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iosonoqua

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1

Tuesday, July 29th 2014, 1:54pm

Vi hanno mai tolto la libertà di scelta?

Chi è stato? Cosa è successo? Come avete reagito? Con che occhi avete visto quella persona, dopo il fatto??

Sono abbastanza giù. Una mia "amica" mi ha chiesto di farle da damigella d'onore e io per motivi validi che lei conosce benissimo non me la sento, ma al mio rifiuto lei ha reagito troppo male, secondo me: o le faccio da testimone di nozze o non siamo più amiche. E' ancora no, per quanto mi riguarda, soprattutto messa così. Per me l'amicizia non è ricatto, è libertà perché è amore. Ma lei ha una crisi sul piano fisico (ha una malattia cronica) e per calmarla le dico sì. Così è contenta. Tra l'altro, aveva già detto a tutti che le avrei fatto da testimone ancor prima di chiedermelo.

Non è giusto, ho la nausea di questa faccenda; lei ha barattato la mia amicizia per un ruolo e non è cambiata neanche dopo la malattia: abituata ad ottenere ciò che vuole.

Ha gonfiato una situazione di per sé non grave: avremmo potuto venirci incontro perché io ci sarei stata, al suo matrimonio. Mi avrebbe avuta lì, come ho sempre fatto standole vicina Sono sempre stata dolce e comprensiva e per tutta risposta mi becco questo! Un bel collare attorno al collo e "tu vai dove dico io".

Ora che sto imparando a non mettermi sempre dopo gli altri, non mi va più bene la cosa.

Penso di parlare alla madre, in modo che la faccia ragionare lei. Però è assurdo: la mia amica ha l'età per capire ormai!!! IO NON DEVO CHIEDERE DI ESSERE LIBERA DI SCEGLIERE A NESSUNO, deve essere così e basta!!! E' l'unico diritto di essere umano che ho, è la cosa che mi definisce come persona.

Cosa ne pensate? A voi è successo qualcosa di simile??

Grazie per qualsiasi parola mi dedicherete. :)

elettroacquatico

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Tuesday, July 29th 2014, 2:54pm

Ho visto a volte che molte persone che soffrono sul piano fisico si comportano egoisticamente. La loro sofferenza e disagio devono essere rispettati certo, ma possono anche essere usati per far sentire noi più in obbligo verso di loro. Il ricatto affettivo è uno di questi sistemi, e mi permetto di dire di solito praticato da giovanissimi. Occorre sempre un grande tatto a metterli con le spalle al muro, perchè pur essendo quello della tua amica un comportamento indubbiamente egoistico nasce da una sofferenza reale, e lei per risolvere la questione usa un sistema che magari ha usato un sacco di altre volte. Per fare veramente il bene della tua amica, e anche il tuo, devi cercare di spiegarle proprio quello che hai scritto, le puoi voler bene comunque al di la del tuo ruolo nella cerimonia. Un errore invece è illuderla, fa male a lei che poi ne soffrirà, e fa male a te che cedi ancora alle costrizioni degli altri pur di sistemare le cose. Per cui fermezza, ma tanta comprensione e amore.

iosonoqua

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Tuesday, July 29th 2014, 5:47pm

Non so come ringraziarti, Elettroacquatico, perché le tue semplici e pulite parole ordinano il disordine mentale che un pò tendo ad avere!!

Ma: per "mettere la mia amica con le spalle al muro con tatto" mi consigli di vederla e parlarle o secondo te potrebbe andare bene anche una lettera? Mi è molto difficile riuscire ad esprimermi efficacemente a voce (ne sono convinta ora più che mai). Mi confondo facilmente, fra le mie aspettative, quelle altrui, i reciproci bisogni, ciò che sento io e quello che prova l'altra persona... troppe cose che mi si agitano addosso.

In più, ultimamente, non riesco ad essere molto comunicativa.

Pensavo ad un intervento della mamma perché l'ultima volta è andata davvero molto male e io ho paura di non riuscire ad avere quella fermezza di cui parli, peggiorando magari le cose. Ha pianto tantissimo, un'ora, era veramente disperata e poi ha avuto la crisi. Forse le ho ricordato cose che aveva sepolto ma non l'avevo mai fatto prima, era solo per spiegarle il mio rifiuto. Ovviamente non lo farò più.

Magari, più che sui motivi per i quali non me la sento di assumere quel determinato ruolo, potrei concentrarmi su noi due, me e lei. Certo che ho scarsa fiducia, ora come ora, perché dentro di me penso che se lei non ha voluto/potuto capire una settimana fa... sarà probabilmente ancora così.

elettroacquatico

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Tuesday, July 29th 2014, 6:22pm

Il modo giusto dipende molto dal rapporto che voi avete, Certo la lettera permette di ordinare bene le parole, di essere efficaci, però manca il contatto emotivo, manca la possibilità di vedere l'altra persona in volto e poter "guidare" di conseguenza la conversazione nel modo più efficace. Manca anche il conforto fisico, avere la persona vicino da poterla abbracciare. Non so quale sia l'età della tua amica e la sua maturità emotiva, se si sposa mi viene da pensare che abbia forse più di 25 anni. Se si dispera così per il tuo rifiuto al ruolo di damigella, permettimi, ma mi sembra che non ne dimostri più di 15. Però come ti scrivevo, le persone che vivono grossi disagi fisici a volte finiscono per avere un'emotività e una sensibilità non comuni e vanno accolte con maggiore attenzione. Se ti può ispirare ti racconto una cosa che mi successe 10 anni fa e mi è stata ricordata. Un amico che aveva dei dubbi sul futuro e su cosa voleva era molto in conflitto con se stesso. Sapevo che non potevo parlargli direttamente, ed arrogarmi così il diritto di influenzare la sua vita, gli feci così una lettera consegnata a mano, accuratamente progettata nella forma e nel contenuto. La settimana scorsa mi disse che l'aveva ritrovata fra le sue carte e gli è sembrata proprio spiegare la sua vita. Ne sono stato molto contento, Chiarisci prima bene cosa senti dentro di te, metti in ordine i tuoi pensieri, e poi spiegale, Gentilezza accoglienza ma fermezza, e se proprio proprio temi di non farcela, fatti aiutare dalla madre, ma se proprio proprio...

iosonoqua

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Tuesday, July 29th 2014, 7:15pm

Grazie ancora, "Elettroacquatico" ;)

Sai, non metto tanto in discussione la sua sensibilità (né quella di chiunque altro)... quanto il lato del suo carattere che, per come sono cresciuta soprattutto negli ultimi tempi, non va molto d'accordo con il mio essere. O col mio "divenire": Forse sono sempre stata "l'amica di tutti", quindi calma e accogliente e all'occorrenza sottomessa... ma non mi va più bene, per fortuna :)

Probabilmente è un cambiamento che spiazza.

E credo che se c'è vera amicizia, ci si ritrovi, alla fine o durante la strada. E sono la cosa in cui credo di più, i sentimenti VERI.

Per prima cosa, come dici tu, devo ordinare i pensieri. E' difficile!! Cercherò di mettere in pratica i tuoi suggerimenti. Potrei ordinare i pensieri scrivendo, e successivamente parlarle, magari preparandola prima al contenuto del nostro incontro, al fatto che le devo parlare di noi due, insomma.

Molto preziosa la tua lettera all'amico :) Vorrei avere anche io un tesoro così grande da conservare, davvero... :)))