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Elisa89

Ogni lasciata è persa

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16

Saturday, August 3rd 2019, 2:36am

Mi sarebbe piaciuto studiare filosofia, il pensiero antico e le pratiche orientali.
Avrei potuto "capire" qualcosa di più.

hallison

Giovane Amico

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17

Saturday, August 3rd 2019, 9:20am

mi stupisce un po' il generale sospetto che qui destano le millenarie pratiche orientali...

nella migliore delle ipotesi qualunque occidentale medio ha grandissimo bisogno di spostare la percezione del mondo dal cervello e dagli occhi verso l'intero corpo, il cuore e quel qualcosa di inafferrabile che muove corpo e cuore - non è nemmeno necessario inventarsi nomi.

in alcuni casi fortunati ma non rari la pratica della meditazione è un metodo per trovare e mantenere una propria centratura e un ascolto di sé.

lasciate perdere le mode, i guru di successo e le parole strane, e cercate solo di capire se avete voglia/bisogno di esplorare altri modi di stare al mondo per capire cosa rimane una volta tolti i pensieri, le aspettative, le paure, i condizionamenti e le certezze.

Niente?

Beh, ma è un niente che in qualche modo vive.

Da lì si può partire a ricreare sé stessi secondo ciò che è davvero essenziale.

Però no, per favore, non confondiamo: niente a che fare con le religioni come le intendiamo noi. Sono pratiche comuni a popoli, tempi e culture estremamente diversi tra loro, e nemmeno necessariamente orientali.
Servono per vivere più pienamente, non per trovare paradisi o regole di condotta.

La vita rimane quella.

Ma un conto è viverla come fosse ovvia e scontata, un conto è percepire il miracolo dell'esserci, semplicemente esserci.

Non sono assolutamente in grado di comunicare in un post millenni di ricerca di autenticità, ma vi invito ad avere più rispetto per quell'aggregato di materia che forma l'animale che credete coincida con la vostra identità, e che volete spiegare a tutti i costi.

È tutto molto, molto, molto più strano

Certo non piace sentirselo dire, e il 99,99 % preferirebbe avere i numeri vincenti del super enalotto... :-PL

PS: l'uso del voi è generico, non è rivolto agli intervenuti :_GMR



Bellissimo intervento luca, mi hai dato tanto su cui riflettere, grazie :)

arianna73

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18

Saturday, August 3rd 2019, 11:42am

Grazie mille anche da parte mia Luca, ci sono concetti lontani dalla filosofia occidentale che mi sono astrusi ma non per questo li butto via :) Purtroppo la loro mercificazione e banalizzazione confonde ulteriormente le acque, ma che possano migliorare la qualità della vita è un dato ormai avallato anche dalla scienza.
A discolpa di noi "grezzoni" :D va riconosciuta comunque la complessità e spesso non familiarità di molti concetti. Ci vuole una certa inclinazione personale, o un'attitudine mentale all'esplorazione del lontano o anche lontanissimo dalla nostra cultura.
Mentre Lao-Tze è leggibile e alla portata di tutti, altri concetti ad esempio buddisti od orientali richiedono all'occidentale medio (che probabilmente è quello che ne avrebbe più bisogno come dici tu :) ) parecchio sforzo.

In ogni caso non sono esplorazioni che s'improvvisano e che ti lasciano soluzioni "chiavi in mano"
Devo dire che io nel vuoto come "distrazione cognitiva" all'occidentale e nella filosofia / cultura latina (mi sta rinfrescando parecchio rileggere le cose più "pop" di Orazio e Marco Aurelio ) sto trovando piccoli utili sollievi per restare un po' aggrappata a sta vitaccia ;)

luca63

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19

Sunday, August 4th 2019, 12:43pm

Mi sarebbe piaciuto studiare filosofia, il pensiero antico e le pratiche orientali.
Avrei potuto "capire" qualcosa di più.

puoi sempre farlo.
io ho letto e fatto pratiche random, ma indubbiamente certe cose hanno trovato una grande risonanza dentro di me...
intanto puoi cominciare a entrarci dentro dal vivo:
Zhuang Zi Adelphi 1982
(quello del sogno della farfalla)
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

Elisa89

Ogni lasciata è persa

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20

Friday, August 16th 2019, 11:14am

Grazie del consiglio!

Maggi33

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21

Friday, August 16th 2019, 11:54am

Cara Elisa io ho trovato tanti stimoli e spunti nell' Etica nicomachea di Aristotele...una lettura molto attuale e non difficile...te la consigljo..un abbraccio

Nathanim

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22

Friday, August 16th 2019, 2:57pm

Ciao...

Che l'Occidente consumista e fissato con il business quasi a tutti i costi abbia finito con il banalizzare certi insegnamenti è probabilmente vero, un esempio tipico può essere la cosiddetta "mindfulness", che non era necessaria visto che in buona sostanza è una riproposizione del sathipattana sutta e quindi della presenza mentale, tuttavia lo stile di vita promosso dal Buddhismo funziona, ha un effetto benefico reale, e richiede uno sforzo graduale, niente di faticoso.

Il semplice fatto di stare seduto davanti ad uno schermo, consapevole di stare leggendo questo post, consapevole della postura che avete assunto sulla sedia, dei pensieri e delle emozioni che arrivano e passano, vi pone già in un ambito di pratica buddhista.
È difficile? Non direi ... :)

D.87

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Sunday, September 29th 2019, 3:28pm

Leggendo i vari santoni/educatori/salvatori, quelli che ti insegnano come essere sereno, come lasciar andare...etc etc etc salta sempre fuori il famoso momento del "niente", vuoto assoluto.
Il nostro eroe deve fare spazio dentro di se per accogliere il nuovo, quello che veramente renderà la sua vita serena ed equilibrata.

Dunque via, tabula rasa di tutto quello che ci ha fatto correre avanti e indietro, sognare, sperare, lottare.
Tutte cose che provocano ansia, inutile ovviamente.
Non serve preoccuparsi, fare progetti, arrabattarsi per le cose in cui si crede, soffrire e gioire con/per le persone a cui siamo legati, forse in maniera sbagliata e illusoria.

Tutto inutile e superfluo...
Lascia andare questo, lascia andare quello, cogli la vera essenza della vita, il fruscio del vento, la pioggia sui vetri, il bacio del sole.


Abbandona tutto e diventa zen.

Mi chiedo...cosa rimane a questo punto di noi...?


Il niente o il nulla,nihil è un termine metafisico,il nulla non è e non può essere,se fosse qualcosa non sarebbe esprimibile e non sarebbe più il nulla.Il niente è quindi l'assenza dell'essere.Un essere umano può solo esprimere a mio avviso la parola nulla,ma non può farne esperienza (Parmenide).Non è nemmeno possibile,credo, che un essere umano abbia esperienza del "vuoto",perché significherebbe che ha smesso di pensare,e smettere di pensare al di la dei contenuti delle mie rappresentazioni che sono riferite all'essere,significa morire.Anche tentare di cogliere percezioni semplici come il fruscio del vento,significa che non c'è il vuoto o il nulla,il vuoto stesso per esempio nella sua concezione fisica é già qualche cosa senza essere il nulla metafisico.
Illusorio è quindi-a mio parere-pensare di poter provare il vuoto e il niente.
Perciò alla domanda cosa rimane di noi?Risponderei che in quella filosofia non rimarrebbe niente,ma niente è inesprimibile e ci si contraddirebbe.Anche il vuoto,tipico delle filosofie zen,è cercare di dare un senso alla propria vita per quanto mi sembri contraddittorio.E' una aspirazione legittima,ma è impossibile.
Una vita senza amare niente e per niente è il peggiore dei mali e dei dolori possibili.

arianna73

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Monday, September 30th 2019, 12:31pm

Ultimamente il significato più accessibile, sempre alla mia maniera terragna, che do a "niente" più che altro meno ego possibile, meno sentirsi al centro di tutto. Una parola! Siamo incatenati alle nostre percezioni per esistere, silenziare il nostro ego sa tanto di non-esistenza e tutte quelle cose non desiderabili e controintuitive che fanno un po' a cazzotti col nostro istinto di sopravvivenza.
Eppure, qui in effetti il paradosso più o meno zen, più siamo ego-centrici peggio campiamo, più ci complichiamo la vita e andiamo fuori di testa.
Filosoficamente penso che D.87 abbia dato una sintesi correttissima, sebbene le filosofie orientali per me siano un continente appena sfiorato.
Credo che sia possibile mandare un po' in vacanza e ridimensionare il nostro ego come pretesa che tutto giri attorno a noi, come sordità all'esistenza del mondo e degli altri, della natura etc. Uscire dal nostro reticolato di pretese e lamenti.
Non sarebbe banale, in concreto, e nemmeno di poca utilità.
...però è piuttosto difficile, soprattutto in una mentalità generale totalmente fondata sull'individuo e i suoi raggiungimenti più o meno ostentabili socialmente, ad altissimo tasso di frustrazione in caso di mancati "raggiungimenti stellari" e bassissima resistenza alla minima controversia.
Forse la via più "integrale" di ricerca di vuoto, di annullamento dell'ego è impervia e impraticabile ai più.
Ma forse è più accessibile quanto espresso nella "preghiera per il buonumore" di Tommaso Moro-Thomas More


...e non permettere che io mi crucci eccessivamente
per quella cosa troppo invadente che si chiama "io".

Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo ancora. Ma ho scoperto che non sopporto i cretini, vecchi o giovani che siano.

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Saturday, October 12th 2019, 12:55pm

Senza scomodare filosofie orientali, in Occidente è stata sviluppata la tecnica del "training autogeno" poco meno di un secolo fa (1932).

Sono tecniche di rilassamento ed autocontrollo del corpo e della mente, che possono aiutare molto.
Il concetto del raggiungimento del "niente" è una espressione convenzionale per indicare quella condizione mentale nella quale ci si astrae dal complesso delle preoccupazioni, ansie e stress che strutturano la nostra esistenza e si ottiene gradualmente una condizione di rilassamento profondo.

Personalmente, l'ho praticato da quando ero molto giovane e trovo che aiuti molto nel controllo del dolore, nel contrasto dell'insonnia, nel superamento delle ansie, ecc., non da ultimo nel favorire la resistenza respiratoria, sia nelle pratiche sessuali che nell'aumento della capacità di immersione in apnea.
Praticarlo durante un elettrocardiogramma consente di verificare la capacità di controllo delle pulsazioni cardiache.
Il controllo del dolore ottenibile con pratiche di rilassamento può ridurre la necessità di sedazione in determinate evenienze di interventi medico-chirurgici (in questo senso ne ho avuta prova in diverse occasioni).

Non sempre riesce dietro semplice comando mentale. Occorre talvolta accettare di essere travolti dall'ansia, dalla paura, ecc. e poi riemergere in una condizione di riflessione più calma e vigile, che consente di avviare la procedura che ciascuno elabora, a modo suo, per raggiungere una condizione di rilassamento soddisfacente (che non è detto che sia sempre quella profonda).

Non essendo basata su dogmi filosofici, ogni essere umano fa quello che può e, spesso, può fare molto, ovviamente non realizza miracoli.

Se qualcuno vuole capire in termini generali, in cosa consista tale tecnica può andare a leggersi l'articolo sul link:
https://www.lifegate.it/persone/stile-di…asciarsi_andare.

P.
(----------:)-------------)
Hold fast to dreams / For if dreams die /Life is a broken-winged bird / That cannot fly.
Hold fast to dreams / For when dreams go / Life is a barren field / Frozen with snow
(Dreams, Langston Hughes)