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Renegade

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Sunday, May 26th 2019, 9:30pm

Dio, amore, felicità...tutte c*zzate?

Sono giovane, sono fidanzata e pure innamorata.
Eppure, più passa il tempo, più mi interrogo e le risposte più logiche che riesco a darmi, sono in fondo anche le più spaventose.
Fede, amore, felicità...cosa sono? Esistono?
La risposta circa Dio, me la sono già data: siamo umani, abbiamo paura e l’idea che ci sia qualcuno che ci ama, che giudica i cattivi e premia i buoni, che abbia un piano per noi, che siamo importanti...ci consola. Immaginare di essere soli con noi stessi, impotenti ...nei momenti peggiori di lutto, solitudine, delusione e sconforto, ci terrorizza.
A noi serve speranza.
La speranza che qualcosa di buono arrivi: la divina provvidenza, un giorno migliore, l’amore della nostra vita.
Chi più e chi meno, tutti ci speriamo.
Sono stata credente, ma poi mi sono accorta che le cose succedono per un ordine di causa effetto, mosso da forze più o meno tangibili ai sensi.
Nessun miracolo e nessuna punizione: l’universo non esiste per punire o gratificare Mister X o Y.
Noi siamo. Tutto è. Vogliamo dargli un senso, perché anche questo ci fa comodo; io credo che non esista nessuno scopo preciso.
Vi immaginate un Dio, che da inizio all’universo intero, solo perché IO possa realizzare “X” progetto?
Esistiamo, siamo di passaggio. Scegliamo come impiegare meno peggio le ore tra una dormita ed una mangiata.
Creiamo un’immagine di noi, più o meno influenzata dalla società in cui viviamo, e cerchiamo di perseguirla.

Pensiamo che l’amore muova tutto.
Amore:
nient’altro che un insieme di processi chimici nel nostro cervello. È scienza.
Questi effetti, a lungo andare, terminano, si esauriscono, semplicemente cessano di esistere. Erano necessari solo ad uno scopo, che però noi umani non accettiamo perché...perchè abbiamo paura. Paura di rimanere soli. Non accettiamo di essere come le bestie: vogliamo riprodurci, fine punto. Fiori, candele, cene fuori e messaggini su whatsapp solo per... È istinto. Il cervello è programmato per questo.
E dopo un po’, la magia finisce.
Allora due persone sentono che sta cambiando qualcosa, ma si sono sentite dire (e si sono ripetute) così tante volte che “l’anima gemella è lì da qualche parte”, che non accettano un altro buco nell’acqua; così continuano il teatrino.
La passione si affievolisce, le farfalle nello stomaco volano via...la chiamano “routine” o “darsi per scontati”.
Io penso che queste due cose siano la conseguenza e non la causa della fine.
Dai per scontato, perché la chimica è finita.

Io sono innamorata. Credo.
Dico credo, perché non so cosa sia l’amore. Non so nemmeno se davvero esiste.
Escludo di essere il nuovo Buddha, così illuminata da provare IL VERO AMORE INCONDIZIONATO, nel qui ed ora e nel flusso dell’universo.

Escludo di essere migliore o particolarmente diversa dagli altri della mia specie...quindi credo di essere innamorata:
mi do il beneficio del dubbio, perché a me non succede quanto suddetto: io non riesco a guardarLo con occhi diversi, non riesco a non sentire quelle farfalle ogni volta, anche dopo parecchio tempo.
E come me tanti altri, nei confronti del partner. Il più delle volte, questi è pure un po’ freddo e distante.
E noi li, a provare questa cosa che per convenzione chiamiamo amore.

Siamo tutti un po’ incasinati. Io sono incasinata e su questo non ho alcun dubbio.
E se quello che chiamiamo “amore”, altro non fosse che attaccamento? Una sfida con se stessi, paura, speranza, autoconvinzione, ego...molto ben mascherato da altro? Un cercare di nutrire il proprio io bambino ferito.
E se “amore” fossero solo quei primi tempi, ed il resto fosse nulla più che un voler credere alla favoletta?

Persino l’amore per un figlio, potrebbe non essere altro che mero istinto: voglia di tramandare il proprio patrimonio genetico o la propria educazione (o entrambe le cose).

Me lo chiedo, proprio perché sento di provare qualcosa di grande, ma vedo intorno a me desolazione.
La gente tradisce, mente, si lascia. Eppure, tutto sembrava perfetto!
Vedo genitori, fare male ai figli, più o meno volontariamente.
Allora, questo fantomatico amore, cosa è?

Forse, quel “vissero per sempre felici e contenti”, è un po’ come “un giorno andrete tutti in paradiso”.
Tutte cazzate.

“FELICI e contenti”.
Felici? Io non ho mai sentito di un essere umano FELICE.
Non più di, al massimo, qualche giorno.
Si può essere sereni ( che forse è pure meglio), ma felici...mh, non saprei.
Può suonare cinico, ma anche la felicità è una reazione chimica e, come tale, finisce.
La gente però idealizza: immagina una “vita felice”, una “famiglia felice”, una “carriera felice”.
La felicità non dura.

Sono cinica? Lo chiedo a voi.
Io penso di essere solo ragionevole. Ma sono umana ed aver “scoperto” tutto questo, non mi ha resa nè più libera nè più strafottente nè più in pace con me stessa; infatti, al contrario, più mi rendo conto di avere ragione, più ho paura, sono triste e mi rassegno.

È deprimente sapere che è tutta una gran cazzata.

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silverwing

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Sunday, May 26th 2019, 10:33pm

Secondo me non è tutto una gran cazzata.
La felicità è un'illusione, concordo con te che non è uno stato permanente, ma solo temporaneo.
Altro è la serenità che ti permette di accettare anche le sofferenze più dure.

Amore? Non lo so, non sono nelle condizioni psicologiche giuste per parlarne viste le mie esperienze in materia.
So solo che poeti e scrittori romantici (non nel senso del periodo del Romanticismo) di danni ne hanno fatti e non pochi idealizzando ed estremizzando il sentimento fra due persone.
L'Amore con la A maiuscola secondo me è altro, è quello disinteressato che non prevede ricompensa, può esserci ma non è il fine. Il fine è il benessere o il miglioramento della condizione altrui.

Dio? L'uomo da che è esistito ha avuto il bisogno di dare un significato al mondo che lo circonda. Prima con una visione alquanto limitata dello stesso, poi pian piano, col progredire della scienza sempre più ampia fino a conoscere un Universo sterminato e ad ipotizzare l'esistenza di più universi.
Le religioni, la filosofia sono modi in cui l'uomo prova a darsi una risposta. Talvolta filosofia e religione vanno a braccetto, altre volte invece sono agli antipodi. E' l'evoluzione del pensiero umano, che comunque è fallace per definizione in quanto tutti siamo soggetti a errori.
La pretesa umana di essere "a immagine e somiglianza di Dio" e poi commettere i peggiori massacri.
La scienza che spiega molte cose ma non può spiegare Dio e probabilmente mai ci riuscirà (secondo me ci estingueremo prima ;) )
La religione che a volte pretende di piegare la scienza per validare i propri principi.

Le religioni che vengono usate per giustificare guerre e massacri, regimi che negano Dio per compiere gli stessi massacri.

Sono stato cattolico praticante per tanto, e da un po' di anni mi sono allontanato, un po per insofferenza alla gerarchia (cosa che mi si è riflessa anche nelle convinzioni politiche) un po' perchè non riesco a vedere un Dio che se è Amore possa essere anche un castigatore che terrorizza. Tuttavia riconosco nei Vangeli una grandissima ispirazione, una base di valori umani che se messa realmente in pratica da chi si professa cristiano davvero ci permetterebbe di vivere in ben altro mondo.

Non smetto di pormi domande, alle quali probabilmente non riuscirò mai a dare risposta.
O forse chissà, aveva ragione Douglas Adams quando scriveva che la risposta al senso della vita, dell'Universo e tutto quanto sia 42. :D
ciao

silverwing

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Vento

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Sunday, May 26th 2019, 10:36pm

Sono cinica? Lo chiedo a voi.

No, anche se in questo thread reciti quella parte sembri più che altro sconfortata.

Il tuo è nichilismo post-adolescenziale irrisolto. Non riuscendo più a servirti dei vecchi punti di riferimento non ne hai di nuovi, validi e solidi per il tuo prossimo futuro. L'incertezza di non poter nell'immediato non dico di sapere la verità ma almeno avvicinarsi all'approssimazione di un suo flebile bagliore getta tutto nella nebbia tragica di un destino senza senso.

Ma ti dirò una cosa: diffido da chi dice di non avere più speranze, di non avere più illusioni. Perché significa che ha ancora molto da perdere.
Ero soltanto.
Ero.
Cadeva la neve.

(Kobayashi Issa)

fuoco_fatuo

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Sunday, May 26th 2019, 11:02pm

posso chiederti quanti anni hai?

Carla92

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Sunday, May 26th 2019, 11:05pm

Credo che anche un cinismo estremo possa essere paradossalmente consolatorio, quindi non credo al suo contenuto di verità.
Su alcuni dei punti sono d'accordo comunque.

Renegade

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Sunday, May 26th 2019, 11:40pm

tuttavia riconosco nei Vangeli una grandissima ispirazione, una base di valori umani che se messa realmente in pratica da chi si professa cristiano davvero ci permetterebbe di vivere in ben altro mondo.


Vero, condivido con quanto hai detto, specie in questo passaggio.
Ho studiato un po’ la Bibbia, qualcosina del Corano, ho frequentato un po’ una chiesa protestante, poi la Sala Del Regno...per curiosità, più che altro.
In effetti, nella Bibbia in generale, ci sono dei principi interessanti. A molti, ci si potrebbe arrivare anche solo con un po’ di buon senso, ma chiaramente è un libro nato per un pubblico amplio ( e pure un po’ antico), quindi è sicuramente una buona guida generale. Offre spunti di riflessione ed è un buon deterrente per molte persone.
Non penso peró, (come credo anche te) che sia stata dettata da un Dio per qualche scopo preciso.

Renegade

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Sunday, May 26th 2019, 11:57pm

Sono cinica? Lo chiedo a voi.

No, anche se in questo thread reciti quella parte sembri più che altro sconfortata.

Il tuo è nichilismo post-adolescenziale irrisolto. Non riuscendo più a servirti dei vecchi punti di riferimento non ne hai di nuovi, validi e solidi per il tuo prossimo futuro. L'incertezza di non poter nell'immediato non dico di sapere la verità ma almeno avvicinarsi all'approssimazione di un suo flebile bagliore getta tutto nella nebbia tragica di un destino senza senso.

Ma ti dirò una cosa: diffido da chi dice di non avere più speranze, di non avere più illusioni. Perché significa che ha ancora molto da perdere.


Possibilissimo! Di certo buona parte di me, quella vecchia, è morta e sta morendo. Fa parte della vita e sono contenta di pormi domande. Non riesco a mettere la testa sotto la sabbia, se dentro di me sento che qualcosa non torna.

Se, dunque, i miei punti di riferimento non sono più amore, Dio e felicità e sono in una fase postadolescienziale, allora quali dovrebbero essere i miei nuovi principi?
Mi pongo la domanda e provo a darmi una risposta: deve esserci per forza di più!
C’è chi parla di lavorare su se stessi, per tornare al tutto, essere “nel flow”, vivere nell’ accettazione, nell’amore per la vita in generale; un innamoramento continuo e senza giudizio, di ciò e di chi abbiamo qui ed ora intorno a noi. Una sorta di illuminazione.
Ma poi continuò a ragionare: un nuovo scopo...lavorare su me stessa..
E se fosse ancora la mia umanità a cercare di nuovo un appiglio, a tutti i costi? È davvero così difficile accettare che, magari, un senso non c’è e che tutto quello che ci hanno insegnato ed in cui crediamo da secoli e secoli, sono utopie?

Non c’è altra condizione, se non quella di trovare uno scopo e perseguirlo?
Davvero è così importante cercare dei principi e vivere per essi? Perché quest’attaccamento così morboso alla vita stessa? Perchè questo voler “scegliere una missione” personale, a tutti i costi?

E se uno rimanesse così, senza credere più in niente? Sarebbe depressione? Accettazione? Cinismo? Razionalità?

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Renegade

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Monday, May 27th 2019, 12:00am

posso chiederti quanti anni hai?


Quasi 25, perché?

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Renegade

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Monday, May 27th 2019, 12:11am

Credo che anche un cinismo estremo possa essere paradossalmente consolatorio, quindi non credo al suo contenuto di verità.
Su alcuni dei punti sono d'accordo comunque.

Credo che anche un cinismo estremo possa essere paradossalmente consolatorio, quindi non credo al suo contenuto di verità.
Su alcuni dei punti sono d'accordo comunque.



Vero, il cinismo può essere una forma di difesa.
Scrivo proprio per questo: so che la mia natura umana, può avermi portata a pensare in questi termini, magari per proteggermi. La mente se le inventa tutte, per preservarsi da delusioni e dolore.
Se qualcuno riuscirà a darmi un punto di vista diverso, io saró felice di analizzarlo.

Non sono qui per dimostrare di avere ragione, anzi, forse una parte di me spera di sbagliarsi (altrimenti avrei già smesso di ragionarci e non accetterei pareri contrari).
Sono qui per sentire opinioni (discordanti e non ).
Sono curiosa di avere nuove prospettive, spunti di riflessione...magari qualcuno saprà mostrarmi degli aspetti che non ho considerato ed io cambieró idea.

Carla92

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Monday, May 27th 2019, 1:45am

Per esempio sull'amore, in fondo e più facile pensare che la chimica sia finita piuttosto che pensare che siamo noi che non siamo stati capaci di coltivare adeguatamente il rapporto. È un modo per sfuggire alla nostra personale, soggettiva inadeguatezza sminuendo l'amore e riducendolo a processo chimico che finisce inevitabilmente.

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Monday, May 27th 2019, 3:11am

Per esempio sull'amore, in fondo e più facile pensare che la chimica sia finita piuttosto che pensare che siamo noi che non siamo stati capaci di coltivare adeguatamente il rapporto. È un modo per sfuggire alla nostra personale, soggettiva inadeguatezza sminuendo l'amore e riducendolo a processo chimico che finisce inevitabilmente.


Se vedessi in giro coppie che, nel tempo, continuano ad amarsi ( e continuo a chiedermi cosa si intende con tale termine), potrei concordare.
Il fatto, però, è che non se ne salva una. Ogni rapporto ha alti e bassi, ogni rapporto inizia solitamente nel migliore dei modi, per poi finire.
Magari due continuano a stare insieme, per inerzia, per i figli o per mille altri
motivi...però dentro, ormai, tutto è spento: ci sono solo abitudine, sopportazione e forse affetto. La passione lentamente muore, la tenerezza non è spontanea...
Quanti si scelgono DAVVERO ogni giorno, a distanza di anni con la stessa, se non addirittura maggiore, intensità?
Posso accettare che io sia “incapace di coltivare il rapporto” (lo trovo più che plausibile), ma possibile che tutta l’umanità sia altrettanto inadeguata? Stando a ciò che vedo,si. Allora, sto benedetto Amore, o non esiste oppure, forse, è stato sopravvalutato e non è quello che ci hanno raccontato.
Se non è un processo chimico, allora cosa è?

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fran235

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Monday, May 27th 2019, 7:20am

Ciao,
Io ho più del doppio dei tuoi anni, ma non ho alcuna risposta. Amore, Dio, felicità potrebbero essere tutte cazzate? Si, può darsi....
Detto questo, ammesso che siano illusioni ti invito a rileggere Foscolo. Togliendo tutte le possibili illusioni viviamo meglio? Io credo di no. Io personalmente al di là del vero e del falso esiste il concetto di bellezza.
Non credo alla felicità come stato, ma credo che nella vita, oltre al dokore, possano esserci dei momenti di tale bellezza che, anche oggi che faccio una vita per lo più di m
... mi fanno pensare che ne é valsa la pena.
Non so se tutto l'universo è nato per caso, ma ovunque ci sono gioielli di bellezza che mi lasciano stupito.
Per quanto riguarda l'amore è possibile che finisca anche se ho visto mio padre amare mia madre fino all'ultimo giorno. Può essere anch'esso una illusione, ma comunque ci porta momenti di bellezza rara, perché rinunciarvi?
Per il resto credo che 42 sia un'ottima risposta.
Sono riva di un fiume in piena Senza fine mi copri e scopri

(Subcomandante Fran)

Carla92

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Monday, May 27th 2019, 8:39am


Se vedessi in giro coppie che, nel tempo, continuano ad amarsi ( e continuo a chiedermi cosa si intende con tale termine), potrei concordare.
Il fatto, però, è che non se ne salva una. Ogni rapporto ha alti e bassi, ogni rapporto inizia solitamente nel migliore dei modi, per poi finire.
Magari due continuano a stare insieme, per inerzia, per i figli o per mille altri
motivi...però dentro, ormai, tutto è spento: ci sono solo abitudine, sopportazione e forse affetto. La passione lentamente muore, la tenerezza non è spontanea...
Quanti si scelgono DAVVERO ogni giorno, a distanza di anni con la stessa, se non addirittura maggiore, intensità?
Posso accettare che io sia “incapace di coltivare il rapporto” (lo trovo più che plausibile), ma possibile che tutta l’umanità sia altrettanto inadeguata? Stando a ciò che vedo,si. Allora, sto benedetto Amore, o non esiste oppure, forse, è stato sopravvalutato e non è quello che ci hanno raccontato.
Se non è un processo chimico, allora cosa è?



Spiego meglio come la penso.
Credo che in un certo senso l'amore non sia quello che ci è stato insegnato perché si trascura una parte fondamentale che è la cura, l'amore a lungo termine non vive di passione ma di cura paziente e costante (che non è sopportazione e abnegazione, questo sì ce l'hanno insegnato...). Insomma l'amore è "vivente" e va nutrito, accudito sia in noi stessi che verso l'altro. Il problema è che se ciò è unilaterale allora il rapporto muore e si passa alla sopportazione o abnegazione dove ci si illude di tenere in piedi l'amore dell'altro; è difficile tenere vivo un rapporto e richiede sforzo da ambo i lati. E richiede amore anche verso se stessi, e maturità emotiva, ma l'umanità non è emotivamente matura, la società nel suo complesso non lo è, l'educazione che ci viene impartita non lo è, gli insegnanti e i genitori non lo sono e dunque nemmeno i futuri adulti. Credo che l'essere umano sia rimasto molto più barbaro di quel che avrebbe potuto e desiderato, quindi continua a sognare ideali che poi non sa, in fondo non vuole (ancora) mettere in atto.
O forse è semplicemente troppo difficile, anche se non impossibile.
La conseguenza di tutto ciò è che le coppie genuinamente durature si contano.

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Monday, May 27th 2019, 9:37am

posso chiederti quanti anni hai?


Quasi 25, perché?


per mia curiosità.
hai l'età che immaginavo avessi.
comunque non credo che tu sia mai stata innamorata, se ti interessa un parere.
la tua disillusione è -senza mezzi termini, perdona la mia brutalità- spaventosa. al di là del giusto o sbagliato.
perchè per quello che vedo, è comune alla maggiorparte degli elementi della tua generazione.
mi pongo un quesito generalizzando alla grande: che uomini e che donne diverrete, voi nati -e perfettamente adattati- al mondo usa e getta, io non lo so.
spero migliori di ciò che sembrate alla tua età, ma ho molta paura.

silverwing

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Monday, May 27th 2019, 10:17am

In effetti, nella Bibbia in generale, ci sono dei principi interessanti. A molti, ci si potrebbe arrivare anche solo con un po’ di buon senso, ma chiaramente è un libro nato per un pubblico amplio ( e pure un po’ antico), quindi è sicuramente una buona guida generale. Offre spunti di riflessione ed è un buon deterrente per molte persone.
Non penso peró, (come credo anche te) che sia stata dettata da un Dio per qualche scopo preciso.


C'è da dire che il Dio della Bibbia è un Dio che cambia aspetto nel corso dei tempi. Dal Dio guerriero, che invia le piaghe contro i nemici del popolo d'Israele al Dio che è soprattutto Amore nei Vangeli.
In San Paolo poi ha una rilettura diversa rispetto ai Vangeli, e le chiese cristiane, soprattutto la cattolica, sono molto basate sul messaggio di san Paolo.
Di sicuro nel messaggio biblico c'è molta interpretazione umana e che si evolve nei tempi, magari partendo da particolari diramazioni di una fede religiosa. Ad esempio dagli studi suoi rotoli di Qumran, luogo dove si riunivano ebrei esseni, sembra che il cristianesimo abbia diverse similitudini, ma anche differenze, da questo particolare movimento religioso ma che aveva anche una connotazione politica assente invece nel cristianesimo dei primordi.

A me verrebbe da dire che più che essere ad "immagine e somiglianza di Dio" si tenda a creare un Dio "ad immagine e somiglianza nostra e dei nostri desideri".

L'eterno dibattito tra fede e scienza probabilmente è una questione un po' malposta: il Vaticano ha un suo proprio osservatorio astronomico (la Specola Vaticana, con alcune postazioni distaccate anche all'estero), nonchè l'Accademia Pontificia delle Scienze, della quale faceva parte anche un ateo convinto come Stephen Hawking.
La teoria maggiormente accettata sulla nascita dell'Universo ovvero il Big Bang, fra i suoi padri vede un gesuita, il belga Georges Lemaitre.
Personalmente credo che la scienza non potrà mai dimostrare il trascendente, non è nei suoi scopi.
Come la religione non potrà mai essere usata per dimostrare il fatto scientifico.
Sono due mondi che però insieme possono dialogare reciprocamente, ponendosi domande e cercando insieme possibili risposte.
ciao

silverwing

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