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Santacruz

Zitella con gattino

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Sunday, April 14th 2019, 10:34am

Ansia Vs Vergogna

Recentemente mi sono imbattuta in un articolo molto interessante che metteva a confronto queste due emozioni spesso legate fra loro ma confuse.

In estrema sintesi l'articolo diceva che l'ansia è l'emozione del futuro e ha una sua utilità; la vergogna è l'emozione del presente ed è una ferita che va curata.

Per chiarire meglio l'articolo faceva degli esempi: la paura di parlare in pubblico o di partecipare a una festa. Questa emozione può essere un mix di ansia e vergogna. Chi si preoccupa molto per qualche evento ma poi mentre lo vive sta bene ha provato ansia. Chi invece vive ancor peggio l'evento stesso è vittima della vergogna. In realtà il suo problema non è l'ansia ma la vergogna. Un sentimento di frustrazione e rabbia legato alla percezione di fallimento e impotenza.

Ovviamente non parliamo di ansia in senso patologico, ma di emozioni.

Questo articolo ha dato delle risposte inaspettate a delle domande che da tempo mi frullavano per la testa e adesso mi chiedo:

Come si fa a liberarsi della vergogna?

Santacruz

Zitella con gattino

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2

Wednesday, April 17th 2019, 8:10pm

Vedo che la tematica angustia solo me. In effetti mi sono sempre sentita abbastanza sola in questa cosa.
Meglio così, nel senso che sono felice queste brutte emozioni non vi inquietino e posso dire di essere originale! :D

Scorpio1963

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Wednesday, April 17th 2019, 8:51pm



Come si fa a liberarsi della vergogna?


A me lo spiego' una persona a me tutt'ora molto cara e me lo lasciò in eredità, e mi aprì notevoli spazi:

"Non avere vergogna di avere vergogna"
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

Santacruz

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Thursday, April 18th 2019, 8:18am

"Non avere vergogna di avere vergogna"


Già mi sa che è l'unica.

Anche se è dura quando le persone intorno a te ti vedono stare male e si preoccupano, oppure notano la tua difficolta' e ti considerano una che non sa stare con gli altri. Per non parlare del fatto che questo comporta parecchia solitudine.

Scorpio1963

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Thursday, April 18th 2019, 11:21am

"Non avere vergogna di avere vergogna"


Già mi sa che è l'unica.

Anche se è dura quando le persone intorno a te ti vedono stare male e si preoccupano, oppure notano la tua difficolta' e ti considerano una che non sa stare con gli altri. Per non parlare del fatto che questo comporta parecchia solitudine.


È verissimo

È una invasione .. vorremmo nascondere e si viene svelati

Mi hai ricordato il giorno che rientrai a scuola dopo aver perso il padre, ero alle elementari

Provavo una vergogna profondissima per la mia "invalidità"

Mi sentivo invalido e senza scampo .. non avevo spazio per nascondermi

E i loro abbracci, dei miei compagni e compagne di classe, e le loro parole erano acido, mi ricordavano chi ero

Eppure.. hanno fatto del loro meglio e in cuori mio li ho ringraziati, anche se allora avrei voluto semplicemente essere "non riconosciuto" e invisibile
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

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Santacruz

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Friday, April 19th 2019, 11:23am

essere "non riconosciuto" e invisibile


Certo che non si può paragonare il trauma del tuo lutto alla mia vergogna. Però sì, essere "invisibile" è quello che desidero in moltissimi momenti, e spesso le persone non lo capiscono o non lo accettano.

A me va benissimo portare il mio carico da sola, l'unico sollievo è non essere vista mentre mi trascino zoppicante nelle situazioni.

A volte provo a concentrarmi più sugli altri che su me stessa e funziona, ma non è che sia servito a ribaltare la mia situazione.

Scorpio1963

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Friday, April 19th 2019, 12:31pm

essere "non riconosciuto" e invisibile


Certo che non si può paragonare il trauma del tuo lutto alla mia vergogna. Però sì, essere "invisibile" è quello che desidero in moltissimi momenti, e spesso le persone non lo capiscono o non lo accettano.

A me va benissimo portare il mio carico da sola, l'unico sollievo è non essere vista mentre mi trascino zoppicante nelle situazioni.

A volte provo a concentrarmi più sugli altri che su me stessa e funziona, ma non è che sia servito a ribaltare la mia situazione.


I paragoni mi annoiano.. li vedo come "gare" a chi ha sofferto di più, alla partecipazione delle quali sono poco interessato.

Ancora meno se usati come rivendicazione, in un contesto di confronto.

E il dolore che può essere provocato per la perdita del proprio animale domestico (ad esempio) lo rispetto assolutamente, senza contrapporre un mio eventuale dolore per aver (per fare un esempio) perso un padre, o una figlia

Si possono paragonare le sensazioni però.. ed è su quelle che si può riflettere.

Ed è interessante la prospettiva del desiderio di "invisibilità" (paura che gli altri vedano)
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

arianna73

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Friday, April 19th 2019, 1:13pm

Discussione decisamente interessante :)
Anche a me i paragoni non piacciono. Non mi piacciono, in generale, le pretese di "capire tutto" che è solo "giudicare tutto"...

Io giunta alla mia età e ad un ENORME livello di stanchezza oggi come oggi vorrei solo poter essere "vista" , conosciuta e accolta."amata" sarebbe troppo e non lo pretenderei certo da tutti, ma diciamo che accolta sarebbe veramente tanto.
Ho passato la mia vita a fingere molto, a "non dare problemi" per "non complicare la vita" a chi avevo attorno e di riflesso quindi non complicare ancora di più la mia. O così credevo.
Pragmaticamente - così mi pareva, ho ritenuto l'invisibilità anche io il modo migliore di tirare avanti e ho pensato anche io (PAZZA! dico di me, ovviamente) che da sola non era malaccio e ce la facevo a tirare avanti.

Oggi francamente non ne posso proprio più. Nascondo solo lo stretto indispensabile per non mettere in soverchio imbarazzo gli altri e non procurarmi qualche chiamata allarmata per TSO, ed è già, vi giuro, una faticaccia.

edit: a scanso di equivoci, in caso non fosse chiaro: quello che dicevo dei paragoni e delle pretese di giudicare era un discorso generale Santacruz, non riferito a te :) ho capito perfettamente che mettevi il tuo problema in prospettiva ritenendolo "minore" di quel trauma.
Anche se poi è vero che non c'è una "gradazione" assoluta.

This post has been edited 1 times, last edit by "arianna73" (Apr 19th 2019, 1:21pm)


Santacruz

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Saturday, April 20th 2019, 9:18am

Non credo di dover giustificare il fatto di essermi sentita colpita dal racconto di Skorpio.
Ok, non limitiamoci al paragone. Ogni sofferenza ha la sua dignità, e chi sta male nell'anima e nella mente lo sa bene.
Però voi vorreste veramente vivere in mondo dove un collega col cagnolino zoppo esercita la stessa empatia di un collega che ha appena perso un familiare?
Onestamente no, anche se come proprietaria del cagnolino vorrei anche io ricevere del conforto. Ma in modo diverso.

Il mio desiderio di invisibilità non riguarda la malattia o la sofferenza. Quello non l'ho mai esibito, ma neppure nascosto.

Il mio problema è un continuo senso di vergogna di me stessa che non mi abbandona mai.

Scorpio1963

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Saturday, April 20th 2019, 10:23am

@Santacruz ma tu come reagisci quando invece vieni "vista"?

Io in genere negavo

Che poi vuol dire "avere vergogna" della propria vergogna

Es qualcuno mi dice: "ehi ma ti ho messo a disagio?" (Vero)

Ed io "a disagio io?? Nooo assolutamente!"

Mi stanno venendo in mente un bel po' di cose in verità :D

Anche tu vai in negazione?
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

arianna73

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11

Saturday, April 20th 2019, 11:11am

Santacruz nessuno ti ha chiesto giustificazioni :) Io al massimo mi spiegavo meglio, che il mio ritenere i paragoni anticamera di giudizi abbastanza "ad minchiam" non era rivolto a te che avevi fatto un paragone proprio per empatia verso Scorpio.

e in generale non penso ci si debba giustificare per il proprio dolore, non più di tanto. Preferirei effettivamente vivere in un mondo dove un po' di empatia, o almeno saper riconoscere che non si può pretendere di capire e giudicare tutto, non fanno né gradazioni né sentenze.
Perché magari per il vedovo col figlio all'estero la zoppia del cagnolino è un'angustia e una promessa di sofferenza e futura solitudine ancora più dolorosa della perdita del padre per il collega che per quanto affezionato magari in cuor suo non ne poteva quasi più di malattie e problemi,e meditava di metterlo in casa di riposo.

Cosa possiamo saperne? Aprirci agli altri è sempre una sfida e la perdiamo quasi sempre, e dalle nostre barricate di protezione non possiamo pensare minimamente di sapere cos'è in corso nelle vite degli altri. Restiamo davvero muti e imbarazzati e a frasi fatte di fronte al dolore altrui, quindi tanto vale anche sospendere il giudizio.
Credo che in un mondo del genere sarebbe già un po' meno facile essere accompagnati da sensi di vergogna più o meno continui...

Santacruz

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Saturday, April 20th 2019, 4:12pm

Ed io "a disagio io?? Nooo assolutamente!"


Skorpio hai colto nel segno.
Se vengo beccata nego assolutamente, oppure rispondo in modo rigido e infastidito, cosa che mi fa fare una figura ancora peggiore.
Il fatto è che non sono mai stata la persona che si fa compatire o che si appoggia agli altri. Io vado avanti fino a che crollo. Sono molto orgogliosa. Sicuramente se ammettessi il mio malessere forse riuscirei a far avvicinare un po' gli altri, sicuramente più che a negare.
Per quanto riguarda il recitare o di fingere, non ne sono assolutamente in grado.

@Arianna, ok ci siamo spiegate bene tutte e due! :D

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Saturday, April 20th 2019, 4:40pm

Bene meglio così :D

Ottimo che tu sia indisponibile a fingere.
Alla distanza questa indisponibilità/incapacità è un punto di forza. La vita spesso ci mette in circostanze nelle quali viene richiesta una maschera visto che le cose succedono indipendentemente dal fatto che siamo preparati ad affrontarle , a volte sei al lumicino e ti viene chiesto di mostrarti forte e comportarti come se lo fossi davvero. Magari ci riesci pure, e pure per un bel po' di tempo. E davvero a volte non c'è scelta, devi essere forte e non crollare anche se sei già crollata.
Ma alla lunga si va in frantumi e si rimane completamente svuotati.

Scorpio1963

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14

Saturday, April 20th 2019, 7:06pm

Ed io "a disagio io?? Nooo assolutamente!"


Skorpio hai colto nel segno.
Se vengo beccata nego assolutamente, oppure rispondo in modo rigido e infastidito, cosa che mi fa fare una figura ancora peggiore.


Non puoi sapere quanto ben sappia di cosa parli :)

A livello di sensazione intendo.. che anche x me era quella che hai ben descritto

Io (parlo per me) credo sia una cosa interna.. da giocarsi e assumere internamente, senza attendere il "nemico" che da fuori affonda la lama (diciamo così)

Io l'ho fatto, e oggi so che nessuno può "mettermi a disagio" semplicemente perché so che quel disagio è MIO e lo assumo senza subirlo

E in certe situazioni sono semplicemente un "disagiato" e lo so :)

Ma.. avendoci fatto i conti internamente, con il MIO disagio di un certo contesto, posso praticamente farci tutto ciò che voglio, ivi compreso giocarci fino a familiarizzare con l'altro/a


Ovviamente serve vivere quel disagio con leggerezza, e con la capacità di non prendersi troppo sul serio..

Altrimenti si va in difesa :)
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

arianna73

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Sunday, April 21st 2019, 12:38pm

Non vorrei incitare derive marzulliane :D ma la negazione non è essa stessa finzione?...

e poi, curiosità: ma vi infastidite irrigidite e rispondete stizziti anche quando chi vi "becca" è una persona che sapete vi ha davvero a cuore? Che forse, addirittura, vorrebbe offrirvi il suo sostegno realmente?

No perché io in quel caso potrei piangere di gioia , e questo anche quando tiravo dritto come un incrociatore!