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16

Monday, September 14th 2020, 4:27pm

Perche' e' piu' facile giudicare che avere compassione?


Personalmente non sono affatto convinta che "giudicare" sia più facile che "com-patire".

Premetto di sottoscrivere la distinzione di Juniz tra "giudizio-sentenza sull'altro" e "valutazione dell'altro (liberissimo di restare com'è) funzionale esclusivamente alla nostra interazione con l'altro".
Aggiungo che la "capacità di giudizio" , nel secondo e positivo senso ottimamamente descritto da Juniz, è (semplicemente) una delle manifestazioni qualificanti dell'intelligenza e funzionali alla vita (senza la quale non riusceremmo neanche a distinguere un gattino neonato da una pantera famelica scappata da un parco o da uno zoo).
E concludo che, ad esempio per quanto mi riguarda, accade molto spesso, e nel reale ancor più che nel virtuale, che la valutazione dell'altro (sempre nel senso buono e necessario alla vita descritto da Juniz) ...segua addirittura il percorso OPPOSTO a quello che hai tracciato tu, Pazzo.
E cioè : si ascolta e si ha la naturale tendenza alla com-passione,
Ma questa viene STREGATA dalla percezione nitida che l'altro sia talmente blindato in un proprio mondo di certezze (anche dolorisissime) da non cercare in alcun modo di "uscirne" come pure afferma, e che in quella blindatura cerchi, malngrado le sue proprie affermazioni, soltanto chi gli confermi che "ha ragione, quanto è sfigato, ha ragione, quanto è cattivo il mondo, ha ragione!" .
E allora SMETTI di com-patire e cercare soluzioni, perchè ti sbatte chiaro in faccia che hai davanti un Moloch blindato e con cui perdi solo tempo.

Rewind : non sarà una regola generale, ma è una regola che vale per molti, quella secondo cui : la com-passione è persino istintiva e immediata, ma è dal modo in cui viene recepita che SI ARRIVA al "giudizio" (salvifico e prudenziale) inteso solo come valutazione del rapporto interpensonale, e lì può accadere di concludere "ok...sto solo perdendo tempo, tanto questa persona vuole solo essere confermata nel suo ruolo di vittima cosmica e al massimo cerca il branco che gli ripeta e confermi i suoi mantra!" .


Vorrei fare un esempio un po' forte, per cercare di capire meglio, chi di noi non ha giudicato le persone che hanno commesso quel brutale omicidio di quel ragazzo?
Secondo voi c'e qualcuno che ha compatito piuttosto che giudicato quei ragazzi?
Il mondo e' pieno di pazzi

17

Monday, September 14th 2020, 7:41pm

Vorrei fare un esempio un po' forte, per cercare di capire meglio, chi di noi non ha giudicato le persone che hanno commesso quel brutale omicidio di quel ragazzo?
Secondo voi c'e qualcuno che ha compatito piuttosto che giudicato quei ragazzi?
Secondo me no, nessuno ha "compatito" quei ragazzi ...

Ma anche perché il concetto di compassione che i più hanno è qualcosa di simile alla sottimissione, alla genuflessione dinanzi la cattivera e questo è chiaramente "illogico". Infatti la frase del vangelo detta da Cristo "porgi l'altra guancia" è entrata nel linguaggio comune con questa cadenza negativa, come per dire, lasciati percuotere. In verità il significato di quella frase nel discorso della montagna è di più sottile e si riferisce al non dipendere dal "giudizio negativo altrui" in modo da trascenderlo, infatti dice anche "e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello" ...è un invito al non lasciarsi trascinare dalla violenza, dal giudizio, da qualunque forma di negatività perché l'unica cosa che ne scaturirebbe sarebbe solo altra violenza. E l'unica soluzione alla violenza è un atteggiamento che non la faccia nascere proprio perché "dopo" è comunque tardi ...

Oppure "amate i vostri nemici" che non significa fai del bene a chi ti sta ammazzando ma di lasciar pedere l'idea che esistano veramente dei "nemici" che non siano solo proiezioni della tua mente. Finché crei "un nemico" esisterà qualcuno da combattere, cio' significa qualcuno che sarà constretto a difendersi e quindi combattere, insomma un karma di violenza crescente che prima o poi contamina tutti (vedasi le guerre) ...

Ho fatto l'esempio del vangelo dire che il "giudizio" e la "compassione" non sono temi compressabili in significati pratici e facili. Sono temi che implicano una comprensione sottile, che va oltre "il luogo comune" e le basi che caratterizzano la nostra cultura moderna. Insomma ci vuole una visione "ampia" e universale perché se non c'è quella, la compassione è una cosa veramente illogica di fronte le ingiustize che si vedono nel mondo.

Da questo punto di vista i ragazzi che hanno commesso quella atrocità sono l'esempio di cosa è capace l'inconsapevolezza umana quando è elevata all'ennesima potenza. Da un punto di vista spirituale, più che giudicare bisogna "osservare" l'umano e la sua miseria che in qualche modo ci riguarda tutti.
☯️

gloriasinegloria

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18

Tuesday, September 15th 2020, 12:56am

chi di noi non ha giudicato le persone che hanno commesso quel brutale omicidio di quel ragazzo?
Secondo voi c'e qualcuno che ha compatito piuttosto che giudicato quei ragazzi?


Mah...sinceramente penso che non possa NON compatirli chiunque si sia posto il problema della sub-sub-sub cultura di cui quei due (come tanti altri) sono semplici schiavi replicanti. Direi che si supera addirittura la compassione e si arriva alla dimensione della pura pena.
Di sicuro è molto più istintiva e calorosa e incondizionata la Compassione verso lo sfortunatissimo ragazzo che ha avuto la sola sfiga di incontrarli sulla propria strada, e verso i suoi familiari.

Però mi viene da chiedere, di rimando, quale sia l'accezione usata da ognuno di noi dei termini "compatire" e "giudicare".
Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

19

Tuesday, September 15th 2020, 12:29pm

Mah...sinceramente penso che non possa NON compatirli chiunque si sia posto il problema della sub-sub-sub cultura di cui quei due (come tanti altri) sono semplici schiavi replicanti.


Io sinceramente non provo nessun tipo di compassione neanche ponendomi il problema di quella che tu chiami sub sub sub cultura, che tu chiami schiavi replicanti.
Poi non capisco cosa voglia dire schiavi replicanti.
Da quello che dici tu pensi che la cultura sia alla base del problema?
Il mondo e' pieno di pazzi

gloriasinegloria

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20

Tuesday, September 15th 2020, 7:14pm

non capisco cosa voglia dire schiavi replicanti.
Da quello che dici tu pensi che la cultura sia alla base del problema?


Sì, do per scontato che che quel tipo di problema abbia per fondamento quel tipo di cultura (che io definisco sub-sub-sub cultura).
In fondo è la stessa subcultura di tutti i quartieri del degrado nel mondo, in cui l'importante è "farsi una strada che affranchi dal buio più nero" e dove non ci sono nè mezzi, nè Esempi (se non deleteri) e dove c'è il vuoto assoluto a livello etico.
Quei due personaggi non avevano neanche la giustificante della miseria, e questo esalta la Miseria vera di cui sono vittime: quella che vive di baggianate tipo "<rispetto> da ottenere con qualunque mezzo - quattrini da scialare - auto o orologi e donne da ostentare insieme ai muscoli da coltivare e decorare" ................
Quadro patetico quanto mortifero quanto diffuso.
In fondo si tratta di due ragazzi persino bellocci, e - credo - non meno intelligenti della media.
Pur considerando come naturale un'indole combattiva e spregiudicata...mi darai atto che se avessero respirato aria migliore ...molto verosimilmente sarebbero loro stessi tra coloro che compatiscono chi si è ridotto come loro, e quella stessa indole avrebbero saputo canalizzarla su percorsi NON criminali, o almeno... non COSi' schifosamente criminali.
O no?

Per "schiavi replicanti" intendo tutti quelli (anche cosiddette "persone perbene", sia chiaro) che vivono in modo supino e acritico un percorso (quale che sia, può essere anche una carriera con aspirazioni manageriali) senza mai metterlo in discussione, senza conoscere nè voler conoscere alteranative, e che pertanto non fanno altro che replicare un modello (quello in cui sono stati cresciuti) senza neanche sospettare che possano esisterne altri.
Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)

21

Wednesday, September 16th 2020, 9:01am

Mah...sinceramente penso che non possa NON compatirli chiunque si sia posto il problema della sub-sub-sub cultura di cui quei due (come tanti altri) sono semplici schiavi replicanti.


Io sinceramente non provo nessun tipo di compassione neanche ponendomi il problema di quella che tu chiami sub sub sub cultura, che tu chiami schiavi replicanti.
Poi non capisco cosa voglia dire schiavi replicanti.
Da quello che dici tu pensi che la cultura sia alla base del problema?


Gli assassini del povero Willy dicono siano combattenti di MMA, un mix di arti marziali... se così fosse sarebbero doppiamente colpevoli, doppiamente imbecilli, doppiamente inutili come la loro violenza nei riguardi di un ragazzo mite, buono ed innocente... Lo sappiamo tutti che lo sport non è mai veicolo di violenza... anche gli sport estremi come MMA... sono combattimenti improntati al rispetto dell’avversario, delle regole, della vita umana...Togliere la vita in questa maniera vile e inumana significa aver perduto domicilio con qualsiasi diritto civile... Nessuna compassione per loro da parte mia... Fare del male fino a ammazzare, rapinare la vita, rubare l’ultimo respiro, a una persona innocente, incapace di usare la più lontana maleducazione, significa avere perduto consapevolezza e prossimità con valori fondanti come la dignità, libertà, solidarietà... Addirittura indicare chi non c’è più come una persona di colore quindi inferiore, spiega bene... senza ombra di dubbio, a che punto siamo arrivati come società... La cultura del bicipite a discapito delle emozioni e sentimenti dell’amore... una violenza così diffusa e frequente da fare impallidire chiunque!!! Nessuna compassione, ripeto... Perché altrimenti significherebbe che oramai siamo talmente abituati alla sopraffazione del più debole che non riusciamo neppure più a indignarci... figuriamoci a intervenire per porre fine a questo massacro...L’indifferenza che alberga nei gesti quotidiani mina l’importanza dello stare insieme... del rispetto di ognuno e di ciascuno... tant’è che non è più sostenibile additare le periferie, i ghetti cittadini, come promotori della cultura della violenza...
E’ la nostra società, noi, perché la società siamo noi... persone e non numeri ben allineati, a dover fare i conti nuovamente con quella sfida educativa troppo presto messa da parte, forse perché troppo impegnativa...
Dany

La vita non è una commedia che puoi provarla prima... La devi vivere improvvisando... Domani sarà tardi per rimpiangere la realtà, è meglio viverla! Io non mi siedo qui, io voglio vivere sopra, io voglio vivere una volta sola!

22

Wednesday, September 16th 2020, 1:09pm

non capisco cosa voglia dire schiavi replicanti.
Da quello che dici tu pensi che la cultura sia alla base del problema?


Sì, do per scontato che che quel tipo di problema abbia per fondamento quel tipo di cultura (che io definisco sub-sub-sub cultura).
In fondo è la stessa subcultura di tutti i quartieri del degrado nel mondo, in cui l'importante è "farsi una strada che affranchi dal buio più nero" e dove non ci sono nè mezzi, nè Esempi (se non deleteri) e dove c'è il vuoto assoluto a livello etico.
Quei due personaggi non avevano neanche la giustificante della miseria, e questo esalta la Miseria vera di cui sono vittime: quella che vive di baggianate tipo "<rispetto> da ottenere con qualunque mezzo - quattrini da scialare - auto o orologi e donne da ostentare insieme ai muscoli da coltivare e decorare" ................
Quadro patetico quanto mortifero quanto diffuso.
In fondo si tratta di due ragazzi persino bellocci, e - credo - non meno intelligenti della media.
Pur considerando come naturale un'indole combattiva e spregiudicata...mi darai atto che se avessero respirato aria migliore ...molto verosimilmente sarebbero loro stessi tra coloro che compatiscono chi si è ridotto come loro, e quella stessa indole avrebbero saputo canalizzarla su percorsi NON criminali, o almeno... non COSi' schifosamente criminali.
O no?


Ma onestamente alla domanda che fai mi viene da risponderti con un secco no, io la penso esattamente all'opposto.
In realta' sarebbe un discorso molto lungo, ma quello che mi viene da dirti e' che nella storia mondiale non solo italiana i personaggi piu' malvagi e pericolosi sono sempre stati quelli che tu definiresti , cresciuti non in una sub sub sub cultura.
Nel caso specifico ci si sofferma sull'uso della forza, ma da che mondo e' mondo l'uso della forza c'e' sempre stato e sempre ci sara' a prescindere dal tipo di cultura in cui si e' cresciuti.
Secondo me, per come la penso io, tu confondi la cultura con l'essenza della persona.
Una persona puo' essere malvagia sia se ha cultura che no, ma ripeto sarebbe un discorso enorme.
Ma quindi mi viene da farti una domanda, se al posto di quei due che tu definisci cresciuti in una sub sub cultura, ci fossero stati due ragazzi della Roma bene, come se ne sono sentiti tanti negli anni, non avresti avuto compassione?
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23

Wednesday, September 16th 2020, 8:26pm

Secondo me, per come la penso io, tu confondi la cultura con l'essenza della persona.
Una persona puo' essere malvagia sia se ha cultura che no

Ma quindi mi viene da farti una domanda, se al posto di quei due che tu definisci cresciuti in una sub sub cultura, ci fossero stati due ragazzi della Roma bene, come se ne sono sentiti tanti negli anni, non avresti avuto compassione?



Pazzo...io non sto parlando della cultura = grado di istruzione personale.
Sto parlando della cultura nella quale si vive immersi, a seconda di dove si nasce e si cresce, e che diventa il più terribile condizionamento che esista, se e quando nè possiedi strumenti intellettivi per dissociartene e nè ti vengono minimamente adombrati da quel sistema in cui vivi.
Questo vale identicamente a Scampia e allo Zen, come vale nella Roma "bene", o almeno in quelle frange della Roma o Milano o Bari o Palermo "bene" che vivono respirando il concetto che quattrini e potere sono tutto e che si è tanto più certi di averli conquistati quanto più si umilia o deride il tanto prossimo che è "fuori gara".

Sulla malvagità per nascita...io sono tra coloro che fanno un'enorme fatica ad interiorizzarne il concetto.
Sarò antiquata, ma resto convintamente al concetto che "non esistono carnefici ma solo vittime".
E vittime si può essere di una grave malattia mentale (è di ieri il folle che ha accoltellato il prete da cui riceveva ogn aiuto...) come si può essere di un sistema/cultura che ti scava il vuoto dentro.
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24

Thursday, September 17th 2020, 10:33am

Da vittima di violenze fisiche e psicologiche mi sento di suggerire un libro molto interessante dal titolo "Non è colpa mia"...praticamente quando il carnefice vuole passare per vittima... Potrebbe illuminare molte menti che, fortunatamente, non hanno vissuto l'inferno di una vera vittima!!!
Dany

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25

Thursday, September 17th 2020, 12:01pm

Questo vale identicamente a Scampia e allo Zen, come vale nella Roma "bene", o almeno in quelle frange della Roma o Milano o Bari o Palermo "bene" che vivono respirando il concetto che quattrini e potere sono tutto e che si è tanto più certi di averli conquistati quanto più si umilia o deride il tanto prossimo che è "fuori gara".


Ma scusa tanto Gloria quello che tu dici e' vero, ma chi e' che instilla questa idea che nella vita denaro e potere sono tutto?
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26

Thursday, September 17th 2020, 9:21pm

Gloria quello che tu dici e' vero, ma chi e' che instilla questa idea che nella vita denaro e potere sono tutto?


Sai benissimo anche tu che questa è l'idea dominante dell'intero mondo occidentale (come minimo). E' l'idea in cui ci troviamo immersi tutti. Poi c'è chi ha la fortuna di saperne prendere le distanze (per sensibilità-intelligenza personale e/o per un ambiente familiare o amicale sano e colto e/o per uno di quegli incontri, anche libreschi, che ti cambiano la vita) e chi, invece, ha la sfiga di restarci immerso fino ad affogarcisi per tutta la vita.
Sentivo proprio ieri la storia di un ragazzo che era figlio di un tizio del degrado, morto suicida in carcere doveva si trova recluso per rapina e omicidio.
Questo ragazzo era riuscito a trovare l'unico "faro" nella memoria di suo padre e aveva giurato a sè stesso di ispirarsi a lui.
La prima puntata l'ha già realizzata, e anche lui oggi è in carcere per rapina con omicidio.
Spero che non realizzi anche la seconda e ultima puntata.
Credo proprio sia altissimamente probabile che se lo stesso ragazzo avesse potuto godere di spunti e riferimenti più alti...non avrebbe fatto le stesse scelte assurde.
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27

Friday, September 18th 2020, 6:24pm

Sai benissimo anche tu che questa è l'idea dominante dell'intero mondo occidentale (come minimo).


Volevo parlare di questo punto, quello che tu comunemente chiami l'idea dominante del mondo occidentale, non e' un idea fatta da un chiccessia.
Questa idea nella popolazione l'ha instillata la classe dirigente,che normalmente e' proprio la classe opposta a quella che dici tu, e cioe' quelli che hanno avuto la fortuna di crescere in ambienti non sub sub sub culturali.
Quindi tornando a quello che si diceva prima, a mio parere e' proprio la classe dirigente che e' la piu colpevole, proprio perche' volendo poteva instillare un idea diversa del mondo e della vita, ma cosi' non hanno fatto e sappiamo tutti perche'.
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28

Saturday, September 19th 2020, 8:04am

Questa idea nella popolazione l'ha instillata la classe dirigente,che normalmente e' proprio la classe opposta a quella che dici tu, e cioe' quelli che hanno avuto la fortuna di crescere in ambienti non sub sub sub culturali.


Come dicevi tu: questo aspetto aprirebbe un discorso infinito.
Io parto dal principio che l'idea di potere e conquista sia connaturata nel genere umano (e nel mondo animale in genere), e che addirittura sia essenziale alla sopravvivenza.
Poi ognuno la coniuga in base alla propria sensibilità-intelligenza-cultura.
Una colpa delle classi dirigenti, quindi, non la vedo nell'aver "generato" questo istinto, e piuttosto la vedo nel coltivarlo (più o meno consapevolmente) sia attraverso un welfare inesistente e sia attraverso modelli che a propria volta sono alquanto beceri quando becera è la classe dirigente.
Pensa soltanto al danno immenso che è stato fatto, da oltre trent'anni a questa parte, mediante una comunicazione ossessivamente tesa a dimostrare che "vincente" è il burino con macchinone, quattrini e rolex.... da quando la classe dirigente è quella che ci ha donato Razzi come senatore...e Briatore come idolo (inspiegabile) di orde di ventenni e trentenni...
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Pivaldo

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Yesterday, 11:42pm

Però mi viene da chiedere, di rimando, quale sia l'accezione usata da ognuno di noi dei termini "compatire" e "giudicare".


Appunto, c'è un problema di definizioni, pure secondo me.

Per me, non si può giudicare (compito difficilissimo) senza avere provato "pietas" (che è la mia accezione di compatire).

Capire cosa sia l'esperienza di chi commette un assassinio non significa giustificare ma comprendere il meccanismo logico alla base delle azioni.

Posso essere stato addestrato ad uccidere (come mi è capitato da soldato) ma questo non significa che uccida chiunque incontri.
Anzi, il valore della valutazione etica della realtà acquisisce un peso preponderante e governa l'istinto.

Quello che è mancato in quei ragazzi super-palestrati aggressori è stata una elementare valutazione etica della situazione e questo è accaduto per mancanza di comprensione (fors'anche conoscenza) dei valori alla base della morale umana.

In questo senso, convengo sull'appellativo di sub-sub cultura usato da Gloria per definire la povertà etica di quei ragazzi.

Il giorno che dovessero comprendere la gravità del loro comportamento dovrebbero essere soverchiati dal rimorso e dalla vergogna per il loro comportamento ... ed avranno bisogno di aiuto per superare la crisi.

P.
(----------;)------------)
Il più bello dei mari / è quello che non navigammo. / Il più bello dei nostri figli / non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni /non li abbiamo ancora vissuti. / E quello / che vorrei dirti di più bello / non te l’ho ancora detto.

Nazim Hikmet