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Finfin

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1

Saturday, March 3rd 2018, 10:43pm

Vivere attraverso le vite degli altri

Ciao, sono un ragazzo di 27 anni e da circa sei mesi sto facendo un percorso di psicoterapia per problemi legati principalmente ad un’ansia indefinita che dura, diciamo così , da diversi anni. La terapia mi è stata molto utile, mi ha aiutato fin’ora a conoscere meglio me stesso e i meccanismi mentali che mi portano ad avere ansia (quando hai ansia? Che cosa provi quando ce l’hai?) e devo dire che ho avuto dei risultati piuttosto positivi: l’ansia è calata ed ora è molto più gestibile.
Tuttavia negli ultimi mesi (da inizio 2018) sembra che i miei problemi si siano come spostati su altri fattori, che di fatto non riguardano me stesso in prima persona. Mi spiego meglio: sono una persona socievole ma non troppo ed ho una cerchia ristretta di amici intorno; in questi ultimi due mesi due miei amici si sono lasciati con le loro rispettive ragazze (uno ha avuto una relazione di 10 anni, l’altro di 6).
Ecco, da quando sono avvenuti questi allontanamenti io sto male, come se fossi io a soffrire in prima persona. Io non sono fidanzato, anzi il mio grosso problema, che mi è piombato addosso visto che prima nemmeno ci pensavo, è che io non ho mai avuto una relazione (nè passeggera, nè lunga, niente di niente) e purtroppo al momento l’unica conclusione che ho tratto da questi sconvolgimenti recenti è che io ho vissuto sempre attraverso le vite delle altre persone, senza mai far uscire davvero chi sono io realmente. Ora c’è di fronte a me un profondo cambiamento: non frequenterò più persone, intendo le ragazze dei miei amici, che conoscevo da tantissimi anni; al tempo stesso anche i miei amici sono cambiati, sono diversi da prima ovviamente, e ora stanno male. Tutto questo mi spaventa molto e mi fa strano: non capisco perché tendo così tanto a pensare ai problemi degli altri, soprattutto alle relazioni, mentre per me stesso è impossibile anche solo immaginarne una. Ecco perché dico “vivo attraverso le vite degli altri”, perché mi sembra di essere troppo condizionato da chi mi sta intorno, in un modo fin troppo intimo (visto che sto parlando di amore e relazioni).
In terapia ad oggi non sono ancora riuscito a trovare una risposta a tutto questo , vi ringrazio per questo spazio di sfogo e spero di essere stato chiaro, purtroppo più di così non riesco: come avrete capito sono parecchio confuso.
Aspetto qualche vostro consiglio o esperienza simile vissuta.
Grazie!!!

2

Tuesday, March 6th 2018, 1:01pm

Sensazione che conosco molto bene. Adesso che mi sto pian piano faticosamente ritagliando i miei spazi e una mia vita pseudo sentimentale...quasi mi sento a disagio, figurati. Le rare volte che mi è capitato di avere una situazione "mia" (parlo sempre del sentimentale, nelle amicizie ho sempre avuto giri abbastanza ampi) durava comunque poco quindi,ripeto, capisco bene...praticamente dall'adolescenza all'università da quel punto di vista ho sempre ascoltato, dato consigli, sono sempre usicta con coppie vecchie e nuove ma la sensazione di fare da spettatrice era veramente molto presente. la tua situazione può essere un modo per svoltare, però. I tuoi amici sono cambiati, le ragazze probabilmente non le vedri più, è l'occasione per cambiare un po' abitudini, uscire un po' dai vecchi giri e frequentare magari posti dove prima non saresti andato (proponendolo anche a loro). Saranno in cerca anche i tuoi amici e avranno voglia del cambiamento. Però anche tu devi cambiare un po' visione, nel senso che l'atteggiamento passivo che ho sempre avuto anche io va abbandonato quando ci si rende conto che non "si sta vivendo", il senso di insoddisfazione può spingerti a migliorare le cose. Poi se ti va raccontaci qualcosa delle tue abituini, interessi, lavoro, così da dare consigli più pratici...

DnB90

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3

Wednesday, March 7th 2018, 12:30pm

Come ti ha detto MissMarple, questa insoddisfazione può dare il là ad un cambiamento. È una semsazione che ho provato per tantissimo tempo, ed alla fine mi sono reso conto che vivevo in funzione degli altri. Avevo un bisogno disperato della loro approvazione ed evitavo continuamente di poter essere in qualsiasi modo in disaccordo con loro. Non credevo sufficientemente in me stesso, ero molto critico nei miei confronti e così mi sono trovato a tenermi vicina anche della gente che mi teneva lì solo al bisogno. Ad un certo punto non ho più retto questo disagio ed in quel momento ho notato quanto fossero veri questi rapporti e quanto io non stessi vivendo. Questo per dirti che non devi aver paura di viverti la tua vita, anche se corri il rischio di lasciare fuori qualcuno: può succedere, e non è detto sia sempre un trauma. Non ti ci vedi in una relazione perché finora non ne hai mai avuta una ed hai paura che, quando arriverà, non sarai all'altezza dei consigli che davi agli altri, a quelli "per cui vivevi la loro vita". Tranquillo che ne sarai all'altezza, anche perché chi consiglia senza imporsi è una persona che vuole proprio evitare di mettere delle etichette, di dare cosngili tanto per darli e poi fare il contrario. Da quel poco che hai scritto, non mi sembri una persona del genere.

Se ti va di approfondire, siamo qua per dirti la nostra ;)

Finfin

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4

Monday, April 2nd 2018, 3:26am

Grazie per le cose che avete scritto! Anche se la risposta arriva un po’ in ritardo devo dire che @Missmarple e @DnB90 hanno messo l’attenzione su una cosa a cui davvero, quando scrivevo, proprio non avevo pensato: il cambiamento. In effetti devo dire che ciò che spesso spaventa è proprio il cambiamento, delle altre persone e soprattutto il mio. Questo è un periodo della mia vita dove la voglia di cambiare è tanta, anche se tutto ciò fa paura.
Voglio dire, il cambiamento di per sè lo vedo come una cosa molto bella, piena di tenacia, coraggio, voglia di progettare e reinventare se stessi. Però allo stesso tempo fa molta paura: sembra di essere davanti a un foglio bianco, una pagina tutta da scrivere o un disegno da cominciare (sono architetto, ecco perché mi viene in mente anche il disegno :D ) ma non si sa da dove iniziare. E questo mi riporta indietro, a isolarmi perché mi sento come svuotato, senza idee.
O meglio le idee le posso anche avere, ma è difficile metterle in pratica: vorrei fare più attività fisica per sentirmi meglio, mi piace l’arte e il restauro, mi piacerebbe fare il volontario per qualche associazione che si occupa di quello...sono cose belle. Ma c’è sempre qualcosa che mi blocca. La poca autostima, la paura verso il nuovo. Il trucco sarebbe riuscire a concentrare tutta la forza che hai dentro per riuscire a vincere questi blocchi. Le relazioni chissà, arriveranno anche in base alle cose che fai nella vita.
Certo anche grazie alle risposte che ho avuto in questo forum riesco a sentirmi meno solo , e a credere che posso farcela.
Quindi grazie di cuore!!! :) :) :)

Elettra7

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5

Monday, April 9th 2018, 5:39am

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