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Elettra

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1

Friday, April 5th 2019, 9:21pm

Il mal di vivere

"Il 5 aprile del 1994 il cantante dei Nirvana si sparava un colpo di fucile in faccia nel garage della villa di Seattle. Aveva 27 anni. Per testamento, lasciò il verso di una canzone di Neil Young: "Meglio bruciare che spegnersi lentamente". Nel nichilismo della sua musica, il grunge, avevano trovato un'identità milioni di ragazzi che cercavano il riscatto dalla noia e dal conformismo. L'artista fu travolto da quel successo: per lui era un tradimento"

Credo che kurt, con tutti gli eccessi e le imprecisioni di un ragazzo inquieto e disorientato,  attraverso la sua musica, sia riuscito ad esprimere e dar corpo ad una sofferenza che colpisce tante persone: il male di vivere.
Perché un artista di questo calibro ( come tanti altri) "sceglie" di compiere un atto così  estremo e  autosoppressivo?
La sua "scelta", giusta o sbagliata che sia, è un pensiero che sfiorano in tanti.
Coraggio? Debolezza? Vigliaccheria?
Non lo so! Perché credo che  la vita valga sempre la pena di essere vissuta.

Mi piacerebbe leggere le vostre considerazioni su questo atto estremo.

fran235

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2

Friday, April 5th 2019, 9:36pm

Mi dispiace quando Kurt Cobain viene definito semplicemente una rockstar. È stato un poeta, un cantore del dolore. Per me è un fratello.
Conosceva gli abissi che può raggiungere il dolore di una anima inquieta e dava voce non solo al suo dolore, ma a quello di tanti. Tanti che incrociamo per strada, sulla metro o al bancone di un bar.
Anche noi...possiamo portare questo dolore.
Aveva cantato tutto questo dolore...Non aveva più versi e note per esprimerlo e poi era bello....
Bukowski lo sapeva, i belli muoiono giovani.
Mi fa ancora compagnia e accarezza i miei dolori.
Se ne è andato....Non è vigliaccheria. Era la fine di un viaggio
Allontana da me questo calice.....

Elettra

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3

Friday, April 5th 2019, 9:43pm

Parto da questo artista, che stimo tantissimo fran, per lanciare uno spunto di riflessione su questo atto che può essere compreso oppure condannato.

fran235

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4

Friday, April 5th 2019, 9:51pm

Non condanno il suicidio...
Si può esaurire il viaggio
Si può soffrire troppo
Si può non vedere più nulla davanti
Allontana da me questo calice.....

mayra

Giovane Amico

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Friday, April 5th 2019, 11:11pm

Neanche io condanno il suicidio, io stessa ci ho pensato esattamente sedici anni fa, ma credo che sia un gesto da prevenire. Nel caso di Kurt Cobain, secondo me, il suo disorientamento era dovuto anche all'uso di droga, oltre al fatto che probabilmente si è sentito travolto dal successo. Parlando di suicidio, anche gente non famosa soffre di mal di vivere. Il mal di vivere spesso è generato da situazioni esistenziali che provocano una sofferenza psicologica insopportabile.
Parlando di suicidio di persone famose, esattamente il mese scorso si è tolto la vita il cantante dei Prodigy ( di cui non ricordo il nome ), sembre che non abbia accettato l'abbandono da parte della moglie.
Io molti anni fa sono rimasta sconvolta dal suicidio di Edoardo Agnelli, mi ricordo anche come è stata commentata la notizia al telegiornale: tragico epilogo di una vita tormentata. Probabilmente molti suicidio rappresentano il tragico epilogo di un'esistenza travagliata.

fran235

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Saturday, April 6th 2019, 7:31am

Anche la solitudine....Non siamo tutti in grado di sopportarla
Allontana da me questo calice.....

Elettra

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7

Saturday, April 6th 2019, 7:54am

" La solitudine è sempre lì in agguato… quando veniamo lasciati, quando temiamo di perdere le persone che amiamo, quando temiamo di rimanere per sempre senza legami affettivi" .

Elettra

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8

Saturday, April 6th 2019, 8:53am

Io molti anni fa sono rimasta sconvolta dal suicidio di Edoardo Agnelli,

Fui colpita ache io dalla morte di Agnelli.
Sono molti, i casi di personaggi celebri che pongono fine tragicamente alla propria vita. Alcuni di questi finiscono nel mondo della droga, altri con seri disturbi psicologici e altri ancora si suicidano, incapaci di continuare a sopportare la sofferenza che nascondono dentro di sé.
Io non so se Kurt o Agnelli abbiano mai manifestato l'idea di togliersi la vita, i segnali di allarme non sono sempre evidenti e variano da persona a persona; alcuni rendono le proprie intenzioni chiare, mentre altri tengono pensieri e sentimenti suicidi segreti.
Credo che il sostegno dalle persone vicine (familiari o amici), possa ridurre il rischio. Ci sono attenzioni che se messe in atto sono in grado di prevenire questi gesti estremi.

secondo me, il suo disorientamento era dovuto anche all'uso di droga, oltre al fatto che probabilmente si è sentito travolto dal successo


Il suicidio, è un atto multicausale, anche se spesso viene associato alla malattia mentale e ai disturbi dovuti all’uso compulsivo di sostanze come alcool o droghe.
L'abuso di queste sostanze avrà sicuramente influito.

Probabilmente molti suicidio rappresentano il tragico epilogo di un'esistenza travagliata.

Spesso chi inizia a pensare a questa "soluzione" ritiene di essere così sovrastato da pensieri e situazioni negative da non disporre più di altre strade, individuare le variabili predittive è difficile, soprattutto perché gli stati cognitivi interni possono non essere accessibili nemmeno alla persona che li sta vivendo.
A parte i casi clinici di malattia, che richiedono interventi di specialisti, uno dei rimedi più efficaci per superare i momenti critici della vita ed evitare conseguenze drammatiche, resta il sostegno di familiari e amici, una risorsa fondamentale

9

Saturday, April 6th 2019, 10:02am

non credo che sia possibile "analizzare" il suicidio, in generale, come scelta dell'individuo.
chi rimane è travolto da una valanga di emozioni, anche contrastanti, che dipendono però dal legame con la persona che se ne è andata, da quello che ci ha lasciato e quello che il gesto ci suscita, per immedesimazione di un dolore.
dolore che dobbiamo sempre tenere presente non conosciamo. quella mancanza di conoscenza e comprensione ci distrugge e lacera per cui la via più semplice è scuotere la testa o la condanna.

chi può raccontare non lo fa. chi ha tentato, chi è sopravvissuto raramente racconta e spiega (perché dovrebbe poi).

il male di vivere che porta via
nella mia vita è un tema molto presente. il primo suicidio che ho dovuto capire è stato quello della vicina di casa che mi ha portato via le mie amichette di cortile a. e p.
sono seguiti tanti altri, troppi, troppo vicini per non soffrire appena apro il cassetto dei ricordi. poi c'è la storia personale.

l'ultimo "noto" che mi ha colpito è stato quello di chester bennington. più vicino e recente c'è il marito di m. , un filo invisibile ci univa, pur non conoscendoci. abbiamo parlato a lungo, con le lacrime agli occhi ci siamo abbracciate.

nessuno vuole veramente capire quel fazzoletto di terra che si va a calpestare.

kurt, graziato da un talento raro, viveva senza pelle, senza filtro e si è spento velocemente perché non aveva alternativa. non era una rockstar, era un poeta. ha parlato direttamente al cuore. non so, mi sono sempre e solo sentita obbligata a ringraziare per quello che ha dato.
namasté

fran235

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Saturday, April 6th 2019, 11:11am

Concordo con la huesera....difficile analizzare ogni singolo caso.
Esiste poi il suicidio passivo...silente
Magari si hanno responsabilità verso altri e semplicemente si aspetta.
Allontana da me questo calice.....

Elettra

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Saturday, April 6th 2019, 11:55am

La mia intenzione non era l'analisi delle cause del suicidio, ma sapere quali sono le vostre posizioni verso questa scelta.

Purtroppo ho anche io ricordi dolorosi di persone care che hanno commesso questo atto.
L'ultimo, il più doloroso, ha scelto proprio la forma descritta da fran, passiva e silente.
Dopo aver appreso la morte della figlia (giovane di età) si è seduta su una sedia e piano piano ha smesso di vivere. Dopo pochi mesi, la morte ha portato via anche lei e una parte di me. Era la donna che si è sempre presa cura di me, crescendomi con tanto amore. Una donna forte, gioviale e felice, nonostante le batoste della vita, che si è arresa di fronte ad un dolore troppo forte da contenere.

12

Saturday, April 6th 2019, 1:22pm

Stessa cosa ha fatto nel 1980 Darby Crash dei Germs, il chitarrista era sempre Pat Smear dopo circa 13 anni si è unito come seconda chitarra ai Nirvana, porterà sfortuna questo tipo? :( Io se fondassi una band questo tipo non ce lo vorrei....
No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it.

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This post has been edited 1 times, last edit by "Adam Weasel" (Apr 6th 2019, 1:27pm)


Rainbow87

Barcollo ma non mollo

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13

Saturday, April 6th 2019, 1:38pm

Il suicidio è sempre da condannare, è da perdenti. È come arrendersi.

14

Saturday, April 6th 2019, 1:46pm

Io da credente condanno il suicidio e ritengo che non siamo mai soli: con noi c'è Dio.

Logicamente non vi chiedo di essere d'accordo.

fran235

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15

Saturday, April 6th 2019, 1:49pm

Il suicidio è sempre da condannare, è da perdenti. È come arrendersi.


Le sconfitte esistono.....e alle volte sono senza appello
Allontana da me questo calice.....