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Leyla

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46

Thursday, November 14th 2019, 10:58am

Caro Ryoma per me tu hai una paura fottuta di vi ere e ti trinceri dietro l'auspicio di una generale anestetizzazione dell'essere umano. Mi dispiace per te, è triste quando si sentono certi ragionamenti, perché si capisce che manca il coraggio. Sì perché tutti i giorni per andare avanti ci vuole coraggio. E la rinuncia all'emozione in positivo o in negativo per me è anche mancanza di coraggio. Ti lascio e vado a godermi questa splendida giornata di sole.
Il ricordo è un compromesso: gli uomini si difendono con quello.
(Tommaso Landolfi)

47

Thursday, November 14th 2019, 12:19pm

Può darsi e non lo nego assolutamente. Però ribadisco che è semplice per una persona tutto sommato soddisfatta delle emozioni parlarne così. Si vede che la tua vita tutto sommato ti va bene. Ora guarda gli utenti di questo forum e dimmi che tutti hanno una vita che puoi anche solo lontanamente definire decente e nella maggior parte dei casi non è che ci sono grandi cause esterne bensì sono le emozioni a devastarli internamente.

Il punto quindi non è tanto se io vado bene non vado bene o se oggi c'è il sole o piove. Il punto è che per usare una metafora è facile per un borghese dire che 100€ non sono poi tanti ma se invece sei un disoccupato diventano una immensità.

Per te è facile dire che l'emotività è una bella cosa se tutto sommato ti senti felice e soddisfatta ma vallo a dire a chi scrive in questo forum che l'emotività è cosa buona e giusta quando vivono da reclusi in casa con il terrore anche solo di affrontare il prossimo oppure dillo a chi al 100mo colloquio di lavoro si becca porte in faccia perché crolla dall'ansia e nessun datore di lavoro lo vuole.

Io non lo so e forse non lo saprò mai se la mia è una indole innata, se come dici ho paura o vattela a pesca cos'altro. Però so con certezza che la società mi premia perché sono come sono, so con certezza che ho ottenuto più di quello che merito perché sono come sono ecc... ecc... e allora a volte anzi spesso mi chiedo se non sia meglio essere me e avere paura o avere questa indole piuttosto che essere emotivi e passare la vita a prendersi schiaffi nei denti.

fran235

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Thursday, November 14th 2019, 12:45pm

È un'illusione... basti vedere il trend degli psicofarmaci e in particolare delle benzodiazepine negli ultimi 20 anni. La gente, la massa spesso anche senza che vi sia una problematica che realmente necessita del medicinale ormai vi ricorre tanto per non provare niente. L'abuso di tali medicinali è comprovato da ricerche internazionali ed è palese che oggi come oggi se esistesse un soppressore delle emozioni chi lo brevetta diventerebbe multimiliardario.


questo purtroppo è un dato inoppungnabile...si sta espandendo l'incapacità a vivere le emozioni. Che sia un'evoluzione della specie? o vado troppo in là con la fantasia?
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(Subcomandante Fran)

49

Thursday, November 14th 2019, 1:01pm

Quoted

questo purtroppo è un dato inoppungnabile...si sta espandendo l'incapacità a vivere le emozioni. Che sia un'evoluzione della specie? o vado troppo in là con la fantasia?


Nel caso specifico più che evoluzione è una selezione a mio parere.

Ora più che mai chi è psicologicamente debole o fragile è a serio rischio. Sia nel mondo del lavoro che nei rapporti di coppia le fragilità vengono usate come grimaldelli e ti ritrovi demolito senza più patrimonio, senza lavoro, senza famiglia o rapporti sociali in un attimo e spesso senza avere il tempo di fare mente locale e reagire.

Oggi più che mai bisogna anche psicologicamente vivere avendo ben presente che oltre al corpo bisogna allenare in una specie di palestra virtuale mente e cuore in modo da avere quante meno debolezze possibili e rischiare il meno possibile perché a volte per non dire spesso a demolirti sarà la persona a cui tieni di più.

fran235

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50

Thursday, November 14th 2019, 1:36pm

Sia nel mondo del lavoro che nei rapporti di coppia le fragilità vengono usate come grimaldelli e ti ritrovi demolito senza più patrimonio, senza lavoro, senza famiglia o rapporti sociali in un attimo e spesso senza avere il tempo di fare mente locale e reagire.


confermo....accade. Ne so qualcosa
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arianna73

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Thursday, November 14th 2019, 3:12pm

Eccome , confermo anche io. Per esperienza diretta e indiretta - e tutti gli studi e rilevamenti più o meno sociologici che volete. Il mondo è sempre stato un posto piuttosto duro, ma oggi qualsiasi tipo di fragilità viene proprio spudoratamente e sfacciatamente usata. Un tempo almeno c'era lo scrupolo, foss'anche di facciata, che non era proprio "giusto".
Oggi c'è un compiaciuto approvare questa condotta, tipo "selezione naturale anti-deboli". Peccato che poi restano a galla solo gli str... non benissimo come selezione eh :rolleyes:

a latere: piccolo episodio che mi ha intenerito e allarmato allo stesso tempo. Ieri non so se lo sapevate, ma girava sta cosa che era la giornata mondiale della gentilezza. E già qui... ma andando al sodo, a lavoro trovo al mio posto un mazzo di fiorellini di campo (che io ho sempre preferito agli omaggi floreali più classici) e un piccolo morbido pupazzetto a forma di micio nello stile giapponese. Leggo il bigliettino "Ad una persona speciale che è gentile tutti i giorni , che è bello avere accanto" firmato, due giovani colleghe. Una è quella di cui vi parlavo, che ha attacchi di panico (e che ho pure invitato a iscriversi qui se lo volesse, visto è prigioniera dell'idea che se soffri di ansia sei un minorato che deve vergognarsi e lei si vergogna manco incassasse tangenti...).
Ora, io non faccio nulla di eccezionale a parte lavorare senza grugni e ritenere normale fare gioco di squadra. Il contesto è competitivo, ok, ma non è da infilarsi le dita negli occhi o almeno a me pare assurdo viverselo così. Mentre mi fa piacere che con queste ragazze si sia creata una solidarietà amichevole, mi sorprende che a loro risulti così "speciale", come se non infierire nelle difficoltà e dividere i compiti fosse una cosa talmente sorprendente da meritare celebrazioni e omaggi - per quanto piccoli ok, ma sempre qualcosa di "extra-norma". Dopo quando abbiamo pranzato assieme chiacchierando e sorridendo è proprio questo che è venuto fuori: sono entrambe sui 30 anni, lavorano già da un bel po' perché hanno cominciato ai tempi della laurea specialistica, e mi sono sentita dire che da me hanno "imparato" cose importanti. Cioè, ragazzi, lavorare anni e abituarsi talmente tanto all'idea di farsi le scarpe a vicenda e che se hai un problema la tua sorte inevitabile e quasi giusta è essere sotterrato da ritenere l'incontro con qualcuno che non lo pensa qualcosa di SPECIALE.
aiuto :S

fran235

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Friday, November 15th 2019, 11:18am

Cioè, ragazzi, lavorare anni e abituarsi talmente tanto all'idea di farsi le scarpe a vicenda e che se hai un problema la tua sorte inevitabile e quasi giusta è essere sotterrato da ritenere l'incontro con qualcuno che non lo pensa qualcosa di SPECIALE.
aiuto :S


straquoto...questi sono piccoli atti rivoluzionari e aggiungo che la selezione spietata è così efficiente che prima o poi veramente ci porterà all'apocalisse.
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fran235

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Friday, November 15th 2019, 4:06pm

il tema comunque è entrato in tutte le agende dei summit economici e tecnici (non sulle pagine web dei catastrofisti)

https://scenarieconomici.it/la-sfida-di-…ne-industriale/
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Fiamma verde

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Thursday, November 21st 2019, 3:53pm

Di recente sono stata in un ristorante in cui prima erano presenti una decina di camerieri che prendevano ordinazioni e portavano via i piatti. Adesso per le ordinazioni ci sono i tablet e i camerieri son stati ridotti a tre soltanto. Quindi mi sembra chiaro che dove arriva la tecnologia si tolgono posti di lavoro. È pur vero che i tablet si rompono ma non vengono neanche riparati da qualcuno ma saranno sostituiti. Perciò è vero io vedo un futuro pieno di macchine e macchinari che toglieranno lavoro alle persone. Il guaio è che le persone non si rendono conto che questo sarà uno svantaggio per loro.
Ho visto il sole, ho creduto di vedere una luce immensa...era una grossa lampadina sopra il tavolo operatorio.

Elettra

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Thursday, November 21st 2019, 7:33pm

Questa ipotesi che "le macchine" toglieranno posti di lavoro non è applicabile in tutti i settori.
In medicina ad esempio l'evoluzione tecnologica e l'introduzione della robotica ha solo portato vantaggi ed ha, anzi, aumentato il numero degli operatori, creando ulteriori specializzazioni e posti di lavoro.
Molte aziende hanno formato lavoratori per creare, ad esempio, la figura dell'application specialist per l'istallazione e la manutenzione delle apparecchiature. Spesso l'utilizzo delle nuove tecnologie è coaudivato dalla presenza di nuovi professionisti ultraspecializzati per guidare il medico o l'operatore nell'utilizzo delle apparecchiature. Nuove figure che fino a qualche anno fa non esistevano.

Morpheus88

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Wednesday, December 18th 2019, 5:25pm

Mi fa immensa simpatia il fatto che nel leggerti mi sembra di ascoltare mio figlio, il quale - se l'88 è il tuo anno di nascita - è infatti di pochi anni più piccolo di te e parla esattamente la tua stessa lingua.

Secondo me gli aspetti che hai affrontato non c'entrano molto col tema proposto. Non a caso : il capitalismo robotizzato di cui parla Fran incomberebbe a livello planetario, mentre tu parli (anche giustamente, secondo me) della miserrima situazione italiana.

Chiedo scusa a tutti, quindi se coltivo questo OT, ma è troppo importante :
Nel migliore dei casi espatria, nel peggiore dei casi lo condanni a mille problemi o ad essere una formica operaia sfruttata.


Il problema della formica operaia, carissimo Morpheus, è il problema della Storia Umana tutta intera e a qualunque latitudine!

Caso mai...io direi che una micidiale illusione ottica è stata indotta (e anche goduta, per carità) dalle e nelle generazioni che hanno beneficiato del boom economico del dopoguerra, che sono le generazioni dei tuoi nonni, e a seguire (ma già vistosamente scricchiolante) quella mia e dei tuoi genitori.
Ma c'era soltanto la vacca da mungere , e quasi chiunque sembrava un manager...
Quella era La Anomalia narcotizzante/allucinogena.
Che poi si è vista tutta alle prime difficoltà , purtroppo.

Ma tornando al punto che mi interessava e che ho quotato : a te risulta che chi espatria sfugga al destino della formica operaia, se non ha maturato Competenze particolari ?
A me francamente no.
Indubbiamente c'è tra i vostri coetanei chi può realizzare e realizza il frutto delle proprie Competenze in Silicon Valley o ad Harvard o alla NASA, o in Strutture di ricerca scientifica (da quella medica a quella aerospaziale) che addirittura non esistono in Europa.
Ma consentimi di dire che forse danneggia la vostra generazione 'sto mantra dello "espatrio così svolto" che...in TANTI ma proprio TANTI casi, per quel che vedo nel reale, ha portato ragazzi a ritrovarsi...semplicemente formiche a 12 ore di volo da casa, come l'amico di mio figlio che ...non rido solo per rispetto della disgrazia... in Australia gli andava bene di fare il MUNGITORE, pur di "tenere il punto" e in Francia gli andava bene di fare il barman....come faceva con lo stesso stipendio anche qui, a cento metri da casa sua, o come l'altro amico che (mi pare di ricordare che sei abruzzese e quindi ci capiamo) che...per aprire una rivendita di "rostelle" (con laurea in mano) trova che sia opportuno farlo in Australia........ :smoker:



Permettimi di risponderti ironicamente con "Ok boomer!" Comunque a parte gli scherzi, a te sfugge un particolare importante. Hai usato un argomento sbagliato perché io ho parlato dimeritocrazia mentre ty hai generalizzato un discorso che io non volevo affatto generalizzare. Ti rispondo perché il problema non è nella nostra generazione che parla, il problema è la vostra generazione che non capisce.

Se tu sei laureato, hai delle skills VERE, come vai all'estero queste vengono immediatamente riconosciute e ti pagano e quindi non si finisce affatto per fare la formica operaia. Il mio discorso si basava sul fatto che qui in Italia, solo per il fatto che sei giovane tendi ad essere sottopagato e sfruttato a prescindere dalle capacità che hai.

Ovvio che per l'imprenditoria è diverso ma io sto parlando del lavoro assunto per chi non vuole correre il rischio di impresa, dovreste capire che esistono giovani preparati che vi fanno quattro punti e una scopa ma che in Italia non vengono pagati perché non ci sono leggi che tutelano, non c'è meritocrazia e quando espatriano questi GIOVANI DI VALORE, vengono valorizzati nei paesi moderni che non siano una repubblica delle banane come questa.

Quindi è inutile che prendete l'esempio del giovane senza laurea ne capacità che espatria pensando che all'estero accade il miracolo, se non vali niente qui non vali niente nemmeno all'estero, ho almeno 10 amici che dimostrano la mia teoria, sfruttati e sottopagati in Italia, tutta gente con le palle quadrate che guarda caso ora è all'estero e viene pagata benissimo e NON FA AFFATTO LA FORMICA OPERAIA, e sta facendo al contrario la bella vita al contrario di quello che faceva in Italia.

Ll'Italia perde non si sa quanti talenti ogni giorno e sinceramente del tuo conoscente che è andate a mungere le mucche non ce ne importa niente, a me importa di tutti quegli ingegneri che perdiamo ogni giorno e che stanno facendo arricchire le altre nazioni, mentre noi spendiamo soldi per formarli.

Prima che questo post possa sembrare un attacco all'utente voglio specificare che in realtà ho preso questo messaggio come spunto per parlare in generale a tutta la generazione dei boomer, sto parlando a tutti voi (incluso i miei genitori).

57

Thursday, December 19th 2019, 8:39am

Quoted

Se tu sei laureato, hai delle skills VERE, come vai all'estero queste vengono immediatamente riconosciute e ti pagano e quindi non si finisce affatto per fare la formica operaia.


Non è affatto così automatico o scontato. Dipende in cosa sei laureato e anche quanto sei umanamente skillato perché salvo essere un genio anche all'estero se non sai avere rapporti personali vai poco lontano.

Quoted

Il mio discorso si basava sul fatto che qui in Italia, solo per il fatto che sei giovane tendi ad essere sottopagato e sfruttato a prescindere dalle capacità che hai.


Anche questa è una visione arbitraria... solo perché in tantissimi casi la gente si laurea a random in materie in cui c'è sovrabbondanza succede questo. Ci sono lauree che praticamente vieni assunto ancor prima di essere laureato con ottimi stipendi ma abbiamo ogni anno frotte di psicologi che poi non sanno cosa fare.

Quoted

Ovvio che per l'imprenditoria è diverso ma io sto parlando del lavoro assunto per chi non vuole correre il rischio di impresa, dovreste capire che esistono giovani preparati che vi fanno quattro punti e una scopa ma che in Italia non vengono pagati perché non ci sono leggi che tutelano, non c'è meritocrazia e quando espatriano questi GIOVANI DI VALORE, vengono valorizzati nei paesi moderni che non siano una repubblica delle banane come questa.


Calma, calma... esistono giovani estremamente titolati alcuni anche con più lauree ma da qui a dire che sanno fare il discorso è ben diverso. I miei colleghi sono quasi tutti laureati, molti con voti alti o addirittura lode ma ciò non si è mai o quasi mai riflettuto sul saper fare. Certo non dico che la laurea sia inutile o che un diplomato sa fare di più ma che tra sapere la nozione e saperla mettere in pratica efficientemente c'è un abisso che seppur non sempre per molti è impossibile colmare.

Quoted

Quindi è inutile che prendete l'esempio del giovane senza laurea ne capacità che espatria pensando che all'estero accade il miracolo, se non vali niente qui non vali niente nemmeno all'estero, ho almeno 10 amici che dimostrano la mia teoria, sfruttati e sottopagati in Italia, tutta gente con le palle quadrate che guarda caso ora è all'estero e viene pagata benissimo e NON FA AFFATTO LA FORMICA OPERAIA, e sta facendo al contrario la bella vita al contrario di quello che faceva in Italia.


E quindi qual è il problema? Hanno risolto il loro problema. Io ho da sempre lavorato dove mi conveniva lavorare. Pretendere di avere la migliore chance sotto casa o in Italia è un demerito palese. Di base se in fase di colloquio uno si presenta con certe pretese territoriali per me viene scartato prima ancora di cominciare. Uno dei requisiti minimi che richiedo sempre è: il team va dove c'è bisogno di andare, se ti crea problemi non sei adatto al lavoro.

Quoted

Ll'Italia perde non si sa quanti talenti ogni giorno e sinceramente del tuo conoscente che è andate a mungere le mucche non ce ne importa niente, a me importa di tutti quegli ingegneri che perdiamo ogni giorno e che stanno facendo arricchire le altre nazioni, mentre noi spendiamo soldi per formarli.


In Italia non ci sono comunque le strutture, i capitali, gli spazi per far lavorare tutta questa gente. Non a caso gran parte della ricerca ormai è consorziata a livello europeo. Non a caso anche lo spazio viene gestito a livello di ESA e a volte non basta più nemmeno l'ESA e fanno accordi ESA-NASA-altre nazioni.

Di fatto che gli vorresti fare a tutti questi "talenti" in Italia?! Non è efficiente questa ottica nazionale, piuttosto dovremmo guardare a un'ottica europea minimo.

Quoted

Prima che questo post possa sembrare un attacco all'utente voglio specificare che in realtà ho preso questo messaggio come spunto per parlare in generale a tutta la generazione dei boomer, sto parlando a tutti voi (incluso i miei genitori).


Non so se rientro nella generazione dei boomer o meno... probabilmente no perché se ho capito bene sono quelli nati negli anni 50/60 ma tutti quelli che si riempiono tanto la bocca sfottendo con "ok, boomer" ricordo che i boomer hanno portato la ricchezza pro capite a essere un x100 a dir poco rispetto a quella di quando sono nati. Sarei curioso di capire invece questi non-boomer quanto riusciranno ad arricchire il mondo visto che per ora non mi sembra che a parte lamentarsi stiano facendo granché.

Morpheus88

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58

Thursday, December 19th 2019, 10:28am

Questa è l'ultima risposta che farò in questo topic perché tanto non ci capiamo.
Prima di chiudere una cosa sola, tutto il discorso che tu hai fatto è inutile perché io nelle premesse ho espresso chiaramente "skill vere", una skill (se non conoscessi l'inglese) è un'abilità conclamata, quindi tutti gli esempi che hai riportato tu non c'entrano niente con il mio discorso. Il laureato che si crede di avere qualcosa in mano solo perché è laureato è un illuso, in Italia è piena di questi soggetti ma se leggi attentamente il mio discorso io ho parlato di tutt'altro.
Questa nazione non funziona perché se vali in Italia è difficile che ti venga riconosciuto a pieno, mentre ci sono nazioni dove se vali questo viene più facilmente riconosciuto anche se sei giovane, accettatelo e smettetevi di arrampicarvi sugli specchi. Ma il mio discorso si estende anche ai meno giovani, che sono ancora più penalizzati.
Ovvio che il mio discorso è statistico, tu prenderai l'esempio di Tizio e Caio che ce l'ha fatta anche qui in Italia, ma basta andarsi a guardare le statistiche per vedere come il mio discorso sia ampiamente supportato da dati.

Ah, aggiungo un'ultima cosa, il mio "ok boomer" era per scherzare e infatti l'ho scritto anche subito dopo, eppure vi risentite ugualmente, ennesima dimostrazione dell'analfabetismo funzionale di questa nazione?

Detto questo non perdete tempo a rispondermi, in questo topic non ci entrerò più.

59

Thursday, December 19th 2019, 11:27am

Quoted

Prima di chiudere una cosa sola, tutto il discorso che tu hai fatto è inutile perché io nelle premesse ho espresso chiaramente "skill vere", una skill (se non conoscessi l'inglese) è un'abilità conclamata, quindi tutti gli esempi che hai riportato tu non c'entrano niente con il mio discorso. Il laureato che si crede di avere qualcosa in mano solo perché è laureato è un illuso, in Italia è piena di questi soggetti ma se leggi attentamente il mio discorso io ho parlato di tutt'altro.


Non rispondere se non vuoi rispondere. Per me le skill "vere" non esistono perché comunque è un insieme di circostanze. Devi avere le conoscenze, i rapporti umani, i mezzi ecc... ecc... ecc... io ho skill vere per il mio lavoro? Penso di sì eppure se non mi fossi trovato al posto giusto e nel momento giusto ci sta che a quest'ora facevo tutt'altro.
Quindi aborro l'idea che sia la skill a determinare l'uomo ma semmai il contrario che è l'uomo a determinare la skill. Io so che se invece di occuparci di finanza avessi avuto le stesse persone per occuparci di idraulica in breve termine saremmo stati l'eccellenza e di idraulica non sappiamo una ceppa. La tua generazione ha proprio questo limite di pensare "eh ma io ho questa capacità" e quindi? Io ho bisogno di gente in grado di avere qualsiasi capacità e non una specializzazione. Ho bisogno di un team che se domani la finanza non funziona si occupi di farmaceutica e se non funziona la farmaceutica passiamo all'edilizia.
Ragionare invece per singoli campi porterà tanti a piangere perché basta che quel settore crolli e sono una massa di disoccupati che non potranno più rialzarsi.

Quoted

Questa nazione non funziona perché se vali in Italia è difficile che ti venga riconosciuto a pieno


Ma vaaaaaa... se vali davvero fai carriera anche in Italia senza troppi problemi. Magari all'estero puoi guadagnare ancora di più ma di sicuro non fai la fame. Chi fa la fame è solo perché non si sa amministrare.

Quoted

mentre ci sono nazioni dove se vali questo viene più facilmente riconosciuto anche se sei giovane, accettatelo e smettetevi di arrampicarvi sugli specchi


E quindi? Questo è ovvio come ti potrei dire che se sei medico è molto meglio in Italia o Francia che in Inghilterra è ovvio che a seconda delle tue capacità ci sono paesi migliori e peggiori. Sarebbe come dire che uno si lamenta perché nel Chianti viene il vino buono ma in Arabia non gli viene il vino. Ci sono posti giusti e cose giuste per ogni luogo. Pretendere di avere tutto ovunque è una pia illusione. Fosse per me nessuno dovrebbe lavorare almeno per i primi 10 anni vicino casa e possibilmente in un'altra nazione.

Quoted

Ma il mio discorso si estende anche ai meno giovani, che sono ancora più penalizzati.


I meno giovani salvo rarissime eccezioni se non hanno una professione consolidata è perché non valgono senza se e senza ma.

Quoted

tu prenderai l'esempio di Tizio e Caio che ce l'ha fatta anche qui in Italia, ma basta andarsi a guardare le statistiche per vedere come il mio discorso sia ampiamente supportato da dati.


Non è che i dati sono sbagliati ma che li leggi nel modo sbagliato. Non è che molti che meritano non ce la fanno per un qualche complotto ma semplicemente perché non se lo meritano. È selezione naturale... se ce la fai all'estero ben per te... vai e non tornare si vede che è un ambiente in cui puoi sopravvivere e fai bene ad andartene. (tu generico eh... questo non lo leggere come una cosa personale)

Quoted

Ah, aggiungo un'ultima cosa, il mio "ok boomer" era per scherzare e infatti l'ho scritto anche subito dopo, eppure vi risentite ugualmente, ennesima dimostrazione dell'analfabetismo funzionale di questa nazione?


Io lo so che te scherzi e non ce l'ho con te personalmente ma al tempo stesso te devi capire che parli con gente abituata a certi ruoli cosa che rispecchia molto la tua generazione. Se io dirigo un team, un ufficio o altro e mi arriva uno sbarbato che su facebook si diverte con "ok boomer", che pretende di sapere come fare, che magari sa anche come fare ma pronti via mi sta sulle .......

Quello che ti voglio dire è che puoi essere skillatissimo ma occhio perché un giorno potresti scontrarti con uno che ha veramente un pochino di potere e non parlo di chissà chi potentissimo o con chissà che ruolo... basta un potentato locale che ti taglia le gambe per la vita. Se io sono dove sono è perché per ogni scalino che ho salito mi sono assicurato di creare una base sotto di persone che mi seguissero e mi rimanessero fedeli affrontando sempre gente che mi era sopra ma che non era una minaccia troppo grande. La mia vera skill non è la laurea, non è la mia capacità nel prevedere la finanza... la mia skill è nel saper creare le condizioni diplomatiche per salire uno scalino alla volta.

Quoted

Detto questo non perdete tempo a rispondermi, in questo topic non ci entrerò più.


Se lo leggi prima o poi ricordati di non fare mai queste scelte. Nessuna battaglia è inutile tranne quella che non puoi vincere e quella non dovresti mai nemmeno iniziarla. Se abbandoni una discussione hai impoverito quello in cui credi che risulterà perdente anche se l'interlocutore fosse un vero analfabeta funzionale. Col tempo e l'esperienza se veramente aspiri a far carriera impara a dominare nelle discussioni senza mai risultare polemico o arrogante. Se cerchi trovi sicuramente più o meno vicino a casa tua uno che come me si occupa anche di formazione in tal senso e ripeto se vuoi far carriera è qualcosa su cui devi assolutamente essere addestrato. Nel frattempo ti consiglio la lettura di "Lezioni spirituali per giovani samurai" lo trovi a pochissimi euro e si legge in pochi giorni ma è un libriccino che insegna veramente tanto e sinceramente se decidessi di leggerlo mi piacerebbe poi sapere cosa ne pensi. Al di là del titolo è un'opera sostanzialmente contemporanea eh... niente di fantasy o chissà che... dacci un occhiata.

gloriasinegloria

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60

Thursday, December 19th 2019, 1:45pm

Io lo so che te scherzi e non ce l'ho con te personalmente ma al tempo stesso te devi capire che parli con gente abituata a certi ruoli cosa che rispecchia molto la tua generazione. Se io dirigo un team, un ufficio o altro e mi arriva uno sbarbato che su facebook si diverte con "ok boomer", che pretende di sapere come fare, che magari sa anche come fare ma pronti via mi sta sulle .......


Condividendo ogni virgola di quanto espresso da Ryoma, ho quotato la frase qui sopra perchè riassume simpaticamente e cordialmente quello "scontro di posture" che come effetto saliente produce anzitutto quell'umanissimo "pronti via mi sta sulle..." . :)

aborro l'idea che sia la skill a determinare l'uomo ma semmai il contrario che è l'uomo a determinare la skill. Io so che se invece di occuparci di finanza avessi avuto le stesse persone per occuparci di idraulica in breve termine saremmo stati l'eccellenza e di idraulica non sappiamo una ceppa. La tua generazione ha proprio questo limite di pensare "eh ma io ho questa capacità" e quindi? Io ho bisogno di gente in grado di avere qualsiasi capacità e non una specializzazione. Ho bisogno di un team che se domani la finanza non funziona si occupi di farmaceutica e se non funziona la farmaceutica passiamo all'edilizia.
Ragionare invece per singoli campi porterà tanti a piangere perché basta che quel settore crolli e sono una massa di disoccupati che non potranno più rialzarsi.


Questa analisi, dal mio punto di vista, è una Vera Lezione di Vita.
La sottoscrivo integralmente, ma con dolore mi sembra di registrare (su base che va ben oltre le singole relazioni interpersonali) che la più grande e forse insuperabile differenza tra le generazioni degli attuali 20-30enni e quelle precedenti sia proprio nel fatto che ...non saprei assolutamente dire nè come ne' perchè...queste ultime generazioni pensano invariabilmente a chi li potrebbe assumere e farli lavorare in team, laddove quelle precedenti avevano e conservano il culto dell'autonomia, che ovviamente pressuppone quello "essere svegli ed elastici" che è La Qualità da cui si può originare qualunque competenza settoriale, se la si vuole.

E' un aspetto che patisco immensamente, anzitutto da genitore. Continuo a chiedermi ormai da anni chi-come-quando li abbia convinti che il destino ineluttabile sia quello di essere numeri con compiti ipersettoriali pur di essere "assunti" dalla mega-azienda, mentre bypassano senza apparente traccia di consapevolezza anche fatti che SONO GIA' sotto gli occhi di tutti e da anni , tipo i tanti DIRIGENTI di multinazionali che dopo vent'anni di onorata carriera, con tanto di titoli e competenze specifiche, ma fossilizzati in un microsettore aziendale peraltro assolto secondo le filosofie aziendali di QUELLA multinazionale, si sono ritrovati a 50 anni con la multi che chiude e con le loro competenze che non interessano più a nessuno!
Ma restano inossidabilmente avvinti e monopolizzati dal concetto che svolteranno cercando l'assunzione, foss'anche in Giappone......perchè hanno la "skill" certificata da una laurea e da qualche master... (senza invidia: questi ultimi li avrei anch'io, ma ho sempre considerato la mia fortuna non contare MAI solo su quelli e aver invece frequentato con soddisfazione e profitto la mitica Università della Vita).
Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)