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Friday, July 1st 2016, 10:07am

emozioni "sconosciute"

articoletto leggero leggero
http://www.corriere.it/salute/neuroscien…rincipale.shtml

Amae: la parola «amae» deriva dal giapponese e letteralmente significa «comportarsi come un bambino viziato», ma senza l’accezione negativa a cui siamo abituati. Si tratta invece di quella sensazione di lasciarci andare un po’, di affidarci alle cure amorevoli di qualcuno, un genitore o un partner. Insomma un po’ come tornare all’infanzia e lasciarci coccolare.
Appel du vide: stiamo attendendo il treno lungo la banchina quando all’improvviso ci si accende una lampadina in testa: «Che cosa succederebbe se saltassimo sui binari? ». Oppure siamo in auto e ci viene l’istinto (poi frenato) di girare il volante all’improvviso e finire fuori strada. Non si tratta per forza di un istinto suicida. I francesi hanno coniato un termine per descrivere questo fenomeno: «L’appel du vide«, e cioé il richiamo del vuoto, una sorta di forza che inspiegabilmente ci vorrebbe trascinare nel baratro. L’emozione ci ricorda che non sempre è un bene lasciarci andare ai nostri istinti.
Awumbuk: l’awumbuk è un sentimento simile alla nostra malinconia. La parola è utilizzata dagli indigeni della Papua Guinea per indicare quella sensazione di vuoto che si prova quando i parenti o gli amici dopo aver fatto visita se ne vanno via (ebbene sì non tutti provano la sensazione di sollevo!). In quel momento la casa diventa improvvisamente vuota e ci assale la malinconia. Per riempire il vuoto lasciato, il popolo di Baining in Papua Guinea mette in atto un rituale molto particolare: quando gli ospiti lasciano la casa viene riempita una ciotola di acqua per catturare l’energia negativa. Il giorno dopo l’acqua viene buttata e con lei tutte le brutte sensazioni. A quel punto la vita riprende come al solito.
Ilinx: l’emozione chiamata «ilinx», una parola francese, indica quella strana eccitazione che si prova quando pensiamo di poter distruggere qualcosa. Tipo quando abbiamo in mano un vaso di preziosa porcellana cinese e sentiamo l’impulso violento di gettarlo a terra e distruggerlo. Per la psicologa Smith si tratta del desiderio di creare caos e scompiglio in una società in cui siamo sempre abituati a stare nell’ordine e sempre al nostro posto.
Malu: la parola «malu» proviene dall’Indonesia e indica quella sensazione che proviamo quando ci sentiamo inferiori agli altri. È un’emozione che, per esempio, possiamo provare se ci troviamo in ascensore con l’amministratore delegato della nostra azienda. Pur essendo di media cultura ci blocchiamo, non siamo in grado di parlare e ci sentiamo frustrati, forse per l’eccessiva timidezza.
Pronoia: la pronoia è il contrario della paranoia. In pratica è quella sensazione che si prova quando si pensa che tutto stia andando per il verso giusto, una specie di provvidenza che ci protegge dagli eventi.
Torschlusspanik: il tempo sta passando troppo velocemente e noi stiamo perdendo il nostro treno, l’occasione della nostra vita. La parola tedesca indica l’ansia e la preoccupazione del tempo che scorre come quando nel Medioevo l’esercito nemico si avvicinava sempre più velocemente al castello ormai senza difese.
Basorexia: quella tentazione irrefrenabile di baciare qualcuno: può essere uno sconosciuto, un collega, il capo. La parola deriva dal francese «un basier», un bacio.
Vergüenza ajena: la parola spagnola descrive il profondo dolore che si prova quando si vede qualcuno in estremo imbarazzo in pubblico. Si vorrebbe fare qualcosa per aiutare quella persona e contemporaneamente ci si copre gli occhi per non assistere all’umiliazione.
Iktsuarpok: è una parola Inuit che descrive quella sensazione di attesa che si prova quando si aspetta qualcuno e ci si affaccia alla finestra o alla porta di continuo per vedere se è arrivata. E non si riesce a farne a meno!
namasté

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Friday, July 1st 2016, 11:37am

Le ho provate tutte...tranne la basorexia e la pronoia...
Peccato che non ci sia una traduzione in Italiano. E' difficile dire: "sto provando iktsuarpok"....per descrivere una sensazione...
E' interessante notare come alcune emozioni che pensiamo siano solo nostre...invece le provino un po' tutti. Quella di provare dolore per la vergogna di un'altra persona non credevo fosse così comune. A me capita spessissimo.

Bwndy

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Friday, July 1st 2016, 3:50pm

Molto interessante e originale :) non ho ancora provato la(o il?) Torschlusspanik. Sono felice di avere una gamma di emozioni così ampia.Quando ho conosciuto la sofferenza vera a 16 anni ho subito pensato che avrei dovuto diventare più insensibile, sviluppare una corazza che mi difendesse e diventare più apatico. Così è stato, e allora ho pensato che non ci sia cosa peggiore del diventare apatici: meglio soffrire intensamente che sentire nulla. Di questo sono abbastanza convinto, però credo anche che una persona sensibile, che prova svariate emozioni e le prova in maniera intensa, per quanto spessa possa essere la sua corazza, continuerà a provare emozioni forti quando gli stimoli riusciranno a toccarlo nel profondo.

4

Friday, July 1st 2016, 6:40pm

Delle emozioni descritte tendo a provarne solo due: la pronoia e la Vergüenza ajena.
Molto interessante scoprire come ogni piccola sfumatura di emozione possa essere descritta con un nome a se stante e una descrizione specifica.

riccioinletargo

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Saturday, July 30th 2016, 11:31pm

La "sausade" tipica del Portogallo è un sentimento misto di solitudine, malinconia, rimpianto, speranza, amore.

Epoque

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Tuesday, November 15th 2016, 3:02pm

Cavoli la "pronoia", mi interesserebbe proprio provarla :thumbsup:

nowhere

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7

Thursday, December 1st 2016, 12:07am

l'awumbuk mi capita spesso, anche fuori contesto, ogni volta che qualcuno esce di scena dalla mia vita per sua/per mia scelta o per contingenze varie mi sento desolata per qualche giorno, come una casa vuota.