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Elettra

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31

Saturday, April 6th 2019, 8:37pm

Il paradosso di cui parlavo è questo: ti uccidi rifiutando la tua esistenza ma per poter continuare disperatamente ad esistere.

Grazie Vento
È un punto di vista che non avevo considerato, sul quale riflettero' volentieri.

Elettra

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32

Saturday, April 6th 2019, 8:42pm

, ma sarebbe giusto interrogarsi su quali sono le cause che hanno "ingabbiato" il suicida in una situazione in cui vedeva il suicidio come l'unica via d'uscita.

Ciao mayra
Quando parli di cause, ti riferisci alle motivazioni personali o alla probabile influenza che l'ambiente esterno (educazione ricevuta, famiglia, amici, società ecc ecc) potrebbe avere avuto?

33

Saturday, April 6th 2019, 9:22pm

Qualche anno fa, quando si è tolto la vita Robin Williams, vi confesso che ho condannato quel gesto.
Mi sono chiesta come una persona che paradossalmente dalla vita aveva tutto avesse potuto farlo, rinunciare a questo bene prezioso.
Forse ero ancora arrabbiata per la perdita di una persona che quella vita l'avrebbe voluta ancora per anni ed invece non ha potuto goderne. Ho riflettuto tanto in questi anni e sono giunta alla conclusione che se la morte non mi spaventa, mi spaventano le sofferenze che possono portarvici.
(mi riferisco ad esempio a sofferenze fisiche)
ancora forse all'epoca ero "acerba" da non pensare che le sofferenze non sono solo fisiche ma anche mentali, e che anche quelle possono possono spaventare e farti desiderare di morire.
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Giovane Amico

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34

Saturday, April 6th 2019, 9:46pm

Parlando di cause mi riferisco sia a problemi personali che a influenze ambientali.

35

Saturday, April 6th 2019, 9:46pm

Quoted

Credete sia giusto che le spese per le cure, a un mancato suicida, debbano essere a carico della società?


Ovviamente si, questo e anche di più.

Anche io credo che il suicida in realtà è una persona che ama molto la vita, è che secondo me non accetta compromessi o di vivere a metà, vuole o tutto o niente.

Quoted

Qualche anno fa, quando si è tolto la vita Robin Williams, vi confesso che ho condannato quel gesto.


Lui era gravemente malato, gli era stata diagnosticata da poco da grave patologia neurodegenerativa. E una malattia grave è uno degli eventi più catastrofici, che possono effettivamente portare a voler desiderare di concludere la propria esistenza.
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fran235

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36

Saturday, April 6th 2019, 10:02pm

Andando un po' di più nel concreto, io personalmente sono in principio favorevole al suicidio assistito. Mi rendo conto che la materia è delicata e che ne va definito molto attentamente il perimetro. Sarei però favorevole in una ipotesi in cui venissero preventivamente esperiti tutti i tentativi possibili per evitarlo.
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Pivaldo

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Saturday, April 6th 2019, 10:06pm

Credo che il sostegno dalle persone vicine (familiari o amici), possa ridurre il rischio. Ci sono attenzioni che se messe in atto sono in grado di prevenire questi gesti estremi.
(...)
A parte i casi clinici di malattia, che richiedono interventi di specialisti, uno dei rimedi più efficaci per superare i momenti critici della vita ed evitare conseguenze drammatiche, resta il sostegno di familiari e amici, una risorsa fondamentale


A parte i casi analoghi al suicidio (provocare con certezza la propria morte inflitta da altri), che è un gesto deciso per ragioni altruistiche (come offrirsi da ostaggio in cambio di altri) il togliersi la vita richiede coraggio (il che non si verifica quando ti imbottisci di droghe o analgesici, perché lì è piuttosto vigliaccheria).
Così ho imparato a rispettare (e non giudicare) chi giunge a tale soluzione estrema come modalità per porre fine ad un disagio insopportabile. Mai dire mai (diretto a chi esprime giudizi recisi di condanna) ….


Molti anni fa mi presi in carico un amico che aveva tentato il suicidio in mare ed era stato appena salvato. Trascorsi con lui la sera e la notte a parlare dei problemi esistenziali che lo affliggevano, sostanzialmente il rifiuto di una donna amata. Alla fine, si calmò e ritornò a casa abbastanza tranquillo. Non l'ho più visto dopo qualche anno e mi piacerebbe sapere che vita ha fatto.

Poi, la vita mi ha messo in due occasioni in una condizione di estrema disperazione, apparentemente senza vie di uscita, tranne che la rovina sentimentale ovvero, poi, personale. In entrambe le occasioni il sostegno di familiari e di amici è stato decisivo, ha innescato i meccanismi di reazione che hanno fugato i cattivi pensieri estremi ed avviato la ripresa.
Ma il pensiero di farla finita c'è stato.

P.
(---------;)---------)
Hold fast to dreams / For if dreams die /Life is a broken-winged bird / That cannot fly.
Hold fast to dreams / For when dreams go / Life is a barren field / Frozen with snow
(Dreams, Langston Hughes)

38

Saturday, April 6th 2019, 10:10pm


Lui era gravemente malato, gli era stata diagnosticata da poco da grave patologia neurodegenerativa. E una malattia grave è uno degli eventi più catastrofici, che possono effettivamente portare a voler desiderare di concludere la propria esistenza.

non lo sapevo!
non vivevo in italia in quel periodo e non ho mai approfondito la notizia.
Grazie Adam, credo che allora inconsapevolmente ho condannato uno dei motivi che in realtà comprendo (la paura della sofferenza fisica)
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*sara swarovsky*

39

Saturday, April 6th 2019, 11:25pm

Mario Monicelli morto suicida all'età di 95 anni affetto da un tumore alla prostata disse:

„La vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena.“

Questo è un aggancio a quello che ha scritto Vento qualche post fa:

"Il paradosso di cui parlavo è questo: ti uccidi rifiutando la tua esistenza ma per poter continuare disperatamente ad esistere."

This post has been edited 1 times, last edit by "finally" (Apr 6th 2019, 11:39pm)


mayra

Giovane Amico

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Saturday, April 6th 2019, 11:48pm

Mario Monicelli aveva un tumore in fase terminale. Spesso chi si suicida non lo fa perché ha una malattia incurabile, ma perché ritiene che sia l unico modo per tirarsi fuori da una situazione insostenibile.

Crobatus

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41

Sunday, April 7th 2019, 4:47am

uno dei meriti del fascismo (non tanti) fu il controllo della stampa, inclusa la cronaca nera e le morti per suicidio, che si sapeva avevano l'effetto "emulazione"....
oggi infatti vediamo giornali e tv pieni di cronaca nera...le meraviglie della libertà di stampa...
alcuni casi sono anche interessanti....
ma sarebbe ingenuo pensare che sia solo per vendere...

una volta poi al suicida non facevano neanche il funerale...
era "l'uccisione dell'innocente"..
e infatti fino al '700/'800 credo fossero inesistenti, o quasi...
e la vita era infinitamente più dura...80-90% della popolazione erano contadini con la zappa....
oggi che viviamo 1000 volte meglio (anche dei sovrani di allora !) è in grandi numeri...
inclusa l'eutanasia, ormai considerata normale....
Io credo che la differenza con allora sia la mancanza di una prospettiva post-morte...
c'era la consapevolezza che la morte era un "trapasso"...
fermo restando che i più grandi geni e le più grandi scoperte della storia risalgono proprio alla società contadina e al tanto vituperato medioevo..
pensiamo alla Scuola Medica di Salerno, capostipite della Scienza Medica Europea (un esempio su tanti)

mayra

Giovane Amico

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42

Sunday, April 7th 2019, 12:10pm

Crobatus, io non credo che la notizia di un suicidio abbia l'effetto di emulazione, a meno che una persona non sia incapace di intendere e volere ( ma questa è una mia opinione ). Contrariamente a quanto molti pensano io non credo che chi si suicida lo faccia per autocommiserazione, o perchè ha una scarsa sopportazione del dolore, ma perchè in quel momento lo vede come unica via d'uscita. Magari ci sono persone che si piangono addosso tutta la vita ma non si suicidano mai.

43

Sunday, April 7th 2019, 12:27pm

ho imparato a capire e non condannare ma come dicevo sopra le situazioni che portano al suicidi sono veramente le più diverse per cui è difficile parlare in termini generali. ci sono situazioni che non hanno via d'uscita, situazioni che rendono la vita invivibile. poi ci sono tutte quelle situazioni in cui c'è una malattia, generalmente una depressione ma non solo. c'è sempre un passaggio oltre il dolore, la sofferenza, l'esaurimento etc da fare che è quello della disperazione. il suicida è disperato ma non chiede necessariamente aiuto, come si tende a pensare.

sulla diffusione delle notizie trovo utile non esaltare ed analizzare morbosamente il gesto in sé. indispensabile è parlare delle cause, delle possibili soluzioni, alternative. non parlarne per nulla è deleterio, si finge una vita da mulino bianco e proprio i coinvolti che potrebbero essere aiutati si chiudono ancora di più. gli atti emulativi necessitano di figure carismatiche. non ci si suicida perché l'anziano vicino depresso si lascia scivolare nel fiume o nel burrone.
namasté

44

Sunday, April 7th 2019, 2:26pm

Ok finchè si scherza e finchè si parla, ma vorrei vedere certe persone che condannano senza se e senza ma il gesto. Se dovessero sviluppare qualche gravissima malattia neurodegenerativa come La demenza a corpi di Lewy, una malattia di Alzheimer, o qualche altra patologia o condizione senza via d'uscita, con sofferenze fisiche e psichiche che non sono certo inferiori alle prime indicibili. Io trovo un paese che per certe patologie cronico/degenerative inguaribili non concende un fine vita dignitoso, come un paese barbaro e incivile...

Quoted

uno dei meriti del fascismo (non tanti) fu il controllo della stampa, inclusa la cronaca nera e le morti per suicidio, che si sapeva avevano l'effetto "emulazione"....


Molti media ufficiali ancora si rifiutano di riportare questo genere di notizie, ti sembra che il TG1 riporti le morti per suicidio?
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45

Sunday, April 7th 2019, 3:27pm

Se si tratta del suicidio di una persona nota si.