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Cuoresolitario96

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1

Tuesday, November 13th 2018, 1:01pm

Altruismo

Mi riprometto da oggi in avanti a essere più altruista a voler bene di più me stesso e insieme anche gli altri cercando di non vedere gli altri tutti come potenziali nemici.Voi pensate di essere altruisti?Pensate come me che il far del bene agli altri faccia bene anche a sé stessi?

2

Tuesday, November 13th 2018, 2:02pm

Voi pensate di essere altruisti?Pensate come me che il far del bene agli altri faccia bene anche a sé stessi?

Ama il tuo prossimo come te stesso dovrebbe valere come principio non solo per i credenti. Ad ogni modo io penso di essere altruista, si, nel mio piccolo cerco di esserlo non per ricevere un premio ma perché è parte del mio modo di essere ed essere altruisti non significa solo dare 1 euro di elemosina a un mendicante, significa anche ascoltare una persona in difficoltà e risponderle (anche nel forum), significa far compagnia o fare la spesa ad una persona o parente anziano/a, significa fare del volontariato e in generale fare dei piccoli gesti per il prossimo.


Pensate come me che il far del bene agli altri faccia bene anche a sé stessi?

Sicuramente c'è un tornaconto positivo dalle buone azioni, ci gratificano per il gesto in se e perché il sorriso e la gratitudine di chi le riceve ci riempiono di umanità.

Scorpio1963

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3

Monday, November 19th 2018, 9:08pm

Io penso che il "benessere" oggettivo non esista.

C'è chi trova benessere dove un'altra persona sta nel profondo disagio

Far del bene al prossimo fa bene nella.misura in cui si gode del benessere che si procura, mentre lo si procura, nell'ammirare i benefici effetti del proprio fare..

È come un massaggio.. farlo o riceverlo

Il benessere credo sia circolare, e in questa ottica non ci sono egoisti o altruisti ma persone che stanno bene oppure no.

Lorenzo De Luca

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4

Thursday, November 22nd 2018, 9:50am

Voi pensate di essere altruisti?Pensate come me che il far del bene agli altri faccia bene anche a sé stessi?

Ama il tuo prossimo come te stesso dovrebbe valere come principio non solo per i credenti. Ad ogni modo io penso di essere altruista, si, nel mio piccolo cerco di esserlo non per ricevere un premio ma perché è parte del mio modo di essere ed essere altruisti non significa solo dare 1 euro di elemosina a un mendicante, significa anche ascoltare una persona in difficoltà e risponderle (anche nel forum), significa far compagnia o fare la spesa ad una persona o parente anziano/a, significa fare del volontariato e in generale fare dei piccoli gesti per il prossimo.


Pensate come me che il far del bene agli altri faccia bene anche a sé stessi?

Sicuramente c'è un tornaconto positivo dalle buone azioni, ci gratificano per il gesto in se e perché il sorriso e la gratitudine di chi le riceve ci riempiono di umanità.


Non son riuscito a citarvi tutti e tre.

Infatti come definizione è impossibile.
L'oggettività di un benessere è strettamente legata, correlata a come percepiamo la vita e ciò di per se sarebbe soggettivo.
Penso poi che si mescoli a vari fattori che una base oggettiva la hanno: dallo stato di salute, a come lo Stato gestisce la,le cure per i suoi cittadini,allo stato di sicurezza degli individui(vero,presunto,reale,percepito anche qui soggettivamente oltre che oggettivamente),al lavoro, alla soddisfazione nello svolgere ciò che a "noi" piaccia fare,all'ambiente nel quale viviamo, a quel che vorremmo fare, a quel che possiamo fare(le due cose quasi sempre non coincidono tra loro),quindi le percezioni del benessere son di natura fisica, psicologica, sociologica,ambientale...ed anche di altra tipologia.
Un mio prof di economia avrebbe la definizione precisa, ma sarebbe relativa alla sua formazione.
Mi vien in mente la freddezza della materia che ci spiegava e al contempo la sua perdita di senso della realtà quando terminava la spiegazione delle lezioni.
Si perdeva totalmente in un suo mondo sognante: stava per diventare padre.
Mi colpiva questo suo passaggio repentino, che poi perse ritornando freddo.
Abbrevio il discorso: lo percepisco in una sorta di mix tra oggettività(e già questa parola ha dei limiti in se) e soggettività(cioè, quanto di più intangibile possa descriversi).

Ha una valenza psicologica nella maggioranza delle persone, il far del bene,ci son pure degli studi a riscontro.
In un post scrivevo pensando a questa condizione dell'individuo.
Un bene "fatto" a proprio indiretto vantaggio.
Se a poi a questo si aggiunge che l'uomo (essere umano non intendo il genere) viene considerato un' essere sociale.
Poi non per tutti è uguale, conosco persone che si rinfrancano dal fatto che gli altri soffrano a causa loro, o per altre cause.
Non concordo sulla frase che non ci siano egoisti: credo siano anche la maggioranza degli individui.
Anche se a me piace quello che hai scritto Scorpio63 e la penso come te,tranne che in alcune distinzioni.

Lorenzo De Luca

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5

Thursday, November 22nd 2018, 10:35am

Scusa confusione Michele.
Ho citato in fretta,ed ho sbagliato nell'impaginazione.
"Ad ogni modo io penso di essere altruista, si, nel mio piccolo cerco di esserlo non per ricevere un premio ma perché è parte del mio modo di essere ed essere altruisti non significa solo dare 1 euro di elemosina a un mendicante, significa anche ascoltare una persona in difficoltà e risponderle (anche nel forum), significa far compagnia o fare la spesa ad una persona o parente anziano/a, significa fare del volontariato e in generale fare dei piccoli gesti per il prossimo"
Si: non aspettarsi nulla in cambio.Sopratutto quando si ha a che fare con persone disagiate psicologicamente.
Un mese fa son stato ad ascoltare una sorta di cartomante, credo fosse un malato psichiatrico, non aveva logica nei suoi discorsi,ne si lavava e curava (credo fosse depresso).So che aveva casa, e pensione disabilità.
QUindi la sua di stare instrada era una scelta.
Ascoltandolo e visto che il suo interesse erano le carte, e mi raccontava i suoi problemi invece che far ciò che avrebbe dovuto, ho ascoltato lui.
Poi sai, le carte le ho prese in mano io e le ho fatte a lui :)
Divertente.
ALtra cosa strana è che ho azzeccato chi sarebbe venuto subito dopo.
Lui è rimasto stupito da quello.
non potevo sapere che arrivasse una persona straniera e di che nazionalità :)
Son andato puramente a caso ovviamente. nessunissima facoltà in tal senso.
Gli avevo promesso una pizza e una bevanda.Solo che non essendo di quella città non mi rendevo conto che mi sarebbe costato fare un paio di km tra adata e ritorno.
Gliela portai.
DI solito non do soldi.
Nel suo caso non ne aveva neanche bisogno.Cibo si.
E pochi euro una volta ogni tanto non è che mi rovinino economicamente :)
SI comunque: preferiscono in genere essere ascoltati, notavo che accorciando le distanze sia meglio.
Anche abbassandosi dopo aver fatto capire che non si sia ostili o li si stia sfottendo(capita anche quello).
Aveva una particolare paura fissazione verso chi passasse,gli dicevo di guardare me e fregarsene degli altri.
Di solito non mi avvicino e tendo a mantenere le distanze un po come farebbero gli anglosassoni.
Non sapendo granchè interagire, capire gli altri, mi è indirettamente utile.
Scopro tra l'altro di essere bravo in tal senso, cosa che non mi aspettavo.
Altri non hanno piacere ne di parlare, ne di essere avvicinati.
Se molto incasinati la strategia è quella di dirgli "le son caduti dei soldi",magari anche un solo euro, allora in genere ringraziano, o nemmeno quello per varie ragioni loro.
A me non interessa il perchè non lo fanno, non importa.

6

Thursday, November 22nd 2018, 2:13pm

Si: non aspettarsi nulla in cambio. Soprattutto quando si ha a che fare con persone disagiate psicologicamente

In realtà si ha sempre qualcosa in cambio: una gioia ti pervade per aver fatto una cosa buona e giusta a prescindere che ci sia o meno un sorriso o un ringraziamento da chi riceve il tuo piccolo gesto o aiuto, nemmeno tanto per il gesto in se ma perché lo hai fatto sentire considerato quando il più delle persone lo evitano o lo emarginano.

Nb: a volte leggo commenti negativi sul fatto che chi è altruista lo fa solo per mettersi la coscienza a posto tipo quella gente bene che fanno volontariato magari con le scarpe da 800 euro. A prescindere che un bel gesto è sempre un bel gesto a prescindere da chi lo compie, la cosa fondamentale è che quel gesto venga dal cuore cioè dal piacere di fare la propria parte e questo certamente può comprenderlo maggiormente chi ha a sua volta sofferto e magari è stato a sua volta aiutato.

Questo mondo ha bisogno di noi a prescindere che siamo ricchi o poveri, credenti o atei etc. l'importante è che ognuno nel suo piccolo faccia la propria parte, può significare anche far compagnia ad un parente anziano solo o portargli la spesa a casa oppure scambiare due chiacchiere con qualcuno che è solo, la carità non è solo dar da mangiare o donare elemosine, può anche essere dare una parola di conforto, un segno di presenza.

Lorenzo De Luca

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7

Thursday, November 22nd 2018, 8:09pm

Ti faccio solo un esempio.
Milano.Reparto Oncologia(sala d'attesa).
Due signore anziane, si vedeva che erano agiate economicamente.
Anzi era un commento che gli altri pazienti facevano su di loro,quando rientravano dopo aver offerto sia conforto, aiuto, dolci qualsiasi cosa potesse distrarre chi era in attesa della Chemioterapia.
Le ringraziavano quasi tutti (qualcuno no era infastidito ma non diceva nulla,in genere la gente sorrideva).
In due ore saranno passate 6 volte in sala d'attesa.
Vicino avevo una signora anziana,aveva freddo.Capita di avere freddo in quelle situazioni.
Ma non voleva aiuto(le dissi che avrei chiesto alle infermiere qualcosa per coprirsi, o alle persone li presenti, credo di avergli offerto la mia giacca, ricordo che fosse vicina al boccettone dell'aria condizionata tra l'altro).
Queste due signore non lo facevano per "lavarsi la coscienza ", ma proprio per niente.
Una era guarita da un tumore.l'altra aveva perso una figlia per un tumore.
Lo facevano e basta: non per pietismo o altro.
Guarda Michele , dipende dai casi.
In genere come scrivi tu basta dare attenzione (vera) alle persone, e questo viene subito recepito.
Poi non sono la migliore persona in queste cose, ho un deficit in tal senso.
Però comprendo cose solo razionalmente.
Poi tanto di questo diventa istintivo.
In una società dell'egoismo e del "chi se ne frega"...
prima o poi un evento cambia i ruoli e dalla parte sbagliata ci si può finire tutti, nessuno escluso.

8

Friday, November 23rd 2018, 1:56pm

Il problema è che molti il prossimo non sanno neanche cosa sia, anche se spesso è un loro familiare.

Lorenzo De Luca

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9

Friday, November 23rd 2018, 11:08pm

Il problema è che molti il prossimo non sanno neanche cosa sia, anche se spesso è un loro familiare.

Credo lo sappiano.Semplicemente se ne fregano.

Alcuni hanno anche paure se è un proprio famigliare

Altra-menti

Giovane Amico

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10

Friday, December 7th 2018, 6:09pm

Aiutare gli altri è difficilissimo.
Ognuno è diverso da chi gli sta accanto, ognuno si sente importante e amato in modo diverso.
Sicuramente chi dà conforto, riversa nella relazione con l' aiutato una parte di sè bisognosa.
Ma dà anche una parte di sè sana, forte, capace di sostenere chi, in quel momento, non può sostenersi da solo.
E di aiuto su questa Terra c'è n'è indubbiamente moltissimo bisogno.

Sentirsi ascoltati è un bisogno che hanno tutti, la solitudine è devastante.
Però saper ascoltare, con le emozioni e non con la testa, è un dono che non tutti hanno, è un dispendio di energie che ogni tanto vanno ricaricate, E poi se si ascolta con il cuore si deve tenere conto che ognuno ha un cuore unico e che molte persone in stato di bisogno non hanno la forza o gli strumeti per dire cos'hanno dentro. E' il caso di quelle persone che aspettano e non sembrano gradire la presenza delle volontarie.
Io ho visto molte persone distrutte dentro che di fronte ad una proposta d'aiuto reagivano con rabbia, chiusura, rifiuto. Ho visto molte persone che avrebbero voluto essere d'appoggio balbettare spiazzate a seguito di un racconto doloroso e non sapere che parole scegliere. Sentirsi inadeguate.
Ci sono bisogni a cui sembra che tu non possa rispondere. Dovresti fare una carezza, un sorriso, ma ti senti così a disagio, ti senti come se stessi recitando una parte banale di fronte al dolore di qualcuno che non puoi risolvere.
Quindi sì, l'altruismo e l'aiuto sono indispensabili, dare tempo e ascolto è la cosa principale, ma certamente a volta auta più se stessi.

Altra-menti

Giovane Amico

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11

Friday, December 7th 2018, 6:15pm

c'è n'è



Ma la vecchiaia è una cosa impietosa.

Pallidal

Giovane Amico

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12

Sunday, December 9th 2018, 10:35pm

Sono altruista, ma non per scelta.
Mi definirei così, a volte è proprio più forte di me preoccuparmi ed aiutare gli altri. Penso di essere una persona con una sensibilità un pochino sopra la media , a volte ho esattamente la sensazione di capire cosa possono provare le persone. E allora mi butto a capo fitto e cerco di aiutarle, di capirle. È così da che ne ho memoria.
Non lo definirei proprio un dono.
Ovviamente non sto parlando di altruismo materiale.

Scorpio1963

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13

Tuesday, December 18th 2018, 11:26pm

Mi riprometto da oggi in avanti a essere più altruista a voler bene di più me stesso e insieme anche gli altri cercando di non vedere gli altri tutti come potenziali nemici.Voi pensate di essere altruisti?Pensate come me che il far del bene agli altri faccia bene anche a sé stessi?


No, io penso di essere egoista

Talvolta il mio egoismo risiede esattamente dove dici tu, e cioè "far del bene a me stesso" facendo cose utili per gli altri

È una forma di egoismo "nascosta" in quanto ha ricadute positive verso altri

Ma non faccio beneficienza, perseguo esattamente il mio benessere nel singolo contesto.

Non credo che nessuno faccia qualsiasi cosa per beneficienza, anche quando il "fare" si concreta in azioni benefiche per terzi, il "ritorno" c'è sempre, fosse solo il godimento nel vedere un sorriso laddove prima c'era una smorfia di dolore.

Ma è egoismo, Perché il piacere nel vedere questo spettacolo sarebbe tutto mio

14

Thursday, December 20th 2018, 3:27pm

Non credo che nessuno faccia qualsiasi cosa per beneficienza, anche quando il "fare" si concreta in azioni benefiche per terzi, il "ritorno" c'è sempre, fosse solo il godimento nel vedere un sorriso laddove prima c'era una smorfia di dolore.

Ma è egoismo, Perché il piacere nel vedere questo spettacolo sarebbe tutto mio

Io preferisco definirla bontà ma se a te fa piacere chiamala pure egoismo, tanto alla fine la cosa importante è che tu faccia de bene al prossimo.

Scorpio1963

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15

Thursday, December 20th 2018, 4:09pm

Non credo che nessuno faccia qualsiasi cosa per beneficienza, anche quando il "fare" si concreta in azioni benefiche per terzi, il "ritorno" c'è sempre, fosse solo il godimento nel vedere un sorriso laddove prima c'era una smorfia di dolore.

Ma è egoismo, Perché il piacere nel vedere questo spettacolo sarebbe tutto mio

Io preferisco definirla bontà ma se a te fa piacere chiamala pure egoismo, tanto alla fine la cosa importante è che tu faccia de bene al prossimo.


Non è questione di piacere, per quanto mi riguarda

Ma di chiamare correttamente una (qualsiasi) azione fatta nel mio interesse.

E anche per non "cadere" nei parametri di giudizio come bontà
Buono/cattivo giusto/sbagliato bene/male

Non sono questi i parametri che uso per "leggere" persone e contesti

Riguardo la "bontà" non so se sei mai stato in alcuni centri di accoglienza immigrati in alcune zone del nostro paese

La "bontà" che emanavano i responsabili di quei centri accoglienza avrebbe fatto impallidire di terrore Bernardo Provenzano

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