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Apollo13

Utente Attivo

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1

Wednesday, February 19th 2020, 7:06pm

Come percepite i vostri problemi,crucci, del quotidiano?

Dopo esser uscito da un periodo estremamente buio che mi ha affossato per diversi anni, la mia mente ha elaborato una nuova difesa per sopravvivere.

Prima vedevo la stragrande maggioranza dei miei problemi (vita sociale, amore, università, paura della morte,lutti, insuccessi) come una scure che mi penzolava sulla testa trattenuta da un filo sottilissimo, inevitabile, irraggiungibile,irrisolvibile, direi addirittura fatale, qualcosa destinata a seguirmi fino alla fine dei miei giorni e che avrebbe potuto distruggermi ogni singolo secondo della mia vita.
La scure era lì, ed io vivevo in un perenne stato di angoscia, senza autostima, sentendomi un perdente, uno scarto della società.
Fortunatamente tutta una serie di circostanze, partite da un grande lavoro su me stesso, ha fatto sì che ritrovassi la strada molto lentamente.

Dopo aver letto tanto, ma davvero tanto, frequentando una facoltà scientifica, coltivando l'arte, mi sono imbattuto nei classici problemi filosofici che assillano l'umanità.
A quel punto mi son detto : "Io mi dispero per l'esame andato male o per il no dell'ennesima ragazza, o per il cattivo comportamento di un vecchio amico. Ma cosa sono questi crucci? Sono pensieri in una testa fra 7 miliardi di teste, che si trovano su un pallone di roccia sospeso nel vuoto, con l'universo che continua a girare senza esserne scalfito. Tutto continua ad esistere. Ed allora vale davvero la pena perdere così tanto tempo nel dispiacere, quando la vita è così breve?".
Sembrerà banale ma... ha funzionato e continua a funzionare.
Non ho idea come definire una cosa simile, di certo non è nichilismo dato che continuo ad avere le mie convinzioni ed a provare sentimenti positivi.

Gli anni di ritardo all'università? E' capitato, quel periodo affossò la mia produttività, la mia serenità e mi ha sottratto del tempo. Ma perchè disperarsi? Sono fortunatissimo, riesco a mantenermi e la mia famiglia mi aiuta, ed allora? Finiamo e mettiamo un altro punto. E nel frattempo coltivo anche altri miei interessi.
Ho rimediato solo due di picche in due anni? Beh, qualche volta mi è andata bene, ma non è obbligatorio passare la propria vita con una persona. Se capita di nuovo bene, altrimenti si continua benissimo a vivere, viaggerò, studierò altre materie,aiuterò, vivrò.

Un amico si è comportato male? A meno che non abbia ammazzato qualcuno, non vedo perchè odiarlo. Spreco di tempo ed energie, non è mai tardi per un chiarimento.
Per quanto riguarda la morte, così come è toccato ad alcuni dei miei cari,così toccherà a me. Non posso razionalizzarla, è un evento che necessita di molto tempo per essere accettato. Concediamole del tempo, quindi, se mi sentirò triste, non combatterò il mio stato d'animo.

Beh, strano o meno, questa sorta di "mantra" sta funzionando bene. Tutti i crucci più banali si sono dissolti. Ho avuto dei successi, ma ora sono conscio che la vita non può essere una gara a chi vince di più. Si perde anche, si perde spesso, ma perchè dare importanza ad eventi che considerati in una scala che va da "me" ad "universo", sono il nulla più assoluto?


E voi, che tipo di approccio avete con i vostri problemi?
Vi abbandonate ad essi? Li combattete?

Desperate

Pera Culona

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2

Thursday, February 20th 2020, 9:21am

Io non riesco a controllare le mie reazioni emotive con dei ragionamenti, purtroppo. Ci sono cose che da vent'anni incidono molto negativamente sul mio umore, e mi rovinano giornate, settimane, mesi, alla fine anni. Mi posso ripetere miliardi di volte che dovrei darci meno importanza, che altre persone ci riescono, che in fondo ci sono problemi più gravi ed è stupido lascarisi condizionare la vita da questi fattori. Oltre che ripetermelo continuamente, me lo scrivo anche, in un blog e nel diario che ho aperto qui, e me lo faccio ripetere da altri.
Ma non conta un cazzo. La mia de-mente se ne fotte alla grande di tutti i ragionamenti razionali, miei e altri, e io continuo a restarci male e a essere giù di morale per quelle cose. E parlo di vent'anni, eh, non di qualche mese.
Poi, per fortuna, ci sono anche problemi che mi toccano poco e non incidono sul mio umore, ma non succede grazie a un lavoro su me stessa, mi viene naturale così e non faccio nessuna fatica. A volte mi accorgo che invece per altri sono motivi di grande malumore, e mi dico, "Beh dai, almeno questo a me non dà noia più di tanto".
In linea di massima, i problemi generati da situazioni esterne a me mi scivolano addosso abbastanza bene, perchè non me ne ritengo responsabile, mentre tutte le mie mancanze e incapacità mi causano un orribile senso di fallimento e inferiorità rispetto agli altri che è alla base della mia depressione.
Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo.
J.W.Goethe

3

Thursday, February 20th 2020, 9:59am

negli anni ho imparato ad accettare le mie reazioni emotive senza giudicarla. quindi è diventato "fisiologico" reagire con una parentesi di rabbia, tristezza o disperazione ad un determinato evento. se qualcuno mi avesse detto che sarei riuscita a sopportare tutto quello che mi è capitato negli ultimi cinque anni, tutte le visite mediche, gli specialisti incapaci di dare risposta, le sale operatorie in cui entro come andassi al bar....se qualcuno mi avesse detto che sarei riuscita a sopportare tutto non ci avrei creduto. e invece ho trovato forze che non sapevo di avere, ho allontanato persone che credono di sapere tutto e soprattutto ho qualificato tutto ciò un semplice caso della natura umana. nasci con il naso dritto o con il naso storto, miope o occhio di lince...il caso ha voluto così. e poi...ho imparato a sorridere alle parole di quei supergeni che hanno il sedere al caldo che generalmente si lamentano del nulla, mentalmente gli faccio una carezza sperando che il caso si dimentichi di loro.
namasté

gloriasinegloria

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4

Thursday, February 20th 2020, 10:39am

In linea di massima reagisco come te nella "seconda maniera" , e anche per me funziona.

Per indole ogni problema è un Problema.
Poi vita mi ha portata a viverne e patirne ...ma anche risolverne...di così enormi che oggi la ringrazio per l'allenamento regalatomi sul campo.

Resto sempre la stessa, in realtà : ogni problema riceve la mia massima attenzione e ci possono essere minuti oppure ore in cui sono concentrata (istintivamente) solo su quel problema.

Ma oggi e non da oggi riesco ad innestare in questa "concentrazione" anche gli elementi che dici tu, oltre ad una sicurezza che sicuramente non avevo 20 anni fa.

E trovo che sia tutta salute. Anche molto ragionevole e razionale, persino nei tratti in cui si puntella di attimi di sano fatalismo.

Noi ansiosi, si sa, viviamo il trip dell'ipercontrollo. Ma secondo me lo viviamo (molto male) fino a quando non alziamo lo sguardo sopra al nostro ombelico.
Quando riusciamo ad alzare quello sguardo...io penso che qualunque cosa ci sia accaduta dovrebbe riconfinarsi già da sola, per la semplice riflessione che.........a me X è capitato questo e questo che sembrano omicidi del destino ai miei danni, ma ....azz... se mi guardo intorno ATTENZIONE : c'è a chi gli è toccata oggettivamente molto peggio, MA c'è anche chi gli è toccata molto meglio epperò non ha nessuna risorsa per guardare oltre il proprio ombelico, e quindi NEI FATTI è davvero "vittima cosmica" ! Ma NON di nulla di speciale che sia altro dalla propria incapacità a reagire!