
Ivan(un amico) che mi aiuta anche in queste cose tipo risponderti.
Volevo ringraziarti per aver scritto e detto che i cambiamenti sono cambiamenti e "punto" e che forse è meglio non vederli come positivi o negativi.
vorrei, inoltre, chiederti cosa intendi quando dici che la "resa" è il modo più efficace.
aspetto una tua risposta.
grazie, Ciao


E forse la resa è anche il modo più piacevole e creativo.
Nella nostra cultura ci viene insegnato fin da bambini di combattere e lottare, di credere in ciò che si fa, di andare avanti, di non pensare alle cose spiacevoli, di essere migliori in quello che si fa, di essere unici e speciali ecc...
Beh, come tutte le cose un fondo di verità e giustizia c'è, ma portato all'eccesso può essere estremamente dannoso. E' una grossa responsabilità ed un grosso peso da portare.
Se prendiamo per esempio la cultura orientale così come la immaginiamo o come pensiamo che possa essere, cioè all'estremo, all'opposto, come tutto che va lasciato agli eventi, anche qui possiamo imparare tanto e trovare una via di mezzo che è sempre la via più serena. Ma la vita è così, prima di passare per una via di mezzo stabile e serena, occorre passare per i due estremi.

Per essere più concreto ti parlo delle mie esperienze. Ogni volta che mi sono trovato i situazioni estremamente dolorose, che non volevo accettare, per cui ho combattuto fino all'ultimo, in cui ho pensato che non dovevo smettere mai di lottare, di crederci e di arrendermi, beh, ci sono stati momenti in cui sfinito, senza più forze ed energie, pensando di non potercela più fare, ho cercato di aprire la mente ed ho pensato a cosa sarebbe successo se mi fossi arreso. A volte è davvero una liberazione quando questo processo arriva dal profondo. Lasciarsi andare profondamente ed accettare tutto ciò che viene non avendo più niente da perdere, può trasformarsi in una gioia immensa.

Ma è un processo che non può essere cercato volontariamente, pertanto l'unico consiglio che mi viene da darti è di continuare a fare quello che ti senti di fare, se vuoi lottare o meno e quando arriverà il giorno che sentirai quella sensazione di poterti lasciare andare, di arrenderti, non pensare che devi tener duro o mandare via quel pensiero, lasciati andare e basta, senza nessuna paura.
Forse vado un po' controcorrente, ma questo è ciò di buono che ho provato e che posso condividere con te.

Ora che hai questo amico, Ivan, sono certo che se una qualche volta avrai voglia di lasciarti andare sarà lì con te in silenzio, senza giudicarti e ti darà la sicurezza che ti permetterà di non aver paura.

P.s.
Grazie a te per aver condiviso la tua esperienza


Ciao,
Io e Ivan abbiamo letto la tua risposta, e Ivan ha detto questo mi fa "volare", anch'io sono stata presa dalla tua risposta
perché al contrario di quello che dicono tutti "non pensarci" tu dici "lasciati andare" e puoi "arrenderti" senza sentirti in colpa...
proverò a fare come dici tu e ti ringrazio tantissimo per il tuo suggerimento...

Ciao e grazie!

moonmadnessun

Utente Attivo

  • "moonmadnessun" is male

Posts: 35

Activitypoints: 168

Date of registration: Aug 9th 2015

Location: Milano

  • Send private message

12

Friday, August 21st 2015, 3:00pm

La malattia mi ha inciso già a 15 anni.quindi imbottito di farmaci e non frequentando scuola nè altro .

poi c'è stato il periodo di guarigione dai sintomi piu invalidanti ed ho riiniziato a vivere .

li hanno inciso le esperienze sentimentali, il vedere un pò il mondo.e infine sentimento negativo che nonostante i molti sforzi tutto quel mondo di serietà e senso e molto distante e disturbato dal mio. e ho creato ancora più casino e disturbo nel mio cervello , per via di una delusione amorosa ,incappando in un pensiero sbagliato ovvero mi sono visto in uno specchio e ho visto quello che ero. mi sono disgustato .ho pianto. sono stato molto male. mi sembrava di essere l essere più indesiderabile al mondo .da li ho cercato di cambiare molte cose di me, ho tolto anche gli antipsicotici e molti altri farmaci. volevo la lucidità e l'ho avuta .sono arrivato a capire che ho fatto un bel girotondo per poi ritornare a me stesso con più kaos di prima.

l'ultima cosa che sta danneggiando la mia vita e una dipendenza da alcol e farmaci. mi sta facendo strisciare . e sono molto arrabbiato con me stesso.sto agendo in tutte le maniere per togliermi questa gabbia di dosso.

un altro fattore e la solitudine, questa mi ha distrutto e penso che abbia alimentato anche la voglia di alcolici.malinconia e nostalgia hanno fatto il resto.l'odio anche.ho provato molto odio, molta invidia, e molto senso di ingiustizia .che non erano tali comunque , a mio giudizio, da prevedere tanto malessere .quindi sono io la causa e la porta che fa entrare malessere e problemi .

sono arrabbiato con me stesso , perché penso sempre di potercela fare.in ogni cosa.ma e come se per me la cosa sia irrilevante ora.cìoè il pezzo mancante che si chiama emozioni e sentimenti , o comunque vita. tale mancanza a me produce un senso di irrilevanza. dopo 3 anni che deambulo quasi sempre da solo.mi sono chiuso molto.cerco di ritrovare me stesso per capire quanto sono cambiato in tre anni.molto.ma non mi sembra di aver rinunciato alla vita e alla felicità.ho uno specchio nero.e li sono .ma ho speranza.

Scusate se ho divagato. :-W

Areoplano

Utente Avanzato

  • "Areoplano" is male

Posts: 604

Activitypoints: 1,997

Date of registration: May 10th 2012

  • Send private message

13

Saturday, August 22nd 2015, 10:36am

l'ultima cosa che sta danneggiando la mia vita e una dipendenza da alcol e farmaci. mi sta facendo strisciare . e sono molto arrabbiato con me stesso.sto agendo in tutte le maniere per togliermi questa gabbia di dosso.


E' difficile dare un consiglio senza dare una parvenza di superiorità, dovrebbe essere sufficiente capire che questo meccanismo è presente in tutti noi, in maniera più o meno accentuata, più o meno evidente e con diverse espressioni. In breve ognuno ha le sue dipendenze e paure più o meno evidenti e/o invalidanti. Ed anche io non ne sono immune.
Per questo mi sento di darti qualche consiglio precisando che vorrei trasmetterle con tutta l'umiltà possibile e spero che tu le possa vedere in questo modo anche se non me la cavo molto con la scrittura.

Come forse già saprai, arrabbiarsi con se stessi non può far altro che peggiorare facendoti entrare in un vortice che si autoalimenta. Più ti arrabbi con te stesso più hai bisogno di soddisfare la tua dipendenza e più soddisfi la tua dipendenza e più ti senti in colpa, più ti senti in colpa e più ti arrabbi con te stesso.
Sotto a tutto questo meccanismo c'è la paura o tante paure.
Come tutti i sentimenti non andrebbero mai repressi o combattuti. L'energia che scaturisce dalla rabbia è potentissima, e non sapendo dove sfogarla perchè intelligentemente sai che dipende solo da te, la sfoghi su te stesso. Invece bisognerebbe immaginare di accumulare questa energia per darti lo slancio ed uscire dal vortice.

Questo in teoria. In pratica per redirezionare questa rabbia in modo costruttivo occorre l'aiuto della compassione. Più comprendi le ragioni che ti hanno portato su questa strada più capisci che era quasi inevitabile, che probabilmente non c'era modo di agire diversamente e comunque così sono andate le cose. Con questo occorre fare sempre attenzione a non spostare poi la rabbia verso il prossimo, verso una ingiustizia divina o comunque non proiettarla su niente e nessuno. In questo ti aiuterà la lucidità a mantenere ben saldi questi punti di riferimento.

Successivamente tutta questa energia che si crea dovrebbe concentrarsi nel difendere quella povera creatura indifesa che è entrata in questo vortice e non riesce ad uscirne.
Inizialmente potrebbe sembrare come una sorta di sdoppio di personalità, ed in parte forse è anche così, finito tutto, queste due personalità dovrebbero tornare di nuovo unite per sempre come due compagni di viaggio, un guerriero ed un poeta romantico, sentimentale, creativo, fragile e spirituale che condividono tutto nella vita.

un altro fattore e la solitudine, questa mi ha distrutto e penso che abbia alimentato anche la voglia di alcolici.malinconia e nostalgia hanno fatto il resto.l'odio anche.ho provato molto odio, molta invidia, e molto senso di ingiustizia .che non erano tali comunque , a mio giudizio, da prevedere tanto malessere .quindi sono io la causa e la porta che fa entrare malessere e problemi .


Tutti in fondo siamo la causa dei nostri malesseri e problemi, anche quando non siamo noi direttamente responsabili di ciò che accade dovremmo sempre tener presente che stiamo vivendo la vita e sarebbe davvero infantile pensare che andrebbe vissuta senza difficoltà, piatta o con solo cose belle. Ma le cose belle si apprezzano solo se abbiamo vissuto le cose brutte. La sofferenza è quasi sempre il catalizzatore per la trasformazione, l'evoluzione ed il cambiamento.
La solitudine può essere una grande benedizione, tanto che molti la cercano appositamente per diverse ragioni.
Nel tuo caso, oltre ad evitare il rischio di proiettare il tuo dolore sugli altri, rischieresti anche di sostituire una dipendenza con un'altra, riporre le speranze di poter stare meglio grazie agli altri, caricandoli così di una grande responsabilità che non è obbiettivamente la loro. Ti riempiresti di aspettative che puntualmente verrebbero deluse rischiando di diventare asociale incolpando gli altri di non essere in grado di aiutarti, quando obbiettivamente è una questione tua, è la tua vita, è la tua avventura, è la tua esperienza, anche gli altri hanno le loro battaglie da affrontare e come tempo utile hanno solo la loro vita. Anzi sarebbe meglio dire abbiamo. Possiamo aiutarci, ma non dobbiamo mai confondere l'aiuto al risolvere le questioni per gli altri spesso a rischio di trascurare le nostre.

sono arrabbiato con me stesso , perché penso sempre di potercela fare.in ogni cosa.ma e come se per me la cosa sia irrilevante ora.cìoè il pezzo mancante che si chiama emozioni e sentimenti , o comunque vita. tale mancanza a me produce un senso di irrilevanza. dopo 3 anni che deambulo quasi sempre da solo.mi sono chiuso molto.cerco di ritrovare me stesso per capire quanto sono cambiato in tre anni.molto.ma non mi sembra di aver rinunciato alla vita e alla felicità.ho uno specchio nero.e li sono .ma ho speranza.


Certo è normale, la dipendenza in fondo aspira proprio a desensibilizzarsi dalle emozioni, piacevoli o spiacevoli che siano.
Il fatto di pensare sempre di potercela fare è la grande spinta che ti porta ad agire.

Generalmente, ogni affiorare di sentimenti produce un aumento della speranza. Si può sentire la possibilità di uscire dalla prigione della disperazione. Sfortunatamente, si può sentire anche più acutamente la profondità della disperazione. La speranza può sbiadire, la sua luce può essere sommersa dalla travolgente oscurità della disperazione. Ma se questo affioramento può accadere una volta, allora può accadere di nuovo, allargando la falla nella diga, producendo una luce più intensa nell'oscurità.

A questo punto è il momento di tenere ben a mente i punti saldi di cui dicevo prima e intraprendere la strada del guerriero della luce (per citare Coelho).

Tutto ciò che ho detto molto probabilmente non è valido per tutti, solo per un certo tipo di carattere. Dalle poche righe che hai scritto hai dimostrato una forte capacità di comprensione ed una forte propensione a combattere, molto simile al mio carattere più combattivo. Per questo mi sento di darti questi consigli. Poi, visto che mi sembra che hai le capacità di capirlo, sarai tu a valutare se ti identifichi o meno in questa descrizione.
Un ultima piccola ma importante precisazione, un guerriero non è quello che combatte solo con la rabbia e la tecnica, la filmografia è piena di esempi di combattenti di strada che si trasformano in guerrieri saggi, pacati, armoniosi, generosi e giusti. Trovando al tempo stesso un grande equilibrio interiore ed una profonda armonia con l'esterno.

fata del bosco

Utente Attivo

  • "fata del bosco" started this thread

Posts: 61

Activitypoints: 323

Date of registration: May 28th 2015

  • Send private message

14

Thursday, September 10th 2015, 11:50am

ciao e benvenuto "Moonmadnessun"
Grazie per aver condiviso la tue esperienze ed i tuoi pensieri.
Non è da tutti riconoscere i propri errori, e per questo ti faccio i miei complimenti.
ho molto apprezzato le tue parole...
Vorrei essere vicino a te per allietare la tua Vita, ma siccome non è possibile "fisicamente" Ti offriamo la nostra disponibilità a condividere i nostri pensieri e stati d'animo in questo spazio!

Ciao e grazie!

P.s. un grazie anche a Aeroplano per le sue parole utili e profonde anche per noi!!!

Aiden il venerabile

Pilastro del Forum

Posts: 2,997

Activitypoints: 9,499

Date of registration: Dec 25th 2009

  • Send private message

15

Monday, September 14th 2015, 3:42am

Ciao, volevo chiederti, se non sono indiscreto, quanto tempo è stato necessario per accettare questo cambiamento negativo e se sei stata assistita psicologicamente da qualcuno (un terapeuta, o anche solo amici/parenti/fidanzato)

Used tags

difficoltà, vita