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ildol

Felice di imparare

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31

Friday, November 25th 2011, 11:46am

Grazie adamsberg per i link, più tardi me li guarderò con calma.
Lo si puo' notare nei trapiantati d'organo, che manifestano scostamenti della personalità non da poco, nel periodo dopo il trapianto, come se la persono stessa avesse subito un cambiamento anche in alcune caratteristiche proprie.
Interessantissima anche questa particolarità di cui non sapevo nulla.
Puoi approfondire, doc?


Faccio un parallelismo col mondo animale.
Se l'indole del Labrador è bonaria (genetica), è possibile addestrarlo (vissuto) all'aggressività, ma sempre nei limiti imposti dal materiale genetico a disposizione.
Quindi, a parità di vissuto, potrò avere un Labrador aggressivo, fobico, rabbioso e problematico ma non sarà mai ai livelli di criticità raggiungibili da altre razze geneticamente più predisposte.
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doctor Faust

Azzeccagarbugli

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32

Saturday, November 26th 2011, 1:48pm

Interessantissima anche questa particolarità di cui non sapevo nulla.
Puoi approfondire, doc?


Non ci sono ancora studi in proposito. Dalle mie osservazioni, dirette e indirette, ho notato e rilevato come dopo un trapianto d'rgano, molte persone scoprano lati di se che non conoscevano, e ne vengano accentuate peculiarita'.
Si puo' ipotizzare che dopo un periodo di regressione dovuto alla malattia, ci sia una ripresa di tutte le facoltà, con una eccitazione improvvisa.
Ma si puo anche ipotizzare che ci sia l'influenza di un altro vissuto parziale, che viene interiorizzato, come puo' succedere per l'introduzione di un muovo programma in un sistema Software. A cui segue progressivamente una integrazione e una persosnalità emergente con dati leggermente diversi.
Questo sopratutto coi trapianti di fegato, ma, in misura minore, si possono osservare anche dopo trasfusioni ematiche massive.

Quoted

Faccio un parallelismo col mondo animale.
Se l'indole del Labrador è bonaria (genetica),..........


Certo che si, con buona pace di chi sostiene che sia tutto merito o colpa dei padroni del cane.
Un cane da pastore non sarà mai un mastino, e un mastino non sarò mai un cane da pastore, salvo che negli incroci non si sia una introduzione di un ramo dell'altro tipo.

Infine non dimentichiamo che tutti i cani discendono da un antenato lupo, che probabilmente ha il sangie del velociraptor paleolitico.
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adamsberg

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33

Sunday, November 27th 2011, 9:49am

Gia'. Da qui nasce la diatriba biologica che discuto da anni.
Se e' vero che la parola terapeutica puo' modificare gli eventi cerebrali, modificandone l'anatomia e la fisiologia, allora qualsiasi evento puo' farlo, terapeutico o antiterapeutico.
Pensare percio' che un'ora alla settimana possa modificare i circuiti neuronali, più delle altre migliaia che intercorrono, e' pura fantasia.
Beh, si può pur sempre pensare, volendo spezzare una lancia a favore, che quella specifica "ora di psicoterapia" abbia più efficacia e incisività nell'indurre modificazioni cerebrali di quanta non ne abbiano le centinaia di ore (e non migliaia, di cui un terzo peraltro passate a dormire) intercorrenti tra una seduta e l'altra. Ore che per la maggior parte contengono eventi poco o per nulla rilevanti e percepiti dal soggetto come routinari. Se è vero, come penso, che qualsiasi evento (anche quindi il solo dialogo) può alterare anche permanentemente il sistema nervoso centrale, rimane il fatto che eventi diversi avranno impatti diversi, per entità, durata ed esiti. Gli eventi normali della vita quotidiana implicheranno sul cervello effetti generalmente deboli e di segno randomico. L'ora di psicoterapia potrebbe avere, in quanto "mirata", effetti più significativi, di segno "positivo" e di lunga durata. Sempre per dire che, in termni di implicazioni organiche, potrebbe verosimilmente non essere un'ora come tutte le altre.

Da qui lo scetticismo su qualsiasi tecnica psicologica, e paradossalmente, una riabilitazione per la psicoanalisi, che, continuando per anni e anni, effettivamente puo' creare dei mutamenti anatomo-fisiologici. Il problema e' stabilire se sono utili e terapeutici oppure castranti e devianti.
Condivido un certo scetticismo di fondo, penso sia evidente da quel che ho scritto in questo thread, ma concedo anche il beneficio del dubbio, sulla base di quanto sopra. Idem per la psicoanalisi, non so quanto sia importante l'orizzonte temporale di applicazione (mi viene da dire che a volte una singola parola o riflessione possano essere più utili ed efficaci, provocando quindi - chissà - alterazioni cerebrali più profonde, di interi anni di colloqui... chi non ha mai pensato almeno una volta che dopo un determinato dialogo, dopo una determinata riflessione, la sua vita non sarebbe più stata la stessa?). E' interessante poi chiedersi se gli effetti delle tecniche psicologiche siano "utili e terapeutici oppure castranti e devianti", ma onestamente non sono in grado di fornire risposte.
Ma anche una riabilitazione della filosofia come terapia mentale, in quanto non si smette mai di filosofare, e quindi in effetti, si promuove una modificazione permanente dei circuiti. La pratica filosofica percio' puo' aspirare ad essere un'autocura e una cura in senso lato, che influendo sulla mente, influisce sul corpo, sulle azioni, sul modus vivendi e sulla visione del mondo.
Un punto di vista davvero illuminante sul tema, ti ringrazio per averlo condiviso.

This post has been edited 1 times, last edit by "adamsberg" (Nov 27th 2011, 9:56am)


doctor Faust

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34

Sunday, November 27th 2011, 6:30pm

L'ora di psicoterapia potrebbe avere, in quanto "mirata", effetti più significativi, di segno "positivo" e di lunga durata. Sempre per dire che, in termni di implicazioni organiche, potrebbe verosimilmente non essere un'ora come tutte le altre.


Mi pare giusto crederlo. Diversamente sarebbe un bel problema. Per questo e' bene scrivere le proprie riflessioni, in modo da poterci tornare sopra e rileggerle obiettivamente. Cosa che si puo' fare anche coi dialoghi su messenger. Verba volant scripta manent.

La pratica filosofica percio' puo' aspirare ad essere un'autocura e una cura in senso lato, che influendo sulla mente, influisce sul corpo, sulle azioni, sul modus vivendi e sulla visione del mondo.

Un punto di vista davvero illuminante sul tema, ti ringrazio per averlo condiviso.


La filosofia, nei suoi compiti sempre un po' trascurati dal corpo accademico, dovrebbe avere proprio questa funzione di medicina dell'anima[dell'essere]. coltivando l'autocontrollo e il dominio delle passioni. Piu' che una terapia si tratta di una vera e propria cura integrale. Cosa che nessuna psicoterapia puo' vantare.
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Hallomarc

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Sunday, November 27th 2011, 10:29pm

La domanda iniziale, credo sia di quelle dure anche per uno scienziato.
E credo che si debba parlare di scienze, che non concorderano sempre o in tutto.

Io formulerei forse la domanda in modo diverso, cioé non
"quanto influisce la genetica sul comportamento?"

ma:
"quanto la genetica e quanto l'apprendimento influiscono sul comportamento?".

La specie umana ha un'infanzia paricolarmente lunga. Quindi l'apprendimento occupa una parte importante.

(io per esempio volevo apprendere l'itagliano e adesso sollo)
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

Hallomarc

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36

Sunday, November 27th 2011, 10:42pm

L'animale acquisice le conoscenze per adattarsi. E' educato all'abitat in cui vivrà, che sarà stabile.
Ci sono i migratori, ma non cambia molto.

Non è così per l'uomo adulto. Perché si va a cercare habitat diversi.
Se non ci fossero i miei difetti, non ci sarei nemmeno io.

doctor Faust

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37

Wednesday, November 30th 2011, 6:47pm

L'animale acquisice le conoscenze per adattarsi. E' educato all'abitat in cui vivrà, che sarà stabile.
Ci sono i migratori, ma non cambia molto.Non è così per l'uomo adulto. Perché si va a cercare habitat diversi.


Passare dai tropici al polo sud la trovi una cosa da poco conto?
Adattarsi dalla strada ad un canile, per un randagio, la trovi una cosa da poco conto?

Anche gli animali soffrono l'adattamento e il dis-adattamento, come gli umani. Anzi, di piu'.

Sono proprio questi ultimi che, tutto sommato, non hanno piu' grandi variazioni al loro abitat.
A meno che tu non mi prenda un pigmeo della foresta congolese e me lo porti in S. Babila.

per il resto i Mac Donald's e la pizza sono internazionali, così come viaggiare in auto [finche si potrà] e farsi il caffè o il te col fuoco del gas.

Se l'essere umano non avesse tutte questa grande capacità di adattamento, pensi che sarebbe passato indenne dal medio evo all'epoca attuale?
Quando ero bambino io, i contadini qui andavano ancora in giro con gli zoccoli nella neve, e in campagna ci andavano coi carretti portati dall'asino. E non e' un secolo fa.

E' proprio la capacità di adattamento che lo fa abitare da un polo all'altro, e lo fa convivere in colonie di milioni di esemplari, tutti gomito a gomito, che anche i topi non ci riuscirebbero.

Cio' che invece e' dis-educativo e dis-adattativo e' tenere al riparo i mocciosi dalle intemperie, dai problemi, dai drammi, dalle fatiche, perchè crea generazioni di frustrati paurosi che vanno nel panico per un'unghia incarnita o per un mal di testa, e non sono capaci di procurasi da soli nemmeno i soldi per la ricarica del telefonino.
Questo si e' un limite alla capacità di adattamento, a mio parere.
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ildol

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38

Friday, December 2nd 2011, 9:30am

Cio' che invece e' dis-educativo e dis-adattativo e' tenere al riparo i mocciosi dalle intemperie, dai problemi, dai drammi, dalle fatiche, perchè crea generazioni di frustrati paurosi che vanno nel panico per un'unghia incarnita o per un mal di testa, e non sono capaci di procurasi da soli nemmeno i soldi per la ricarica del telefonino.
Questo si e' un limite alla capacità di adattamento, a mio parere.
E infatti, ecco che il vissuto torna prepotentemente a mostrare la sua importanza.

Secondo Harris, le registrazioni nel Bambino e nel Genitore non si possono eliminare o alterare: ecco quindi che diventa dura applicare cambiamenti, anche organici, a vissuto e indole genetica.
In teoria: non si cambia mai?

Ma se non si può cambiare ciò che il binomio Natura e Genitori ci hanno stampato nell'animo, come possono un ansioso o un depresso sperare di stare meglio?
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doctor Faust

Azzeccagarbugli

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39

Friday, December 2nd 2011, 11:35am

Se lo scopri ti danno il premio Nobel.

Intanto, in mancanza di una soluzione magica, c'e' chi si affida allo psicologo, allo psichiatra, alla religione, all'esoterismo, ai viaggi ai santuari, al condizionamento ipnotico del pensiero positivo, alla droga o all'alcol, alla violenza gratuita, all'autolesionismo, ai rapporti sado-maso, alla masturbazione compulsiva e al sesso virtuale, alla delinquenza fine a se stessa, all'accunulazione di denaro, allo sperpero di denaro col gioco d'azzardo, alla follia, alla filosofia oppure al fato e al destino.

Ognuno fa quello che vuole e i cocci sono suoi.
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vissik

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40

Friday, December 2nd 2011, 12:40pm

Per riassumere in una sola frase Faust: ci si crea una ragione di vita.

Il benessere non c'è e va creato, dice Spaltro. Si sopravvive "inventandosi" il mondo e quello che per ognuno ha valore. Ti accorgi che quello a cui ti aggrappavi è marcio (ma devi prima prenderne consapevolezza, resistendo al trauma che spesso ne deriva) e ti crei un altro sostegno. Se sei bravo riesci a creartelo quasi dal nulla, altrimenti ne prendi in prestito uno già fatto...

Ovviamente molto più facile a dirsi che a farsi. Questo va spiegato alle persone che si assistono, possibilmente anche guidandole quanto più possibile per mano in questo percorso.
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doctor Faust

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Friday, December 2nd 2011, 2:44pm

Questo va spiegato alle persone che si assistono, possibilmente anche guidandole quanto più possibile per mano in questo percorso


Gia'. Cosa che sarebbe compito di genitori responsabili e di una famiglia solida, prima di tutto.

Chi va a cercare lo psicologo [ora va di moda cosi']ha bisogno prima di tutto di un genitore o di un confidente, o di un capro espiatorio con funzioni di cesso dove vomitare.
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vissik

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Friday, December 2nd 2011, 5:33pm

Oggi va di moda lo psicologo (cosa che nei tempi passati era del tutto inammissibile socialmente) proprio perchè nessuno vuole più ascoltare nessuno, e perchè i genitori non vogliono fare il loro dovere. Quindi, se hai bisogno di una funzione assolutamente normale e naturale come "socializzare", paghi. Tutto è business. Come si tende a voler privatizzare l'acqua, così si è privatizzato (o quasi, nel pubblico c'è probabilmente qualche nicchia che funziona, ma con forti limiti temporali) l'ascolto.
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doctor Faust

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Friday, December 2nd 2011, 6:28pm

Gia. Per ritornare al tema: genetica e comportamento, dobbiamo concludere che cambiano le maschere degli attori, ma gli attori restano sempre quelli, con i loro ruoli naturali.

Un individuo che cresce in un ambiente famigliare sano, normalmente diventa un individuo sano.
Un individuo che cresce in un ambiente malato, diventa un individuo malato, anche se nasce sano [a meno che non fugga in tempo].

Poi ci sono diversi gradi di malattia. Per Maslow il 98% dei viventi e' nevrotico, ovvero ammalato da sindrome di disadattamento.
http://it.wikipedia.org/wiki/Verso_una_p…a_dell%27essere
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RedCliff

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Sunday, December 4th 2011, 1:14am

bah a questo punto diciamo che sotto le maschere degli attori c'è solo un flusso indistinto di emozioni in evoluzione a questo punto. più che ruoli naturali si tratta di predisposizioni.

non parla di percentuali l'articolo, però non capisco se per "interferire troppo" si intende stile "campana di vetro", "educazione ispirata ad una religione" o che altro.

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Tuesday, December 6th 2011, 1:03pm

bah a questo punto diciamo che sotto le maschere degli attori c'è solo un flusso indistinto di emozioni in evoluzione a questo punto. più che ruoli naturali si tratta di predisposizioni.


E' proprio quello che diceva la scettico Hume nel suo trattato sulla natura umana.

Quoted

non parla di percentuali l'articolo, però non capisco se per "interferire troppo" si intende stile "campana di vetro", "educazione ispirata ad una religione" o che altro.


Tutte e tre e alltre ancora, no? Trentanni di cultura Mediaset ci hanno fatti diventare dei consumisti inveterati. Se non e' condizionamento questo...
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