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Finnicella

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46

Thursday, January 14th 2021, 11:11am

surgelato non vuol dire necessariamente "pastroccato", con aggiunta di oli, grassi ecc. Gli spinaci surgelati sono semplicemente spinaci.

:hail:
L'unico svantaggio può essere nel costo, e poi solo in apparenza. Nel senso che qualunque verdura surgelata costa almeno il triplo della fresca. E così per verdure e insalate in busta. Ma se consideriamo che anche il tempo per mondarla e lavarla (bene) ha il suo valore...ecco che per la stragrande maggioranza delle persone torna addirittura conveniente quella surgelata o in busta, anche come costi effettivi.
Anche per me sono una risorsa irrinunciabile, finchè parliamo di surgelati di materie prime. Mi dispiace solamente per il pesce, che con la surgelazione letteralmente cambia i connotati.
Senza poi dire dei processi di lavaggio! Anche in casa si possono lavare perfettamente verdure e insalate, ma...occorrono ore tra i vari step!


Non volevo dirlo, ma ovviamente a casa mia uso l'insalata in busta :D Unica accortezza: anche se in teoria è già lavata, la metto nello scolapasta e do una sciacquata veloce sotto il rubinetto (una volta avevo visto un servizio in TV ed essendo già tagliata e nella plastica può aumentare un po' la carica batterica, ma basta appunto sciacquare). Qualche volta ho provato a comprare il cespo di insalata, ma intanto una volta pulita, tolte tutte le foglie esterne rovinate, la parte edibile si riduce di molto e poi, per me sola, chi me lo fa fare di trafficare tanto?
E riguardo ai surgelati, si alla fine risparmio anche. Quando compravo il pacco di carote fresche ne buttavo via buona parte, perché non le consumavo in tempo, perché non le conservavo perfettamente ecc. Per un periodo mi sono messa a congelarle io: le pulivo, sbollentavo, congelavo... Ma nei surgelati industriali il processo di surgelazione è sicuramente più efficace del congelamento casalingo e poi si risparmia un sacco di tempo.

ipposam

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Thursday, January 14th 2021, 12:35pm

@Finnicella, purtroppo le cose non sono così semplici come pensa. Basti pensare alla cosiddetta "conserva" di pomodoro che secondo te contiene "solo" pomodoro e sale.
La domanda da farsi non è solo il "cosa" ma anche la qualità di quel "cosa". E' più che noto che le conserve di pomodoro anche quelle dei marchi più blasonati sono prodotte a partire da scarti di materia prima, spesso già inacidita e guasta e ripulita con l'aiuto di prodotti chimici. Una vera assoluta porcheria.
E potrei raccontarti di molti alti prodotti oggetto di sofisticazione, per cui ridurre al minimo l'uso di questa roba è sicuramente una scelta di salute e benessere.
Sui prodotti surgelati, se concordo che in alcuni casi possano essere accettabili qualitativamente perché non troppo lavorati, anch'essi paragonati al fresco non possono competere, a meno che non compri il fresco nel triste reparto di una GDO e allora si, parliamone: a volte sono meglio surgelati che freschi.
Ma in generale, cucinare inizia dal fare la spesa, e fare la spesa significa anche cercare il tal mercatino o rivenditore che ti dà il miglior prodotto, e poi lavorarlo il meno possibile per poter avere la maggior preservazione di vitamine e nutrienti.
C'è una scienza dietro, che non è preparo-il-sugo-col-soffritto-preso-dal-surgelatore-e-lo-allungo-con -la-panna - parliamo di cose profondamente diverse. Io personalmente mangio le verdure tutte crude, ho solo cura di lavarle e tagliarle e condirle con poco olio, per me anche questo è cucinare. Cucinare ti dà maggior controllo su quello che assumi, se lo fai con criterio, poi è ovvio che se cucinare diventa "friggo tutto quello che vedo" non è una scelta salutare.
Scelta salutare è avere cura di acquistare materie prime più sane possibili e prepararle a casa riducendo al minimo possibile l'intervento dell'industria, che un solo obiettivo: fatturare e marginare, e questo obiettivo è diverso da quello di chi è attento alla sua salute, che è mangiare cose sane e ricche di sostanze benefiche. L'insalata in busta, la mozzarella industriale, non contengono le sostanze di analoghi prodotti freschi, c'è poco da fare. E un pacchetto di cracker non può sostituire un paio di fette di pane, magari fatto in casa con farine di qualità e veramente integrali, il pacchetto di cracker (pur non demonizzandolo) contiene grassi (non sempre benefici) che il pane non ha in quelle proporzioni. E spesso contiene glutammato monosodico, sotto la voce "lieviti", utile ad aumentare la sapidità dei prodotti e a creare dipendenza, e sospettato tra l'altro di favorire l'insorgere della SLA.
Insomma è un discorso lungo e complesso, con aspetti che spaziano dal tema salutistico a quello culturale.
Come avrai capito per me salute, forma fisica, sono priorità, e per questo non posso che suggerirti di documentarti bene.

Finnicella

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48

Thursday, January 14th 2021, 1:48pm


Come avrai capito per me salute, forma fisica, sono priorità, e per questo non posso che suggerirti di documentarti bene.


Infatti, secondo me il punto è proprio che ognuno ha le sue priorità. Per me mettermi a fare la conserva fatta in casa, fare il pane in casa con farina di qualità, girare mercatini alla ricerca dei cibi migliori ecc. ecc. neanche a parlarne. Mi sembra già di impegnarmi se spendo un'ora a fare la spesa online (rigorosamente su siti della GDO), cercando di non sforare il mio budget (sennò non mi rimane più di che pagare le bollette). Poi ripeto non è che io mangi cibo spazzatura, anche se probabilmente non sarà il miglior cibo possibile né quello che mi allungherà la vita.
Fra l'altro non disdegno l'aspetto culturale e sociale del cibo. Ad esempio ho sempre amato provare nuovi ristoranti etnici, specie se in buona compagnia. Semplicemente però il cibo non è tra le mie priorità, anzi a dire il vero penso che non lo sarebbe neanche per i miei genitori se non fossero costretti a passare a casa più tempo del solito causa covid (noto che infatti appena si è in zona gialla diminuisce il loro interesse per i fornelli).
Comunque sia capisco che ci siano altre persone che hanno un altro stile di vita e per le quali il cibo e l'alimentazione sono quasi una passione che, fra l'altro, fanno benissimo a coltivare specie se hanno una loro famiglia.

gloriasinegloria

Pilastro del Forum

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Thursday, January 14th 2021, 11:53pm

E' più che noto che le conserve di pomodoro anche quelle dei marchi più blasonati sono prodotte a partire da scarti di materia prima, spesso già inacidita e guasta e ripulita con l'aiuto di prodotti chimici. Una vera assoluta porcheria.


Scusa Ipposam ma... da dove escono queste tue conclusioni statistiche? ?(

Io vivo in campagna e le aziendine a "kilometro zero" le raggiungerei comodamente a piedi, e le vedo dai balconi.
MAI acqustato nulla... proprio perchè le vedo!
Preferisco qualche miliardo di volte il <controllo qualità e filiera> della mega-azienda con marchio, che si è conquistato credibilità sul campo e che ha tutto l'interesse a difenderlo, piuttosto che il prodotto "genuino" del "cafone" (come affettuosamente si chiama il contadino dalle mie parti) che...(a parte liquami dati a concime amatorial-risparmioso) , quando sono del tipo "contadino cervello fino", ti fanno anche l'aziendinINA modello che vive più di anticrittogamici illegali che di sementi valide!!!

Una cosa potrei documentare : grandissimo proprietario terriero che vendeva verdure (proprio spinaci, nello specifico) a primaria azienda del surgelato doc...era cliente di mio padre e ho visto con i miei occhi quali fossero le condizioni - magnifiche - degli spinaci freschi che ci venivano regalati dopo la prima mondatura e lavaggio. UNO spettacolo!
Al "cafone" che aveva l'aziendINA modello proprio davanti a casa mia, invece, ho involontariamente procurato l'espianto dell'intero appezzamento "modello", perchè...io segnalai alle autorità preposte solo il fatto che usasse anticrittogrammici a testa e comodo suo. Le autorità preposte accertarono di più : non era solo che li usasse in modo e proporzioni irrituali, ma era proprio che usasse categorie di prodotti assolutamente VIETATE. Per "colpa" mia prese solo la multa (pesantina, in effetti) , ma...l'orto e il frutteto "modello e a kilometro zero" li tolse di sua spontanea volontà subito dopo, perchè senza quelle irrorazioni vietatissime...cresceva tutto poco e male, e non c'era resa, neanche con la vendita a carati e "a kilometro zero".

Il mio pensiero, in fatto di salutismo, è molto simile a quello in fatto di investimenti finanziari : "il massimo che puoi fare è differenziare".
Ormai non ci salverebbe neanche coltivarci i campi per trarne farina, verdure e ortaggi vari. E neanche arandoli e seminandoli e coltivandoli in proprio (che non è esattamente un "gioco da ragazzi").
Hai voglia di annichilirti in questa impresa, quando è ovvio che non scegli nè le falde acquifere e nè l'aria e la terra in cui coltivi quel che vuoi!
E allora, razionalmente, preferisco grandemente il marchio primario di surgelati che sulla mia tavola, quanto meno, un giorno porterà la partita coltivata in Emilia, un altro giorno quella coltivata nelle Marche, un altro giorno quella coltivata nel Lazio........puttosto che il beneamato "cafone" che, a km zero, mi dà sempre la stessa roba, magari cresciuta e irrigata su un terreno ad altissimo ed inconsapevole tasso di inquinamento, oltre che irrorato da benefits chimici da paura che...dove c'è un controllo qualità e un marchio primario da difendere non ci possono essere, mentre nela sempre beneamato "cafone a km zero" sono la normaliità che sfugge a qualunque controllo.
Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)