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Belfalas

Utente Fedele

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61

Monday, September 16th 2019, 5:14pm

Che le classi sociali più povere siano quelle un cui imperversa un'obesità causata da una cattiva nutrizione è un dato di fatto; a me sembra però che il cattivo modo di alimentarsi sia il risultato di un mix di incultura/ignoranza mancanza di cura di sé; queste ultime sì(!!) sono probabilmente il risultato di un'esistenza avara di possibilità e mezzi. Quello che voglio dirè è che non bisogna avere chissà quali mezzi economici per prendere la decisione di non riempirsi di schifezze, basta un minimo di consapevolezza; senza andare a ricercare chissà quali primizie bio si può decidere di avere un'alimentazione semplice ed equilibrata e mediamente sana a pochi euro.

ipposam

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Monday, September 16th 2019, 5:48pm

Ipposam ...

Io apprezzo tantissimo le donne che fanno da sé invece di comprare la pappa pronta. Nel boom del femminismo, una tale richiesta maschile, o anche solo il desiderio, appariva un segno di volontà di sottomissione, oggi invece che certi estremismi stanno per fortuna scemando, torniamo alla ragione e capiamo che preparare una cosa nell'intimo della propria cucina è meglio che comprarla pronta.

Anche perché ragazzi, ma davvero pensate che se quel tizio che prepara la pietanza che per voi sara "pronta" dovesse avere un pò di forfora e dovesse grattarsi, poi si laverà le mani? E se va al bagno, si lava le mani?

Io sono abituato da una vita a mangiare le cose fatte in casa, non tutto naturalmente, e non la vedo come una sottomissione della donna (anche perché io darei abbondantemente una mano e farei sempre da cavia :D)) ma come una liberazione personale: se una cosa la sai fare tu (una crostata, la passata di pomodoro, magari un pò di pasta con appositi utensili, tipo "Imperia") allora non hai bisogno che te la faccia un altro, e la tua igiene la conosci, quella dell'altro no.

:)


Si ma capiamoci, io personalmente non disdegno affatto di mangiare fuori casa, anzi le due cose non si escludono semmai si integrano perfettamente. Per me cucinare a casa può garantire una qualità migliore rispetto alla GdO, a patto di partire sempre da materie prime di qualità elevata. Il cibo per me è anche cultura, e mi piace che l'esperienza dell'acquisto mi arricchisca anche in questo senso..non mi piace l'idea di far spese in anonimi e giganteschi supermercati, dove i cibi sono esposti secondo logiche di marketing, illuminati da fredde luci al neon che invitano alla fretta, servita da commessi annoiati, stressati e malpagati. Per questo preferisco i mercati di quartiere, i piccoli negozi e le botteghe anche etniche, dove chi mi vende un prodotto l'ha scelto con cura e mi offre il meglio che ha e magari mi fa scoprire nuovi sapori e nuove usanze. Io fondamentalmente mi fido degli altri; non cucino a casa per mancanza di fiducia verso gli altri, al contrario, è delle industrie che non mi fido, perché anche se in altro settore anche io lavoro nell'industria e so benissimo che a livello industriale gli unici obiettivi sono fatturati e margini. In sostanza non frequento fast food, supermercati, e centri commerciali, che mi lasciano tutti una grande tristezza quando sono costretta a entrarvi, ma vado spesso e volentieri in giro per ristoranti sia in Italia che in altri paesi, e anzi direi che provare nuovi cibi è uno dei miei hobby preferiti.

arianna73

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63

Monday, September 16th 2019, 5:51pm

(Belfalas)Insomma... quando devi entrare in una cifra che è quella e non puoi sgarrare il negozio bio ma pure i prodotti migliori al lidl diventano inaccessibili, puoi fare qualche compromesso ma alla fine "pochi euro" se accetti un menage alimentare che farebbe incazzare un francescano :D e se spendi per una sola persona. Se ci sono più persone il budget già sale e pure troppo.
Le mie amiche madri di famiglia che comprano i famosi hamburger schioppa-arterie sono consapevolissime che è roba discutibile, che quei begli hamburger di chianina lì al fianco sarebbero molto meglio per i figlioli, ma costano il quintuplo e per la metà di prodotto.

Magari provano a bilanciare con un po' di verdura e frutta (sulla cui provenienza e coltivazione chiudono gli occhi a meno che oltre che "bio" non sia in offerta).


E' vero che c'è molta incompetenza e si risparmia magari per comprarsi status symbol di altro tipo ma le questioni di bilancio ci sono. E ci sono anche i tempi, perché se ho orari regolari posso organizzarmi la vita e autoprodurre tante cosine, ma se lavoro tanto e su turni variabili già il giochetto diventa più difficile.

Tornando ai ragazzini comunque sia per loro vince il bisogno di gratificazione, aggregazione, convivialità. E il fast food non è l'unico posto o occasione dove si "rovinano". A casa soli con lo smartphone e altri device , ad esempio, fra sedentarietà solitudine e sbocconcellamenti si prendono le abitudini peggiori. Lo sballo di grasso e zuccheri del fast food è solo parte del quadro :hmm:

ipposam

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Monday, September 16th 2019, 5:51pm

Che le classi sociali più povere siano quelle un cui imperversa un'obesità causata da una cattiva nutrizione è un dato di fatto; a me sembra però che il cattivo modo di alimentarsi sia il risultato di un mix di incultura/ignoranza mancanza di cura di sé; queste ultime sì(!!) sono probabilmente il risultato di un'esistenza avara di possibilità e mezzi. Quello che voglio dirè è che non bisogna avere chissà quali mezzi economici per prendere la decisione di non riempirsi di schifezze, basta un minimo di consapevolezza; senza andare a ricercare chissà quali primizie bio si può decidere di avere un'alimentazione semplice ed equilibrata e mediamente sana a pochi euro.


Sono pienamente d'accordo

arianna73

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Monday, September 16th 2019, 5:54pm

Io lo sono in parte, e per i motivi espressi sopra. Avete mai provato a fare mangiare una famiglia di 4-5 persone con 50 euro a settimana senza poter sgarrare di un euro perché ogni altro euro è già "destinato"? E non avendo tanto tempo da passare a casa per fare tutto a mano con la santa calma? Non do per scontata la risposta, però onestamente tendo a pensare di no.

aconito

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Monday, September 16th 2019, 6:45pm

Che le classi sociali più povere siano quelle un cui imperversa un'obesità causata da una cattiva nutrizione è un dato di fatto; a me sembra però che il cattivo modo di alimentarsi sia il risultato di un mix di incultura/ignoranza mancanza di cura di sé; queste ultime sì(!!) sono probabilmente il risultato di un'esistenza avara di possibilità e mezzi. Quello che voglio dirè è che non bisogna avere chissà quali mezzi economici per prendere la decisione di non riempirsi di schifezze, basta un minimo di consapevolezza; senza andare a ricercare chissà quali primizie bio si può decidere di avere un'alimentazione semplice ed equilibrata e mediamente sana a pochi euro.
stai dicendo che più si è ignoranti e peggio si mangia perchè non ci si rende conto di cosa veramente si mangia? che più uno è ignorante, nel senso letterale del termine, meno si ha cura della propria salute in tutti i suoi aspetti compresa l'alimentazione? se è così mi trovi assolutamente d' accordo con te.
“Rari sono quelli che preferiscono la virtù ai piaceri del sesso.”
CONFUCIO

fran235

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Monday, September 16th 2019, 7:08pm

Io lo sono in parte, e per i motivi espressi sopra. Avete mai provato a fare mangiare una famiglia di 4-5 persone con 50 euro a settimana senza poter sgarrare di un euro perché ogni altro euro è già "destinato"? E non avendo tanto tempo da passare a casa per fare tutto a mano con la santa calma? Non do per scontata la risposta, però onestamente tendo a pensare di no.


Mi sa che proprio non lo sanno e sono strafelice per loro. Mangiare sempre al top della qualità salutistica costa. Anche con la buona volontà si deve scendere a compromessi se il budget è limitato. Qui ovviamente non parlo del mc. Non è obbligatorio andarci in nessun caso
Allontana da me questo calice.....

ipposam

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Monday, September 16th 2019, 10:18pm

Io lo sono in parte, e per i motivi espressi sopra. Avete mai provato a fare mangiare una famiglia di 4-5 persone con 50 euro a settimana senza poter sgarrare di un euro perché ogni altro euro è già "destinato"? E non avendo tanto tempo da passare a casa per fare tutto a mano con la santa calma? Non do per scontata la risposta, però onestamente tendo a pensare di no.


Guarda che generalmente l'autoproduzione fa risparmiare. Un esempio su tutti: con 1 euro produci un litro di yogurt, quanti yogurt compri al super con 1 euro? Un vasetto da 125 ml? Forse nemmeno. Esiste peraltro un movimento che seguo da qualche anno, si chiama "Decrescita felice", che teorizza proprio l'uscita da certe logiche dettate dalla nostra società basata sul consumo per tornare a una vita basata su valori più autentici. Credo che chiunque farebbe del bene a sé stesso avvicinandosi a questa filosofia di vita, poi ovviamente non tutti sono in grado di essere compliant a tutti i suggerimenti del movimento, ma io sono anni che ne ho abbracciati molti con una certa soddisfazione e non posso che sentirmi più consapevole delle mie scelte da quando ho conosciuto questa realtà.

fran235

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Monday, September 16th 2019, 11:37pm

Opinione personalissima....Credo che solo un benestante possa avere la scelta di decrescere felicemente. Da piccolo economista penso che la diffusione della decrescita Felice aumenterebbe ancor di più la disuguaglianza sociale.
Allontana da me questo calice.....

ipposam

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Tuesday, September 17th 2019, 12:23am

Opinione personalissima....Credo che solo un benestante possa avere la scelta di decrescere felicemente. Da piccolo economista penso che la diffusione della decrescita Felice aumenterebbe ancor di più la disuguaglianza sociale.


L'obiettivo del movimento é l'esatto contrario, ovvero rivoluzionare la nostra società per renderla più a misura d'"uomo, spostando il centro dal profitto alla persona. Sinceramente ritengo utopistico il realizzarsi di questa prospettiva, però mi piace ed é affine ai miei ideali. Ad ogni modo il mio era solo uno spunto di riflessione.

gloriasinegloria

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Tuesday, September 17th 2019, 10:06am

Mangiare sempre al top della qualità salutistica costa. Anche con la buona volontà si deve scendere a compromessi se il budget è limitato.


Credo sia vero, ma solo in parte. E che moltissimo conti la capacità di fare la spesa e quella di usare i fornelli.

Io vedo la differenza tra quando ho a tavola mio figlio e quando no.

Lui è un salutista dell'ultima generazione (per cui non ti dico le CIFRE spese in semi e bacche di ogni tipo ...e persino per i grilli liofilizzati provenienti dall'Inghilterra).
Per fortuna ha cominciato da tempo a razionalizzare (con tutti i semi che abbiamo buttato si poteva seminare qualche ettaro di tenute agricole che non possiedo :assi: )
Resta, lui, quello che preferisce il trancio di salmone fresco alla bistecca (che costa una cifra e mi chiedo sempre quanto sarà radioattivo...).
Lui è quello dello "estrattore" e io quella che lo supplica di lavare con la massima attenzione frutta e verdura...dopodichè tengo per me il concetto che mangiare la stessa frutta o verdura senza "estrattori" appaghi di più lo stomaco ed eviti mix dal sapore decisamente sgradevole.

Comunque : non mi vergogno di dire che il salutismo...quando ho a tavola mio figlio continua a costarmi cifre, mentre...quando sono da sola... onestamente : con una busta di verdure surgelate (circa due euro nella media) ci svolto tranquillamente due pasti che non ritengo immondi , cucinando la stessa base in due modi diversi, nei due giorni... E davvero basta poco!

Sto cercando di rieducare mio figlio per fatti concludenti. E dà le sue soddisfazioni! :thumbsup:

Ieri sera mi sono sentita dire "veramente buono!" : con pochissima spesa e mezz'ora ...avevo preparato un soufflè al forno di ...cipolle carote e sedano in quantità...scottati in padella con poco olio buono e poi passati in forno con un battuto di tre uova... ;)

Nathanim

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Tuesday, September 17th 2019, 10:37am

La "decrescita felice" è una rinuncia autonoma su base volontaria relativamente ai mille capricci della società contemporanea.

Se un "povero" (si fa per dire, non intendo un barbone) è tale perché ha scelto di esserlo, rinunciando consapevolmente, vive una situazione differente da chi si vede inflitta da altri una condizione di povertà.

Se non vado al ristorante per mia scelta, se prendo la bicicletta invece dell'auto, se coltivo un pezzetto di terra, e se vernicio le pareti di casa con tinta biologica e tutto il resto non lo faccio perché qualcuno mi sta costringendo, né mi sento povero.

Il povero propriamente detto è quello che si trova in tale situazione perché la società ha scelto per lui (peccato che non sia sbarcato a lampedusa :D) mentre quello che sceglie per sé stesso di non seguire le mille lucine colorate della società contemporanea non è un povero.

Forse Fran intendeva dire che esiste una decrescita felice in versione lusso, vale a dire quella di chi ha la villa in campagna con un accumulatore eolico personale e anche i pannelli solari, il riscaldamento a pavimento progettato dall'amico architetto, la bici elettrica da diecimila euro e "naturalmente" la BMW in garage perché non si sa mai ...

Non sono sicuro di poterla chiamare decrescita felice, certo è che l'eolico in miniatura dietro casa è fico. :)


Ciao ...

fran235

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Tuesday, September 17th 2019, 10:47am

Esatto Natahim...credo che difficilmente vedremo precari o cassintengrati con prole dedicarsi all decrescita felice. bellissima l'autoproduzione...peccato che richieda tempo (e anche piu' risorse di partenza di quanto si creda). é vero c'è chi decide di mangiare male per comprarsi il telefonino (che poi in reltà ormai è quasi sempre in abbonamento), ma io (da vetero sinistrorso operaista e anche per esperienza mia personale) immagino comunque le tante persone che ormai passano la giornata tra vari "lavoretti" tutti precari per sbarcare il lunario. Orari spezzati, paghe irrisorie. Francamente non ce li vedo poi a farsi il pane a casa, comprare semi e semini o andare a zappettare l'orto collettivo.
Non parliamo del fotovoltaico a casa....
Nel frattempo magari i figli crescono e non gli puoi dare solo pappa d'avena (rigorosamente Bio)
Allontana da me questo calice.....

Leyla

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Tuesday, September 17th 2019, 2:39pm

Premetto che non ho letto tutti gli interventi, quindi magari ripeterò opinioni già postate. Perdonatemi.
Scritto questo io rido. Rido fino a Pasqua del 2030. Perché io li vedo tutti i giorni quelli che entrano nei
negozi biologici della mia città (ne abbiamo 4) ed escono con i loro bei sacchetti di cartone (bio) con la
frutta (bio) e la verdura (bio). Tutti fieri dei soldi che hanno speso. Ma dove? No perché ci sono tanti
tipi di biologico, ma a me sembra che a ste persone se gli cazzano su la scritta bio e gli sparano prezzi
allucinanti considerino la merce automaticamente sana, buona e bella. E invece no. Spesso sono fregature.
Sarebbe bene, per una sana alimentazione, leggere la provenienza della merce e imparare a leggere le
etichette alimentari.
Piccolo OT: qui da me i vegeto-vegani sono sempre tutti magri, sportivi, ma mio dio non ridono mai,
sembrano sempre pronti a morderti.
“Il refuso è un contributo involontario alla pluralità delle verità e un correttivo alla monotonia dei significati.”

arianna73

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Tuesday, September 17th 2019, 6:26pm

Credo che più nell'alimentazione in sé questa seriosità venga dall'essere salutisti e "ortoessici", conosco vegani così amabilmente incasinati e fricchettoni che mi metterei a mangiare come loro solo per avere il loro buonumore :assi:

Ipposam: sì, so che fare da sé fa risparmiare ma ci vuole davvero tempo, possibilità quantomeno di organizzarselo. Non riesco a buttarla spicciandomi sull'ignoranza e la cattiva volontà se una madre di famiglia che lavora in grandi catene su turni impossibili e spesso cambiati in corsa,e deve contare gli euro per portare avanti tutto , non solo l'alimentazione, è costretta a fare scelte non sempre salutiste.
Magari se ha un'ora libera invece di farsi il pane si sta proprio a rifiatare finalmente un attimo...o preferisce fare l'amore col marito senza guardare l'orologio o giocare coi figli... non me la sento proprio di biasimare :)
Con ciò ritengo anche io interessantissimo lo spunto di riflessione, solo non così facilmente "per tutti" ecco :)

Gloria :) sicuramente da single che se la spiccia con tutto o con un figlio unico le cose sono più affrontabili, ma più cresce il numero dei commensali più aumenta l'acrobazia di bilancio :D E se non c'è manco tempo , vedi quello che scrivevo a Ipposam, aumenta anche l'inevitabilità di certi compromessi sulla qualità :hmm: (partendo sempre dal presupposto di bilancio limitato, è chiaro che se parliamo di gente che ha introiti per, diciamo, 1000 euro a testa per membro di famiglia e mangia spazzatura è veramente perché se ne vuole fregare della questione ...e vedo famiglie di professionisti che guadagnano in questi termini mangiare porcherie immonde e pure di cattivo sapore pur di spicciarsi e non cucinare, anche spendendo un sacco).

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