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LadyA

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  • "LadyA" started this thread

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1

Friday, May 9th 2008, 5:43pm

Mi sono iscritta oggi, nella speranza di trovare parole di conforto. Anche da sconosciuti. Da qualche anno soffro di problemi con il cibo, di depressione.... Ho iniziato controllando in modo maniacale la mia dieta, cercando di migliorare il mio aspetto. Per anni mi sono costretta a privazioni, ad un regime alimentare molto rigido, e se per caso trasgredivo per un uscita, in occasione di un matrimonio o di qualche evento... arrivava la punizione, spesso digiuni o ore ed ore a correre in palestra. Ultimamente qualcosa dentro me si sta ribellando e sono molto spaventata, ho iniziato con una fetta di torta trovata sul tavolo, una notte tornata da una serata con le amiche. Il mio pensiero è stato... "già che ho trasgredito facciamolo fino in fondo" e ho mangiato tutta la torta, ho proseguito l'opera vuotando il frigo estasiata da tutti quei sapori, senza riuscire a fermarmi. Quella scena si è ripetuta fino ad oggi, con ricorrenza mensile, a volte settimanale, altre giornaliera, sempre con la promessa di non farlo più. Sempre con la paura possa succedere ancora. Ho passato un intero inverno così, un intero inverno sola, troppo cibo, troppe rinunce, troppe ore passate ad interrogare il fondo del mio water, indecisa sul da farsi, a volte determinata a vuotare tutto lo schifo presente nel mio stomaco, altre volte terrorizzata e schifata da me stessa. Quella fase è passata dopo una visita dentistica, nella quale mi sono spaventata per i danni che avevo provocato in breve tempo alle mie gengive, si, avevo una retrazione gengivale accentuata. Mi sono documentata e ho letto che i danni alla mia salute potevano peggiorare ed essere ben più gravi. Le abbuffate sono piano piano diminuite, con l'aiuto di una terapia, di forza di volontà che credevo di aver sepolto chi lo sa dove. La seconda fase della mia malattia vede come protagonista i lassativi, dopo le abbuffate era l'unico modo per sentirmi più leggera e attenuare il senso di colpa, con la speranza di liberarmi di qualche pezzo dello schifo ingurgitato... tutto per non vomitare. Fino ad oggi, periodo nel quale sto ancora soffrendo, forse questa è la fase più dura per me. Le abbuffate si ripetono, sempre meno ma fanno sempre parte di me, non vomito, non prendo lassativi, ma il senso di colpa e i giorni che le seguono sono devastanti. Sono una persona che non riconosco più. Agli occhi degli altri è tutto ok, ma io sono tutt'altro che ok. Ma con l'aiuto della mia famiglia, della terapia che sto seguendo e di un'alimentazione corretta ce la farò, voglio guarire. E voglio trasmettere a tutte-i che basta convicersi che abbiamo una vita che stiamo buttando via, in quel water, in quel frigo.... e una vita che invece aspetta di essere vissuta come si deve. La nostra vita, e per viverla il passo è breve, basta trovare il coraggio per farlo senza girarsi mai!

biondin3

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2

Friday, May 9th 2008, 8:49pm

ciao ladya anch'io cm te soffro ancora da diverso tempo di disturbi alimentari alterno abbuffate cn momenti di diete dv voglio dimagrire e conto ossessivamente tutte le calorie anche 1kcal.mentre quando mangio tanto nn bado ha cio che metto in bocca ma al fatto che devo mangiare fino a star male o rimettere. ho usato lassativi ma raramente più che altro spero ogni giorno che le mie crisi nn vengano xchè poi nn riuscirei a controllarle. se leggi l'sms di prima che ho lasciaot su qst blog ho scritto qualcosa di me. hai fatto bene ha scrivere. inoltre penso che tutto cio sia manifestato attraverso il cibo ma le ragioni sn profonde e incoscie e bisogna sl cercare e volerle trovare attraverso strutture specializzate ma la forza deve nascere dentro di noi. io spero di guarire. spero tu c'è la farai e di sapere tue notizie

3

Friday, May 9th 2008, 9:56pm

care amiche........le vostre storie uguali mi è capitato di leggerle in un libro molto interessante che io vi consiglio di leggere:le donne che mangiano troppo!!!
coraggio amiche riprendetevi in mano la vostra vita ;)

ros

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4

Friday, May 9th 2008, 10:02pm

e pensare che io invece nn mangiavo ero uno scheletrino...e adesso cerco di perdere 2 kg, ma loro mi rirtovano...sigh

biondin3

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5

Saturday, May 10th 2008, 9:39pm

già io penso che sia una malattia collegata ai sentimenti all'amore xchè tutto dipende dal nostro cervello e qualcosa che deve scattare da dentro e io spero cn tutta me stessa di farcela devo farcela x guarire e vivere la mia vita che adesso sto perdendo e penso che qst giorni trascorsi a lottare cn il cibo nn me li darà più nessuno indietro ma nello stesso tempo penso che forse qst mi aiuterà a crescere e che niente è perso. spero davvero di farcela a guarire

6

Sunday, May 11th 2008, 9:12am

ciao biondin.......sai io veramente credo che la lettura di quel libro che vi suggerivo, vi possa aiutare,perchè riporta proprio delle situazioni che possono essere utili per capire se anche tu attui

quei meccanismi che ti portano a ripetere un rituale fisso: mangiare.........lassativi,vomito procurato,ad es.dice che spesso questa reazione si verifica dopo che non abbiamo avuto il coraggio di

dire a una persona quello che realmente avremmo voluto dirgli.

fammi sapere.........CORAGGIO !!

Nemes

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7

Sunday, May 11th 2008, 9:41pm

Volevo farti qualche domanda LadyA: quanto sei dimagrita? avevi una percezione distorta del tuo corpo? e cosa ti ha portato ad affrontare il tuo problema invece di proseguire sulla via della magrezza eccessiva? e ora come stai come fisico? scusa la curiosità è solo per capire meglio, quello del cibo è un meccanismo dal quale è difficile uscire, ma a me sembra che tu ci stia riuscendo. Certo non è facile gestire il senso di colpa, ma la terapia ti aiuterà ad eliminare il meccanismo che sta a monte del senso di colpa così vivrai piano paino meglio il tuo rapporto con il cibo, e il water e il frigo torneranno ad essere solo accessori della casa!
Le persone sane si innamorano follemente, amano ardentemente, si arrabbiano furentemente, possono provare gelosie violente, lottare per la propria realizzazione o sacrificare tutto, fino a consumarsi, per i valori in cui credono, e giungere alla battaglia. (C. Albasi)