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Alcolas

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Wednesday, May 13th 2015, 2:57pm

Odio venir chiamata con il mio nome anagrafico

Ciao a tutti.
Vi parlerò di un comportamento che molti di voi reputeranno piuttosto originale, alcuni di voi forse gli attribuiranno scarsa importanza. Ma per me in alcune occasioni è motivo di ansia e tristezza.
Odio essere chiamata con il mio nome anagrafico e sono molti anni ormai (da quando ho cambiato città) che mi presento di persona con altro nome piuttosto particolare che uso (non come nick name) da una vita su internet, ambiente in cui mi sento particolarmente libera. Premetto che trovo il mio nome anagrafico molto bello, ma sentirmi chiamare in quel modo per me è insopportabile per dei motivi che riguardano la mia visione di mondo e i rispettivi significati che ha assunto il ricevere un nome. Essere chiamata con soprannomi creati da chi li utlizza è invece qualcosa che apprezzo molto.
Ci sono alcuni contesti in cui non mi riesce presentarmi come vorrei. Si tratta dei contesti più formali (università, lavoro)per via del fatto che mi sentirei giudicata essendo oppressa dalle regole sociali che li animano,accade quindi che io finisca per evitare le amicizie che si creano in tali contesti. Le situazioni che mi creano maggiori difficoltà sono quelle in cui mi presento in un nuovo ambiente con il nome che ho scelto per me, ma la persona che mi accompagna mi chiama con il mio nome anagrafico: in tempo zero tutti la seguiranno.
La seconda situazione è molto simile, nonostante io mi sia presentata con un determinato nome la persona che legge dai miei documenti il mio nome (immaginatevi una palestra) inizia ad usare il mio nome anagrafico. E' intollerabile ancora di più che qualcuno usi il mio nome anagrafico con me di fronte alle persone che mi chiamano in un altro modo. Queste due situazioni vengono giudicate da me poco rispettose e sono fonte di rabbia passiva.
Avete dei suggerimenti pratici per riuscire a farvi fronte? Non intendo consigli su come abituarmi ad utilizzare il mio nome anagrafico ma l'esatto contrario.E' il fatto che io non riesca ad impormi ed essere vittima di sensi comuni a crearmi sofferenza.
Mi piacerebbe entrare in contatto con persone che vivono un'esperienza simile alla mia, noto che il web ne è pieno.

Ki

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Wednesday, May 13th 2015, 8:34pm

Alcolas...che nome strano/buffo o non so che altro devi avere per sentirti così?
Nei contesti più formali, tipo università, a volte è inevitabile che ti chiamino con il nome anagrafico, pensa ad esempio a quanto fanno gli esami e ti chiamano così invece che con la matricola. Purtroppo in queste situazioni non puoi fare granchè. Non vedo però problemi nel rivolgerti ai colleghi con il nome che vuoi.
C'è una mia collega che ha un nome che non le piace, (esempio) Maria Giovanna, però lei si fa chiamare semplicemente Mary.
Anche all'interno della mia famiglia c'è una persona che non sopporta il suo nome, ne ha trovato un altro (esempio) Germana- Jenny.
Se leggono dei documenti in cui c'è scritto il tuo nome anagrafico, non dovresti prendertela. Ricorda semplicemente a quella persona che preferisci essere chiamata in un altro modo. Ripetilo più volte se necessario, fin quando non gli sarà entrato in testa.

Alcolas

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Wednesday, May 13th 2015, 11:38pm

Alcolas...che nome strano/buffo o non so che altro devi avere per sentirti così?
Nei contesti più formali, tipo università, a volte è inevitabile che ti chiamino con il nome anagrafico, pensa ad esempio a quanto fanno gli esami e ti chiamano così invece che con la matricola. Purtroppo in queste situazioni non puoi fare granchè. Non vedo però problemi nel rivolgerti ai colleghi con il nome che vuoi.
C'è una mia collega che ha un nome che non le piace, (esempio) Maria Giovanna, però lei si fa chiamare semplicemente Mary.
Anche all'interno della mia famiglia c'è una persona che non sopporta il suo nome, ne ha trovato un altro (esempio) Germana- Jenny.
Se leggono dei documenti in cui c'è scritto il tuo nome anagrafico, non dovresti prendertela. Ricorda semplicemente a quella persona che preferisci essere chiamata in un altro modo. Ripetilo più volte se necessario, fin quando non gli sarà entrato in testa.

Intanto ti ringrazio per la risposta, Ki. Le tua conoscente, Germana, ha un nome piuttosto particolare, è facile per la gente giustificarla. Io ho un nome anagrafico per nulla buffo e piuttosto bello, mi piace, cado quindi in uno strano tipo di pregiudizio agli occhi delle persone. Non ho problemi con il nome in sè ma con il fatto che venga attribuito a me. E' da quando sono all'asilo che le persone e la società mi dicono come non posso essere, come devo essere e ormai associo il nome che qualcuno mi ha dato all'imposizione, a tutto un insieme di vincoli espressivi e disprezzo nei miei confronti, tale per cui quella non posso essere io. Attualmente non riesco a presentarmi come vorrei proprio nei contesti più formali, in cui non riesco ad esprimere la mia persona. E cos'altro può rappresentare il nome se non una definizione di sè?E la mia difficoltà ad utilizzarlo con i miei colleghi, in un contesto formale, ad esempio risulta in me come la continua conferma che la società cerca di impedirti di essere chi sei veramente.
Hai ragione, chi mi impedisce di presentarmi come vorrei ai colleghi?Ho proprio in mente il ricordo di un mio collega di università che viene chiamato all'appello con un altro nome rispetto a quello con cui lo conoscevamo e una mia collega che salta come una cavalletta per trovare la compagnia con cui condividere questo gossip così assurdo. Chiaro che non ha trovato il mio appoggio e sono rimasta molto infastidita da questo. E' quindi un mio limite non riuscire a reagire in queste situazioni, una mia insicurezza che vorrei superare. Se fosse possibile per me presentarmi senza problemi in ogni contesto relazionale (e se la gente finisse per chiamarmi come ho deciso di presentarmi ovviamente)non avrei più problemi di alcun genere, nemmeno se qualcuno mi chiamasse con il mio nome d'origine.
Apprezzo molto il consiglio che mi hai dato.

Creamy

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Thursday, November 10th 2016, 4:05pm

anche se è passato un po' di tempo dal post originario...comunque si anche a me capita!
A me sinceramente non piace nè il nome anagrafico ( nulla di obbrobrioso, anzi è delicato, ma boh mi dà di persona anziana, di un'altra generazione ) nè col diminuitivo che mi hanno affibbiato i miei sin da piccola, che, all'esatto opposto, è troppo da bambina secondo me xp
quando capita che qualcuno dei miei cari mi chiamino in pubblico in modo spontaneo, io mi arrabbio anche se mi dispiace perché loro non lo fanno come sfregio ma appunto perchè per loro è cosa normale e spontanea.
Tu hai avuto la possibilità di frequentare dal nulla un nuovo ambiente però lascia il tempo che trova visto che comunque ci saranno sempre i documenti e tutta la parte burocratica a ricordarcelo e a rivelarlo agli altri.

Klax

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Friday, November 18th 2016, 8:25am

E' una questione molto delicata, in effetti ad ognuno dovrebbe essere concesso il diritto di scegliersi il proprio nome. E' crudele che debbano provvedere genitori o altri adulti, nonché fuori dalle prospettive del figlio/a.
Personalmente tendo ad adottare tantissimi nickname, diciamo che sono frammentata, a seconda dell'umore o della tipologia di personaggio fittizio che voglio incarnare al momento. Pertanto è molto difficile anche per chi è al corrente di questa mia passione anagrafica "seguirmi".

Pensa che con chi conosco tendo subito ad esprimermi in questo modo: "Puoi chiamarmi R (è l'iniziale del mio nome)". Così evito a tutti il marasma di ricordare i 100 e passa nick che mi sono creata col tempo.

Forse mettere subito in chiaro come vorresti essere percepita può aiutare. In fondo il mondo dell'arte è pieno di persone che adottano nomi peculiari con cui vengono conosciuti molto meglio che col nome "reale".

Creamy

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Friday, November 18th 2016, 9:11am

I miei genitori proprio non capiscono perchè non sopporti quel nome, quello col diminuitivo con cui ormai tutto il paese mi conosce.
La cosa particolare è che sopratutto negli ultimi periodi io sto avendo il complesso di venire vista come una bambina e sono alla ricerca del mio essere donna. Quindi la questione del diminuitivo mi mette ancora più angoscia

Alcolas

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Sunday, June 14th 2020, 6:33pm

Carissim*, sono ancora io, vi racconto cosa è successo in seguito. Ho cambiato, infine, il mio nome all'anagrafe. Riscontrando in mia madre la tristezza per questa mia decisione ho deciso di lasciare il mio nome di battesimo come secondo nome, convinta che nella pratica sarebbe rimasto in un angolino.
Non vi immaginate la mia felicità a leggere la mia nuova carta d'identità, ho ripreso a frequentare palestre, a mandare cv, ecc.
Poi ho realizzato l'inaspettato: quel nome che pensavo di non dover sentire così spesso ha ripreso a prevalere sul mio nome, su quello che avevo scelto per me. Motivo? Come vi raccontavo anni fa, ho scelto un nome inusuale, se pur semplice da pronunciare. Accade pertanto che in contesti come una farmacia, o in fila per un ufficio, quando mi restituiscono la mia tessera sanitaria mi chiamino con il mio secondo italianissimo nome, ignorando totalmente il primo nome. E sopratutto, non per cognome, come in un contesto professionale converrebbe. Questo accade 9 volte su 10, e indipendentemente dall'età dell'interlocutore. In seguito a questi ripetuti eventi, la mia fobia verso il mio nome di battesimo è aumentata massicciamente, al punto da rimpiangere di non averlo levato completamente.
Associo questo risultato alla continua opposizione della società verso il diverso (consapevole del fatto che le persone cerchino di andare sul sicuro o diano per scontato che io debba preferire un nome classico ad uno che loro non avrebbero scelto) e mi sento ancora una volta sconfitta.
Chissà se mi leggerete ancora o se qualche nuovo avventore vorrà darmi un consiglio.
Come posso reagire nella pratica? So che qualcuno mi consiglierá di lasciare correre, ma l'idea mi fa stare male. Credete che ripetere il mio nome in risposta al loro tentativo di attribuirmi il secondo nome possa essere recepito come scortese, ridicolo, inappropriato?

AndreaC

In cibum est medicina

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Monday, June 15th 2020, 9:20pm

Se soffri così tanto il tuo vecchio primo nome, che ora è diventato il tuo secondo nome e che prevale comunque sul tuo primo nome attuale, a questo punto, essendo tu stata già abbastanza audace da cambiar nome all'anagrafe, potresti chiudere definitivamente questa storia levandolo proprio. Immagino che ci avrai già pensato. Non vedo alternative.
Strano però il fatto che tu riconosca che il tuo vecchio primo nome di battesimo fosse un bel nome. Quindi ti piace, pensi però che non ti si addica? Qual è il problema?

frili

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Wednesday, June 17th 2020, 9:21pm

È da quando sono all'asilo che le persone e la società mi dicono come non posso essere, come devo essere e ormai associo il nome che qualcuno mi ha dato all'imposizione, a tutto un insieme di vincoli espressivi e disprezzo nei miei confronti, tale per cui quella non posso essere io

Il vero problema è questo, il nome ne è solo un simbolo. Cambiarlo può darti l'illusione di aver superato un disagio ma dubito possa essere veramente una soluzione

Alcolas

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10

Thursday, June 18th 2020, 1:27pm


Il vero problema è questo, il nome ne è solo un simbolo. Cambiarlo può darti l'illusione di aver superato un disagio ma dubito possa essere veramente una soluzione


eppure io credo nel potere dei simboli. L'umanità ricopre la sua esistenza di simboli per dare un senso alle cose, le cerimonie di fatto hanno per lo più carattere simbolico, ad esempio, e spesso hanno una forza tale da essere utilizzate per superare qualcosa, questo è proprio di qualsiasi cultura. E inutile dire che la nostra mente vive di metafore, ed è per questo che i simboli funzionano.
Sai frili, da tempo ho rinunciato all'idea che sia possibile essere se stessi o essere capiti, ma una cosa, almeno una, di me volevo restasse e si imponesse: il nome. Sarebbe stata prova che in qualche modo si può uscire fuori dagli schemi imposti.
Il problema si risolve? No, credo fermamente che in una società gli schemi siamo molto rigidi, il disagio per chi non vi rientra è sempre presente, allora si può scegliere di adattarsi allo schema (ad esempio, accettare un nome) oppure ritagliarsi un piccolo spazio (pur nell'incomprensione altrui).

Qual è il problema?


Andrea, più o meno questo "È da quando sono all'asilo che le persone e la società mi dicono come non posso essere, come devo essere e ormai associo il nome che qualcuno mi ha dato all'imposizione, a tutto un insieme di vincoli espressivi e disprezzo nei miei confronti, tale per cui quella non posso essere io "
E non ti nascondo che vi siano delle questioni riguardanti l'identità sessuale in questo, la tua foto profilo mi fa simpatia.
Quanto a ricambiare il nome, ecco, non è così semplice nella pratica, rischio di andare incontro a inconvienti non di poco conto.

This post by "locked" (Tuesday, July 7th 2020, 11:11pm) has been deleted by user "Elettra" (Wednesday, July 8th 2020, 5:59am) with the following reason: multinick

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