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doctor Faust

Azzeccagarbugli

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1

Wednesday, August 1st 2012, 11:57am

Arte moderna dal 900 in poi. E' vera arte?

Siiete mai stati ad una mostra di arte moderna?
Che impressione vi ha fatto? Cosa vi dice un quadro di Fontana o una composizione astratta, fatta solo di macchie colorate?
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

2

Wednesday, August 1st 2012, 12:30pm

dovresti darci prima una tua definizione di "verità"

arte
VERA arte

che differenza ci vedi, se la vedi
namasté

3

Wednesday, August 1st 2012, 1:19pm

Credo in generale l'arte sia tutta relativa,non credo personalmente possa esistere un criterio oggettivo per definire A arte e B no,o comunque arte di valore inferiore.
Beh si,diciamo che è anche faccenda di culo.
Apatico,da smuovere con le granate.

Non ci sono femministe in una nave che sta affondando.
"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile,
l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane
niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll

stradablu

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4

Wednesday, August 1st 2012, 2:05pm

Grazie per averlo aperto!!! Love!

Qua ci vuol tempo per rispondere, e' un argomento proprio interessante (e gia' non son d'accordo con Svogliato) ma oggi son di fretta! presto elaboro qualcosa

papaveroviola

portiere di notte

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5

Wednesday, August 1st 2012, 2:28pm

Bell'argomento, sì.
Prima di dir la mia sono curiosa di sapere che ne pensi del paradosso della Fontana di Duchamp (o della Merda d'artista di Manzoni). :)
Lavoriamo continuamente per dare forma alla nostra vita,
ma copiando nostro malgrado, come un disegno, i lineamenti della
persona che siamo e non di quella che ci piacerebbe essere
.
(M. Proust)

Shakti

Giovane Amico

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6

Wednesday, August 1st 2012, 3:04pm

Siiete mai stati ad una mostra di arte moderna?
Che impressione vi ha fatto? Cosa vi dice un quadro di Fontana o una composizione astratta, fatta solo di macchie colorate?
L'arte moderna (definizione troppo vaga comunque) costituisce una sorta di discesa agli inferi oltre le utopie del bello, della forma, dell'armonia naufragate al termine della seconda guerra mondiale. Un tentativo di riappropriarsi di un gesto creativo ricondotto alla sua condizione originaria, alla potenza generatrice che limiti e vincoli presupposti non ha. Vedi Fontana. I tagli erano stati esposti per la prima volta a Londra nel 1959. Ormai Fontana aveva accettato l'idea del nulla; e dal 1964 al 1968 avrebbe preso forma il ciclo dei Buchi. Nella sua opera emerge precisa come i tagli sulla tela bianca la consapevolezza della natura abissale e dionisiaca dell'essere. L'illusione che la civiltà della tecnica potesse condurci al definitivo controllo del tempo e dello spazio, si scontra con l'evidenza di una temporalità e di una spazialità non più riducibili a semplici luoghi. Così l'essere umano si affaccia sulla "nientità" che ogni volta smaschera la vanità di qualsivoglia pretesa ordinatrice e formatrice e che suggerisce all'artista di dismettere il proprio abito apollineo e volgere il gesto della creazione al bianco della tela.

Diverso

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7

Wednesday, August 1st 2012, 3:57pm

Credo che il problema dell'arte moderna sia lo stesso problema di qualsiasi altra roba moderna: l'introduzione nel "mercato", e quindi di conseguenza il "marketing". Domanda e offerta, soldi, consumo, pubblicita', marchio, moda, guru. Sono principi secondo i quali il valore di una cosa non e' piu' individuale, ma viene imposto dal mercato. Conseguenza inevitabile e' poi che venga favorito economicamente l'amico della stessa cerchia, a discapito di altri che non avranno mai nemmeno soldi e permessi per una mostra in uno scantinato puzzolente. Mica per niente l'era moderna e' l'era della "musica commerciale", di cui tutte le radio sono strapiene, ma non per mancanza di alternative: nell' underground musicale sembra esserci buona musica innovativa e di valore anche oggigiorno.

Non e' una questione di bellezza. Tutta l'arte e' bella a modo suo, parlando nel senso piu' generale possibile. Il problema e' il valore che gli si vuole attribuire, spesso forzatamente. Se io assemblo un manichino con un cocomero al posto della testa e lo espongo da qualche parte, mi dicono "Che stronzata". Poi arriva un tizio un po' snob, figlio di un padre un po' snob, amico di un altro tizio che sguazza in ambienti snob, e lo stesso manichino me lo piazza in una mostra in centro a Milano, ottenendo un sacco di visibilita'. Poca sostanza, spinta e spremuta all'eccesso e a volte fino al ridicolo. Si spinge troppo, ed e' proprio quando si spinge troppo che escono le cagate. :D
Sono un troll. Tutto quello che dico è vero, ma anche falso, ma anche no, ma anche sì.

The Heart

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8

Wednesday, August 1st 2012, 4:01pm

Secondo me no. E' una colossale presa per i fondelli!

Shakti

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9

Wednesday, August 1st 2012, 5:37pm

Credo che il problema dell'arte moderna sia lo stesso problema di qualsiasi altra roba moderna: l'introduzione nel "mercato", e quindi di conseguenza il "marketing". Domanda e offerta, soldi, consumo, pubblicita', marchio, moda, guru. Sono principi secondo i quali il valore di una cosa non e' piu' individuale, ma viene imposto dal mercato. Conseguenza inevitabile e' poi che venga favorito economicamente l'amico della stessa cerchia, a discapito di altri che non avranno mai nemmeno soldi e permessi per una mostra in uno scantinato puzzolente. Mica per niente l'era moderna e' l'era della "musica commerciale", di cui tutte le radio sono strapiene, ma non per mancanza di alternative: nell' underground musicale sembra esserci buona musica innovativa e di valore anche oggigiorno.

Non e' una questione di bellezza. Tutta l'arte e' bella a modo suo, parlando nel senso piu' generale possibile. Il problema e' il valore che gli si vuole attribuire, spesso forzatamente. Se io assemblo un manichino con un cocomero al posto della testa e lo espongo da qualche parte, mi dicono "Che stronzata". Poi arriva un tizio un po' snob, figlio di un padre un po' snob, amico di un altro tizio che sguazza in ambienti snob, e lo stesso manichino me lo piazza in una mostra in centro a Milano, ottenendo un sacco di visibilita'. Poca sostanza, spinta e spremuta all'eccesso e a volte fino al ridicolo. Si spinge troppo, ed e' proprio quando si spinge troppo che escono le cagate. :D
Vero. Ma adesso pulisci.... :D

Fumo di vita

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10

Wednesday, August 1st 2012, 5:53pm

Avrei un po' di cose da dire sull'argomento, ma vista l'aria passatista (termine caro alle avanguardie) che tira nel mondo, credo sia molto più saggio tenerle per me. Vi leggerò con interesse. :thinking:
Panta rei.

Effimero

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11

Wednesday, August 1st 2012, 6:25pm

Ormai Fontana aveva accettato l'idea del nulla; e dal 1964 al 1968 avrebbe preso forma il ciclo dei Buchi. Nella sua opera emerge precisa come i tagli sulla tela bianca la consapevolezza della natura abissale e dionisiaca dell'essere.



Shakti, quando citi Massimo Donà, non sarebbe male attribuirle la proprietà intellettuale no?
"Io tento una vita, ognuno si scalza e vacilla in ricerca" S.Q.

This post has been edited 1 times, last edit by "Effimero" (Aug 1st 2012, 6:30pm)


Effimero

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12

Wednesday, August 1st 2012, 6:59pm

La nostra civiltà ha allenato il concetto di legalità.

Ha allenato il concetto di stato di diritto.

Ha allenato il concetto di sensibilità ed emozione.

Ha allenato anche visione e percezione.

Così come in uno sport ci sono persone più o meno allenate, troviamo popoli e cittadini meno allenati alla assimilazione della civiltà o stato di diritto.

Lo stesso accade con la percezione, la sensibilità e la elasticità del pensiero.

Ci sono persone più o meno allenate. Se io corro a 7 km all'ora è ovvio che verrò guardata con condiscendenza da chi di chilometri in un'ora ne fa 20.

Tuttavia, lo sforzo fisico ha una cerca rigidità (salvo casi limiti in situazioni d'emergenza), mentre lo sforzo mentale ed emotivo è soggetto a magici pichi di illuminazione e distorsioni cognitive: è trasversale.

L'arte dal 900' in poi ha fatto movimenti che le menti allenate sono riusciti a cogliere al balzo, sono movimenti verso l'eliminazione di barriere concettuali alle quali era legato l'atto artistico fino a quel periodo.

Alcuni individui sono riusciti a cogliere buona parte delle sfumature di questi movimenti ed ad accettarle, accettarle non vuol dire apprezzare. A questi individui può piacere o non piacere Kline o Odd Nerdrum, possono invece stravedere per Haring, ma accettono le loro diverse manifestazioni come forme valide di espressione creativa, al pari di un Renoir o un Tintoretto.

Il gesto artistico provocatorio mira in genere a far riflettere sulla capacità o meno di comprensione o assimilazione. Il poeta, il pittore, lo scultore attinge a sè il DOVERE artaudiano di scuotere cuori e menti, anche attraverso la repulsione o la derisione. Personalmente penso che artisti come Claes Oldenburg, Christo o Duchamp hanno avuto un bel paio di p***e a rinunciare a priori all'accettazione, per piantare un bell'interrogativo al centro stesso del nostro percepire.*


*se guardiamo "Donna che scende dalle scale" o "Transition of virgin into a bride" di Duchamp e comprendiamo il suo enorme talento pittorico, non possiamo metterci di fronte al suo "Orinatorio" o "Bottle Rack" senza un atteggiamento complesso e profondo.
"Io tento una vita, ognuno si scalza e vacilla in ricerca" S.Q.

lady_urano

... l'illimitato silenzio di una ragazza tenue...

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13

Wednesday, August 1st 2012, 7:27pm

Penso che la grande difficoltà che molti riscontrano nel comprendere l'arte contemporanea (dall'inizio Ottocento in poi è più corretto parlare di arte contemporanea ;) ) dipenda dal suo allontanarsi dalla mimesi.
Se osserviamo la grande arte del Rinascimento, notiamo che essa tende a riprodurre fedelmente la Realtà - poiché ciò che ci circonda è opera di Dio, e, in quanto tale, è visto come perfetto e degno di essere indagato e riprodotto.
Si tratta quindi di un'arte mimetica, che imita la realtà, che mi pone davanti a ciò che vedo naturalmente attorno a me: la perfezione della natura e delle sue creazioni.
Con l'avvento della contemporaneità, pian piano, questo processo di mimesi viene meno - e ciò, naturalmente, è dovuto anche alle scoperte che l'uomo compie nei vari campi del sapere, perché, ricordiamolo, l'arte non è un mondo a sé, ma condiziona ed è condizionata da tutto ciò che la circonda.
E' verso la fine dell'Ottocento che, ad esempio, Freud utilizza per la prima volta il termine "psicoanalitico" - e in questi stessi anni prende il via la fascia fauve-espressionista, che attraverso tratti violenti e colori febbrili, che ben poco hanno di mimetico, tenta di esprimere i tormenti dell'inconscio.

L'arte contemporanea è quindi, secondo me, fautrice di una sfida. Chiede allo spettatore di non fermarsi all'apparenza, alle belle forme che hanno caratterizzato l'arte del periodo precendente, ma di andare oltre, di indagare, di porsi degli interrogativi, di non accontentarsi soltanto della vista esteriore, ma di sviluppare anche quella interiore.
Se per godere di un'opera d'arte rinascimentale mi è sufficiente la vista (anche se ovviamente, come per tutte le cose, un suo studio più approfondito mi permette di coglierne e apprezzarne ulteriori aspetti), di fronte ad un'opera contemporanea la vista da sola non basta, perché spesso mi trovo di fronte a qualcosa che non riproduce la realtà visibile, ma i suoi aspetti nascosti e reconditi.
Si tratta quindi di un'arte che richiede uno sforzo allo spettatore, che non gli permette semplicemente di rilassarsi davanti alla bellezza della forma.

L'arte contemporanea quindi sì, per me è arte. E' un'arte che incita alla domanda, alla riflessione.
"E miracolosamente non ho smesso di sognare
E miracolosamente non riesco a non sperare
E se c'è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole"

Elisa - Qualcosa che non c'è

The Heart

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14

Wednesday, August 1st 2012, 7:30pm

Secondo me è più un'arte che incita a vomitare! :)

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15

Wednesday, August 1st 2012, 8:01pm

Non so se sto per esprimere una cazzata colossale o cosa.
Io ritengo l'arte la più alta forma artistica di egoismo. Chi la fa, non la fa mai per gli altri ma per sfogare la propria creatività, e probabilmente anche la propria frustazione, il proprio sgomento e/o tristezza ecc ecc. Alla fine tutto è arte,e non può davvero essere classificata.
Tutti noi siamo artisti, e non lo dico per romanticismo ma per puro pensiero logico.
Ritengo che sia davvero un buon metodo di sfogo, indi per cui ben venga qualsiasi tipo d'arte. Che siano macchie sul muro, che sia digitale o ad acquerello ecc ecc
E non c'è niente niente al mondo che mi salva.