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Carlo Pierini

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Friday, May 24th 2019, 11:07pm

Dialettica della gelosia (...questa volta parlo di corna)

Nella mia sempiterna manìa (di derivazione tecnico-scientifica) di osservatore metodico della realtà, ho passato la mia gioventù a studiare le mie storie sentimentali come si fa con un fenomeno fisico, proprio per cercare di capire questa strana bestia che chiamiamo amore (in questo mi è stato di grande aiuto l’essermi sottoposto a una psicoterapia di quasi tre anni). E quando mi resi pienamente conto di quanto potente e devastante sia quell’altra strana bestia che chiamiamo “gelosia” e con quale forza - in certi momenti di “pericolo corna” - essa ci trascini a rinnegare l’amore per la libertà della persona amata fino a farcela odiare e a farci sembrare i nostri grandi ideali di libertà delle fragili e illusorie sovrastrutture, arrivai alla conclusione desolante che, in realtà, noi umani siamo contraddittori per natura e che quindi i nostri ideali d’amore, di libertà, di giustizia, di verità sono solo illusioni destinate a crollare come castelli di carta persino di fronte a difficoltà esistenziali così poco “nobili” come quella delle “corna”.
Per me questa semplice constatazione fu un duro colpo “esistenziale”, dopo aver coltivato per tanto tempo degli ideali politici e aver creduto nel loro “potere redentore”; tanto che cominciai ad abbandonarmi allo scetticismo, all’opportunismo e al libertinaggio, visto che comunque non ero un ragazzo da buttare via.
E fu la famosa visione del Caduceo a rimettermi in pista e a suggerirmi che persino le pulsioni che ci appaiono più contraddittorie, se illuminate dall’alto, possono elevarsi fino a formare un’unità indissolubile”; che la gelosia, cioè, se riconosciuta come un *nostro* impulso viscerale e non come la conseguenza “naturale” del comportamento libero del nostro partner, può essere “disobbedita”, non trasformata in avversione verso l’amata e quindi progressivamente vinta.
Quello della gelosia, cioè, non è un problema da poco, qualcosa che riguardi le "piccole storie", gli "amorucci", ma è la sfida che si presenta ai piccoli e ai grandi amori e che chiede imperiosamente di essere affrontata con coraggio e vinta
E quando ci troviamo per la prima volta, più o meno consapevolmente, di fronte a questo sfondo paradossale e dissonante, che ci appare come un oscuro aut-aut esistenziale, per paura di esserne travolti cerchiamo di rimuoverlo come se si trattasse di un falso dilemma, di una valutazione pessimistica. Ma prima o poi esso ci si ripresenta; e le due alternative possibili - sacrificare i nostri bei sogni di libertà sul ceppo di una fedeltà rassicurante, o tradire il sogno di appartenenza totale in nome di una libertà esaltante - ci appaiono entrambe come ineluttabili mutilazioni dell'Amore con la "A" maiuscola. E allora? Come affrontare questo paradosso, dal momento che l’etica religiosa e quella laica sono entrambe “riduzioniste”, la prima in un senso (sacrificio della libertà) e la seconda nel senso opposto (sacrificio della fedeltà)?
Qual’è il giusto atteggiamento da tenere, dal momento che il nemico principale di questo equilibrio è una delle pulsioni più potenti e potenzialmente devastanti del nostro essere? Come potranno sopravvivere i nostri più autentici sentimenti di amore per la libertà della persona amata (e per la nostra) di fronte al morso velenoso del serpente della gelosia?
Ognuno affronterà questo arduo dilemma secondo la propria indole, ma una cosa è certa: se vivremo come colpa il nostro anelito alla libertà di fronte alle prescrizioni della gelosia, o se colpevolizzeremo il nostro sogno di appartenenza esclusiva di fronte al sogno di un amore libero, l’amore stesso è destinato a dissolversi.
Insomma, così come tutte le cose importanti della nostra esistenza, anche l’amore è una “pietra filosofale”, cioè, una paradossale complementarità di opposti. Per questo è tanto difficile da realizzare. Scrive Jung:

<<L'enorme importanza che assumono gli opposti e la loro unione ci consente di comprendere come mai il linguaggio alchemico prediliga tanto il paradosso. E' significativo che i paradossi si affollino intorno all'idea di “sostanza arcana” di cui si credeva che, in quanto prima materia, contenesse gli opposti in forma disgiunta, per riunificarli poi in quanto “pietra filosofale">>.
[JUNG: Mysterium coniunctionis - pg.45]

La gelosia è una pulsione naturale. Diventa egoismo se non addirittura avversione per l’altro quando le obbediamo passivamente fino a convincerci che la nostra sofferenza sia causata dal comportamento libero dell’altro, invece che dalla nostra incapacità di accettare la sua libertà.
Ma la domanda centrale è: se davvero la gelosia è una pulsione naturale come tante altre pulsioni istintive dalle quali non possiamo prescindere (fame, sete, istinto di sopravvivenza, ecc.), come possiamo sperare di correggerla in qualche modo, o di trasformarla? La nostra mente ha il potere di tenere testa ad istanze così radicate e profonde del nostro essere, oppure il nostro destino è quello di subirle passivamente in aeternum?
- Una prima indicazione generale sulla risposta ci viene dalla storia evolutiva della nostra specie: se la mente fosse solo l’espressione passiva dei nostri istinti genetico-biologici, come avrebbe potuto realizzarsi quell’evidente processo di emancipazione dagli istinti (modificazione del comportamento) che ha caratterizzato il passaggio dallo scimpanzé (che ha il 98% del nostro patrimonio genetico) all’homo sapiens? E come avrebbe potuto realizzarsi quell’altro evidente processo evolutivo della cultura umana il cui inizio (circa 100 mila anni fa) coincide più o meno con lo stabilizzarsi del nostro DNA?
La risposta più ragionevole è nella non-identità tra mente e corpo, cioè in una dialettica attiva e bi-univoca tra istanze biologiche e istanze mentali che è anche all’origine di una graduale trasformazione evolutiva del comportamento.

- Una seconda indicazione ci viene dalla psicologia del profondo nel concetto di “sublimazione” (che ho abbozzato sinteticamente nel thread “Generatori elettrici e archetipi”) il quale indica un relativo margine di possibilità di trasformare delle pulsioni istintive (in particolar modo le pulsioni sessuali) in pulsioni diciamo così “etico-spirituali”. Scrive Jung a questo proposito:

"Nulla allontana l'uomo dal piano fondamentale dei suoi istinti quanto la sua capacità di riflessione e di apprendimento, che si rivela come una vera e propria spinta verso una continua trasformazione del comportamento”.
[JUNG: Realtà dell'anima - pg.204]

- Una terza indicazione ci viene dall’esperienza personale. Quando viviamo l’amore nella sua massima espressione la nostra libertà e quella dell’altro ci riempie di gioia, e sappiamo in cuor nostro che non potrebbe esistere amore senza libertà, sarebbe un amore dalle ali tarpate, un banale e deprimente “stare insieme”. Sentiamo che amare una persona libera, libera anche da noi, è la cosa più esaltante del mondo e sappiamo che qualcosa si romperebbe se l’altra cominciasse a scivolare nella dipendenza da noi, nella paura della nostra libertà, se cominciasse a decidere lei cosa dovremmo e cosa non dovremmo fare noi delle nostre ali personali, o se anche noi cominciassimo a fare lo stesso.
…E, guarda caso, tutte queste paure, nel loro aspetto più viscerale, esplodono all’improvviso, tragicamente, proprio nel momento in cui siamo morsi dal serpente della gelosia. Come per un fatale incantesimo, tutti i sentimenti più nobili che ci riempivano il cuore e che davano forma al bel volto di Amore, improvvisamente scompaiono come se fossero stati irreali, come un bel sogno che svanisce, un’illusione, una bugia che avevamo raccontato a noi stessi, svuotando la nostra anima e lasciandovi dentro solo l’amaro della delusione, del risentimento, della frustrazione, dell’odio. Persino un grande guerriero come Otello (dice Shakespeare) può esserne travolto e avvelenato, fino all’assassinio dell’amata innocente.
Come se ne esce? Come in un lutto: piangere la perdita di ciò che ci riempiva il cuore, proponendoci con la massima fermezza che non muoveremo un dito contro l’amata, fin quando TUTTI i sentimenti che albergavano in noi prima del morso fatale non ci saranno restituiti insieme al bel volto di Amore, …dovesse pure costarci un mese, o un anno di lacrime sulla loro tomba.
…Ebbene, funziona! Anzi, è solo questo l’antidoto contro il morso del serpente. E gradualmente torna la pace, il risentimento pian piano svanisce, riappaiono magicamente la tenerezza e l’amore per la libertà, nostra e sua, più luminose che mai. …Avesse pure trombato col nostro peggior nemico, sarebbe una SUA scelta di cui SOLO LEI sarebbe responsabile! E sentiamo di aver vinto comunque, se non la guerra, sicuramente la battaglia più importante, perché adesso sappiamo che non siamo più schiavi della bestia, che non ci obbligherà più a chiudere in gabbia l’amata. E la prossima volta sarà tutto più facile…!

This post has been edited 1 times, last edit by "Carlo Pierini" (May 25th 2019, 1:24pm)


Scorpio1963

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Saturday, May 25th 2019, 9:16am

Bella bestia, la gelosia.. mi piace :)

Io non sono convinto che vada "vinta" ma vada valorizzata.

La domanda interessante per me , su di me, a suo tempo è stata:

Geloso di cosa?

Di lei.. o dell'ipotetico terzo?

Sembra la stessa cosa, ma credo sia profondamente diverso indirizzare la gelosia verso uno o altri destinatari
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

Carlo Pierini

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Saturday, May 25th 2019, 9:57am

SCORPIO
Io non sono convinto che vada "vinta" ma vada valorizzata.

CARLO
Sono d'accordo. Per "vinta" intendevo "vinto il suo strapotere". Di fatto non si vince mai, ma può essere uno stimolo per approfondire il sentimento

SCORPIO
La domanda interessante per me , su di me, a suo tempo è stata:
Geloso di cosa?
Di lei.. o dell'ipotetico terzo?
Sembra la stessa cosa, ma credo sia profondamente diverso indirizzare la gelosia verso uno o altri destinatari

CARLO
Credo si tratti di entrambe le cose. E' l'animale pulsione all'esclusività. Ma il "segreto" per domarla è senz'altro la disobbedienza. Alla Gandhi. :)

Scorpio1963

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4

Saturday, May 25th 2019, 10:13am



SCORPIO
La domanda interessante per me , su di me, a suo tempo è stata:
Geloso di cosa?
Di lei.. o dell'ipotetico terzo?
Sembra la stessa cosa, ma credo sia profondamente diverso indirizzare la gelosia verso uno o altri destinatari

CARLO
Credo si tratti di entrambe le cose. E' l'animale pulsione all'esclusività. Ma il "segreto" per domarla è senz'altro la disobbedienza. Alla Gandhi. :)


Lo sai Carlo invece io cosa ho scoperto di me?

Che "l'altro" non esiste.. (intendo dire da un punto di vista interno mio)

Nel senso che non provo alcun sentimento di gelosia verso lui, ma in realtà è gelosia verso la mia "lei" .. che indirizzavo all'altro.

Quindi era uno spostare verso uno sconosciuto un sentimento che non lo riguardava affatto

In realtà.. lui lo rappresentavo "il nemico" .. perché potenzialmente poteva "togliermi" qualcosa di lei

E questo automaticamente rappresentava il mio modo di vedere "lei" come un oggetto inanimato, non decidente, che era solo qualcosa da contendere o difendere.

Tu il terzo lo senti dentro te potenzialmente come "il nemico"?
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

Carlo Pierini

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Saturday, May 25th 2019, 10:25am



SCORPIO
La domanda interessante per me , su di me, a suo tempo è stata:
Geloso di cosa?
Di lei.. o dell'ipotetico terzo?
Sembra la stessa cosa, ma credo sia profondamente diverso indirizzare la gelosia verso uno o altri destinatari

CARLO
Credo si tratti di entrambe le cose. E' l'animale pulsione all'esclusività. Ma il "segreto" per domarla è senz'altro la disobbedienza. Alla Gandhi. :)


Lo sai Carlo invece io cosa ho scoperto di me?

Che "l'altro" non esiste.. (intendo dire da un punto di vista interno mio)

Nel senso che non provo alcun sentimento di gelosia verso lui, ma in realtà è gelosia verso la mia "lei" .. che indirizzavo all'altro.

Quindi era uno spostare verso uno sconosciuto un sentimento che non lo riguardava affatto

In realtà.. lui lo rappresentavo "il nemico" .. perché potenzialmente poteva "togliermi" qualcosa di lei

E questo automaticamente rappresentava il mio modo di vedere "lei" come un oggetto inanimato, non decidente, che era solo qualcosa da contendere o difendere.

Tu il terzo lo senti dentro te potenzialmente come "il nemico"?


CARLO
Certo, è una minaccia perché ti "espropria" della tua fonte di bene. Ma in realtà l'altro è anche il simbolo della nostra (iniziale) incapacità di sopportare la libertà di lei. Per questo dicevo che ci si deve sforzare di considerare la gelosia come un *nostro* problema piuttosto che un problema causato dalla libertà altrui. Questa, naturalmente è la cosa più difficile del mondo, perché "la bestia" non sente ragioni. ...Almeno fin quando non le dimostri (e dimostri a te stesso) di essere in grado di disobbedire ai suoi comandi.

arianna73

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Saturday, May 25th 2019, 11:21am

Forse perché sono donna più probabilmente perché sono matta , non sono mai stata davvero gelosa e manco possessiva. Il morso velenoso del serpente per me è stato al massimo la punzecchiata fastidiosa di una zanzara che dopo qualche grattata è passata e non ha compromesso il mio riposo o le mie passeggiate.
Uno strizzacervelli freudiano molto quotato sulla mia piazza dice che comunque il problema grosso è degli uomini, con la gelosia, per via dei soliti inghippi edipici.
Boh :D

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Saturday, May 25th 2019, 11:38am

magari in origine la donna è meno gelosa perché sa bene... chi ha lasciato "entrare" e quindi chi, nel profondo della sua animalità o nella luce del suo cuore, ha avuto da lei la possibilità di diventare padre di un suo eventuale figlio.
l'uomo ha costruito immani cattedrali di etiche e religioni e filosofie e violenze per poter avere quel controllo che -comunque- non ha!
:-DD
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

arianna73

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Saturday, May 25th 2019, 11:48am

Non so Luca, era il mio unico contributo teorico da fonte autorevole :D Poi per la verità, per quanto simpatico sia lo strizzacervelli in questione , ho visto una quantità abnorme di donne soffocanti fino alla castrazione e poveracci lontanissimi dalle smanie di possesso della cronaca nera supplicarle di farsi i ca..i loro e pure di qualcun altro :D pur di potere assaporare la libertà di andarsi a comprare un giornale senza dover rendere conto :rolleyes:
Forse la gelosia al femminile è più una forma di controllo/mantenimento del maschio all'ovile che vera e propria gelosia sentimentale/sessuale. Magari pragmatismo ancestrale di tutela di sé e del famoso figlio :D

Carlo Pierini

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Saturday, May 25th 2019, 12:31pm

Forse perché sono donna più probabilmente perché sono matta , non sono mai stata davvero gelosa e manco possessiva. Il morso velenoso del serpente per me è stato al massimo la punzecchiata fastidiosa di una zanzara che dopo qualche grattata è passata e non ha compromesso il mio riposo o le mie passeggiate.
Uno strizzacervelli freudiano molto quotato sulla mia piazza dice che comunque il problema grosso è degli uomini, con la gelosia, per via dei soliti inghippi edipici.
Boh :D


CARLO
Non credo che Edipo c'entri molto. A me sembra più una questione di DNA: nel regno animale, in genere, sono i maschi che lottano (incazzati neri) per la conquista della femmina. E noi uomini ci portiamo questo fardello biologico sul groppone.

arianna73

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Saturday, May 25th 2019, 12:56pm

Oddio nel regno animale le cosesono molto sfumate,ci sono anche specie dove il combattimento fra maschi è più che per la femmina per il controllo del branco , altre ancora (anche scimmie a noi molto vicine) spesso risparmiano fatica e vanno di "gentlemen agreement" :D
Penso che c'entri il dna nel senso che appartenere alla specie umana è una gran bella sfiga per queste cose!

lo strizzacervelli spiegava che il rapporto esclusività essenziale alla sopravvivenza che ha da piccolo con la madre per un maschio resta sempre di più come un ideale e allo stesso tempo un terrore. Per cui per rintuzzare questo spavento e questo ricordo di vulnerabilità totale , se non si riesce ad elaborare un distacco ed uno spostamento di prospettiva/desiderio , si può precipitare nella gelosia e nella smania di dominio. Tutto insomma direttamente proporzionale all'insicurezza interiore.

Sulla questione materna/edipica non so, però in effetti mai conosciuta una persona davvero molto gelosa che non fosse anche davvero molto insicura, anche se a volte nascosto in modo eccellente prima o poi questa cosa veniva fuori. Così come ho potuto conoscere molti uomini affatto viscerali nella gelosia, soprattutto quando il rapporto entrava in una fase di solidità-quotidianità-costruzione spesso diventavano i primi sostenitori degli spazi liberi di ciascuno. (non in senso di "coppia aperta", nel senso che la compagna non era un possesso da soffocare e sorvegliare)

Insomma uscendo dal teorico come sempre spuntano tante storie e destini :)

Scorpio1963

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Saturday, May 25th 2019, 2:08pm



CARLO
Certo, è una minaccia perché ti "espropria" della tua fonte di bene. Ma in realtà l'altro è anche il simbolo della nostra (iniziale) incapacità di sopportare la libertà di lei. Per questo dicevo che ci si deve sforzare di considerare la gelosia come un *nostro* problema piuttosto che un problema causato dalla libertà altrui. Questa, naturalmente è la cosa più difficile del mondo, perché "la bestia" non sente ragioni. ...Almeno fin quando non le dimostri (e dimostri a te stesso) di essere in grado di disobbedire ai suoi comandi.


È un problema se la si vive in modo problematico, ci sono campioni del mondo nel vivere in modo problematico praticamente tutto ciò che accade loro, fosse anche vincere al SuperEnalotto

Come la valorizzi te la tua gelosia?

Oppure semplicemente ti giri di là e ti turi il naso, in onore della libertà della femmina?
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

Carlo Pierini

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Friday, May 31st 2019, 11:26am



CARLO
Certo, è una minaccia perché ti "espropria" della tua fonte di bene. Ma in realtà l'altro è anche il simbolo della nostra (iniziale) incapacità di sopportare la libertà di lei. Per questo dicevo che ci si deve sforzare di considerare la gelosia come un *nostro* problema piuttosto che un problema causato dalla libertà altrui. Questa, naturalmente è la cosa più difficile del mondo, perché "la bestia" non sente ragioni. ...Almeno fin quando non le dimostri (e dimostri a te stesso) di essere in grado di disobbedire ai suoi comandi.


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È un problema se la si vive in modo problematico, ci sono campioni del mondo nel vivere in modo problematico praticamente tutto ciò che accade loro, fosse anche vincere al SuperEnalotto

Come la valorizzi te la tua gelosia?

Oppure semplicemente ti giri di là e ti turi il naso, in onore della libertà della femmina?


CARLO
Non mi pare che sia questo il senso di ciò che ho scritto nel post d'apertura.