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ipposam

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Monday, July 22nd 2019, 5:42pm

L'estate dell'infanzia, paragonata a quella da adulti

Oggi vorrei condividere questa riflessione che ormai faccio praticamente ogni anno.
Ho passato l'intera infanzia e adolescenza ad attendere l'arrivo dell'estate, che per me significava automaticamente libertà, sole, mare, spensieratezza. Ai primi di Giugno io e mia sorella venivamo lasciate alla casa al mare, insieme a nostra nonna, precettata per occuparsi di noi. Onestamente non so con quali sentimenti mia madre ci lasciasse lì, non ricordo preoccupazioni o disagi, ma immagino che ci siano stati, soprattutto perché all'epoca non c'erano certo i telefonini e la comunicazione, per anni, avvenne esclusivamente tramite un telefono a gettoni. Questo unico telefono si trovava a circa un km da casa nostra, e per arrivarvi bisognava percorrere una stradina stretta e sterrata, circondata da rovi e bossi, del tutto priva di illuminazione. Ricordo che verso sera, mia nonna, munita di torcia, ci prendeva per mano e ci conduceva al telefono a gettoni, dove potevamo telefonare a nostra madre per qualche minuto. Io e mia sorella avevamo entrambe meno di 6 anni, e questo era l'unico contatto quotidiano con i nostri genitori, durante quelle estati che io ricordo fatate.
Spendevamo il resto della giornata tra mare e pinete, giocavamo con coetanei e non, molti come noi lasciati in case dei dintorni con nonni o parenti o tate, a passare lì l'interezza dei mesi estivi, altri originari del posto; si formavano con naturalezza comitive di bambini di varie età, che si aggregavano per simpatia e condivisione di interessi e che appartenevano spesso a mondi diversi, senza nemmeno saperlo; figli di imprenditori, medici e ingegneri giocavano con i figli dei contadini del posto, senza che la cosa avesse alcuna rilevanza. Alla fine della stagione i miei capelli, già chiari, diventavano quasi bianchi, e a volte facevo fatica a rimettere le scarpe da città, talmente ero abituata a camminare scalza. Lì ci sono cresciuta, lì ho i miei ricordi più belli, dalle corse in bicicletta ai pomeriggi passati a medicare ginocchia sbucciate, dalle more mangiate di nascosto dietro un cespuglio, ai primi baci rubati durante i falò di fine estate.
Poi ovviamente si cresce, e la vita prende la sua forma, dapprima gli esami universitari, poi il lavoro...la mia estate è diventata di 2-3 settimane, quando sono fortunata. Dapprima quindi si è ridotta temporalmente; poi si sono aggiunti i problemi che la vita adulta introduce.
Adesso, capisco che sia veramente impensabile immaginare che perduri quell'incanto giovanile, però adesso vivo talmente male il periodo estivo da temerlo per tutto il resto dell'anno; in pratica mi sento al sicuro fino a Maggio.. Oggi l'estate significa per me lavorare anche più del solito con tutti i disagi dovuti al caldo; significa scuole chiuse, e quindi farsi in 4 per trovare settimana dopo settimana il miglior modo di gestire il tempo di mia figlia; significa arrivare alle ferie tanto agognate distrutti dal periodo precedente, e sempre con la spada di Damocle sulla testa del rientro al lavoro, che è comunque in anticipo rispetto alla riapertura delle scuole.
A ciò aggiungiamo che mi sento in colpa per non poter dare alla bambina la stessa spensierata infanzia che ho avuto io; sia per mancanza di persone disponibili a tenerla al mare, sia, lo ammetto, per una mia difficoltà a lasciarla, quattrenne, in un'altra città senza di me. Ma forse il problema è uno: se qualcuno si proponesse di tenerla lì accetterei, ma poiché non accade e anzi vedo tanta incertezza io stessa non me la sento.
In definitiva, confrontandomi con amici, abbiamo definito l'estate il periodo degli incastri, dove dobbiamo veramente farci in 4 per superare questi mesi e arrivare a Settembre e tornare a "respirare".

Morpheus88

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Monday, July 22nd 2019, 10:38pm

La società odierna è uno schifo, mi ritrovo molto nella prima parte del racconto e proprio oggi riflettevo e ricordavo esperienze molto simili. A differenza tua io non farei mai un figlio proprio perché sarebbe di fatto un peso e non potrebbe vivere quasi nulla di quella infanzia spensierata.
Mancano tutti i requisiti per farlo, mi basta pensare alla zona dove sono nato io, sono cresciuto con altri 15 bambini tutti a giocare nel quartiere, oggi in quello stesso quartiere già è tanto se è stato fatto un solo bambino.
Oggi i bambini sono praticamente incollati al telefono dalla mattina alla sera e se glielo provi a togliere scoppia un putiferio. Fra qualche anno dovrai affrontare il problema e saranno dolori.
Pensi che un bambino con il telefono avrà ricordati fatati come i nostri? Si divertiranno un sacco a guardare video su youtube e giocare a fortnite, ma non avranno ricordi, un po' come il tossico che si fa una dose ogni giorno ed è al momento felice ma poi guardandosi indietro non potrà far altro che vedere una vita piatta fatta di nulla.
Sarà che oggi sono polemico ma per me fare un figlio con la situazione italiana è nel 99% dei casi un mezzo suicidio, da qualsiasi punto di vista e, per rimanere in topic, sopratutto perché difficilmente potrà vivere quelle belle infanzie spensierate e naturali che abbiamo vissuto noi.

Chiudo con una esperienza recente, ho avuto modo di osservare due ragazzini 13enni in villeggiatura per 10 giorni. Sono stati tutto il giorno chiusi in casa con telefono e pc, sono usciti solo quando uno dei due proponeva di uscire a catturare dei pokemon e poi tornavo subito a casa. Per non parlare delle litigate con i genitori che non trovavano il modo di farli uscire di casa e che alla fine capivano che era meglio rassegnarsi perché qualsiasi altra soluzione portava a dei casini enormi, un po' come quando cerchi di togliere la droga ad un tossico.
Quando eravamo piccoli noi questo rischio non si poteva correre perché come hai detto tu al massimo c'era la cabina a gettoni ed era magico anche solo il fatto di farsi una passeggiata per trovarla per poter contattare una persona cara e lontana.

Guardo da lontano parte di questa società e mi nausea, cerco di prendermi solo il meglio che il progresso può offrire, ma è talmente poco rispetto ai casini che ha causato che a volte si fa fatica.

ipposam

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Monday, July 22nd 2019, 11:23pm

Io invece non sono affatto così pessimista, ho amici con figli più grandi che sono ragazzi adorabili, non si può annullare l'esperienza del singolo in una soltanto. Io credo di avere proprio un problema con l'estate, non ho il giusto supporto familiare e faccio un lavoro che mi occupa troppo rispetto a quello che vorrei fare nella mia vita privata. Dovrei sdoppiarmi per poter fare tutto. Probabilmente é vero che difficilmente qualcuno passa le estati come negli anni 80, ma é anche vero che oggi ci sono molte altre opportunità che
ai miei tempi non c'erano. L'uso del telefonino va gestito dei genitori come ai nostri tempi l'uso della TV. È solo un mezzo.

arianna73

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Tuesday, July 23rd 2019, 12:11pm

Su ragazzini, smart e social preferisco non pronunciarmi. Sono nativi digitali, ed è tutto da vedere i termini del loro rapporto col mezzo - di sicuro diverso proprio "di nascita" col nostro... quello che è certo è che vedo genitori fare il confronto fra com'erano gestibili più facilmente loro (noi) "senza" e che lotta diventa quando si stabilisce il nuovo cordone ombelicale, quello fra i ragazzi e internet. In genere avviene fra i 6-7 anni, oggi, ma ovviamente il peggio arriva dopo.
Però alla fin fine non mi spacco la testa più di tanto, in qualche modo si continuerà a sopravvivere e il lavoro decisivo, anche se reso molto più difficile, resta quello dei genitori. Che però devono togliersi un po' di prosciutto dagli occhi: ricordo il candore fricchettone di un conoscente che con l'avvento del digitale decise di restare col vecchio tv e usarlo solo come lettore dvd, "per preservare le mie figlie dal'idiozia dilagante". Certo che manco lui era tanto sveglio, a farla così facile. Gli chiesi "Ma togli loro anche internet?" "Noooo, internet è il presente e il futuro, e poi è piena di contenuti molto più validi della tv!" ...beh, a distanza di anni le ragazzine sono due selficienti che lo riempiono di disperazione. Ma non è colpa delle ragazzine...

Sull'argomento del topic, invece, l'estate... mi commuovo a scrivere quanto sono stata felice da bambina. Non riesco veramente a raccontare, dico solo che per me da metà maggio cominciava l'incanto. Poi ovviamente crescendo e finendo la scuola, i casini si sono moltiplicati esponenzialmente, sono intervenuti anche i problemi di salute e conseguentemente di soldi... un ginepraio ..senza contare che d'estate tutto s'inceppa, ad agosto molte cose continuano a bloccarsi e ingolfarsi (l'esperienzaa di un ricovero ad agosto... a dire poco formativa). Anch'io mi sono ritrovata ad attendere settembre per tirare il fiato in queste vicissitudini.
Eppure, fino all'anno scorso potrei giurare di essermela in qualche modo goduta.

Quest'anno , è tutto un mischone di dolori, cambiamenti, fatica, spiazzamento. Il dispiacere abbassa le soglie di resistenza fisica al caldo, al lavoro, perfino alle camminate.Tutto spesso è fuori fuoco e arranco. E' la mia prima estate senza più una famiglia.
Tra la bellezza che ricordo in modo struggente e quella che riesco a cogliere adesso si creano strani intrecci, posso forse dire che malgrado tutto anche questo settembre mi mancherà l'estate.

ipposam

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Tuesday, July 23rd 2019, 12:22pm

Su ragazzini, smart e social preferisco non pronunciarmi. Sono nativi digitali, ed è tutto da vedere i termini del loro rapporto col mezzo - di sicuro diverso proprio "di nascita" col nostro... quello che è certo è che vedo genitori fare il confronto fra com'erano gestibili più facilmente loro (noi) "senza" e che lotta diventa quando si stabilisce il nuovo cordone ombelicale, quello fra i ragazzi e internet. In genere avviene fra i 6-7 anni, oggi, ma ovviamente il peggio arriva dopo.
Però alla fin fine non mi spacco la testa più di tanto, in qualche modo si continuerà a sopravvivere e il lavoro decisivo, anche se reso molto più difficile, resta quello dei genitori. Che però devono togliersi un po' di prosciutto dagli occhi: ricordo il candore fricchettone di un conoscente che con l'avvento del digitale decise di restare col vecchio tv e usarlo solo come lettore dvd, "per preservare le mie figlie dal'idiozia dilagante". Certo che manco lui era tanto sveglio, a farla così facile. Gli chiesi "Ma togli loro anche internet?" "Noooo, internet è il presente e il futuro, e poi è piena di contenuti molto più validi della tv!" ...beh, a distanza di anni le ragazzine sono due selficienti che lo riempiono di disperazione. Ma non è colpa delle ragazzine...

Sull'argomento del topic, invece, l'estate... mi commuovo a scrivere quanto sono stata felice da bambina. Non riesco veramente a raccontare, dico solo che per me da metà maggio cominciava l'incanto. Poi ovviamente crescendo e finendo la scuola, i casini si sono moltiplicati esponenzialmente, sono intervenuti anche i problemi di salute e conseguentemente di soldi... un ginepraio ..senza contare che d'estate tutto s'inceppa, ad agosto molte cose continuano a bloccarsi e ingolfarsi (l'esperienzaa di un ricovero ad agosto... a dire poco formativa). Anch'io mi sono ritrovata ad attendere settembre per tirare il fiato in queste vicissitudini.
Eppure, fino all'anno scorso potrei giurare di essermela in qualche modo goduta.

Quest'anno , è tutto un mischone di dolori, cambiamenti, fatica, spiazzamento. Il dispiacere abbassa le soglie di resistenza fisica al caldo, al lavoro, perfino alle camminate.Tutto spesso è fuori fuoco e arranco. E' la mia prima estate senza più una famiglia.
Tra la bellezza che ricordo in modo struggente e quella che riesco a cogliere adesso si creano strani intrecci, posso forse dire che malgrado tutto anche questo settembre mi mancherà l'estate.


Ti capisco perché secondo me l'estate, come il Natale, amplifica certe mancanze, è come se facesse da lente di ingrandimento di certi dolori.
E il confronto col passato non fa che peggiorare lo stato d'animo. Io a volte penso con struggimento alle cose che facevo con mio padre da bambina, non so che darei per rivivere un giorno dei miei 8 anni, con lui che mi prende per mano e mi porta al parco giochi. Che spensieratezza!
Ma chissà se anche lui era così spensierato...forse quella spensieratezza che ricordo era tutta mia, di bambina; forse anche lui aveva preoccupazioni e ansie, forse anche lui aveva come me tante paure.

arianna73

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Tuesday, July 23rd 2019, 12:33pm

sostanzialmente, per mancanza di nonni in salute, noi figli passavamo l'estate coi genitori. In città o in campagna/mare... e ho potuto almeno con mia madre rievocare spesso quei ricordi. Lei è stata felice quanto noi, finché c'è stata la spensieratezza la respirava assieme a noi e attraverso noi. Malgrado responsabilità adulte, pensieri... Lei paure non ne ricordava, anzi sospendeva l'abituale apprensione metropolitana in campagna, facevamo lunghe passeggiate nell'oscurità dopo il tramonto, noi ragazzini. E tardi la sera con lei e qualche altro genitore uscivamo per strade poco o niente illuminate, in fila indiana per percorsi tortuosi e potenzialmente rischiosi, a prendere un gelato notturno all'unico baretto artigianale aperto fino a ore tarde, a conduzione familiare come tutte le altre botteghe del luogo, e visto che non c'era inquinamento luminoso, ci godevamo le stelle che erano spettacolari.

Non so, forse le precedenti generazioni erano più solide ma la loro solidità non è stata trasmessa. Ma almeno i miei genitori sono stati felici e senza paura assieme a noi...

ipposam

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Tuesday, July 23rd 2019, 12:45pm

sostanzialmente, per mancanza di nonni in salute, noi figli passavamo l'estate coi genitori. In città o in campagna/mare... e ho potuto almeno con mia madre rievocare spesso quei ricordi. Lei è stata felice quanto noi, finché c'è stata la spensieratezza la respirava assieme a noi e attraverso noi. Malgrado responsabilità adulte, pensieri... Lei paure non ne ricordava, anzi sospendeva l'abituale apprensione metropolitana in campagna, facevamo lunghe passeggiate nell'oscurità dopo il tramonto, noi ragazzini. E tardi la sera con lei e qualche altro genitore uscivamo per strade poco o niente illuminate, in fila indiana per percorsi tortuosi e potenzialmente rischiosi, a prendere un gelato notturno all'unico baretto artigianale aperto fino a ore tarde, a conduzione familiare come tutte le altre botteghe del luogo, e visto che non c'era inquinamento luminoso, ci godevamo le stelle che erano spettacolari.

Non so, forse le precedenti generazioni erano più solide ma la loro solidità non è stata trasmessa. Ma almeno i miei genitori sono stati felici e senza paura assieme a noi...


Il problema di base è è proprio questo, io non sto "insieme a mia figlia". Io delego moltissimo, sto con lei solo dopo le 8 di sera (e nemmeno sempre) e nel week end.
I giorni corrono via veloci, tra mille peripezie, ma non passo di certo l'estate con lei. Mi manca la lentezza che ho ricevuto, il fare le cose senza fretta, senza stress. La mia vita è tutta di corsa, una corsa continua per far combaciare impegni inconciliabili. Ne consegue che questo stress, questa fretta, è ciò che respira anche la mia bambina. Per ora nemmeno se ne accorge, le va bene così...ma non mi piace che si perda le ore di "otium" che secondo me sono anch'esse parte del pacchetto infanzia.

arianna73

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Tuesday, July 23rd 2019, 12:52pm

Per forza di cose tua figlia non potrà avere la stessa infanzia che hai avuto tu. Nemmeno i nostri genitori hanno potuto darci le stesse cose che hanno avuto loro. Ma c'era comunque la magia del racconto, e qualcosa abbiamo assaporato e fatto nostro, "vissuto" lo stesso...
I miei lavoravano entrambi, mamma era una pioniera si può dire suo malgrado, e dopo a casa faceva tutto lei, e la casa era uno specchio e noi sempre a posto.
Le loro giornate credo fossero affollate e caotiche, però trasmettevano una positività e una serenità di fondo che abbiamo assorbito e ci dava gioia. E allora i momenti insieme diventavano comunque magici, le nostre ore di otium senza di loro c'erano e avevano la loro intensa e particolare magia. Quandi ci ritrovavamo assieme, anche in città, anche semplicemente a fare scorrere l'aria aprendo tutte le finestre nella notte profumata - e lasciandoci punire dalle zanzare :D - c'era il puro piacere di essere assieme. A volte, nemmeno programmaticamente, i nostri genitori ci raccontavano della loro estate in una città tutta diversa, più piccola, più verde, più umana, piena di personaggi , atmosfere e storie perse per sempre... Io ora li ricordo tutti :)

non ho esperienze da genitore ma da figlia posso rassicurarti: se tu sei serena e soddisfatta, questo "passerà" comunque in tua figlia e renderà il ricordo delle sue estati ugualmente spensierato :)

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