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littlewombat

Giovane Amico

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1

Tuesday, January 5th 2016, 1:28pm

Dopo un po' ci si abitua

E' passato un po' di tempo da quando ho cominciato a mangiare di meno.
La decisione dapprima era confusa: è partita da un senso di noia per tutto, che non mi sapevo nemmeno spiegare. Poi c'è stata una fase in cui ho cominciato a pensare con rabbia a tutte le cose che non andavano nella mia vita, e poi un po' a casaccio, un po' ossessivamente, mi sono messa in testa di dimagrire. Per tentativi ed errori, con alti e bassi, motivata da piccoli risultati, frenata un po' dai sintomi che sono venuti fuori.
Mentre passava il tempo, è stato un po' come "disintossicarsi" dall'eccesso di cibo. Ma è come essere drogati, perché il cibo dà assuefazione, e quando a un drogato tolgono la droga, per i primi giorni va fuori di testa, finchè passa il tempo, l'organismo butta fuori il veleno, e ci si abitua.
Ci si abitua a tutto: purtroppo anche alle cose brutte. Ma anche per le cose belle, c'è sempre un salto nel vuoto, una specie di "trapasso", una terra di nessuno, in cui non si sa come andrà a finire: si è presa una decisione, ma i risultati nessuno può saperli, se andremo a finire bene o male, chi lo sa?
Io penso che sia questa incertezza che in molte persone crea l'ANSIA. Il non sapere bene cosa succederà, il perdere il controllo, e la paura che le cose possano andare peggio di come già sono. Però, se non si fa mai questo salto, come si può passare sull'altra riva del burrone? Si potrebbe cadere nel vuoto, ma anche no. Se si è in una situazione infelice, se non si fa il salto, si resterà sempre nella stessa situazione. Se si fa il salto, si potrebbe stare come adesso, stare peggio, ma è l'unico modo in cui le cose potrebbero anche andare MEGLIO.
Io vedo che, a parte questi sintomi legati un po' ai problemi di salute che già avevo, al cibo non ci penso nemmeno più. Il cibo non è un MIO PROBLEMA: era un problema dei miei genitori, che avevano sofferto la fame in tempo di guerra. Che se vedono che in casa non c'è cibo, è come se non avessero la terra sotto i piedi. Ma io, della guerra, che ne so? Ora il cibo si trova facilmente dappertutto. Non è che mi ci devo abbuffare in attesa di chissà quale carestia. E questo rilanciare al legittimo proprietario la patata bollente, ossia il problema del cibo che hanno avuto da piccoli i miei genitori, mi ha permesso di assumere un senso di distacco, e chi lo sa, che col tempo anche non riesca a perdere qualche chilo.
Riguardo alla rabbia sulle cose che non vanno sul lavoro, so bene che il problema non si risolverà mangiando. Forse il problema non si potrà risolvere in quell'ambiente. Probabilmente dovrò andarmene io. E qui si ritorna al famoso salto nel vuoto, che crea sempre ANSIA. Rischierei di mangiare ancora troppo per questa ansia. E' qualcosa che sarei in grado di sopportare? Per il momento non mi so dare una risposta. Cerco di incasellare i problemi nel loro posto corretto: come i bambini a scuola che tracciano le linee per collegare gli elementi degli insiemi, la parola cibo deve stare assieme alla parola fame, non assieme alla parola rabbia. quello è un insieme diverso.
La rabbia per i comportamenti scorretti dei colleghi, dovrei risolverla in quell'ambito, non rivolgerla contro di me. E' più facile a dirsi che a farsi, come sempre.
Ora sono meno arrabbiata. Forse più depressa, perché non so come risolvere questo problema. So solo che non è un altro problema, ma la soluzione mi sfugge. Non so se col tempo la troverò :(
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Giovane Amico

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2

Tuesday, January 5th 2016, 2:02pm

Adesso che mi stavo deprimendo, ho cliccato sul forum dei depressi, ma l'ho richiuso subito. Per niente al mondo vorrei che mi tornasse la depressione. So bene come si sta. A volte istintivamente divento maniacale nel tentativo di farla andare via. Ma poi come si fa a farla andare via, se le cause che la provocano sono sempre là? Sarebbe un rigirare il coltello nella piaga. Ma anche trovare delle distrazioni, a che serve, se poi non ti diverti veramente, sapendo che il vero problema di fondo resta irrisolto? Ti pare stare recitando, però in una recita riuscita male, e ti viene solo da buttare la maschera ed andare via. A quest'età è difficile cambiare lavoro. Forse impossibile. Se fossi capace cercherei di anestetizzare lo schifo per diventare insensibile a tutto, amorfa, apatica, magari invisibile. Alla fine lo stipendio serve. Solo che non riesco a fare andare via i miei sentimenti, per non sentire più niente. Magari se fossi depressa, però, ci riuscirei.
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Giovane Amico

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3

Tuesday, January 5th 2016, 2:16pm

La depressione secondo me è quando non puoi più fare finta che sia altro. Non puoi più raccontartela.
E' quanto ti senti in trappola. Ma sai che.... non te ne puoi andare :(
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4

Tuesday, January 5th 2016, 2:48pm

Parli quasi solo ed esclusivamente di peso e cibo.
Ma dato che il rapporto (scorretto) con quest'ultimo certamente nasconde altre mancanze, ti inviterei, se ti va, di raccontare qualche altro aspetto della tua vita che, credo non per caso, non citi mai (rapporti sentimentali, amicizie, indipendenza dai genitori, etc.).
La spiegazione dei tuoi problemi la troverai partendo da li, non dalle diete.
Consultando abbastanza esperti puoi trovare conferma a qualsiasi opinione.

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Giovane Amico

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5

Tuesday, January 5th 2016, 3:58pm

Ciao Acronimo.
Da giovane avrei voluto fare qualcosa di buono. Per me era più importante delle cose che tu citi (che non mi sono mai interessate molto, se devo dire la verità, ma ognuno ha le sue preferenze). Col passare del tempo però ho visto che le uniche cose che ero riuscita a fare erano pensare alla sopravvivenza (e nemmeno bene, perché è uno stillicidio continuo), e ringraziare di questo! Non mi lamento. Anzi, sì, sono sincera. MI LAMENTO.
Però non mi do pace per l'aver rinunciato per sempre alle mie aspirazioni di un tempo. Uccidere i sogni è sempre brutto. Forse per me lo è di più. Non so decidermi se ucciderli io, o vederli morire da soli. In entrambi i casi dovrò superare un grosso lutto. Ma la depressione ce l'ho già avuta, e non la voglio più. Anzi ce l'ho ancora, anche se non lo voglio ammettere. Forse quando i sogni saranno finalmente morti, mi passerà. Spero non sia il contrario :S Sento che questa depressione è peggiore di quando se n'è andato l'ex. Ci sono stata male, sì, ma era "solo" un ex, e pure [email protected] Invece i miei sogni sono MOLTO più importanti di lui. Come si può vivere senza la SPERANZA in qualcosa? Io non lo so, ma forse non si può. A volte si idealizza qualcosa. La parola IDEALE rende appunto l'idea (sembra un gioco di parole)... per me gli ideali erano importanti un tempo. Ora non più. Vedo che per il mondo non contano niente. Mi sento scema. O è scemo il mondo, oppure lo sono io. Oppure sono due universi paralleli, dove non posso stare, perché sono destinati a non incontrarsi mai.
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Giovane Amico

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6

Tuesday, January 5th 2016, 4:23pm

anzi, Acronimo, ora che mi ci fai riflettere, forse l'ex si sarà sentito trascurato per questo, visto che era molto narciso...
Ma che ci posso fare? ... al diavolo, te lo racconto.
Allora, come ti dicevo io ho un'età. Quando ero giovane io, non era così comune che alle donne importasse di più della carriera che della famiglia, come sarebbe importato a me. Perché venivano considerata non più così "femminili". almeno a detta delle persone di mia conoscenza, che non erano benestanti, ma persone comuni, che non appena ti vedevano, ti domandavano quando ti sposavi, come se, fatto questo, fossi stata a posto. (che fossi felice o no, a chi importava? però eri a posto così)
Avrei voluto scegliere degli studi, ma i miei mi hanno pesantemente dissuasa. alla fine e togli e togli per nn dargli un dispiacere mi sono accontentata di quello che non volevo riguardo agli studi. Ma sarebbe già stato molto di più di quello che sto facendo adesso come lavoro!
Non sono mai stata felice.
Mi è toccato adattarmi ad essere quella che non sono. Di farmi una famiglia non me ne è importato comunque, anche scegliendo studi diversi (uno è quello che è, mica può cambiare... non dico che sia come essere gay, però se della famiglia non ti importa, nemmeno ti possono demonizzare)
Mi sono adattata ad un lavoro banale. anzi non mi ci sono adattata mai. e nemmeno mi sono fatta sta famiglia tanto decantata, che in ogni caso non mi interessava, perché io VOLEVO FARE ALTRO. E la sentivo solo come un obbligo, un DOVERE SOCIALE, che mi faceva venire un grandissimo nervoso.
Ora le ragazze giovani possono fare qualsiasi tipo di studi, e stare con chiunque senza sentirsi obbligate ad alcunché. Sarebbe stato quello che volevo fare io, ma non mi è stato concesso.
L'ultimo rimasuglio dei miei veri desideri era rimasto nel lavoro, che però come raccontavo altrove, non me lo sono scelto, ed è un emerito schifo (ovviamente ringrazio di averlo, bisogna pur vivere).
Ma per il resto, non ho più sogni. Vivo una vita che non è la mia. Questa non sono io. La gente vede una cicciona, chi se ne frega. Sarebbe una maschera comunque. Ormai quella che ero veramente IO, non può esistere più :(

Fino a 5 minuti fa ero triste, poi pensare a questa cosa mi sta facendo passare la depressione :)
è andato tutto in malora. Un disastro completo. Famiglia narcisista al completo, io ed entrambi i miei. Narcisista pure l'ex. Ma mi viene da ridere :D
Sento che mi sta tornando il buonumore, non so nemmeno perché.
Certo che dimagrire di molti kg, narcisisticamente sarebbe oro... e magari finire anche gli studi, fan..lo il lavoro... la ciliegina sulla torta della stima di sé.
Qualche psichiatra forse Freud ha detto che i narcisisti non guariscono mai... non pretendo di guarire, ma qualche "piccola" (hai detto niente... 8| ) soddisfazione magari, me la vorrei levare :rolleyes:
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This post has been edited 3 times, last edit by "littlewombat" (Jan 5th 2016, 5:01pm)


7

Friday, January 8th 2016, 11:20pm

Ci si abitua a tutto: purtroppo anche alle cose brutte.


Purtroppo si! Il vizio è l'abitudine che si prende più facilmente!

Per niente al mondo vorrei che mi tornasse la depressione. So bene come si sta. A volte istintivamente divento maniacale nel tentativo di farla andare via. Ma poi come si fa a farla andare via, se le cause che la provocano sono sempre là? Sarebbe un rigirare il coltello nella piaga. Ma anche trovare delle distrazioni, a che serve, se poi non ti diverti veramente, sapendo che il vero problema di fondo resta irrisolto? Ti pare stare recitando, però in una recita riuscita male, e ti viene solo da buttare la maschera ed andare via.


Mi sembra di ascoltare me stessa.... Anch'io faccio di tutto per tenere lontana la depressione e spesso il metodo che utilizzo con successo è proprio quello di agire tantissimo per smettere di pensare. Nel mio caso però questa è anche la soluzione al problema in quanto io non ho nessun vero problema. Penso che la mia depressione sia solo dovuta al mio essere fondamentalmente capricciosa e insoddisfatta, al non sapermi accontentare. Allora quando evito di fare pensieri inutili su quello che non ho, o su quello che vorrei essere, allora finalmente riesco a vivere il presente ed essere felice di quello che invece ho.
Quale pensi che sia invece il tuo problema di fondo?

Però non mi do pace per l'aver rinunciato per sempre alle mie aspirazioni di un tempo. Uccidere i sogni è sempre brutto.


Dici che sognavi di fare altri studi, di fare carriera, di fare un lavoro diverso. Capisco la tua esitazione a lasciare un lavoro certo ma che non ti piace per inseguirne uno incerto che non sai se avrai. Vorrei invitarti allora a fare dei "sogni nuovi". Ok il lavoro ti fa schifo e pure i colleghi: cerca di resistere pensandolo solo come fonte di stipendio. Ok la tua famiglia è quella che è: vai a vivere da sola e ritrova te stessa. E a quel punto inizia ad avere altri sogni, altri desideri, altre ambizioni. Vuoi dimagrire? fallo! Vuoi fare un bel viaggio da sola? Parti! Vuoi iscriverti ad un corso di ballo? Perfetto!
E se non sai cosa vuoi procedi per tentativi come sto facendo io. Piano piano riusciremo a capire cosa ci piace davvero e quali sono i nostri veri sogni!