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gloriasinegloria

Amico Inseparabile

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16

Thursday, October 3rd 2019, 11:43pm

Se un uomo venisse attaccato in quanto tale, nelle sue "prerogative maschili", la solidarietà tra uomini scatterebbe immediata, passando sopra ogni divergenza di idee e persino di interessi.

Questa è la differenza che volevo sottolineare.


Posso sbagliare e perdonami, ma è proprio questa la differenza che io non vedo.
Cioè : non mi verrebbe mai di dire che gli uomini siano più sodali tra loro in quanto uomini, rispetto alle donne.

Possono essere un po' diversi, tra uomini e donne, i modi con cui si esprime la eventuale contrarietà o competizione. Dove le modalità femminili sono molto più composite e variegate e anche visibili (di solito, non necessariamente).

Ma non riesco a pensare ad alcun contesto in cui io abbia potuto intuire che la solidarietà tra uomini sia maggiore rispetto a quella fra donne...

Dirò di più : prima di alcune interessantissime esperienze personali...ero persuasa che alcuni livelli di intesa fraterna, di appannaggio tradizionalmente e storicamente maschile (quali quell massonici) fossero davvero a prova di tutto. E cioè che fosse un "branco" particolarmente colto in cui..."parlando di cose serie tra soli uomini"...si sviluppasse un Sodalizio ...addirittura "eterno e dell'anima"...talmente serio ed esclusivo da dover far paura al mondo esterno.

Ebbene: circostanze fortuite e concomintanti, in miei ruoli completamente diversi rispetto a ciascuno dei "Fratelli" di cui accennerò (miei ruoli che spaziavano dal personale e/o latamente famigliare, fino allo strettamente professionale mio) ...mi disvelarono senza possibilità di dubbio che...questi... che io avevo considerato la realizzazione in Terra della "solidarietà".............ma ti posso giurare che senza rendersene conto mi aprirono la visione di un vero Vaso di Pandora TRA LORO , tutto nutrito di ordinarie perfidie e competizioni che non sono così forti e sentite e subdole neanche nella vita degli altri uomini qualunque e meno "filosofi"? ............

:crazy:

DaliaBlu

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17

Friday, October 4th 2019, 5:39am

Posso dire che, dalla mia seppur limitata esperienza di vita, l'uomo "filosofo" è per me il peggio del peggio in quanto a moralità e colui da cui scappare a gambe levate, anche se ne capisco (e ne ho subito e probabilmente ne subirò ancora) il fascino?
Per quanto riguarda la solidarietà fra donne... Beh, io ho una visione alquanto pessimistica della vita e cinica dell'umanità, dunque la metto sullo stesso piano di altre solidarietà: generalmente limitata.

18

Friday, October 4th 2019, 10:47am


E non c'è l'equivalente tra i maschi.. Se un uomo venisse attaccato in quanto tale, nelle sue "prerogative maschili", la solidarietà tra uomini scatterebbe immediata, passando sopra ogni divergenza di idee e persino di interessi.

Questa è la differenza che volevo sottolineare.


non mi sembra tu abbia una visione distorta delle cose, spesso è effettivamente così.

la solidarietà tra uomini è quasi scontata mentre quella tra donne è tutt'altro che scontata; come dicevo, ci sono due tipi, quelle con cui puoi sodalizzare e tutte le altre. questo in grandi linee. con gli anni impari ad individuarle velocemente e soprattutto a scartare le vere carogne che sono quelle della finta solidarietà che ti pugnalano alle spalle proprio per il tuo essere donna.

come società siamo ancora molto ma molto indietro. qui si sente ancora frasi del tipo
- non entrano donne nella compagine sociale
- mi dispiace devi lasciare un 10% perché sei donna con figli
e tanto altro
namasté

This post has been edited 1 times, last edit by "la huesera" (Oct 4th 2019, 12:26pm)


ipposam

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19

Friday, October 4th 2019, 12:49pm


E non c'è l'equivalente tra i maschi.. Se un uomo venisse attaccato in quanto tale, nelle sue "prerogative maschili", la solidarietà tra uomini scatterebbe immediata, passando sopra ogni divergenza di idee e persino di interessi.

Questa è la differenza che volevo sottolineare.


non mi sembra tu abbia una visione distorta delle cose, spesso è effettivamente così.

la solidarietà tra uomini è quasi scontata mentre quella tra donne è tutt'altro che scontata; come dicevo, ci sono due tipi, quelle con cui puoi sodalizzare e tutte le altre. questo in grandi linee. con gli anni impari ad individuarle velocemente e soprattutto a scartare le vere carogne che sono quelle della finta solidarietà che ti pugnalano alle spalle proprio per il tuo essere donna.

come società siamo ancora molto ma molto indietro. qui si sente ancora frasi del tipo
- non entrano donne nella compagine sociale
- mi dispiace devi lasciare un 10% perché sei donna con figli
e tanto altro


Straquoto.
E aggiungo; in Italia ciò che è indietro è la struttura sociale e familiare.
Non può esserci parità lavorativa se non c'è parità familiare; non può esserci parità lavorativa se oltre a dare 100 sul lavoro ci si aspetta che la donna dia 100 anche tra le mura domestiche. Non può esserci parità se a una donna si chiede di essere full time in ufficio e poi full time come care giver di figli, nonni non autosufficienti, e di essere colei che cucina, lava, stira.
Soprattutto non può esserci parità se la controparte maschile non fa il suo, e non intendo cucinare una volta a settimana la domenica o portare i figli a calcetto, intendo proprio farsi carico di tutti gli annessi e connessi familiari, in misura pari a quella della controparte femminile.
Qui siamo ancora al punto che un uomo che prende il part time per stare con i figli viene "deriso" e certamente inserito nella lista non scritta dei tagliati fuori da ogni possibilità di carriera. Siamo ancora al punto che si indirizzano le scelte delle ragazze verso studi umanistici affinché facciano le insegnanti, non per passione verso la professione, ma perché "ideale per una donna, così può crescere i figli". Siamo al punto che nella pubblicità dei detersivi c'è sempre la mamma che fa la lavatrice. Inutile parlare di parità finché non si ripensi l'idea di famiglia come unione di individui con pari doveri e diritti.
Nella mia personale esperienza, anni fa dei parenti di mio marito mi chiesero fino a quando avrei lavorato, essendo in procinto di sposarmi...Questa è l'Italia.
Il tema vero è che andrebbe rivista la struttura familiare, e questo avrebbe un impatto su quella del mondo del lavoro, si creerebbero nuovi modelli e nuovi equilibri. Ma sono processi lenti: forse già in corso, ma lenti.

Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo ancora. Ma ho scoperto che non sopporto i cretini, vecchi o giovani che siano.

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20

Friday, October 4th 2019, 1:48pm

Nella mia personale esperienza, anni fa dei parenti di mio marito mi chiesero fino a quando avrei lavorato, essendo in procinto di sposarmi...Questa è l'Italia.


Questa era il modo di pensare delle vecchie generazioni, che stanno scomparendo (se non altro per ragioni di età).

Mi sembra che la "liquidità" della società e, sotto sotto, una diffusa preoccupazione per l'instabilità delle relazioni lavorative consigli ormai decisamente ad ogni partner di una coppia di mantenere una propria occupazione (ed autonomia).

Per prendersi e lasciarsi occorre essere autonomi economicamente e psicologicamente.

Poi, sulla solidarietà maschile - contrapposta a quella femminile (scarsa) - non giurerei che sia così diffusa a livello istintivo.
Si basa più su forme antiche (direi tribali) di formazione del "gruppo" che garantisce protezione, identità, e benessere, tutto sommato alla faccia della libera competizione.

Nelle associazioni mafiose, massoniche, ecc. spesso si assiste al trionfo della mediocrità …

P.
(---------;)-------------)
Hold fast to dreams / For if dreams die /Life is a broken-winged bird / That cannot fly.
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arianna73

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Friday, October 4th 2019, 2:03pm

C'è un culto dell'amicizia virile secolare, è vero. Una virtù virile per eccellenza è la lealtà.
Ma poi , stringendo, anche questa scricchiola sotto l peso delle circostanze, delle convenienze, delle slealtà individuali.
Mafia massoneria etc oltre ad essere come dice Pivaldo spesso mediocrissime si reggono su un'intesa settaria che non vorrei mai prendere a modello di rapporto amichevole.

...comunque le cose stanno cambiando, per esempio da un punto di vista non solo politico , ma personale, sessuale e fisico Trump è stato sbertucciato senza pietà :D
E anche Brunetta per esempio, da noi, è stato più insultato come "nano" che come politico.
Diciamo che "colpire basso" su cose che "non dovrebbero entrarci" diventa sempre più trasversale, fatto anche da uomini ad altri uomini.
Non sono sicura che sia un indizio di evoluzione eh, però di livellamento sì.

Sul discorso "sei donna quindi no" al lavoro, più che altro è "sei donna quindi accudisci allora no".
Ho le mie brave dimissioni firmate in bianco, le ho avute tante volte. A questo ho dovuto abbozzare come milioni di lavoratrici. Perché se sei donna, prima o poi nella tua vita salta fuori un marito , un figlio, un genitore, un suocero , un qualsiasi parente che ha bisogno di te e tu è inteso che starai lì a fare il welfare gratuito e perenne, come puoi dedicarti al lavoro?
C'è la divisione sessista sull'accudimento, visto come qualcosa di squalificante.
"Da femmina" e che "blocca la competitività".
Qui c'è una rivoluzione da fare, a mio parere, come diceva una giornalista in gamba l'umanità può sopravvivere a qualsiasi sciopero tranne a quello di chi accudisce, c'è tanto da rivedere e da condividere senza pensare che sia "roba da fessi".
Una rivoluzione culturale, e mi dispiace tanto per quelle che si dicono femministe e poi sfottono le donne che "si fermano" a prendersi cura di chi amano e ha bisogno di loro. Non ci hanno capito un benemerito, essere emancipate non vuol dire castrarsi :rolleyes:

in politica noto con raccapriccio che la famosa sorellanza finisce se la donna è di destra. Ho un ricordo, e per fortuna non sono la sola, repellente di un'intervista subdola, viscidissima, fatta a Mara Carfagna tutta malizia e sesso e insulto, ammiccamenti da Bagaglino ma pure peggio a lei e Berlusconi - ad opera di un'altra giornalista in quota "colta e di sinistra". Una vera vergogna.

(Carfagna che oltre in questi ultimi tempi a non essersi presa la sbronza sovranista è stata l'unica ad avere tenacemente voluto e ottenuto una legge anti-stalking, le "compagne" sonnecchiavano, dov'erano?)

Tommaso Rossi

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22

Friday, October 4th 2019, 2:34pm

Ho le mie brave dimissioni firmate in bianco

Solo, velocemente, una annotazione: lo sai, sì, che il tuo datore di lavoro le può pure stracciare visto che, grazie ad una riforma di qualche anno fa, adesso le dimissioni devono essere date personalmente dal dipendente all'ufficio del lavoro in tempo reale, non basta più una letterina come una volta. Ed, ovviamente quelle firmate in bianco senza data possono essere usate solo come succedaneo della carta igienica in caso di necessità... :D
Qualche volta anche i politici ( non tutti... ) fanno cose buone...;)

arianna73

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23

Friday, October 4th 2019, 2:42pm

...purtroppo ho sintetizzato con la vecchia formula, visto che già i temi sono "vasti", ma senza entrare nel merito è l'ennesimo caso di "fatta la legge trovato l'inganno" e c'è un accordo a monte perfettamente legale.
non scendo in dettagli perché oramai ogni contratto è un romanzo, ma sotto certi aspetti e in determinati ambiti le cose sono pure peggiorate. Malgrado le buone intenzioni, tutto scorre veloce e appena una legge mette una toppa ad un buco se ne apre n'altro...

p.s. nel 2017-18 l'Italia ha toccato il record assoluto di neo-madri licenziate, che altro dire.

gloriasinegloria

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24

Friday, October 4th 2019, 5:35pm

sulla solidarietà maschile - contrapposta a quella femminile (scarsa) - non giurerei che sia così diffusa a livello istintivo.
Si basa più su forme antiche (direi tribali) di formazione del "gruppo" che garantisce protezione, identità, e benessere, tutto sommato alla faccia della libera competizione.

Nelle associazioni mafiose, massoniche, ecc. spesso si assiste al trionfo della mediocrità …



Concordando con entrambi i concetti, a me sembrava che la discussione vertesse sulle differenze tra la solidarietà tra uomini e quella tra donne, e non sulle ruolizzazioni o le discriminazioni che il mondo femminile ha sempre subito e continua a subire (sia pure in misura ridotta rispetto al passato).

Ruolizzazioni e discriminazioni sono sempre state pesantissime e restano pesanti, ma non per mano di "donna contro donna", direi.

Se invece il tema era (come mi sembrava) quello della differente solidarietà/fratellanza esistente tra gli uomini o invece tra le donne... continuo a cercare nella mia mente esempi di solidarietà maschile che surclassino quelli femminili...ma onestamente non mi sovviene nulla di particolare oltre quanto segnalato da Pivaldo, e cioè parzialissimi e assai volatili meccanismi di branco, spesso garantiti da una tessera in comune...che può essere quella di un partito politico come quella dell'abboanamento alla stessa curva dello stadio. Solidarietà che dura fino a quando quella tessera è simbolo o illusione di interessi comuni, e che si converte persino in ostilità nel momento in cui gli interessi si rivelano non comuni malgrado la tessera, come politica ci mostra ogni giorno.

Passo al secondo tuo concetto, che condivido ma su cui mi viene d'obbligo una osservazione : nelle associazioni mafiose, massoniche, ecc. ...è verissimo che si assiste spesso al trionfo della mediocrità, ma forse proprio questo è il punto, e non soltanto per queste associazioni. Cerco di spiegarmi.
Di mafie non so nulla di più di quanto la maggior parte possa sapere da cronaca, libri, documentari.
Della Massoneria, invece, ho avuto qualche micronico spiraglio per farmene un'idea più ravvicinata.
Mi è tornata in mente, quando qui si è accennato alla "fratellanza maschile", proprio perchè ... la Massoneria (quella vera) è SOLO maschile da sempre, e perchè gli aderenti si chiamano Fratelli, e perchè ho proprio PROVA di come essa operi a tutela del "Fratello Massone" , e non sto parlando sono di affari e denaro, ma anche di questioni strettamente personalistiche,e porto un esempio per tutti : un "Fratello" coniugato con figli scopre di essere gay. E' disperato e ...prima che a chiunque altro (psicologi e genitori e moglie compresi) si rivolge ai Fratelli. E' lì trova un Aiuto e Supporto determinanti per risolvere il suo caos interiore e per pianificare il proprio sensato outing presso la famiglia...

POI, dopo, e qui secondo me è il punto, la mediocrità di cui parli tu e su cui concordo ...l'ho vista tranquillamente emergere nei rapporti di individuale competizione tra l'uno e l'altro dei Fratelli (magari per ragioni professionali o per una donna), e l'ho vista emergere in modo strisciante, perfido, anche intelligente, assolutamente colto e forbito.

MA ...questa io la chiamo "essere umani con i propri limiti", che vale per uomini e donne, che vale sempre, e che si manifesta in forme diverse a seconda di sesso, età, intelligenza, cultura, ecc. , ma che è fattore umano che - di per sè - è connaturato con l'essere umano e in cui non vedo distinzioni tra uomini e donne, così come non ne vedo tra ragazzi e adulti.

Per chiudere i miei pensierini : i miei migliori amici nella vita ...sono DONNE.
Ovviamente ce ne son tante con cui quella che credevo Amicizia e Sorellanza si sono rivelate solo opportunismi di vario genere. Ma se io posso parlare di Amicizia ...posso parlarne SOLO in riferimento ad altre donne.
Ho avuto ed ho bei rapporti con amici uomini, ma...questi sono sempre inquinati da loro aspettative di qualcosa in più dell'Amicizia, che mi inducono a mettere in dubbio le fondamenta del tutto, mentre con le donne (salvo il caso di donne omosex con cui ho avuto lo stesso problema) ma davvero posso dire che quando è amicizia è Amicizia!
E parlo di rapporti nati quando avevo 12 anni e che ancora sono tali, così come parlo di rapporti nati anche solo pochi anni fa, ma di cui misuro ultrapositivamente la valenza. (Non che siano a decine, sia chiaro! :D , però ci sono e ci sono con donne, per me) .

Pivaldo

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25

Friday, October 4th 2019, 7:47pm

Di mafie non so nulla di più di quanto la maggior parte possa sapere da cronaca, libri, documentari.
Della Massoneria, invece, ho avuto qualche micronico spiraglio per farmene un'idea più ravvicinata.
Mi è tornata in mente, quando qui si è accennato alla "fratellanza maschile", proprio perchè ... la Massoneria (quella vera) è SOLO maschile da sempre, e perchè gli aderenti si chiamano Fratelli, e perchè ho proprio PROVA di come essa operi a tutela del "Fratello Massone" , e non sto parlando sono di affari e denaro, ma anche di questioni strettamente personalistiche,e porto un esempio per tutti : un "Fratello" coniugato con figli scopre di essere gay. E' disperato e ...prima che a chiunque altro (psicologi e genitori e moglie compresi) si rivolge ai Fratelli. E' lì trova un Aiuto e Supporto determinanti per risolvere il suo caos interiore e per pianificare il proprio sensato outing presso la famiglia...


Quella forma di solidarietà maschile è legata al genere per motivi storici e tradizionali, perché si basa sul concetto di appartenenza ad una istituzione, vuoi per nascita (mafia) vuoi per adesione ideale ad un progetto egemonico della società umana (massoneria nazionale, compresa la P2, massoneria internazionale), vuoi per ideali di appartenenza ad una Patria (come per gli appartenenti ai servizi segreti o associazioni patriottiche).

L'esclusività dell'appartenenza al solo genere maschile ora è solo frutto di tradizione (come per i famosi circoli inglesi, ai quali era escluso persino l'accesso, oltre che ogni possibilità di iscrizione, alle donne), che non è detto che non venga meno in futuro.

Non posso entrare nello specifico, né fare nomi, anche per ragioni professionali, ma mi sono trovato (molto tempo fa) per lavoro a stretto contatto con quegli ambienti ed ho osservato come funzionavano e, soprattutto, quali comportamenti inducevano in coloro i quali entravano a diretto contatto con loro. La loro capacità di attrazione aveva grande effetto nei confronti di soggetti molto modesti o mediocri, che intendevano superare nella scala e considerazione sociale quelli obiettivamente più dotati.

Personalmente, ho sempre declinato qualsiasi forma di adesione o di manifestazione di interesse, perché il prezzo dell'affiliazione e dei benefici promessi era costituito dalla tua libertà di azione e di pensiero e dalla tua indipendenza di giudizio. Se devo sbagliare preferisco farlo da solo …

E la solidarietà la do a chi ritengo la meriti, non per ragioni di appartenenza ad un genere.

P.
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26

Friday, October 4th 2019, 7:53pm

Ho avuto ed ho bei rapporti con amici uomini, ma...questi sono sempre inquinati da loro aspettative di qualcosa in più dell'Amicizia, che mi inducono a mettere in dubbio le fondamenta del tutto, mentre con le donne (salvo il caso di donne omosex con cui ho avuto lo stesso problema) ma davvero posso dire che quando è amicizia è Amicizia!


La tua mi sembra una testimonianza nel senso che sia difficilissima un'amicizia vera e completa fondata sulla diversità di genere.
Non impossibile, dico, perché in altri thread sono stati segnalati esempi che smentirebbero tale conclusione, ma anche io la penso così, per quello che può valere.

P.
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27

Friday, October 4th 2019, 8:51pm

Quella forma di solidarietà maschile è legata al genere per motivi storici e tradizionali, perché si basa sul concetto di appartenenza ad una istituzione, vuoi per nascita (mafia) vuoi per adesione ideale ad un progetto egemonico della società umana (massoneria nazionale, compresa la P2, massoneria internazionale), vuoi per ideali di appartenenza ad una Patria (come per gli appartenenti ai servizi segreti o associazioni patriottiche).

L'esclusività dell'appartenenza al solo genere maschile ora è solo frutto di tradizione (come per i famosi circoli inglesi, ai quali era escluso persino l'accesso, oltre che ogni possibilità di iscrizione, alle donne), che non è detto che non venga meno in futuro.

Non posso entrare nello specifico, né fare nomi, anche per ragioni professionali, ma mi sono trovato (molto tempo fa) per lavoro a stretto contatto con quegli ambienti ed ho osservato come funzionavano e, soprattutto, quali comportamenti inducevano in coloro i quali entravano a diretto contatto con loro. La loro capacità di attrazione aveva grande effetto nei confronti di soggetti molto modesti o mediocri, che intendevano superare nella scala e considerazione sociale quelli obiettivamente più dotati.

Personalmente, ho sempre declinato qualsiasi forma di adesione o di manifestazione di interesse, perché il prezzo dell'affiliazione e dei benefici promessi era costituito dalla tua libertà di azione e di pensiero e dalla tua indipendenza di giudizio. Se devo sbagliare preferisco farlo da solo …

E la solidarietà la do a chi ritengo la meriti, non per ragioni di appartenenza ad un genere.


Concordo su tutta la linea! :hail:
Ma desideravo far notare che anche questo tipo di solidarietà è, a suo modo, occasionale e volatile, nel senso che fin quando gli apppartenenti ragionano in termini astratti e generali...c'è UN comportamento, e poi...quando invece si tocca anche larvatamente il loro privato deretano... :roftl: ...ecco che si attiva TUTTO UN ALTRO COMPORTAMENTO , e tutte le filosofie vanno a farsi benedire e ri-emerge il fauno che combatte per il proprio territorio personale, contro tutti! (salvo Eccezioni, che non a caso sono Eccezioni).


La tua mi sembra una testimonianza nel senso che sia difficilissima un'amicizia vera e completa fondata sulla diversità di genere.
Non impossibile, dico, perché in altri thread sono stati segnalati esempi che smentirebbero tale conclusione, ma anche io la penso così, per quello che può valere.


E concordo anche in questo.

Non ho mai pensato che la diversità di genere renda impossibile l'amicizia. Anzi...ci ho creduto anche troppo sulla sua possibilità ! (salvo ritrovarmi in situazioni che definire imbarazzanti è poco) :rolleyes:
Però...tra tutti gli amici uomini...l'unico caso in posso dire di intrattenere un vero rapporto di Amicizia...è UNO, ed è quello fondato sulla reciproca e grande stima personale e professionale, e sul fatto che ciascuno di noi due sia felice del proprio privato e non cerchi altro sul fronte "uomo-donna".
Quindi: è possibile, direi, ma probabilmente non è la regola.

Tommaso Rossi

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28

Friday, October 4th 2019, 10:21pm

Ritorno su un concetto che ho già espresso ma che, probabilmente, non sono riuscito a chiarire fino in fondo...
Io non discuto sul maggiore o minore numero ed entità di contrasti tra uomini e uomini o tra donne e donne o tra i due sessi tra loro...
È assodato, tra l'altro, che, storicamente, gli odi più feroci e le violenze più esecrande avvengano tra uomini ( che, non a caso, sono quelli che fanno le guerre ).
Io parlo di differenze "qualitative", più che quantitative... Quello che mi colpisce e disturba è il fatto che le donne colpiscano altre donne NEL LORO ESSERE DONNA, non in quanto rivali, avversari, nemici sul lavoro o a scuola...
L'esempio più classico è la donna vittima di stupro, crimine orrendo che dovrebbe immediatamente suscitare la solidarietà di qualunque altra donna, prescindendo da amicizie o inimicizie, alleanze o rivalità... Perché si tratta di un crimine che, in qualche modo, riguarda TUTTE le donne, perché colpisce il fatto di essere donna, non quello di essere Arianna o Maria o Stefania...
Eppure quante volte abbiamo sentito frasi tipo "si vabbé, però non doveva mettersi la minigonna", "non doveva uscire da sola la sera", "in fondo se l'è cercata".... Frasi dette da donne contro altre donne che a me lasciano basito... Così come mi colpiscono le risate, da parte di donne, che accolgono attacchi schifosamente maschilisti contro amiche, colleghe, compagne o, pure, personaggi celebri, attrici, cantanti, politiche... Tutto questo non esiste al maschile, è questa la differenza... Nessun uomo sghignazzerebbe se, putacaso, un altro uomo, per quanto antipatico, venisse evirato ( forse la cosa più vicina allo stupro al maschile ... ). Nessuno direbbe "si, però, se l'è cercata...".
Spero di aver chiarito meglio il mio pensiero sul punto.

arianna73

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Saturday, October 5th 2019, 6:17pm

Noto che anche questa differenza si sta erodendo. Sempre al ribasso però, nel senso che ci sono pregiudizi biechi e umilianti che ora si estendono "ecumenicamente". Si vede che l'uguaglianza al rialzo , come specie umana, ci viene male :D

riguardo l'amicizia e i generi:
alle elementari sono stata felice. I personaggi negativi sono stati pochi, debitamente ridimensionati, di entrambi i sessi. Per il resto eravamo davvero cuccioli felici e affiatati, senza contrapposizioni di genere,senza nessuna menata educativa ci prendevamo a cazzotti giocavamo gli stessi giochi, noi ragazzine se amavamo il calcio a figurine assieme ai maschi, senza essere estromesse, i ragazzini se volevano con barbie e bambole, e quando entravano nel gioco erano straordinariamente creativi nell'inventare copioni, genealogie, divertimento.
Probabilmente abbiamo avuto fortuna e ci siamo trovati fra bambini fondamentalmente sani di cuore.

La prima persona che ha risposto col mio nome alla domanda "Chi è il tuo migliore amico?" è stata un bambino. E mi sono commossa.

Alle medie con i primi segnali sessuali della pubertà, la prima distinzione, lì il triennio delle amicizie - sorellanze più forti e più nette.
Alle superiori le cose sono tornate a mischiarsi stabilmente, vuoi perché ora cominciavano gli amori e il solo timore di trovarsi una rivale accanto ha spazzato via un sacco di amicizie, sono rimasta attonita quando un'amichetta che conoscevo dall'asilo cominciò ad allontanarmi perché un ragazzino che piaceva a lei (e manco a me) mi aveva fatto un po' la corte.
Ma io che sono sempre stata molto poco appariscente non ho avuto la sorte delle bellissime appena sbocciate, quelle che incantavano gli angeli e stordivano i ragazzini. A loro è stato riservato proprio un ostracismo e una cortina di ferro di invidia e malevolenza dalle altre ragazzine, che credo si sia allentata a fatica e solo nell'età matura, quando si prende atto che la bellezza non è tutto.
Si creavano veramente perfidie, in quella fase, che facevano impallidire i collegi algidi di Fleur Jaggy.

Io per conto mio ho cominciato ad avere da allora almeno la metà se non di più di amicizie e freuentazioni maschili. In quegli anni si sono consolidate amicizie che durano tuttora, e affetti profondi come amori e legami familiari. Certo con tutti gli ormoni impazziti , la fame di emozioni di quell'età, non tutto era sempre limpido, ci sono stati intrecci di complicità amorosa e sessuale, ma per me era più facile che reggere le dietrologie e le malizie delle ragazzine in competizione fra loro e forse con tutto quanto.
..Crescere non è una passeggiata, ma io me lo sono reso più facile con i ragazzi :) Con la fortuna di avere in qualche modo attirato - incocciato quelli "giusti", cioè quelli che hanno sempre saputo amare l'amicizia. :)

Tanja

Giovane Amico

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Saturday, October 5th 2019, 8:02pm

Nella mia esperienza personale, soprattutto lavorativa, la differenza l ho vista fare dalla cultura e soprattutto dal intelligenza più che dal genere uomo/ donna. Mi spiego meglio: ho conosciuto donne al vertice sul lavoro, 2 in particolare brave e eque e giuste, ciò è trattavano i sottoposti in base ai fatti e con molto umanità e pronte a darti una mano in caso di reale bisogno e assolutamente leali con le altre donne.
Mentre invece tra i dipendenti o tra chi fa lavori più umili soprattutto come discriminante principale e' stato chi ha me no cultura e li ho trovato le peggiori donne carogne pronte ad attaccare le altre. Esemplifico molto: nella dirigente laureata e di cultura ho trovato più spesso lealtà che nella signora con la 3 media ...
Poi è chiaro ci sono le eccezioni, ma la cultura permette di andare oltre....