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Elisa89

Ogni lasciata è persa

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16

Monday, July 22nd 2019, 6:01pm

È vero a volte siamo in una parvenza di equilibrio e lo accettiamo perché magari siamo già stati peggio e non vogliamo tornarci.
La questione è profonda e mi turba perché temo di essere appunto in questo "limbo" nel senso che sembra che tutto vada bene ma non è così: amo mio marito e lui mi ama abbiamo una nostra casa abbiamo un buon lavoro. Con amici e famiglia nessun problema. Eppure sento che mi manca qualcosa. Però cerco di apprezzare il più possibile tutto quello che ho e mi sento in un "quasi equilibrio". Ciò che manca è che la mia testa capisca che non mi manca niente.

Hagumi

Malinconia pervinca

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17

Tuesday, July 23rd 2019, 11:44am

È vero a volte siamo in una parvenza di equilibrio e lo accettiamo perché magari siamo già stati peggio e non vogliamo tornarci.
La questione è profonda e mi turba perché temo di essere appunto in questo "limbo" nel senso che sembra che tutto vada bene ma non è così: amo mio marito e lui mi ama abbiamo una nostra casa abbiamo un buon lavoro. Con amici e famiglia nessun problema. Eppure sento che mi manca qualcosa. Però cerco di apprezzare il più possibile tutto quello che ho e mi sento in un "quasi equilibrio". Ciò che manca è che la mia testa capisca che non mi manca niente.

Ma se non ti manca nulla, perché affermi "sembra che tutto vada bene ma non è così"? A volte quella che è considerata la felicità, il tutto per gli altri, non è detto lo sia per noi. Magari quel tutto, per te, non è abbastanza, ma questo non significa tu sia egoista, irriconoscente, esigente o quant'altro.
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"Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti."

18

Tuesday, July 23rd 2019, 5:36pm

La risposta è semplicissima e te la do citando un personaggio che forse conosci e forse no ma che vista la tua passione per queste cose magari apprezzi.

Il motivo sta qua:



Perché la felicità ti porta a credere in qualcuno del genere e alla fine quando non potrai salvare nemmeno una persona del genere in te non rimane altro che una disperata sete di vendetta così oscura e così totalizzante che diventerai il motivo per cui qualcun'altro perderà a sua volta le catene che gli consentivano di restare umano. Fino a che un giorno non rimarrà che una insaziabile ferocia e se alla fine dei tempi anche rimanesse un solo umano in vita su tutta la terra il rancore che proverebbe sarebbe tale da odiare anche se stesso e uccidersi con soddisfazione.

Per questo la felicità fa paura... perché la felicità è come una siepe che non ti permette di vedere oltre e più ti avvicini più è bella ma una volta che la oltrepassi c'è un orizzonte degli eventi da cui nessuno torna indietro. Io non auguro nemmeno al mio peggior nemico di provare la vera felicità proprio perché perfino io ho paura di quello che vi è dopo.

arianna73

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19

Tuesday, July 23rd 2019, 6:18pm

Nel mio piccolo posso dire che per esempio, conosciute certe profondità e gioie di affetti , di bellezza, di calore e complicità,che ti fanno sentire completo - quando per legge stessa di vita li perdi poi è un casino.
Capisci quant'è impossibile riavere cose del genere ed averle conosciute ti fa sentire una mancanza spaventosa, perenne, in tutto.
Al punto che mi trovo a invidiare chi ha avuto famiglie stronze e mai amici veri "amici dell'anima".
Onestamente non credo sia possibile riprendersi più al 100%, mai più.

edit: però penso pure , in fondo in fondo, che è meglio un cuore spezzato che un cuore risparmiato :rolleyes:

Aiden: :D

Diverso

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20

Tuesday, July 23rd 2019, 6:41pm


@Diverso ma se si ha paura delle conseguenze, non significa in automatico che si ha paura d'essa stessa? E cosa sarebbe questa felicità imposta dalla massa? È forse meglio rimanere in una condizione di infelicità, insoddisfazione, chiusura, evitando di affrontare cambiamenti, ostacoli, atti a raggiungere equilibrio, felicità, metamorfosi? Non nasconde forse, in fondo, il timore di questi? Per me son quelle le cazzate. La volontà oltrepassa la paura del rischio, della paura del baratro.
Se spaventa il cambiamento forse non si vuole così tanto raggiungere quella condizione di benessere, felicità, chiamatelo come volete. Ci si sente bene in quella situazione di staticità, evidentemente.


Intendo dire che spesso costa molta fatica e si e' costretti a fare molti compromessi. Potrei farti mille esempi, ma non saprei quale scegliere. In alcuni casi e' molto semplice: per dimagrire basterebbe mangiare meglio e trovare un attivita' fisica piacevole. In altri casi e' piu' difficile: magari c'e' un sacco di grasso accumulato che richiede anni per essere smaltito, o problemi genetici o ormonali che impediscono di dimagrire facilmente, o altri problemi fisici o malattie. A quel punto iniziano gli ostacoli maggiori, ad esempio pensare ad un operazione chirurgica, o assumere farmaci. C'e' chi e' disposto a tutto pur di raggiungere un obiettivo, anche all'illegalita' o alla scorrettezza, e c'e' chi invece valuta anche i compromessi e le eventuali conseguenze. Troppo facile dire "non lo vuoi abbastanza". Ti piace il cazzo? Se rispondi si, come immagino, allora posso renderti felice col mio. Non lo vuoi? Allora non ti piace il cazzo abbastanza, non lo vuoi veramente, hai paura della felicita'. :D
Sono un troll. Tutto quello che dico è vero, ma anche falso, ma anche no, ma anche sì.

arianna73

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21

Tuesday, July 23rd 2019, 7:09pm


Troppo facile dire "non lo vuoi abbastanza".


:hail:

(sono d'accordo anche per la faccenda del cazzo :D )

Vento

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22

Tuesday, July 23rd 2019, 7:28pm

La paura della felicità si può considerare, forse, una nefasta moltiplicazione di sé. Viverla, o essere sul punto di viverla, ma lasciarla andare o perderla perché invece che goderla mi vedo nell'intento di farlo. E arrivare a credere che è un illusione, che questa si trovi sempre dove io non sono e non sarò.

Ecco perché per rimuoverne la paura si sviluppano ossessioni e si imbastiscono rituali e simulacri. Tutto quello che si accorda perfettamente con la noia, l'apatia, l'abitudine e l'infelicità. Questi vissuti, incredibilmente, come il male minore.

In ogni caso chi non vuole essere felice si è già rassegnato alla propria condizione di sopravvissuto. Zombie tra gli zombie.
Ero soltanto.
Ero.
Cadeva la neve.

(Kobayashi Issa)

Hagumi

Malinconia pervinca

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23

Wednesday, July 24th 2019, 12:13pm

Per questo la felicità fa paura... perché la felicità è come una siepe che non ti permette di vedere oltre e più ti avvicini più è bella ma una volta che la oltrepassi c'è un orizzonte degli eventi da cui nessuno torna indietro. Io non auguro nemmeno al mio peggior nemico di provare la vera felicità proprio perché perfino io ho paura di quello che vi è dopo.

Allora ti chiedo: è davvero la scelta migliore accontentarsi di guardare, immaginare qualcosa di bello, sostare lucidamente ad un passo dall'ignoto, privandosi della volontà andare oltre?
È un po' come trovarsi ad una mostra d'arte. C'è chi da un'occhiata fuggevole ad ogni opera, accontentatosi della superficie, e c'è chi si ferma a contemplarla, sente il bisogno di interagire con essa, si avvicina a studiare la pennellata in rilievo, l'amalgama di colori, si siede davanti al video in proiezione, immerso ed avvolto dai suoni o dalle melodie che rimbombano nella stanza buia.

Intendo dire che spesso costa molta fatica e si e' costretti a fare molti compromessi. Potrei farti mille esempi, ma non saprei quale scegliere. In alcuni casi e' molto semplice: per dimagrire basterebbe mangiare meglio e trovare un attivita' fisica piacevole. In altri casi e' piu' difficile: magari c'e' un sacco di grasso accumulato che richiede anni per essere smaltito, o problemi genetici o ormonali che impediscono di dimagrire facilmente, o altri problemi fisici o malattie. A quel punto iniziano gli ostacoli maggiori, ad esempio pensare ad un operazione chirurgica, o assumere farmaci. C'e' chi e' disposto a tutto pur di raggiungere un obiettivo, anche all'illegalita' o alla scorrettezza, e c'e' chi invece valuta anche i compromessi e le eventuali conseguenze. Troppo facile dire "non lo vuoi abbastanza". Ti piace il cazzo? Se rispondi si, come immagino, allora posso renderti felice col mio. Non lo vuoi? Allora non ti piace il cazzo abbastanza, non lo vuoi veramente, hai paura della felicita'.

Non occorre essere scurrili, suvvia Diverso :punish: Comunque sembra quasi tu stia eludendo la vera risposta, e non lo penserei se non fossi tu.
Ne ho sentiti, visti e vissuti tanti di casi. Certo, ci sono i casi limite, ma continuo a pensarla allo stesso modo. Sono solo tutte scuse, cavolate, il problema è che il più delle volte manca la volontà, una reale motivazione e, cosa non da poco, manca l'amor proprio. Poi però si hanno le forze per lamentarsi! La forza per quello non manca mai.
Troppo facile dire "non lo vuoi abbastanza", come lo è dire "costa fatica". Ma da quando in qua non bisogna pagare un prezzo per ottenere qualcosa? (sento già volare le battute :D)
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Elisa89

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24

Saturday, August 10th 2019, 12:11pm

È vero a volte siamo in una parvenza di equilibrio e lo accettiamo perché magari siamo già stati peggio e non vogliamo tornarci.
La questione è profonda e mi turba perché temo di essere appunto in questo "limbo" nel senso che sembra che tutto vada bene ma non è così: amo mio marito e lui mi ama abbiamo una nostra casa abbiamo un buon lavoro. Con amici e famiglia nessun problema. Eppure sento che mi manca qualcosa. Però cerco di apprezzare il più possibile tutto quello che ho e mi sento in un "quasi equilibrio". Ciò che manca è che la mia testa capisca che non mi manca niente.

Ma se non ti manca nulla, perché affermi "sembra che tutto vada bene ma non è così"? A volte quella che è considerata la felicità, il tutto per gli altri, non è detto lo sia per noi. Magari quel tutto, per te, non è abbastanza, ma questo non significa tu sia egoista, irriconoscente, esigente o quant'altro.

Non mi manca nulla agli occhi altrui e nel rispetto dei canoni della giovane coppietta felice. Ma io soffro e non riesco più a vivere qui. Sento tutto stretto

aconito

Giovane Amico

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25

Thursday, August 29th 2019, 7:29pm

esiste una definizione della felicità? posso sapere esattamente in cosa consiste? io non so se sono mai stato felice.

a volte viene confusa con soddisfazione / gratificazione / appagamento, credo.

qualcuno mi aiuta a risolvere questo mio dubbio?
“Rari sono quelli che preferiscono la virtù ai piaceri del sesso.”
CONFUCIO

Elisa89

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26

Friday, August 30th 2019, 8:17am

Una persone è felice quando smette di chiedersi cos'è la felicità perché la sta provando e lo sta capendo.

Hagumi

Malinconia pervinca

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27

Friday, August 30th 2019, 9:12am

Io l'accosto a due cose: alla parola Equilibrio, e alla pura sensazione fisica, solitamente effimera, scaturita dal rilascio di endorfine e serotonina.
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28

Friday, August 30th 2019, 9:36am

Non credo si abbia paura della felicità quanto di possibili delusioni relative ad essa oppure paure verso la situazione che dovrebbe permetterci di provarla.
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile,
l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane
niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

aconito

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29

Friday, August 30th 2019, 4:47pm

Una persone è felice quando smette di chiedersi cos'è la felicità perché la sta provando e lo sta capendo.
cioè, secondo te, se non mi chiedo cosa sia la felicità è perchè sono felice?

allora se me lo chiedo è perchè sono infelice?
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CONFUCIO

Moonlight3

L'insostenibile leggerezza dell'essere

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30

Friday, August 30th 2019, 5:49pm

Chi la vive chi lo e' lo sa e' uno stato di benessere armonico e questo malgrado gli eventi della vita chi e' felice nin e' detto che non soffra ma sa godere della parte positiva che ha e che e' nel mondo anche tra le lacrime chi e' feluce e' generoso e grato