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Giulisui

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1

Wednesday, July 29th 2020, 1:46am

Il vissuto negativo reiterato porta a un punto di non ritorno nella visione della vita?

Mi chiedo se si può avere un approccio efficiente alla vita quando la vita ti pone e ti ha posto davanti a prove difficilissime sempre in situazioni e ambienti diversi (bullismo e, violenze durati anni, fallimenti universitari, malattie, esperienze sociali con narcisisti, grave patologia mentale di uno del proprio nucleo familiare) non controbilanciate da eventi positivi, come relazioni d'amore e d'amicizia, famiglia equilibrata, riuscire a trovare un lavoro o il proprio ambiente ecc....
Ecco se una persona avesse un vissuto simile e nonostante tutto questa persona avesse comunque il sorriso bella quotidianità, è normale che però non riesca a evolvere e a vivere e a concludere qualche cosa?
La domanda è : è normale essere un essere inefficiente che non riesce a trovare obbiettivi praticabili e che non è spinto ad agire? Si può cambiare a trent'anni quando le terapie non hanno comunque sbloccato la situazione? L'imprinting non è ormai negativo verso la vita? Secondo voi un vissuto che genere porta ad un punto di non ritorno sulla visione della vita? E anche se per assurdo arrivasse qualcosa di positivo siamo sicuri che possa essere apprezzato? Ormai non si è cinici e pronti a scindere ogni comportamento umano o situazione a un semplice meccanismo automatico che cela degli enormi pericoli?

gloriasinegloria

Pilastro del Forum

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2

Wednesday, July 29th 2020, 12:20pm

Solo mia personale opinione.
Credo che tutto segni, tutto.
Ma che poi dipenda moltissimo dall'indole di chi è stato segnato.

E una cosa che penso da tanti anni, e cioè da quando potevo sentire le testimonianze piene di Umanità di chi aveva patito cose impensabili intermini di disumanità, come i lager nazisti, e in parallelo mi trovavo amiche che erano in psicoterapia annosa...per un paio di corna coniugali o per un matrimonio saltato a 24 anni............
Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

3

Wednesday, July 29th 2020, 1:06pm

Ognuno di noi è un mondo a se e diventa quindi difficile rispondere in maniera ferrea.
Anni di sistematici abusi, subiti specialmente nel periodo formativo, lasciano sicuramente il segno che rendono tutto una strada in salita.
Un cane che si morde la coda; devi in pratica sostituire rinforzi negativi con quelli positivi( con esperienze che smentiscano il tuo io al ribasso)ma allo stesso tempo ci può essere l'ostacolo del non essere in grado di interiorizzarli.
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile,
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niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

rebelrebel

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4

Wednesday, July 29th 2020, 1:28pm

è normale essere un essere inefficiente che non riesce a trovare obbiettivi praticabili e che non è spinto ad agire? Si può cambiare a trent'anni quando le terapie non hanno comunque sbloccato la situazione?


Alla prima domanda ti rispondo che è talmente normale da essere divenuta la modalità imperante della società malata attuale. Il capitalismo è solo una facciata.
Alla seconda domanda rispondo che si può e si deve cambiare questa modalità per risollevare questa umanità fiacca. Non c'è altra soluzione.

5

Wednesday, July 29th 2020, 1:43pm

L'imprinting non è ormai negativo verso la vita? Secondo voi un vissuto che genere porta ad un punto di non ritorno sulla visione della vita? E anche se per assurdo arrivasse qualcosa di positivo siamo sicuri che possa essere apprezzato? Ormai non si è cinici e pronti a scindere ogni comportamento umano o situazione a un semplice meccanismo automatico che cela degli enormi pericoli?
Dipende dal proprio stato di consapevolezza ... se arrivo a chiedermi "SE" un evento positivo puo' essere apprezzato o meno a casa della mia personalità (che ha ricevuto imprinting negativi) vuol dire che ho margine di scelta, ho capacità di osservazione e non sono solo quella personalità, altrimenti non me lo chiederei nemmeno ...

Detto cio' molto spesso impriting ecc si ripetono perché li inglobiamo come parte di noi, negli anni sono stati rafforzati perché non erano appunto "osservati" ... prenderne atto è già un 50% del lavoro ...

Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo tuttora, perché penso di avere ancora tante destinazioni da raggiungere. Mentre il mondo appare pieno di indecisi sulle mete da raggiungere e di angosciati per aver scoperto che Babbo Natale non esiste

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6

Wednesday, July 29th 2020, 3:46pm

Mi chiedo se si può avere un approccio efficiente alla vita quando la vita ti pone e ti ha posto davanti a prove difficilissime sempre in situazioni e ambienti diversi (bullismo e, violenze durati anni, fallimenti universitari, malattie, esperienze sociali con narcisisti, grave patologia mentale di uno del proprio nucleo familiare) non controbilanciate da eventi positivi, come relazioni d'amore e d'amicizia, famiglia equilibrata, riuscire a trovare un lavoro o il proprio ambiente ecc....
Ecco se una persona avesse un vissuto simile e nonostante tutto questa persona avesse comunque il sorriso bella quotidianità, è normale che però non riesca a evolvere e a vivere e a concludere qualche cosa?


Credo che sia possibile, lavorando su stessi, prendere lo slancio e superare questo ultimo ostacolo.
E già un risultato essere usciti incolumi da una simile situazione.

P.
(------------;)-------------)
Il più bello dei mari / è quello che non navigammo. / Il più bello dei nostri figli / non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni /non li abbiamo ancora vissuti. / E quello / che vorrei dirti di più bello / non te l’ho ancora detto.

Nazim Hikmet

Giulisui

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7

Wednesday, July 29th 2020, 5:29pm

Si la persona ha subito svariati tipi di violenze, tra cui uno stupro, negli anni di formazione che hanno leso dignità psichica e psicologica. E ha anche la consapevolezza di una malattia degenerativa...
Questa persona viene anche giudicata dagli altri che neanche sanno nulla del suo vissuto ed è la cosa che la frustra di più. Nonostante ce l'abbia messa tutta non si è realizzata (università abbandonata) invece appare come una scansafatiche o una che non ci arriva visto che da fuori sembra una persona normale...
Se parlate con questa persona capire subito che è intelligente e colta sopra la media appare strano che non si sia laureata.
D'altra parte a potenziali datori di lavoro, possibili partner, possibili amicizie, non importano le motivazioni che ci sono dietro a simili fallimenti e dunque ti eviteranno sempre etichettandola con "non all'altezza" . Quindi questa persona non riesce a realizzarsi, a essere accettata e sembra che le persone non la riconoscano alla pari solo perché non ha concluso nulla.

Mestesso1

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Saturday, August 1st 2020, 6:10pm

Quando ad una persona gli capitano soltanto cose negative potrebbe diventare una persona non più ragionevole che giudica sempre male a prescindere

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