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Tavolino

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1

Monday, June 17th 2019, 11:49pm

Mi presento

Buonasera,

ho avuto modo di leggere varie discussioni sul forum per diversi anni, e oggi ho deciso di iscrivermi per condividere la mia esperienza di vita.
Sono un ragazzo di 29 anni, impacciato e pieno di timidezza, timidezza che col tempo si é trasformata in fobia sociale, che ha mi portato all'esclusione dalla società e ad essere profondamente depresso.

Sono un neet, vivo ancora a casa dei miei, non ho mai avuti amicizie vere e proprie, tantomeno relazioni di tioo sessuale.

Sono riuscito a diplomarni, ma non ce l'ho fatta ad affrontare l'università, a causa dell'impossibilità di trovarmi a mio agio in quell'ambiente.

Ho passato gli ultimi anni di vita praticamente chiuso in casa, lavoricchiando quando ne ho avuto occasione, ma non ho realizzato nulla di serio dal punto di vista professionale.

Credo di soffrire di depressione dall'adolescenza, ma i problemi si sono aggravati dopo la fine degli studi.

Penso ormai da tanti anni di non avere motivi per vivere e di farla finita e, capirete che se si pensa costantemente per tanto tempo alla propria morte e non si desidera altro, ci sono pochi margini di miglioramento.

Mi sento fallito, rifiutato e un inutile peso per la mia famiglia.
Non riesco a vedere un futuro nel quale potrei sentirmi realizzato e felice, o perlomeno un futuro che non sia solo un suicidio rimandato.

Vorrei provare a dare una svolta, ma ogni volta mi chiedo se ne valga la pena, e se lo stia pensando per me o solo per non dare il dispiacere ai miei familiari di dover affrontare un simile lutto.

Ogni tanto l'istinto di sopravvivenza prevale e mi ritrovo a fare delle cose che non mi diano una gratificazione immediata, ma che siano anche utili per un domani: sono stato obeso per anni, ora sono quasi riuscito a raggiungere un peso ideale, ma in ogni caso non riesco a vedere in questi "traguardi" qualcosa che mi possa portare ad una svolta.

Temo sempre di illudermi inutilmente e di avere grandi delusioni, a ulteriore riprova della mia inettitudine alla vita.

Nel tempo ho cercato un colpevole, qualcuno o qualcosa a cui addossare la colpa della mia condizione, ma mi rendo conto che tutto dipende da come ho reagito agli accadimenti della vita.
Con un'altra personalità avrei saputo reagire e non farmi travolgere dalle esperienze negative.

Oggi mi trovo qui, a chiedermi se valga la pena di provare a vivere, anche se una volta che il tarlo del suicidio si é insinuato nella mente é difficile estirparlo, e non sarà più un se ma un quando.

Vi ringrazio per l'attenzione.

repcar

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2

Tuesday, June 18th 2019, 10:51am

Ciao Tavolino..................
a nome dello staff nienteansia ti do il benvenuto nel forum.
Se non l'hai già fatto, ti ricordo di leggere il seguente thread:
Regole e restrizioni per i nuovi utenti.
Per qualsiasi cosa non esitare a contattarci.

repcar per lo staff
[email protected]

Tavolino

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3

Tuesday, June 18th 2019, 1:33pm

Buongiorno Repcar e grazie, ho letto il regolamento.

4

Tuesday, June 18th 2019, 3:43pm

Ciao Tavolino,
Benvenuto!

Hai affrontato questi pensieri con uno specialista?i tuoi genitori sanno del tuo malessere?
[email protected]
### ### ### ###
*sara swarovsky*

Settembre

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5

Tuesday, June 18th 2019, 6:50pm

Ciao tavolino, benvenuto all'interno del forum.
Mi limito soltanto a dirti che oggi la vita si è fatta difficile, quindi fai ben attenzione se devi incolparti di qualcosa.
Ciao

windrew

La vita è attaccata ad un filo sottile che va tenuto stretto.

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Tuesday, June 18th 2019, 8:04pm

Concordo con quanto scritto da Settembre. Aggiungo che ti prego vivamente di reagire e, quando puoi, esci, frequenta persone, comincia a fare sport, informati dove trovare eventi e o associazioni. Hai 29 anni. A costo di sembrare di cattivo gusto, io a 28 anni sono stato operato a cuore aperto per una malformazione che mi avrebbe ucciso. Scoperta per caso. Mi ci sono voluti tre anni ma poi ho cominciato a vivere come non avevo mai fatto prima. Poi è successo qualcosa di terribile nuovamente perché irreparabile. Detto ciò cerca di vivere bene perché la vita non sai mai cosa ti possa serbare.
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

Rainbow87

Barcollo ma non mollo

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Tuesday, June 18th 2019, 8:55pm

Ciao e benvenuto, stai attraversando un momento difficile ma puoi uscirne con determinazione e volontà, forza ;)

Tavolino

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8

Tuesday, June 18th 2019, 10:36pm

Vi ringrazio per le risposte e per l'incoraggiamento.

Devo dire che, pur avendo sempre sofferto per la mia condizione, é sempre stato come se io fossi uno spettatore, più che un attore della mia vita, e subissi tutti gli accadimenti, senza un reale interesse o preoccupazione per le conseguenze.

Ho vissuto come un automa, sperando che un giorno sarebbe cambiato qualcosa o che sarei riuscito a liberarmi del peso della vita.

In questi giorni é come se uno scatto d'orgoglio o forse un senso di inferiorità nel constatare come molti dei miei coetanei abbiano raggiunto degli obiettivi sentimentali, professionali, etc, mi abbia fatto rendere conto di come ho vissuto in tutti questi anni.

Non sentivo come una privazione o una rinuncia la mancanza di amicizie, relazioni sentimentali o il semplice svago, ma ora, l'aver non vissuto la mia adolescenza e la mia gioventù mi brucia, e vorrei provare a me stesso e agli altri che non sono uno scarto.

So quanto quegli anni sono cruciali per la formazione della personalità, ho letto tante storie analoghe alla mia, e mi rendo conto che il reinserimento nella società, per persone come me, non é facile.

Si viene considerati tuttalpiù dei poverini da compatire, non certo il ragazzo ideale con cui uscire e fare conoscenza, non posso negare che il giudizio altrui mi pesi.

Purtroppo, abbiamo bisogno della validazione da parte degli altri, e ci sentiamo in un determinato modo in base a come veniamo percepiti, se il feedback é negativo non si puó trascurare questi aspetti, non dipende totalmente da me.

Quanti sarebbero disposti ad avere a che fare con il pazzoide che se ne sta chiuso in casa e non esce mai?

arianna73

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9

Wednesday, June 19th 2019, 3:01pm

Quando ti deciderai a frequentare la gente che ti sembra "normale" scoprirai come pur uscendo di casa spesso e avendo rapporti sociali tanti siano insopportabili e averci a che fare sia un dolore di pancia che quasi tutti quelli che incontrano si risparmierebbero :D

E aggiungo una frase di buonsenso che non andrebbe dimenticata "visto da vicino, nessuno è normale".

C'è qualcosa o qualcuno che ami? Ci sono cose che ti muovono e commuovono?

... a parte questo benvenuto :)
Per quello che leggo, sembra proprio che tu abbia tutte le carte in regola (caratteriali, mentali, anche anagrafiche) per riprenderti tanto della vita e fare di quello che non hai avuto un punto di forza in più e non una debolezza.
Il "come" non è facilissimo e rapidissimo ma potrebbe esserlo comunque più di quanto ti aspetti intrappolato nel circolo vizioso della solitudine. Spezzato il quale la vita non dico diventa facile, ma appare rapidamente più "praticabile".

Hai ancora tutti i "perché" e tantissimo "possibile" da scoprire e vivere, allenta i pensieri suicidi o se non ce la fai da solo affrontali con l'aiuto giusto.

Tavolino

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10

Wednesday, June 19th 2019, 4:40pm

Infatti, ogni tanto mi capita di trovarmi in situazioni in cui ho a che fare con molte persone, sia della mia età che di diverse, e non credo che, pur sentendomi accettato, riuscirei a farmi piacere la loro compagnia, al di là del mio vissuto che inevitabilmente verrebbe fuori: si puó dire che uno come me ce l'ha scritto in faccia che é una persona con problemi.

Ho preso coscienza della mia situazione solo pochissimo tempo fa, trovandomi a svolgere un corso per un'attività di volontariato, che mi sono imposto per poter avere una scusa per uscire di casa.

Ho immaginato cosa avrebbero potuto pensare quei ragazzi, sapendo della mia situazione, quanto imbarazzo mi avrebbe creato stare li se non fossi stato un numero fra tanti, se mi fossi dovuto esporre come persona.

Ho una passione che coltivo e mi ha dato un po' di motivazione per andare avanti, ma ormai ho perso interesse anche per quello, dato che mi da l'impressione di avermi fatto solo sprecare tempo.

Purtroppo il rapporto con la mia famiglia non é buono, mi rendo conto che é difficile immedesimarsi in me e capire quanto puó far soffrire vivere una vita in solitudine.
La depressione é scambiata per pigrizia, si deve essere uomini, tirare fuori gli attributi e andare a lavorare.
Sono stato accusato di voler fare la vittima e il malato immaginario per evitare responsabilità, addirittura i miei familiari, sia genitori che parenti, usano la parola "depresso" come insulto.

Ho avuto modo di parlare con una psicologa qualche anno fa, con l'inganno, dato che me la sono trovata a casa di una zia.
Le ho raccontato la storia della mia vita e ho solo provato imbarazzo: non ho voluto avere ulteriori incontri perché non avrei avuto altro da aggiungere.
Inoltre conosco persone che sono in cura, addirittura un ragazzo quasi coetaneo, che ha subito un TSO con il benestare della famiglia, ed é in cura, e non mi sembra che le prospettive di un percorso psicologico o psichiatrico vadano oltre la cura dei sintomi, senza risolvere i problemi che sono alla causa della depressione

windrew

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Thursday, June 20th 2019, 2:30pm

Il sentirsi come spettatori nella vita ed in balia del destino, degli eventi è una sensazione molto comune, per qualcuno è come vivere in una bolla. Ti consiglio psicoterapia e aria aperta. Buon proseguimento.
se vi è un problema, in quanto tale, ha una soluzione, altrimenti è un dato di fatto con cui convivere

arianna73

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12

Thursday, June 20th 2019, 2:42pm

Tavolino la reazione dei tuoi è triste ma non sorprendente. La depressione, il disagio psichico più in generale è considerato o follia pericolosa o fisima, malattia immaginaria.
L'esperienza che hai avuto di colloquio non è proprio "terapia", anche se con questo non voglio assolutamente dire che intrapreso questo percorso tutto diventerà magicamente chiaro e si sbloccherà facilmente.
Ma è un percorso che credo anch'io dovresti quantomeno tentare , magari anche per renderti conto che non ne hai bisogno.
A volte perfino dopo un lungo "letargo" quello che serve è semplicemente smuovere le cose e da soli non sempre si riesce (quasi mai, se c'è già radicato un vissuto depressivo).
Dato l'ingombro che ti danno i tuoi pensieri suicidi ti direi di non tergiversare oltre.
Prova anche a passare più tempo, con pretesti vari, all'aria aperta come dice Windrew. Anche la reazione a questi tentativi ti dirà di più su cosa fare e cosa ti serve fare .

io sono dell'idea che vincendo imbarazzi e dubbi dovresti tentare la psicoterapia, hai una riserva tu o c'è un problema coi tuoi? Se è il loro giudizio per quanto doloroso mettilo da parte, se è il fatto che dovrebbero pagartela loro parlane a cuore aperto col tuo medico di base, di fronte ad una sua prescrizione e valutazione medica della tua situazione non credo ti negherebbero il sostegno, e poi c'è anche il servizio pubblico. Tutto meglio che restare bloccato.

repcar

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13

Thursday, June 20th 2019, 8:13pm

ciao.....se posso permettermi da "veterano" le tue paure, le tue insicurezze, i tuoi dubbi sono alimenti per il tuo stato depressivo. E' normale, intendiamoci, con la depressione si è in uno stato larvale e te lo dice uno che ha più volte toccato il fondo, però se parti dal principio che "sono come sono e non c'è niente da fare" proprio non ci siamo. Una adeguata cura farmacologica abbinata ad una psicoterapia sono gli elementi necessari per farti aprire la prima porta. Certamente i farmaci sono sintomatici, non curano in senso stretto del termine, ma allentandoti dalla morsa e rimettendo in piedi l'autostima con la psicoterapia, che dal quel che scrivi non credo ne abbia a sufficienza, sono in grado di farti vivere la quotidianità come tutti noi. Quando parli del tuo amico ricoverato in TSO sai per quale motivo? Ogni malattia ha un suo decorso, una sua durata e diverse sfaccettature. Pertanto non mi trovi d'accordo sul tuo stato di accettazione, oggi ci sono mezzi e cure per addivenire ad uno stato psichico accettabile........quindi non fare il gioco della depressione, perchè ricorda in questo momento è più forte lei. Sempre a disposizione........

Tavolino

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14

Thursday, June 20th 2019, 10:08pm

Grazie di cuore.

Mi trovo nello sconforto più totale, ho parlato con i miei familiari spiegando tutto ció che potevo, facendo presente che non sento più alcun motivo per vivere e che li ho messi al corrente della situazione per fargli capire il mio malessere, anziché metterli di fronte al fatto compiuto.

Chiaramente tutto ció ha provocato pianti e disperazione, probabilmente non avevano capito quanto fosse grande il mio dolore.
Mi sono messo a disposizione per un eventuale percorso terapeutico e farmacologico, ma l'unico motivo che mi spinge é quello di non farli soffrire per la mia perdita.

Sinceramente non riesco a immaginarmi sereno, in grado di guidare, lavorare e interagire con altre persone, soprattutto mancando una motivazione ad andare avanti.

Vi chiedo scusa se risulto pesante, so di non essere il primo o l'unico ad avere problemi.



Il ragazzo che ha subito un TSO ha avuto problemi con la droga, che hanno causato problemi psicologici.

repcar

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Friday, June 21st 2019, 11:31am

ciao.....è difficile per un familiare o persona convivente accettare uno stato psichico che non rientra nella normalità, vedi una ferita è più facile da considerare, si vede, si nota, ma la nostra ferita è interna, subdola, percettibile solo a noi che soffriamo. Ripeto e scusami ma una cura ed una psicoterapia ti metteranno in gioco, adesso hai la vista annebbiata ma come tutti noi che abbiamo passato gli stessi tuoi momenti ti capiamo ed ecco perchè di invito a contattare uno specialista.
Come vedi, mi dispiace per il tuo amico, ma lì la malattia mentale era provocata da ben altro.......quindi non puoi fare nessun paragone........sempre a disposizione...... :thumbup:

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