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wavesequence

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Wednesday, March 11th 2020, 10:46am

Mai stato in linea

Come altri miei thread - non voglio farmene un vanto, tutt'altro - anche questo dovrebbe essere presente in più sezioni del forum, proprio perché prende in considerazione più aspetti della condizione psicologica del (mio)individuo.

Il "nocciolo" di tutto il discorso è, per semplificare. non ho mai avuto, dico mai, un peso forma ottimale. Oggi ho 54 anni, diabetico di tipo 2 da una decina d'anni, sono 94 kg per 1.72, pari ad un BMI di 31.77 corrispondente quindi ad un'obesità lieve. Come sappiamo il BMI è un'indicazione di massima, perché abbastanza grossolana e non tiene conto della massa grassa e della massa muscolare, insomma della costituzione. Ovviamente, non c'è molto da girarci attorno... devo dimagrire. Avere come obiettivo di perdere almeno 15/20kg mi sembra sia di dover scalare l'Everest senza ossigeno.

Fatta questa doverosa premessa, bisogna tenere conto che la mia storia è sempre stata costellata da piccole vittorie e grandissimi insuccessi, nel senso che è una vita che sono a dieta ma non riesco a conseguire risultati e poi a mantenerli. Per fare un paragone, è un po' come il mito di Sisifo https://it.wikipedia.org/wiki/Il_mito_di_Sisifo. In altre parole, dentro di me c'è una volontà di distruggere quello che faticosamente ho costruito.
I miei ricordi di tristezza per essere emarginato come il bambino grasso, al liceo mi chiamavano "ciccio" ecc. ecc. hanno segnato delle cicatrici che difficilmente riuscirò a dimenticare, anche se oggi, tutto sommato, ho imparato a conviverci.
E, giocoforza, più venivo deriso e più compensavo la mia frustrazione mangiando. A questo, poi, nel corso del tempo, si sono aggiunti i genitori incapaci di comprendere e che pensavano si trattasse solo di semplice voracità. Durante gli studi universitari, ricordo ancora come se fosse ieri, le abbuffate di paste alla ricotta e dolci al cioccolato, fino alla nausea. Oppure i panini e le birre del pub, dopo aver finito di studiare e disegnare, da mezzanotte in poi...

Immagino che tutto questo mi abbia portato, poco a poco, ad una condizione di salute precaria. Ho scoperto di essere diabetico di tipo 2 una decina d'anni fa, anche se il sospetto di una mia insulinoresistenza c'era da prima, ma pur facendo esami su esami, i risultati davano sempre falsi negativi. Oggi che è conclamata, assumo le mie brave medicine e festa finita.

Insomma, mi chiedo come poter uscire da questa situazione. Più che altro, per il diabete l'importante è limitare i danni e controllarsi regolarmente. Quello che mi preoccupa è il mio livello di resistenza ad una vita che mi pone eccessive limitazioni, obbligandomi ad una vita semi claustrale. Temo, come già successo più e più volte, dopo periodi di dieta ferrea, sport fino a sfinirsi ed un conseguimento di risultati accettabili, di mollare tutto e ritornare daccapo.

Sto pensando anche ad un supporto psicologico, però temo di entrare in un tunnel senza uscita (oltre ad avere grosse difficoltà di pagamento).
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repcar

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Wednesday, March 11th 2020, 6:46pm

Il peso
Quello che mi preoccupa è il mio livello di resistenza ad una vita che mi pone eccessive limitazioni, obbligandomi ad una vita semi claustrale. Temo, come già successo più e più volte, dopo periodi di dieta ferrea, sport fino a sfinirsi ed un conseguimento di risultati accettabili, di mollare tutto e ritornare daccapo

Posso capirti benissimo perchè anche io mi sono trovato nella tua situazione. La gestione del peso non è affatto facile, perchè entrano in gioco molteplici fattori, sia fisici che psichici. I primi si possono aggiustare da soli (certamente con un dietologo ed una adeguata dieta) mentre quelli psicologici hanno bisogno di un supporto e da quello che hai postato certamente ne hai bisogno.
Dico mi sono trovato perchè queste che tu chiami "limitazioni" me li sono imposte ed anche se qualche volta "sgarro" (come tutti gli altri) rientro subito nell'ambito della dieta, che per me riguarda, come penso anche per te, non è altro che una riduzione dei prodotti farinacei e gli zuccheri (riduzione non eliminazione). Infatti dieta ferrea fino allo sfinimento non credo di averne mai fatta, certamente qualche sacrificio va fatto ma per il nostro bene, ed attualmente ho stabilizzato il peso con il range rientrato nella norma, ma so perfettamente che questo mio piccolo sacrificio dovrà durare per tutta la vita.
In bocca al lupo e vedrai che riuscirai a gestire la situazione.......... :thumbup:

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Wednesday, March 11th 2020, 7:22pm

repcar, ti ringrazio della solidarietà.

Di tanto in tanto, per consolarmi, vedo "Vite al limite" su RealTime canale 31 del DT... :P

A parte gli scherzi, dopo una certa ricerca, ho identificato lo specialista a cui mi affiderò. Come dicevo, non è tanto lo stare a dieta in sé, quanto la sensazione di "fine pena mai" che mi pesa maggiormente, il fatto di non poter mangiare in modo libero e spensierato, senza timore di ripercussioni.
Ecco, mi auguro che il supporto psicologico possa darmi un aiuto per svincolare questo mio attaccamento eccessivo al cibo. Vero è, tra le altre cose, che i carboidrati semplici danno forte dipendenza. Per fare un esempio, stravedo letteralmente per i taralli pugliesi al sesamo e/o piccanti. Hanno il grande difetto che uno tira l'altro e quando inizi un sacchetto da 200g... si fa presto a mangiarne metà senza accorgersene... e sono 480 calorie :S
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Leyla

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Thursday, March 12th 2020, 5:40pm

Ciao. Anche io sono stata una bambina grassottella, una ragazza obesa, poi magra, poi obesa, poi magra...Fino a che, a 35 anni ho
raggiunto il peso di 115 Kg. per 167 cm. Penso tu possa immaginare. Sul perché percome e percosa io sia ingrassata non mi sto a
dilungare, l'ho scritto tante di quelle volte su questo forum che ho perso il conto. Mi sono semplicemente svegliata una mattina a
40 anni e qualche mese e ho detto basta. Mi sono messa sulla cyclette e ho iniziato un lungo percorso, da sola, perché non riuscivo
ad uscire per via di una forte forma di agorafobia: in quattro anni sono arrivata a pesare 80 kg. peso che ho più o meno mantenuto
fino a questa estate, quando, complice il caldo e il lavoro pesante, ho perso altri 6 kg. Ora viaggio sui 73 Kg, ma sto lottando per
mantenerli. Non posso fare esercizio fisico perché ho un ginocchio a pezzi e aspetto di essere operata. Mangio poco, mangio sano.
Sono stata derisa da piccolina fino ai 20 anni per il mio aspetto, poi dimagrendo mi sono rivalsa (si dice così?), ma non ero felice.
Non sono mai stata fiera o a posto con me stessa fino a quei benedetti 80 kg. Da allora, forse anche complice la maturità, mi piaccio,
mi accetto con i miei rotoli, le mie tantissime imperfezioni e mi vedo, anche questo l'ho già scritto, una piacente signora di
mezza età.
Il mio consiglio finale è di non fare diete estreme, togli solo lo stretto indispensabile, fai attività fisica che fa bene alla salute e alla
mente e una volta alla settimana mangia "normale". E resisti perché sei ancora giovane e hai tanta vita davanti.
In bocca al lupo.
Scusa la confusione, ma ho scritto di getto.
Il ricordo è un compromesso: gli uomini si difendono con quello.
(Tommaso Landolfi)

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Tuesday, March 17th 2020, 5:12pm

Leyla, ti ringrazio della testimonianza.

Certe volte penso che il destino giochi a mio sfavore. Posto che una parte di responsabilità è anche mia, nel senso che con un maggior raziocinio non mi sarei abbuffato in modo così esagerato (tuttavia certi meccanismi di compensazione delle ansie attraverso il cibo non si gesticono facilmente solo con la volontà), proprio quando avevo deciso di impegnarmi per risalire la china è arrivato il covid-19 che ha messo a soqquadro tutto quanto.
Le palestre sono chiuse da un paio di settimane, il governatore del Veneto ha dichiarato guerra contro chi fa attività sportiva all'aperto... tanto che quando esco per fare una passeggiata o una corsa, mi porto appresso l'autocertificazione dove dichiaro che per motivi di salute non posso sottrarmi all'attività fisica. Mi è già capitato di essere fermato da una pattuglia delle forze dell'ordine e, dopo aver esibito l'autocertificazione, ho chiesto loro se avrebbero preferito fare cambio con il mio diabete... Mi hanno lasciato andare.

Riguardo alla dieta, sto facendo il possibile per contenermi, visto che l'indole della buona forchetta è innata, un po' perché mi piace mangiare ed un po' perché le solite problematiche non sono risolte del tutto, quindi tenderei a mangiare di più di quanto il mio fisico necessiterebbe. Fondamentalmente c'è alla base un problema di autostima, di non accettazione della propria figura, di insoddisfazione per una professione che non mi piace, di frustrazione per non aver avuto il coraggio di reagire a delle imposizioni da parte della mia famiglia che mi hanno condizionato il futuro. Insomma, la situazione è parecchio complessa ed intricata. Trovare il bandolo della matassa non è cosa facile.

Sperando che questo periodo di forzati arresti domiciliari si concluda quanto prima, ho in programma di chiedere un aiuto ad un dietista, principalmente per il fatto che non ho la certezza che quanto assumo a livello calorico, per quanto possa sembrarmi poco, sia esattamente quanto di cui necessito. Potrebbe essere che con una dieta bilanciata, possa mangiare di più e meglio.
Resta in ogni caso "scoperta" la parte psicologica di rapporto con il cibo che devo, prima o poi, risolvere. E questa credo sia importante quanto una buona dieta.
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6

Tuesday, March 17th 2020, 5:37pm

il rapporto con il cibo è un argomento molto delicato e complesso. mille fattori incidono sul perché allunghiamo la mano per mangiare qualcosa.
sicuramente tu sai perché in determinati momenti mangi anche senza fame. risvegliare e tenere presente questa consapevolezza secondo me è importante.
altrettanto certamente saprai come dovresti alimentarti, cosa ti fa bene e cosa non ti fa bene. avere consapevolezza anche sotto questo profilo è importante.
sto mangiando una schifezza perché mi annoio. dirselo apertamente, in piena sincerità e fermarsi un momento, potrebbe aiutarti a mettere in atto comportamenti diversi. spesso, soprattutto all'inizio delle diete viene consigliato di tenere un diario in cui annotare tutto ciò che si è mangiato. per avere consapevolezza e risvegliare l'attenzione. oltre alla consapevolezza ci vuole un atteggiamento autocritico e lo stimolo per cambiare. devi trovare un motivo per cambiare, deve essere importante per te, sennò ritornerai sempre al tuo solito schema mentale.

con lo sport o l'attività fisica in generale la vedo più difficile. semplicemente perché lo sport è uno stile di vita non indispensabile (a differenza del cibo). per cui trovare uno stimolo, una motivazione è più dura. generalmente ogni scusa è buona per non fare sport, c'è brutto tempo. c'è troppo sole, c'è affollamento, ho male al ginocchio, sono solo, mi annoia etc. etc. etc. l'antidoto a tutto ciò, secondo me, è trovare il modo di divertirti facendo sport, provare piacere nell'attività fisica. viceversa diventa una tortura che fai controvoglia e appena puoi, smetti.

infine...devi iniziare a criticarti, a vedere i tuoi limiti e le tue debolezze, insomma a volerti anche un po' male, per il tuo bene. non accettare passivamente i tuoi schemi ma imparare ad aggirarli con scaltrezza, laddove sia impossibile cambiare.
namasté

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7

Wednesday, March 18th 2020, 12:43pm

infine...devi iniziare a criticarti, a vedere i tuoi limiti e le tue debolezze, insomma a volerti anche un po' male, per il tuo bene. non accettare passivamente i tuoi schemi ma imparare ad aggirarli con scaltrezza, laddove sia impossibile cambiare.

in realtà è una vita che mi voglio male... quindi sarebbe proprio il caso che imparassi a fare proprio il contrario.
Il fatto è che quando sussistono comorbidità, pur essendo razionalmente consapevole di come porre rimedio - almeno a livello di gestione del cibo - subentrano molti altri fattori che rendono difficoltoso il raggiungimento dell'obiettivo.
C'è anche da tenere in considerazione che lo stato di (non) salute in cui mi trovo è stato costruito in parecchi anni di "mala gestio" e ipotizzare una risoluzione a breve termine è quantomeno fantasioso. In altre parole, ricordando il mito di Sisifo, è proprio sapere di avere un obiettivo da raggiungere in molto tempo a fiaccare la mia volontà. Ed un po', ironicamente, il sapere di dover fare una vita da malato per morire sano che mi destabilizza.
Facendo i conti della serva, se tutto va bene, ho davanti a me non più di 25 anni di vita autosufficiente, al massimo 30. Se, per assurdo, escludendo malattie più gravi ed irreversibili, mangiassi senza farmi tanti problemi, potrei "accorciare" la mia vita di 4/5 anni, perché facilmente subentrerebbero patologie invalidanti. Cinicamente, allora, mi chiedo se valga veramente la pena fare una vita di sacrifici per morire, comunque, affamato, pochi anni dopo.
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8

Wednesday, March 18th 2020, 1:04pm

e già hai trovato un motivo per non cambiare.
lo so che è difficile ma oggi è questo il motivo, ieri era un altro.

per questo ritengo importante trovare la fonte del piacere in ciò che vuoi fare. solo di obbligo la vedo dura.
namasté

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9

Wednesday, March 25th 2020, 1:09pm

e già hai trovato un motivo per non cambiare.
lo so che è difficile ma oggi è questo il motivo, ieri era un altro.

per questo ritengo importante trovare la fonte del piacere in ciò che vuoi fare. solo di obbligo la vedo dura.

Intanto vediamo il 13 maggio che ho fissata la visita con il reparto di diabetologia dell'ospedale... sperando che non venga posticipata a causa del covid-19.

L'obbligo poi di rimanere a casa, senza poter fare attività fisica all'aperto (è ridicolo dover stare entro un raggio di 200 m dall'abitazione) mi pesa molto. Ho poco spazio in casa, riesco a fare poco movimento ed il nervosismo ormai si taglia con il coltello.
Speriamo passi presto questo periodo.
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Friday, March 27th 2020, 10:20am

Ciao. Anche io sono stata una bambina grassottella, una ragazza obesa, poi magra, poi obesa, poi magra...Fino a che, a 35 anni ho
raggiunto il peso di 115 Kg. per 167 cm. Penso tu possa immaginare. Sul perché percome e percosa io sia ingrassata non mi sto a
dilungare, l'ho scritto tante di quelle volte su questo forum che ho perso il conto. Mi sono semplicemente svegliata una mattina a
40 anni e qualche mese e ho detto basta. Mi sono messa sulla cyclette e ho iniziato un lungo percorso, da sola, perché non riuscivo
ad uscire per via di una forte forma di agorafobia: in quattro anni sono arrivata a pesare 80 kg. peso che ho più o meno mantenuto
fino a questa estate, quando, complice il caldo e il lavoro pesante, ho perso altri 6 kg. Ora viaggio sui 73 Kg, ma sto lottando per
mantenerli. Non posso fare esercizio fisico perché ho un ginocchio a pezzi e aspetto di essere operata. Mangio poco, mangio sano.
Sono stata derisa da piccolina fino ai 20 anni per il mio aspetto, poi dimagrendo mi sono rivalsa (si dice così?), ma non ero felice.
Non sono mai stata fiera o a posto con me stessa fino a quei benedetti 80 kg. Da allora, forse anche complice la maturità, mi piaccio,
mi accetto con i miei rotoli, le mie tantissime imperfezioni e mi vedo, anche questo l'ho già scritto, una piacente signora di
mezza età.
Il mio consiglio finale è di non fare diete estreme, togli solo lo stretto indispensabile, fai attività fisica che fa bene alla salute e alla
mente e una volta alla settimana mangia "normale". E resisti perché sei ancora giovane e hai tanta vita davanti.
In bocca al lupo.
Scusa la confusione, ma ho scritto di getto.


Ti ringrazio anch'io, era un po' che volevo chiederti qualcosa in più sulla tua esperienza. Come in molte altre testimonianze di persone che sono riuscite a dimagrire parecchio, noto che deve scattare una specie di molla, che fa sì che quello diventi un obiettivo prioritario. Purtroppo non succede a tutti, o meglio tante volte succede ma è solo passeggera e cede allle prime difficoltà. Quindi innanzitutto complimenti! :)
E poi, se hai anche qualche spunto in più da darci, magari anche solo raccontandoci meglio qual' era lo stato d'animo della spinta duratura, io lo leggerei molto volentieri e credo anche Wavesequence. Poi so che tutti i trucchi per resistere sono personali e non è detto che funzionino anche su altri, ma non si sa mai... ;)


e già hai trovato un motivo per non cambiare.
lo so che è difficile ma oggi è questo il motivo, ieri era un altro.
per questo ritengo importante trovare la fonte del piacere in ciò che vuoi fare. solo di obbligo la vedo dura.


Infatti, il vero problema è quello, riuscire a vedere dieta e attività fisica non solo come obbligo, ma trovarci almeno un po' di piacere. Io non ci sono ancora riuscita, purtroppo, quindi non ho consigli da dare. Mi sono chiesta un sacco di volte se ci fosse qualche attività fisica che potrebbe piacermi, e la mia reazione è curiosa: in teoria quasi tutte, ma poi in pratica, fra pigrizia, paura e oggettivi limiti fisici, ora peggiorati dagli acciacchi, non ne ho ancora trovata una.
Ho una grandissima ammirazione e invidia per le persone sportive, che mi sembrano dei semidei dotati di superpoteri, considerando che per me è proibitivo anche il ping-pong ;( . Questo è anche uno dei motivi di base del mio senso di fallimento e inferiorità verso gli altri, in sostanza uno dei cardini della mia depressione da sempre. Negli ultimi anni di è aggiunta la delusione d'amore di cui ho già parlato, a dare la mazzata finale, ma il senso d'inferiorità per il mio corpo e tutti i problemi legati ad alimentazione e attività fisica li avevo già da molti anni e credo che siano il substrato profondo e ineliminabile del mio disagio.

A Wavesequence: massima solidarietà e comprensione, per tutto.
Poi adesso il periodo è pessimo: fino a una decina di giorni fa riuscivo a fare passeggiate che probabilmente non servivano a un cavolo, in termini di calorie bruciate, ma tacitavano un po' i rimorsi di coscienza e conseguente depressione. Ora pare di ammazzare qualcuno se ti azzardi, e così pure il senso civico diventa un buon pretesto :rolleyes: .
E non so tu, ma io ho la casa piena di cibi ipercalorici, quelli che gli altri chiamano schifezze e io mai mi permetterei, sono troppo buoni :D Almeno prima in ufficio era più facile contenermi durante il giorno, adesso è una lotta continua... :S
Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo.
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Friday, March 27th 2020, 1:35pm

@ Desperate e Wavesequence : la molla non so spiegare. Come ho già scritto mi sono guardata allo specchio e ho detto basta. Quello che so con certezza è che non ho mai voluto dimagrire troppo in troppo poco tempo. Conoscendo la mia scarsa forza di volontà mi sono detta "Meno è meglio", quindi il mio obiettivo era circa un Kg al mese. Ho iniziato attività fisica: ricordo lo scoramento del primo giorno che salii sulla cyclette, riuscii a fare solo due minuti, poi mi sentii svenire. Dopo circa 45 giorni facevo 50 minuti tutte le mattine dal lunedì al venerdì, poi seguivo uno di quei programmi di ginnastica per anziani (non ridete per favore) che si trovano su YouTube (Jill Cooper). Tutte le mattine, quindi, facevo due ore circa di allenamento. Ma come mangiare non mi sono mai privata di nulla, ho ridotto le porzioni in modo lento e progressivo. E una volta in settimana (il giovedì, ricordo) mangiavo pizza, patatine e bevevo una birra scura grande. Poi, altra cosa, io sono dimagrita tanto pur mangiando di più, e anche carboidrati, la sera. Di giorno lavoravo e avevo ritmi talmente serrati che a malapena mandavo giù uno yogurt. Mai fatto colazione, solo caffè nero. I primi tre mesi non ho perso un etto. L'ho preso come un lavoro, per me stessa e basta. E non per motivi estetici. Cosa mi abbia fatto andare avanti non lo so e nemmeno chi. Nessuno mi incoraggiava o mi scoraggiava. Però quando ho iniziato a "sgonfiarmi" sono stata contenta e penso sia stato quello che mi abbia fatto perseverare.
Questa è tutta la mia esperienza. Ma se volete una mano per iniziare o per un incoraggiamento nei tempi di crisi io ci sono.
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12

Friday, March 27th 2020, 10:44pm

La settimana che sta terminando l'ho praticamente trascorsa in casa, a parte qualche sporadica uscita per acquistare i giornali ed un po' di verdura. DI fatto nessuna attività fisica sostanziosa... In compenso belle dormite, che non guasta.
Ieri sera il ministro (?) a Chi l'ha visto ha specificato che per motivi di salute si può fare attività fisica... Quindi da lunedì, armato di autocertificazione e fotocopia del libretto sanitario dove c'è scritto a chiare lettere il mio stato di malato cronico, riprenderò a fare passeggiate e corse. Se dovessero fermarmi per un controllo, esibirò la documentazione comprovante.
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13

Friday, March 27th 2020, 11:21pm

M
@ Desperate e Wavesequence : la molla non so spiegare. Come ho già scritto mi sono guardata allo specchio e ho detto basta. Quello che so con certezza è che non ho mai voluto dimagrire troppo in troppo poco tempo. Conoscendo la mia scarsa forza di volontà mi sono detta "Meno è meglio", quindi il mio obiettivo era circa un Kg al mese. Ho iniziato attività fisica: ricordo lo scoramento del primo giorno che salii sulla cyclette, riuscii a fare solo due minuti, poi mi sentii svenire. Dopo circa 45 giorni facevo 50 minuti tutte le mattine dal lunedì al venerdì, poi seguivo uno di quei programmi di ginnastica per anziani (non ridete per favore) che si trovano su YouTube (Jill Cooper). Tutte le mattine, quindi, facevo due ore circa di allenamento. Ma come mangiare non mi sono mai privata di nulla, ho ridotto le porzioni in modo lento e progressivo. E una volta in settimana (il giovedì, ricordo) mangiavo pizza, patatine e bevevo una birra scura grande. Poi, altra cosa, io sono dimagrita tanto pur mangiando di più, e anche carboidrati, la sera. Di giorno lavoravo e avevo ritmi talmente serrati che a malapena mandavo giù uno yogurt. Mai fatto colazione, solo caffè nero. I primi tre mesi non ho perso un etto. L'ho preso come un lavoro, per me stessa e basta. E non per motivi estetici. Cosa mi abbia fatto andare avanti non lo so e nemmeno chi. Nessuno mi incoraggiava o mi scoraggiava. Però quando ho iniziato a "sgonfiarmi" sono stata contenta e penso sia stato quello che mi abbia fatto perseverare.
Questa è tutta la mia esperienza. Ma se volete una mano per iniziare o per un incoraggiamento nei tempi di crisi io ci sono.


Ma che ridere, anzi tanto di cappello :hail: . A parte il mistero della molla, che in effetti dev'essere troppo personale da spiegare, direi che la chiave per te è stata moderazione + implacabile costanza. E credo che sia il mix con maggiori probabilità di successo, altrimenti si rischia di esaurire la forza di volontà in un sacrificio enorme che però quasi nessuno riesce a sostenere nel tempo. Io mi ero infatuata della dieta Dukan, e l'avrò iniziata una decina di volte, ma non sono mai riuscita ad andare oltre i 5 giorni. E già dalla terza o quarta volta mi rendevo conto che per me era una specie di rituale punitivo, lo scopo era più espiare i peccati di gola che dimagrire davvero.
E un'altra cosa che io apprezzo molto è il fatto che ci sei riuscita da sola. Non perchè consideri "meno bravo" chi si rivolge a un dietologo, per carità no, ognuno fa come gli sembra meglio, ma perchè adesso su come dimagrire ci sono mille teorie in guerra fra loro, che a me sembrano in buona parte stronzate per vendere libri e programmi dietetici, e tu hai fatto come ti veniva meglio anche dal punto di vista organizzativo, dimostrando che non è vero che saltare la colazione è un errore, o che mangiando carboidrati a cena non dimagrirai mai. Ovvio, se ti abbuffi a ogni pasto non cali, ma se le calorie sono al di sotto del tuo fabbisogno, poco importa a che ora le assumi. Forse sono finezze per chi deve mantenere anche una certa performance atletica o chi vuole scendere a percentuali di adipe decisamente sotto la media, ma non per la persona comune.
Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo.
J.W.Goethe

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14

Friday, March 27th 2020, 11:26pm

La settimana che sta terminando l'ho praticamente trascorsa in casa, a parte qualche sporadica uscita per acquistare i giornali ed un po' di verdura. DI fatto nessuna attività fisica sostanziosa... In compenso belle dormite, che non guasta.
Ieri sera il ministro (?) a Chi l'ha visto ha specificato che per motivi di salute si può fare attività fisica... Quindi da lunedì, armato di autocertificazione e fotocopia del libretto sanitario dove c'è scritto a chiare lettere il mio stato di malato cronico, riprenderò a fare passeggiate e corse. Se dovessero fermarmi per un controllo, esibirò la documentazione comprovante.


In effetti, a questo punto tanto vale approfittarne. A me le passeggiate di buon passo le aveva prescritte il cardiologo, ma ormai vent'anni fa. Quasi quasi ci torno per farmene certificare l'obbligo... :D ;)
Tutto quello che so, chiunque lo può sapere. Ma il mio cuore appartiene a me solo.
J.W.Goethe

15

Wednesday, April 1st 2020, 4:52pm

trovare lo stimolo o la molla credo sia la cosa in assoluto più difficile e non so nemmeno aiutarvi, purtroppo anche se vorrei. io ho scoperto che mi piace la fatica, sembra stupido però mi piace sentire il corpo che fatica, il cuore che aumenta i battiti, il polmone e i muscoli che lavorano. non amo sentire il sudore però quando cammino in salita, quando in montagna vedo la vetta che si avvicina mi sale l'adrenalina ed aumento il passo, sorrido da sola quando metto le mani sulle cosce e le sento tese :blush: giuro che non sono una matta ma provo vero e proprio piacere. me lo si legge in faccia. quando mi godo il panorama dall'alto con il mio panino in mano non riesco a desiderare più nulla.

per questo dico sempre di ricercare il piacere, è una molla fantastica

altra cosa che secondo me è importante e lo è soprattutto per noi donne, è la ricerca di un rapporto privilegiato con il nostro corpo. questo dialogo così profondo: ascoltarlo, sentirlo, assecondarlo o spingerlo. quindi non percepirlo come una macchina che deve funzionare e basta ma trattarlo con profondo rispetto e grande interesse e curiosità. anche questo mi ha aiutato a tenermi attiva, questa curiosità alimentata nelle attività fisiche. non solo con la fatica ma anche e soprattutto attraverso attività più lente come lo yoga o la meditazione. osservare l'equilibrio quando si sta sulla testa, sentire l'effetto del respiro, sono cose interessantissime ed insegnano molto.

non so, forse queste riflessioni possono esservi utili per concepire lo sport non come obbligo ma come piacere e occasione di conoscenza personale.
namasté

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