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Caos

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Friday, September 21st 2018, 6:32am

Il significato della vita

Una citazione tratta da"Il senso della vita" di Irvin D. Yalom, Serena Prina:


"«Siamo creature in ricerca perenne di significati» ho scritto, «che devono venire a patti con il fatto di essere scagliate in un universo che, intrinsecamente, è privo di significato». E poi, per evitare il nichilismo, spiegavo che dovevamo farci carico di un compito duplice. In primo luogo inventarci un progetto che dia significato alla vita per sostenere la vita stessa. In seguito fare in modo di dimenticare quest’atto di invenzione e convincerci che non abbiamo inventato, bensì scoperto il progetto che dà significato alla vita, ovvero che esso ha un’esistenza indipendente “là fuori”. Sebbene io finga di accettare senza esprimere un giudizio la soluzione a cui giunge ciascuno di noi, segretamente le classifico per categoria in oro, argento e bronzo. Alcune persone sono stimolate per tutta la loro vita dalla visione di un trionfo vendicativo; altre, avviluppate nella disperazione, sognano solo la pace, il distacco e la libertà dal dolore; altre ancora dedicano la loro vita al successo, alla ricchezza, al potere, alla verità, oppure perseguono l’autotrascendenza e si immergono in una causa o in un altro essere, che si tratti di una persona amata o di un’essenza divina; infine alcuni trovano il loro significato in una vita di servizio, nell’autorealizzazione o nell’espressione creativa. Abbiamo bisogno dell’arte, diceva Nietzsche, per non perire a causa della verità."

Da qualche anno mi sono ormai accorto che non ho più uno scopo nella vita, in fondo sono arrivato alle stesse conclusioni dell'autore, ossia che dovremmo trovare uno scopo e dimenticarci che quello scopo è stato dato da noi ma attribuirlo a un disegno esterno.
Sono sostanzialmente apatico, non è depressione, è più consapevolezza della nostra natura assolutamente insignificante.

Vorrei ritrovare la gioia di vivere che avevo quando ero più giovane.

Condividete il pensiero dell'autore?

Come vi rapportate con il vostro scopo?

VittorioT

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Friday, September 21st 2018, 7:09am

A me non interessa avere un ruolo nella società (soprattutto in questa) in quanto individuo facente parte di un gruppo globale di persone.
Vivo – anche se non per scelta – per provare piacere, appagamento e, anche se più difficile da trovare, felicità.
Pur tenendo conto delle conseguenze, cerco di seguire il più possibile il mio umore, ma non sempre mi è permesso.
Vivo anche in attesa della liberazione finale da questo fardello.

fran235

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Friday, September 21st 2018, 8:16am

Non è che lo cerchiamo troppo sto senso della vita, e ci scordiamo di vivere?
Allontana da me questo calice.....

Nathanim

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Friday, September 21st 2018, 2:35pm

Non è che lo cerchiamo troppo sto senso della vita, e ci scordiamo di vivere?



Ecco perché nel forum servono i vecchietti, sennò verità come questa quando verrebbero scritte??! :D

A parte l'ironia, Fran dice una cosa molto giusta e vera, cerchiamo di vivere tenendo anche a freno la mente che va lontano, e vedendo cosa c'è attorno a noi, senza cercare troppi significati.

Anche perché un significato, qualunque esso sia, pretenderebbe poi di essere tenuto in considerazione, cioé ci influenzerebbe, quindi è bene saperlo e vivere di certo con coscienza e prudenza, ma anche con un minimo di serenità.

Spesso il significato è qualcosa che noi abbiamo costruito sopra l'oggetto, dunque un nostro contributo, mentre l'oggetto medesimo ne sarebbe privo, o ne ha un altro per una un'altra persona.

:)

silverwing

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Friday, September 21st 2018, 2:49pm

A volte mi viene da pensare che il senso della vita sia la ricerca del senso della vita stesso.

Del resto da qualche migliaio di anni l'uomo continua ad interrogarcisi e una risposta univoca non c'è e forse mai ci sarà.
ciao

silverwing

Laying with lions to hide my grief
From the beast that never sleeps
Our tired hearts tear us apart
Searching for the key
Reap what we sow

(Converge)

Caos

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Friday, September 21st 2018, 3:14pm

Quoted

A me non interessa avere un ruolo nella società (soprattutto in questa) in quanto individuo facente parte di un gruppo globale di persone.


Ma il non avere uno scopo provoca inevitabilmente un apatia verso la vita stessa in fatti poco dopo ti rispondi da solo, dici senza mezzi termini, che attendi la fine della tua esistenza senza chiedere nulla.

Quoted

Vivo – anche se non per scelta – per provare piacere, appagamento e, anche se più difficile da trovare, felicità.


La felicità è un concetto alquanto astratto e personale, non è nemmeno ascrivibile come scopo è un sentimento, possiamo dire che l'uomo aspiri alla felicita ma la consegua come estensione di uno scopo.


Non è che lo cerchiamo troppo sto senso della vita, e ci scordiamo di vivere?


il mio topico non intende trovare un senso alla vita, l'autore stesso del testo dice che ci inganniamo a trovarlo, ci convinciamo che esista.

Ma è anche vero che vivere come lo intendi tu è qualcosa che ha a che fare con il momento, uno scopo è un progetto a lungo termine.

Anche perché un significato, qualunque esso sia, pretenderebbe poi di essere tenuto in considerazione, cioé ci influenzerebbe, quindi è bene saperlo e vivere di certo con coscienza e prudenza, ma anche con un minimo di serenità.


Beh credo che se un giorno mi dovessi svegliare e decidere di diventare dottore per salvare vite di bambini malati, questo scopo inevitabilmente dovrei prenderlo in considerazione e influenzerebbe molte scelte della mia vita.

Ogni progetto porta con se delle sliding doors.


A volte mi viene da pensare che il senso della vita sia la ricerca del senso della vita stesso.

Del resto da qualche migliaio di anni l'uomo continua ad interrogarcisi e una risposta univoca non c'è e forse mai ci sarà.


Io penso che il senso della vita dipenda molto anche dal nostro vissuto anche se difficilmente riusciamo a distaccarci da credenze che tirano in ballo configurazioni cosmiche,
difficilmente crediamo alle coincidenze, ad esempio, spesso gli attribuiamo un disegno divino questo a prescindere dal nostro tipo di credenza religiosa.

fran235

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Friday, September 21st 2018, 3:28pm

ma, per come la vedo io un progetto a lungo termine può esistere ma non lo sovrappongo al significato generale dell'esistenza umana quanto strumentale alla realizzazione di determinati obiettivi. Si possono avere chiarissimi progetti a lungo termine e non percepire o non interessarsi affatto al significato della vita.
Allontana da me questo calice.....

VittorioT

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Friday, September 21st 2018, 3:29pm


Ma il non avere uno scopo provoca inevitabilmente un apatia verso la vita stessa in fatti poco dopo ti rispondi da solo, dici senza mezzi termini, che attendi la fine della tua esistenza senza chiedere nulla.


Non necessariamente: si può attendere la fine in quanto inevitabile, cercando comunque di avere un obiettivo nel frattempo, tanto per ingannare la noia.

alcor

Giovane Amico

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Friday, September 21st 2018, 3:58pm

Nella mia esperienza l'immergersi nello scopo è solo logorante e riduttivo. Rifletto da moltissimo tempo sul senso della vita, direi che ho iniziato quando non avevo più voglia di vivere.

Sono anche io dell'idea che la vita non abbia un senso, e che questo apra mille mila possibilità. Non credo però che sia necessario convincersi poi che la direzione e il significato che inventiamo per la nostra vita sia la verità, ma io sono proprio della scuola Nietzschiana :D

La mia posizione vede questa vita come un modo per raccogliere esperienze, e niente di più: nessun perseguimento di obiettivi, ma la ricerca della capacità di cogliere il mondo vero (che non è questo), che immagino statico e contemplativo.
Insomma il senso della vita dovrebbe essere la contemplazione della bellezza.

Proprio per questo il senso della vita è un sentimento. E infatti, per quanto ricerchi la contemplazione della bellezza, nei periodi bui del mio umore, proprio quando cercavo di aggrapparmi alla mia ideologia per scampare al baratro, tutti questi bei significati non volevano più dire nulla, e questo perché io non sentivo nulla.

D'altra parte la gioia di vivere è una cosa che ho iniziato a scoprire solo di recente.

fran235

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Friday, September 21st 2018, 4:06pm

la bellezza...si c'è un'infinità di bellezza da cogliere senza farsi troppe domande
Allontana da me questo calice.....

alcor

Giovane Amico

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Friday, September 21st 2018, 4:30pm

Infatti; dopo anni di seghe mentali ho concluso che quanto più ci facciamo domande, tanto più siamo lontani dalla risposta.


Che in ogni caso ricordo essere 42.

solitario92

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Friday, September 21st 2018, 5:17pm

Sono d'accordo con l'autore da te citato. Aggiungerei anche una piccola citazione leopardiana
"Gli uomini universalmente, volendo vivere, conviene che credano la vita bella e pregevole; e tale la credono; e si adirano contro chi pensa altrimenti. Perché in sostanza il genere umano crede sempre, non il vero, ma quello che è, o pare che sia, più a proposito suo. Il genere umano, che ha creduto e crederà tante scempiaggini, non crederà mai né di non saper nulla, né di non essere nulla, né di non aver nulla a sperare. Nessun filosofo che insegnasse l’una di queste tre cose, avrebbe fortuna né farebbe setta, specialmente nel popolo: perché, oltre che tutte tre sono poco a proposito di chi vuol vivere, le due prime offendono la superbia degli uomini, la terza, anzi ancora le altre due, vogliono coraggio e fortezza d’animo a essere credute".
La chiave è il non saper nulla, il non essere nulla e il non avere nulla da sperare. Se non si crede in Dio o in qualche cosa di trascendente, che vada oltre la materialità (anche un ideale politico o morale), non si può concludere che la nostra esistenza non ha più valore di quella di un lombrico. Bisognerebbe riconoscere che siamo degli inutili esserini, che abitano una roccia sparata a migliaia di chilometri all'ora in un universo ben più grande di quanto si possa anche solo immaginare, e che ogni cosa, atto, pensiero e opera sono fondamentalmente privi di qualsiasi valore e significato, e che non c'è nessun modo per riscattarci da tale nullità. Per negare questa realtà bisogna trovare qualcosa di esterno che giustifichi la nostra esistenza (e sopratutto le sofferenze e le delusioni).

fran235

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Friday, September 21st 2018, 5:48pm

bellissima citazione leopardiana.....quand'anche fosse così, o a maggior ragione di ciò, conviene assaporare quanto più possibile questa esistenza ha di bello da offrirci.
Allontana da me questo calice.....

finally

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Friday, September 21st 2018, 5:52pm

Ragionare sul senso della vita per me è fonte di pericolo, entro in una spirale di depersonalizzazione e derealizzazione, talvolta arrivo al panico; devo restare attaccata alle cose pratiche e terrene.

15

Friday, September 21st 2018, 8:06pm

Credo che si possano fare commenti da molti punti di vista, a partire da filosofia, psicologia, religione e scienza.

L'essere umano ha dovuto sviluppare per questioni di "adattamento" una mente e un "intelligenza" superiore ad ogni altro essere vivente. La stessa intelligenza che poi è capacità di ragionare, pensare, porsi domande sul senso dell'esistenza (personale o collettiva che sia) ma è tuttavia il prodotto di un "istinto" primordiale di sopravvivenza, un evoluzione.

Ebbene la mente per l'uomo quindi è un'arma, sì ma a doppio taglio. Pensare troppo o porsi questione esistenziali da origine a una vertigine dell'esistenza stessa.

Ok rasentare il senso della vita tuttavia mi accodo all'utente sopra di me: Il modo migliore di "concepire il senso della vita" (o che condivido) è rimanere attaccati alle cose pratiche e terrene.

Non condivido appieno la spiegazionie di solitario anche se la "sostanza" è corretta, la trovo eccessivamente sbilanciata nel dare "poca" importanza e inutilità alla vita in sé, quasi come nel svalutarla piu' che "ridimensionarla" nel contesto dell'universo. Poiché Leopardi (anche in dialogo di un Islandese con la natura) ha "intuito" da buon filosofo piu' che poeta che l'esistenza umana in quanto a "individuo" ha un'importanza relativa dato che l'inviduo poi è pedina della "specie" nelle gioie e nei dolori.

Ma di fronte determinate "consapevolezze", per me a fare la differenza sarà sempre l'indole. Esiste "l'oggettivo", ma lo si guardarà sempre e comunque attraverso il filtro dei propri occhi. E per qualcuno la "vita" (comparata all'universo, alla natura) puo' essere qualcosa di "insignificante" e per qualcun'altro, esistere, è comunque un "occasione", una casualità dopotutto "positiva".

La natura è qualcosa di "oggettivo", nel senso il mare esiste, la pioggia esiste, l'erba esiste, la luna e la vita stessa esiste così come la "morte". Una volta ho sentito dire a una persona "quando si hanno dubbi guardate la natura, essa in genere ha la risposta a tutto". E la natura credo ci suggerisca con i suoi cicli e la sua ineluttabilità (ci ammaliamo, muoriamo) che la via migliore da seguire (per esistere) è quella dell'equilibrio, siamo "piccoli" non poiché insignificanti ma per una questione di "equilibrio" con il resto di cio' che esiste. Il ché significa darsi anche un "equilibrata" importanza a questo mondo.

Leopardi comunque aveva bisogno d'amore. Ma tanto.