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Areoplano

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1

Monday, December 1st 2014, 7:13pm

Che cosa sono la cosienza e la consapevolezza?

Che cosa sono la coscienza e la consapevolezza per la psicologia? Sono una prerogativa degli esseri umani o ce l'hanno anche gli animali?

Diverso

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2

Monday, December 1st 2014, 8:18pm

Da quello che so, finora una risposta adeguata a questo tipo di domande non e' ancora stata data. Esistono molte definizioni date da molti punti di vista diversi, ma restano comunque definizioni basate su "atti di fede" o convenzioni non dimostrabili in generale. Presumo che l'evoluzione della vita su questo pianeta cambiera' in maniera radicale quando (e se) si arrivera' ad avere una risposta ai quesiti che hai posto. E' un argomento di una complessita' enorme. Basta solo pensare che tu in questo momento sei un essere "consapevole" che sta consapevolmente cercando di capire cosa sia la propria consapevolezza: in altre parole, sei consapevole di essere consapevole, ma non sai cosa sia la consapevolezza. E' assurdo! :D
Potresti anche pensare che la consapevolezza sia qualcosa tipo "sapere di esistere", ma poi si porrebbe il problema di definire cosa vuol dire "sapere". Una pianta che con le radici va alla ricerca dell'acqua e gira attorno ad un sasso, puoi dire che "sappia" che il sasso e' un ostacolo? Se tagli parte di un ramo e le foglie si seccano, puoi dire che l'albero sia "cosciente" del danno che gli hai fatto e quindi che le foglie reagiscano di conseguenza? Forse si, forse no. Puoi ribattere che "la pianta e' stupida, non capisce un tubo, non ha scelta, e subisce semplicemente gli eventi"... pero' magari subisce gli eventi appunto perche' non ha scelta: non ha mani, non ha occhi, non ha bocca, non ha una connessione internet con la quale chiedere aiuto ("aiuto, sono una pianta, ho le radici che non mi permettono di muovermi, sono stanca e depressa"). :D
Come ho detto e' tutto spaventosamente complicato. C'e' pure la possibilita' che la consapevolezza non sia nient'altro che un illusione della nostra mente: un concetto astratto inesistente, inutile, e indimostrabile.
Sono un troll. Tutto quello che dico è vero, ma anche falso, ma anche no, ma anche sì.

Areoplano

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3

Tuesday, December 2nd 2014, 9:18am

Che bella risposta fluida e bilanciata, grazie.
Mi ha fatto riflettere sull'inizio della consapevolezza, sulle origini intendo. Forse qualunque creatura può diventare consapevole. Forse la chiave per comprendere cos'è la consapevolezza è trovare il punto di inizio, quando l'essere umano ha cominciato a diventare consapevole. Ma poi si pone sempre il solito dubbio di non sapere cos'è la consapevolezza.
Potremmo forse dire che un topo, per esempio, non è consapevole di quello che fa, però una scimmia potrebbe esserlo. Poi analizzando certi comportamenti animali, come ad esempio l'elefante o le balene, potremmo sconvolgere tutte le teorie.
Si, sono d'accordo, credo anche io che la chiave per un cambiamento radicale dell'umanità possa partire anche da una profonda comprensione di cos'è la consapevolezza e la coscienza.
Forse si potrebbero concentrare tutte le energie e ricerche insieme, forse ci arriveremo spontaneamente a farlo. Proprio perché, come dici anche tu, siamo consapevoli di essere consapevoli e non sappiamo cos'è la consapevolezza (davvero molto ironico) pertanto oltre ad essere osservatori di noi stessi (chi osserva chi?) possiamo "usare" l'altro per osservare la nostra consapevolezza. Ancora una volta l'unione del tutto.

Sembra, però, che questa consapevolezza non sia sempre utile per trovare una pace interiore.
Il mio spunto di riflessione voleva in fondo arrivare a questo.
Ho notato che più si diventa consapevoli, più diventa difficile trovare un equilibrio interiore o per meglio dire una pace interiore.
Forse non basta la consapevolezza.
Ci fa conoscere e vedere cose che prima non vedevamo, ma come il TAO, non ci fa vedere solo le cose "belle".
O forse la consapevolezza è davvero un'illusione per permetterci di vedere l'osservatore. Un po' come l'illusione dello specchio per vedere il proprio volto.
Un mezzo, una grande risorsa, ma potenzialmente anche una grande trappola.

4

Monday, December 15th 2014, 3:14pm

Io sono fermo a Cartesio. Capisco che la filosofia della mente si sia evoluta negli anni, ma io non riesco ancora a capire cosa siano, in sostanza, i processi mentali che formano l'io.
Ovvero cos'è ciò che percepiamo come io mentale?

In un mondo dove tutto è fisico e ha una consistenza si potrebbe rispondere che esso sia l'attività elettrica neuronale. Ma anche ammettendolo non riesco a risolvere la questione di come sia possibile che un'attività elettrica abbia coscienza di se stessa.

Un "fenomeno emergente" potrebbe essere un'altra risposta, ma comunque questo fenomeno deve avere una consistenza, una tangibilità nel mondo fisico, o no?

Quindi la mia domanda esistenziale non è tanto "chi sono io?" (inteso come io mentale), quanto "cosa sono io?" ovvero di che materia è fatto l'io mentale? Perchè una materia la deve avere altrimenti in un mondo fisico non potrebbe esistere.

Ecco che ritorno al fantasma di Cartesio...

C'è un'altra possibilità comunque, che l'io sia appunto solo un'illusione e che in realtà non esista...penso...
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Areoplano

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5

Monday, December 15th 2014, 4:49pm

In un mondo dove tutto è fisico e ha una consistenza si potrebbe rispondere che esso sia l'attività elettrica neuronale. Ma anche ammettendolo non riesco a risolvere la questione di come sia possibile che un'attività elettrica abbia coscienza di se stessa.


Per me per esempio mi riesce più facile credere che possa essere un'illusione come hai citato più avanti che semplici impulsi elettrici. Le macchine che hanno solo impulsi elettrici hanno sempre azioni prevedibili, anche se le anomalie non le comprendiamo in quanto alcune macchine le abbiamo create molto complesse e spesso non abbiamo necessità di cercare una spiegazione, c'è sempre.

Difficile pensare che impulsi elettrici e reazioni chimiche possano creare la vita dal seme in poi accadono eventi ben più complessi. Certo, se consideriamo l'universo unidimensionale, molte cose non hanno senso. Ma se consideriamo che non sappiamo ancora cos'è l'energia, non possiamo nemmeno escludere che l'energia stessa sia vita, infatti si parla anche di energia vitale, non possiamo immaginare nemmeno degli impulsi elettrici senza energia.

Concordo che comprendere la mente con la mente possa sembrare una impresa impossibile, ma c'è un bellissimo canto, Il “Canto di Mahamudra” di Tilopa che in un pezzo recita:

Se, guardando nello spazio, non si vede nulla,
e se, allora, con la mente si osserva la mente,
si distrugge ogni distinzione
e si raggiunge la Buddhità.

Diverso

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Monday, December 15th 2014, 5:36pm

In un mondo dove tutto è fisico e ha una consistenza si potrebbe rispondere che esso sia l'attività elettrica neuronale. Ma anche ammettendolo non riesco a risolvere la questione di come sia possibile che un'attività elettrica abbia coscienza di se stessa.
Ma bisogna anche dire che non e' vero che la mente ha coscienza di TUTTA se stessa. Non a caso esiste la distinzione tra conscio e inconscio. Se la mente avesse coscienza di TUTTA se stessa, nessuno sarebbe depresso o ansioso, perche' ne capirebbe facilmente i motivi e li risolverebbe. Hai mai provato a fare qualcosa da ubriaco, guidare sovrappensiero, reagire in maniera istintiva senza sapere il perche', eccetera? Ti accorgerai che la mente fa tante cose da sola, senza che nemmeno te ne accorga, senza che tu possa capire, senza che tu possa modificare il processo facilmente. La psicologia puo' trovare ipotesi plausibili a certi comportamenti (ad esempio se una persona ha fatto un incidente e poi quando si ritrova nello stesso ambiente prova ansia, e' quasi certo che la causa sia di quell'incidente che e' stato archiviato come trauma), ma tutta questa "speculazione" e "ricerca" non sarebbe necessaria se tutti noi fossimo coscienti al 100% della nostra mente. Se tu fossi cosciente che un certo evento e' traumatico e quindi pericoloso per la tua mente, lo archivieresti in memoria assicurandoti malessere psicologico per decenni? No! E tanta gente cerca appunto di "rimuovere" consciamente certi traumi, dimenticando, ecc... col risultato che alla fine i traumi saltano fuori comunque, perche' erano rimasti nella parte inconscia. Conclusione: non siamo coscienti al 100%, quindi la nostra mente non e' del tutto cosciente, quindi non e' necessario che esista un meccanismo totalmente autocosciente. Basta una coscienza parziale, immaginabile in mille modi possibili, ad esempio come un semplice contachilometri di una macchina: cosciente solo della velocita' del veicolo, ma non del motore che lo fa muovere.

Quindi la mia domanda esistenziale non è tanto "chi sono io?" (inteso come io mentale), quanto "cosa sono io?" ovvero di che materia è fatto l'io mentale? Perchè una materia la deve avere altrimenti in un mondo fisico non potrebbe esistere.
Boh, magari e' come il computer. Di che materia e' fatto questo forum? Questo testo dov'e'? Di che materia e' fatto il tuo browser che usi per navigare in internet? Sono rappresentazioni logiche, non esistono. Fisicamente sono celle magnetizzate, o solchi microscopici su una superficie, ma potrebbero pure essere buchi su un pezzo di carta (come avveniva in passato). Quindi la mente potrebbe benissimo essere un insieme di neuroni elettrizzati.
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7

Tuesday, December 16th 2014, 2:31pm

Infatti anche secondo me c'è una grossissima possibilità che l'io mentale non esista, e che l'uomo sia solo un ammasso elegantemente organizzato di materia/energia che ha misteriosamente preso coscienza di esistere.

Ma la cosa più intrippante è che tutto ciò è stato possibile grazie a leggi o principi, che oggi diremmo fisici, la cui origine è un mistero. Da dove arrivano queste leggi? Chi le ha create?
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8

Friday, December 19th 2014, 12:47pm

la coscienza è il mezzo che è spinto dalla consapevolezza.

credo che c'entrino molto gli antichi saperi sulla matematica ovvero il linguaggio numerico... per cui qabala...

pensando ai computer...


cosa manca ai computer? perchè nn hanno la coscienza di esistere???

o ce l'hanno ma è "imbrigliata" da schemi ... un po come fa la religione al nostro cervello
Amatevi l'un l'altro, ma non fatene una prigione d'amore.
Gibran


9

Friday, December 19th 2014, 9:27pm

La matematica mi pare davvero che possa essere il linguaggio della creazione.
Se ci pensi può descrivere il principio (o i principi) che regolano il cosmo.

Ci sono leggi cosmiche inviolabili. La mela si stacca dal ramo e cade verso terra, ogni volta.
Già questo pensiero nella sua banalità a me mette un brivido.

La fisica ci insegna che F=m*a, ma perchè le cose stanno così?
Chi ha deciso che la gravità attira un corpo verso l'altro invece di respingerlo?

Penso ai principi che regolano il cosmo e mi chiedo perchè esistono?

La coscienza è consapevolezza di esitere.

E' una scintilla che brilla per un istante, è per un attimo prendere coscienza dell'esistenza di un cosmo di cui non so farmi ragione.

Alcuni dicono che siamo frutto del caso, ma il caso non esiste. Ogni evento segue leggi inviolabili, quello che chiamiamo caso in realtà è caos, ovvero una complessità di fenomeni tale per cui la mente non trova nesso logico, ma il nesso c'è. Aveva profondamente ragione einstein a dire che "dio non gioca ai dadi" perchè tutto è regolado da leggi fisiche indubitabili.

La domada che vorrei lasciarti è perchè esistono le leggi che regolano il cosmo? Come ha avuto inizio tutto?
Cosa è l'esistenza rapportata alla non esistenza?
Ma non tentiamo di rispondere in maniera razionale, proviamo a "sentire" la risposta...
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Areoplano

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10

Saturday, December 20th 2014, 9:27am

La domada che vorrei lasciarti è perchè esistono le leggi che regolano il cosmo? Come ha avuto inizio tutto?
Cosa è l'esistenza rapportata alla non esistenza?
Ma non tentiamo di rispondere in maniera razionale, proviamo a "sentire" la risposta...


Il bello è che ognuno può esprimere il suo parere considerando che non si potrà mai dimostrare di avere ragione ma soprattutto è la cosa più importante avere ragione?

Il mio umile pare è che se immagino la terra dall'esterno, e dico la terra intesa come pianeta e la paragono ai giganti dell'universo alla nostra galassia ed alle infinite galassie che non conosciamo, sembra non esistere. Figuriamoci il cervello umano quanto possa essere inesistente in tutto questo contesto, ammesso che la dimensione sia il termine di paragone. Pertanto, cercare di dare risposte con una mente così limitate oltre a sembrare presuntuoso sembra molto ridicolo.

Come quelli che l'hanno provato e come suggerisci anche tu, si può solo provare a sentire la risposta, ma non credo sia possibile, per ora, trasformarla in parole o lettere.
Già credo che i cinque sensi non siano sufficienti.

Aggiungerei un altro quesito, come mai, pur sapendo che la pace profonda si raggiunge trascendendo ogni cosa, pur essendo pieni di belle parole ed ottimi consigli continuiamo a cercare risposte, a dibatterci, ad esplorare ed in fondo ad arrovellarci nella sofferenza? Continuiamo a perderci nelle attività quotidiane pur sapendo che non esistono che sono un'illusione e che in pochi decenni tutto sparirà ed ogni sforzo sarà vano.
Cosa ci àncora a questi scogli se non il corpo stesso, come trappola o prigione della nostra anima? Ma come unico mezzo per comprendere la sofferenza.

Di nuovo torna il tema dei conflitti interiori tra il desiderio di pace e serenità eterna ed il desiderio di conoscere o portare a termine la missione pur sapendo della tremenda sofferenza che dovremmo affrontare.

squawpellediluna

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11

Saturday, December 20th 2014, 10:06am

La domada che vorrei lasciarti è perchè esistono le leggi che regolano il cosmo? Come ha avuto inizio tutto?
Cosa è l'esistenza rapportata alla non esistenza?
Ma non tentiamo di rispondere in maniera razionale, proviamo a "sentire" la risposta...
perchè esiste un'armonia, un ordine irrinunciabile che ha una energia talmente bassa che va a vanti da sola.

no, Dio nn gioca a dadi ma giocando a shangai magari :P gli sono caduti in maniera tanto armoniosa e bella che ha deciso di vederli crescere...



Siamo tutti e ogni cosa anche al di fuori del sistema solare, parte armonica e indispensabile di un organismo vasto e immenso. Come quando togliamo un bemolle da una melodia e la melodia si altera, noi siamo cosi. è per questo che nn possiamo permetterci di alterare l'equilibrio planetario. si disfarrebbe tale armonia sincrona.

La non esistenza? do una sisposta che viene dalla "pancia" : è altra dimensione ombra come quando giri il foglio e vedi il testo scritto calcato ma al contrario...

nn puoi leggerlo ma sotto esiste...
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Gibran


12

Saturday, December 27th 2014, 3:25pm


Aggiungerei un altro quesito, come mai, pur sapendo che la pace profonda si raggiunge trascendendo ogni cosa, pur essendo pieni di belle parole ed ottimi consigli continuiamo a cercare risposte, a dibatterci, ad esplorare ed in fondo ad arrovellarci nella sofferenza?


Programmi biologici. Siamo costruiti per controllare ambiente e risorse così da poter dare continuità alla vita.
La sofferenza è necessaria come stimolo all'azione. Senza sofferenza un organismo avrebbe meno probabilità di sopravvivere perchè non saprebbe da cosa è meglio stare lontani.

La pace profonda è una condizione transitoria, nella realtà basta un nonnulla per alterarla.
Forse uno yogi esperto può avere un controllo maggiore rispetto alla persona comune, certamente con la pratica la sofferenza può essere ridotta, comunque rimane insita nel nostro programma biologico.
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13

Saturday, December 27th 2014, 3:42pm

perchè esiste un'armonia, un ordine irrinunciabile che ha una energia talmente bassa che va a vanti da sola.


Ordine. L'universo è ordinato, ovvero ciò che è prima non può essere dopo e viceversa.
La termodinamica di insegna che i trasferimenti di energia avvengono secondo un verso preciso, e questo è ordine.
Perchè le cose stanno così?

C'è qualcosa di magico nel modo in cui la natura funziona...la magia è lo stupore di una mente sveglia..secondo me
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14

Saturday, December 27th 2014, 3:46pm

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