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Leyla

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16

Thursday, December 5th 2019, 6:15am

Io dalle difficoltà ho imparato ben poco, tanto che se non sto attenta, tendo a reiterare i "reati".
Questo, per esempio, è un periodo di enorme difficoltà che sta tirando fuori il peggio di me:
la parlata volgare, la maleducazione, il frignare, il compiangersi. Oltre che schivare le difficoltà
devo anche controllare me stessa per non diventare una persona che odierei. E non sempre ci
riesco. Quindi per me no, le difficoltà non sempre traggono il meglio di me.
Il ricordo è un compromesso: gli uomini si difendono con quello.
(Tommaso Landolfi)

gloriasinegloria

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17

Thursday, December 5th 2019, 1:26pm

per me no, le difficoltà non sempre traggono il meglio di me.


Straconcordo per quanto mi riguarda.

Mi sembrerebbe anche abbastanza logico pensare che qualunque novità/imprevisto torni come stimolo per un ventaglio di soluzioni che vanno dall'adattamento alla possibile evoluzione personale.

Solo che...(come Ferragni dimostra e non è certo l'unica) gli imprevisti (come a Monopoli) possono essere strepitosamente positivi oppure strepitosamente negativi.
Stimolano proprio nella stessa misura...
Per cui ...potendo scegliere...quelli positivi sarebbero molto preferibili come occasioni di espansione e crescita...
Poi certo... intelligenza è anche capitalizzare tutto.
Ma di qui a dire che i casi di sfiga siano una opportunità imperdibile...io personalmente me ne guarderei bene, avendone la mia dose di esperienza.
E potendo scegliere sceglierei quelli positivi che a parità di scossa e stimolo, sono anche già positivi e felicitanti in partenza... :hmm:
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DaliaBlu

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18

Thursday, December 5th 2019, 1:52pm

Non saprei. Se da una parte sia il saper cogliere le opportunità positive che quelle negative è una capacità che la persona deve mettere in atto, quanto dipende dalla volontà personale e quanto invece va ben oltre questa volontà?
La Ferragni è stata astuta, ma aveva dalla sua gli ingredienti giusti per soddisfare la sua aspirazione: un aspetto esteriore decisamente piacente, qualche soldo in più e un ambiente borghese (il padre dentista, non so da voi, ma nelle mie zone i dentisti se la passano bene), gli agganci giusti (questi se li è conquistati lei, ma anche in virtù delle doti innate precedentemente citate, oltre che con un savoir faire probabilmente frutto dell'ambiente in cui è cresciuta).
Certo, se la Ferragni invece che diventare famosa indossando vestiti di marca avesse voluto diventare un premio Nobel per la medicina sarebbe stata un'altra storia e lei sarebbe probabilmente incorsa in una cocente delusione. Invece le sue aspirazioni, le sue doti e le circostanze esterne sono converse fortunatamente nello stesso punto.

fran235

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19

Friday, December 6th 2019, 7:02am

Concordo con Dalia. La Ferragni ha dimostrato grande acume nel cogliere le opportunità del mondo social. Ha doti di comunicazione, molto apprezzabili oggi. Detto questo aveva comunque una dotazione iniziale sopra la media. Io un po' rifuggo l'idea che a chi si trova nel disagio sia molto utile mostrargli alcuni casi di successo. Le situazioni non sono quasi mai paragonabili
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gloriasinegloria

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20

Friday, December 6th 2019, 9:43am

Temo di aver ingenerato qualche confusione citando la Ferragni :huh:

Il mio scopo non era quello di sottoporla ad una sorta di processo, che poi sarebbe estensibile ad una infintà di casi diversi (cantanti, rapper, calciatori, attori e attrici, presentatori TV, ecc.).
O meglio : penso che un processo lo meriterebbe il mondo che consente al rapper o al calciatore di guadagnare in un anno quel che un giornalista professionista corrispondente dalle zone di guerra o un ricercatore medico che lavora sul cancro o sulle malattie rare o sulla sclerosi multipla non guadagnano in una vita intera. Ma lo meriterebbe il mondo impazzito che genera queste dinamiche, e non chi ha la fortuna di entrarci da protagonista e trarne i vantaggi disponibili.

Avevo citato la Ferragni perchè potrebbe essere l'archetipo (restando nel tema proposto in questo thread) di come evoluzioni, crescite e ampliamenti di orizzonti possano tranquillamente moltiplicarsi senza necessariamente dover superare difficoltà.
Un po' come dire che è sacrosantamente e sempre vero che "da cosa nasce cosa", ma non mi sembra sia la regola che la cosa da cui nasce altra cosa debba essere una difficoltà o un dolore. Anzi : a quanto pare...ci sono persone che passano di gioia in gioia, continuando ogni giorno ad ampliare le proprie possibilità-esperienze-soddisfazioni-redditi. Sciocchezzina per spiegarmi : quando sei Rovazzi...anche per girare lo spot della Fiat sei pagato più di quanto lo siano una miriade di lavoratori per un paio d'anni di lavoro vero...

Se poi vogliamo consolarci (e anche io ho questa tendenza) nel dare un senso alle difficoltà...mah...secondo me ci sta anche tutta.
Ciò non toglie che, se ci rifletto, il "da cosa nasce cosa" resti verissimo, ma che la cosa da cui ne nasce un'altra debba essere una difficoltà...mi pare soltanto autoconsolatorio (e ripeto che iestintivamente lo applico anche per me stessa, però è una consolazione, secondo me).
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arianna73

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21

Friday, December 6th 2019, 11:04am


Se poi vogliamo consolarci (e anche io ho questa tendenza) nel dare un senso alle difficoltà...mah...secondo me ci sta anche tutta.
Ciò non toglie che, se ci rifletto, il "da cosa nasce cosa" resti verissimo, ma che la cosa da cui ne nasce un'altra debba essere una difficoltà...mi pare soltanto autoconsolatorio (e ripeto che iestintivamente lo applico anche per me stessa, però è una consolazione, secondo me).


E infatti lo è, è una consolazione, un adatamento che lenisce.
Se vogliamo un atto di fede, una scommessa, o per dirla con altri "l'ottimismo della volontà contro il pessimismo della ragione"
Tutto questo non è sminuente, a volte noto che la parola "consolazione" viene associata all'essere mammolette o "deboli" ma in realtà non c'è nulla di più umano e il meglio (anche buona parte del peggio , ma insomma, non allarghiamo troppo il discorso :D) dell'umanità viene fuori proprio da qui.
Pensiamo per rimanere sul generico già solo all'arte.
Lo stesso paragone iniziale, quello dell'ostrica che trasforma in perla un malanno(granello che si insinua e la attacca, è riferito all'attività poetica :)
Non ad un effettivo, concreto e provato rapporto di causa-effetto "difficoltà-cose migliori".
Di quello non possiamo avere nessuna certezza perché l'esistenza è troppo vasta e costantemente si beffa delle nostre certezze, moltiplicando all'infinito le variabili di ciascun destino.
Ma pensarlo / sperarlo / consolarsi serve.
E immediatamente, il dato concreto è questo e tanto può bastare. Dobbiamo pensare i pensieri che ci sollevano, l'utilità è già questa e non è poca - come hanno rilevato teste pensanti e profonde, non primi e non ultimi Goethe o William James (che aveva messo seriamente in cantiere il suicidio)

Poi...icuramente ognuno affronta il suo "set" di difficoltà, ed è difficile quantificare "da fuori" così come giudicare quale poi sarebbe "il meglio" più o meno scaturito. Per quasi tutti il banco di prova è importante. Ricordo di avere ascoltato, rapita, Giovanni Lindo Ferretti dire che era stato tentato di scrivere ai suoi amici più cari augurandogli un brutto male come il suo proprio per comprendere il miracolo di "stare semplicemente in verticale" senza aiuti medici, ma lui stesso sorrideva di questa idea e ragionava molto umanamente di come la sofferenza e le difficoltà possano anche inaridire e uccidere (come saprai, lui ha trovato un orizzonte di senso spirituale molto radicato, lo ammiro sinceramente :))
Perché appunto il troppo stroppia :P

E visto che con l'ostrica si parlava di poeti, le parole di W.B Yeats

"Too long a sacrifice can make a stone of a heart. O , when may it suffice?"

fran235

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Friday, December 6th 2019, 1:12pm

Giovanni Lindo Ferretti


ammirazione profonda e incondizionata.... :hail:
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23

Friday, December 6th 2019, 1:41pm

riflettendo sul tema...chi ci insegna di più l'amico che ci afgianca o il nemico che ci affronta?
se guarda a casa mia, la nostra coppia ha imparato molto di più dalle difficoltà che abbiamo affrontato piuttosto che dai periodi di grande felicità. Ci ha costretto a trovare...piani b, piani c e tanto altro ancora. Se guardo per cosa certe coppie si separano penso che non hanno mai dovuto affrontare una difficoltà per risultare così impreparati davanti ad un problema
namasté

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24

Friday, December 6th 2019, 1:59pm


Se poi vogliamo consolarci (e anche io ho questa tendenza) nel dare un senso alle difficoltà...mah...secondo me ci sta anche tutta.
Ciò non toglie che, se ci rifletto, il "da cosa nasce cosa" resti verissimo, ma che la cosa da cui ne nasce un'altra debba essere una difficoltà...mi pare soltanto autoconsolatorio (e ripeto che iestintivamente lo applico anche per me stessa, però è una consolazione, secondo me).


E infatti lo è, è una consolazione, un adatamento che lenisce.
Se vogliamo un atto di fede, una scommessa, o per dirla con altri "l'ottimismo della volontà contro il pessimismo della ragione"
Tutto questo non è sminuente, a volte noto che la parola "consolazione" viene associata all'essere mammolette o "deboli" ma in realtà non c'è nulla di più umano e il meglio (anche buona parte del peggio , ma insomma, non allarghiamo troppo il discorso :D) dell'umanità viene fuori proprio da qui.
Pensiamo per rimanere sul generico già solo all'arte.
Lo stesso paragone iniziale, quello dell'ostrica che trasforma in perla un malanno(granello che si insinua e la attacca, è riferito all'attività poetica :)
Non ad un effettivo, concreto e provato rapporto di causa-effetto "difficoltà-cose migliori".
Di quello non possiamo avere nessuna certezza perché l'esistenza è troppo vasta e costantemente si beffa delle nostre certezze, moltiplicando all'infinito le variabili di ciascun destino.
Ma pensarlo / sperarlo / consolarsi serve.
E immediatamente, il dato concreto è questo e tanto può bastare. Dobbiamo pensare i pensieri che ci sollevano, l'utilità è già questa e non è poca - come hanno rilevato teste pensanti e profonde, non primi e non ultimi Goethe o William James (che aveva messo seriamente in cantiere il suicidio)

Poi...icuramente ognuno affronta il suo "set" di difficoltà, ed è difficile quantificare "da fuori" così come giudicare quale poi sarebbe "il meglio" più o meno scaturito. Per quasi tutti il banco di prova è importante. Ricordo di avere ascoltato, rapita, Giovanni Lindo Ferretti dire che era stato tentato di scrivere ai suoi amici più cari augurandogli un brutto male come il suo proprio per comprendere il miracolo di "stare semplicemente in verticale" senza aiuti medici, ma lui stesso sorrideva di questa idea e ragionava molto umanamente di come la sofferenza e le difficoltà possano anche inaridire e uccidere (come saprai, lui ha trovato un orizzonte di senso spirituale molto radicato, lo ammiro sinceramente :))
Perché appunto il troppo stroppia :P

E visto che con l'ostrica si parlava di poeti, le parole di W.B Yeats

"Too long a sacrifice can make a stone of a heart. O , when may it suffice?"


Scusa, ma...tu questo trattato immagnifco e pirotecnico, ma ...che c'entra?

Ma è proprio così difficilissimo parlare di se stessi e delle proprie verità, persino in un Luogo come questo?

Ma che c'entrano le citazionii bibliografiche, che ce ne sono settemilioni per ogni teoria NON vissuta? E che integrandole con quelle che vengono citate senza essere state PRIMA capite...possono diventare anche ventunomilioni ?

Ma di cosa stiamo parlando?

Ma sai quante fregature ho preso nella vita , e le ho elaborate dicendo a me stessa "ok, alla fine ho imparato qualcosa e mi è costato meno di un master!" :?:

Di qui a dire che per progredire si debba prenderla "in saccoccia" per non dire peggio..........per me resta una autoillusione con sola valenza autoconsolatoria a buon mercato (= come direbbero in Abruzzo..."costa poco e abbotta" raccontarsi che si è anadti avanti di un centimetro a prezzo di lacrime e sangue, mentre c'è chi fa balzi di metri interi RIDENDO...)

Poi ognuno è ovviamente libero di affrontare sfighe e colpi di fortuna come vuole, come può, come sa.

Ma...per favore...non prendiamoci in giro, pur di spacciarci per Angeli Benevoli e Sapienti con (solo) qualche buonismo urbi ert orbi da "citazione letteraria" !
Per favore! :sos:

Vado al pratico : a te piacerebbe essere Ferragni (quanto meno per conoscenze e reddito) ?

Per me...non è un mio modello, ma ammetto e sottoscrivo che...visto che la vita questa è, e visto che se facessi TANTI altri lavori dovrei stare a sbattermi tra vita impossibile e umliaxioni per portare a casa ...solo quello che mi serve per continuare ad essere un numero che mangia per sostentarsi e continuare a fare la schiava...embè azz.........ma diecimila firme ci metterei per essere Ferragni...

Tu, invece, no ? :D

E perchè non parliamo di questo, anzichè barricarci dietro a citazioni e varie?

Perchè non parliamo di NOI , come fanno anche tanti, ma certamente non tutti?
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arianna73

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25

Friday, December 6th 2019, 3:32pm

Giovanni Lindo Ferretti



ammirazione profonda e incondizionata.... :hail:

anche da parte mia , ascoltarlo arricchisce sempre :)
E' in qualche modo "rinfrescante".

riflettendo sul tema...chi ci insegna di più l'amico che ci afgianca o il nemico che ci affronta?
se guarda a casa mia, la nostra coppia ha imparato molto di più dalle difficoltà che abbiamo affrontato piuttosto che dai periodi di grande felicità. Ci ha costretto a trovare...piani b, piani c e tanto altro ancora. Se guardo per cosa certe coppie si separano penso che non hanno mai dovuto affrontare una difficoltà per risultare così impreparati davanti ad un problema

eh, anche qui le certezze non ci sono. Magari le coppie non si separano per inesperienza delle difficoltà ma per inconsistenza del sentimento iniziale. E' una possibilità. Ripensando alle coppie che ho visto trionfare sui decenni , sulle guerre, su problemi e nemici che fanno scolorire l'esperienza della maggior parte delle "difficoltà di coppia" odierne, ricordo che loro hanno detto di essere rimasti assieme "nonostante" le difficoltà e non grazie ad esse.

Gloria nessun trattato, due considerazioni in croce da aggiunere in coda alle belle citazioni mitologiche de la huesera, perché non è che cominciamo noi in questo thread a fare riflessione eh :) Più o meno da sempre l'umanità si sforza di dare un senso alle sue peripezie e trovare in questo senso una consolazione e un lenimento.
Le certezze, appunto, non ci sono. Ci sono solo infinite storie talmente diverse che giudicare è impossibile, e stabilire "significati" è una decisione arbitraria. Insomma, il "pensiamo quello che ci fa bene pensare" che ci aiuta nel momento, i "si chiude una porta ma si apre un portone" se preferisci la saggezza dei proverbi :assi:
Tutte le esperienze valgono, non è che ipposam è un'ingenua sognatrice e Leyla è una deboluccia (nun me pare proprio) se dice - come probabilmente diciamo quasi tutti "mo' anche basta" con le difficoltà (Yeats lo dice più fine , converrai :D)
Io che te posso dì, che non ho già detto in altri topic :hmm: ho affrontato odissee decennali proprio del tipo che personalmente avrei voluto evitare di più, la sofferenza e la morte dei miei cari, da quando sono bambina: e forse ho fatto il pieno e una vita liscia liscia e senza intoppi ...sarebbe pure ora, saprei solo che godermela con gratitudine ;)

fran235

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26

Friday, December 6th 2019, 4:07pm

bè se si potesse soffrire un po meno non sarebbe male....
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27

Friday, December 6th 2019, 4:07pm

mi ricordo un dialogo con la mia psicologa
io che dubitavo delle mie capacità di affrontare un nuovo periodo negativo e lei che mi suggeriva di guardare alle cose imparate dalle difficoltà passate. continuavo a voler certezze sulla capacità di reagire e lei sorrideva senza dire nulla

è curioso come tutto sia molto relativo.
poi ovvio....che bello sarebbe saper andare in bici senza essere mai caduti. ma il punto forse è che cadendo dalla bici, con il ginocchio dolorante, inizi ad interessarti di fisica e magari farne una professione, forse pure fortunata. tutto con il senno di poi
namasté

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28

Friday, December 6th 2019, 4:30pm

Gloria nessun trattato, due considerazioni in croce


Arianna...ma pure mezza di citazione (non addirittura due)!
Ma se fosse del nostro filtrato e vissuto....secondo me...parlerebbe o potrebbe parlare più di diecimila intellettuali o mistici (che spesso parlano di tutt'altro e da tutt'altre esperienze rispetto alle nostre).

Augurandomi che si voglia restare al punto : dalle difficoltà emergono cose migliori ?

Io so soltanto che se guardo me stessa e poi mi guardo intorno, sfrondando da facili tentazioni consolatorie (a cui ho già ammesso d attingere io stessa per quanto mi riguarda, e con apparente successo), mi pare di vedere che una difficoltà resta una difficoltà. Punto uno.
C'è chi la supera, poi dipende anche dalla "difficoltà", direi.
Ma c'è anche chi non la supera e ne resta stremato, e qualche volta anche "a vita".
Poi c'è che nuovi orizzonti di crescita si aprono, talvolta o ad alcuni, anche senza nessunissimo bisogno di "difficoltà", e magari si tratta anche di crescite esponenziali su partenza da base obiettivemente molto modesta, e lo portano (quanto meno) ad un Olimpo terreno indiscutibile e certo.

Sintesi mia : dalle difficoltà emergono cose migliori?
Se vogliamo raccontarcela così siamo liberi di farlo. Ma....
..........che questa sia una regola non mi pare affatto, se alzo lo sguardo su quel tanto Prossimo che da una difficoltà può restare stroncato a vita, e questo mi si conferma anche se alzo lo sguardo su quell'altro Prossimo (che mi sembra meno frequente ma c'è) che va di traguardo in traguardo crescente, senza neanche aver mai saputo cosa significhi "difficoltà" .

Questa (tra l'altro) la ragione per la quale personalmente credo che sarebbe molto più importante e costruttivo parlare del proprio vissuto VERO, piuttosto che andare per citazioni.
Esempio : io ho avuto sette miliardi e mezzo di "difficoltà" e sono abbastanza sicura che sarei "cresciuta" anche senza averle.
Sono state difficoltà che anche vent'anni fa facevano dire a qualcuno "orco due...ma come hai fatto?" .
E' semplice "come ho fatto" : intorno a quella difficoltà avevo (oltre alla mia indole che non è garantita a tutti dal Padreterno) ANCHE un mondo intero che mi era di aiuto in tutti i sensi, altrimenti non ce l'avrei fatta e dalla difficoltà sarei rimasta stroncata, come Tanti altri.

E per questo non mi viene da dire che le Difficoltà , se e quando sono Difficoltà, siano anabolizzanti naturali a cui essere grati, e non mi viene manco per niente.
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gloriasinegloria

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29

Friday, December 6th 2019, 4:42pm

ma il punto forse è che cadendo dalla bici, con il ginocchio dolorante, inizi ad interessarti di fisica e magari farne una professione, forse pure fortunata. tutto con il senno di poi


Perdonami ma questo , a me , ricorda quest'altro , in cui qualcuno saggiamente dubita che l'alluvione di Firenze fosse per salvare l'illibatezza di una ...fedele tentata dal sesso... :

https://www.youtube.com/watch?v=nGrr2hhagUE
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arianna73

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30

Friday, December 6th 2019, 4:52pm

Gloria io dico "che è possibile ma andiamoci piano con le certezze" - o per meglio dire con la huesera che è tutto relativo, dalla prima risposta eh :D
e le citazioni o gli archetipi mitologici stringi stringi non sono altro che altrettante esperienze...secondo me anche estremamente interessanti....pensare che dalle difficoltà vengano cose migliori può essere un pensiero utile, e se serve a non lasciarsi andare ben venga e non serve manco che sia vero.
magari lo avveriamo noi se riusciamo a consolarci e convincerci fino in fondo.
o magari no, ma intanto.... si prova.
Questo voleva dire William James, credo che poi pure lui si sarebbe risparmiato tutta una serie di guai e disgrazie ;)

io credo che quello che ho sopportato... mah, bastava la metà e non c'era bisogno di tutto questo dolore e quest'impotenza, il sovrappiù non mi ha di certo aiutato... anche se forse a bocce ferme e a posteriori lo penserò (mi pare difficile :hmm: )