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mpoletti

Amico Inseparabile

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1

Monday, May 15th 2017, 10:41am

Tradimento di due "amici"

Il mio delirio di indegnità (diagnosi della mia psicanalista, perciò concreta ed affidabile...insomma, non è che l'ha data il mio panettiere) fa sì che io ricerchi l'amicizia in qualunque incontri. Concedo molto tempo agli altri: le persone non si conoscono mai abbastanza e cerco di "separare il grano dalla crusca". Prendo il buono che una persona può offrirmi non considerando il lato negativo del carattere.
Pecco spesso di ingenuità: premesso che sono una persona buona, penso che lo siano anche tutti gli altri (Hitler e Stalin, per me, sono la classica eccezione che conferma la regola).

Tutto questo essere me stesso mi si è rivoltato contro domenica scorsa: due amici mi hanno tradito. Sarebbe troppo semplice raccontare tutta la vicenda anche qui sul forum, ma sono una persona corretta: ho chiesto il confronto (o il conforto?) di alcune persone...logico che a loro ho raccontato tutto.
Mi sono sentito capito? Assolutamente sì, ma ha avuto l'effetto di un aspirina: il mal di vivere non è ancora passato.
Ragazzi, ho paura di restare solo.

oro

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2

Monday, May 15th 2017, 10:55am

Scusa in che senso hai paura di restare solo?

E' normale sentirsi feriti dopo il tradimento degli amici , specie se hanno tradito la nostra fiducia e , anche la nostra ingenuità.

Fatti forza, non sei solo.

Garet74

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3

Monday, May 15th 2017, 11:22am

Normale amministrazione,fa un po male,ma te ne devi fregare,anzi,se vuoi un consiglio ,impara a riderci su,io faccio così,non mi stupisco più di niente.dopo un po impari a dosare per bene e capisci a naso di chi ti puoi fidare o no.ce il rischio di non potersi fidare di nessuno perché oramai ai giorni nostri la falsità e dilagante ,però se stai nel giusto e tu ti comporti bene ,hai tutti i motivi per stare sereno lo stesso.

mpoletti

Amico Inseparabile

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4

Monday, May 15th 2017, 1:12pm

Riderci su? Garet, grazie per la risposta, ma...a 38 anni mi sembra un po' difficile. Un po' educazione, un po' carattere, io sono quel tipo di persona che ride con poco, ma ride anche poco. Chiarisco: se una persona facesse una qualsiasi battuta su di te, mi sentirei offeso in vece tua ("Come ti permetti? Che ne sai della sua vita?"). Le battute dei comici in TV sono quel "con poco" con cui rido: so che stanno recitando una parte, perciò bisogna prenderla per ciò che è...una battuta, appunto.

mpoletti

Amico Inseparabile

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5

Monday, May 15th 2017, 3:18pm

Scusa in che senso hai paura di restare solo?


Oro, non avevo visto la tua risposta.
Tu sei appena arrivato: dovresti scandagliare tutto il forum per sapere un po' di me, perciò spero che gli altri utenti mi scusino per raccontare per l'ennesima volta la mia vicenda.

Ho trentotto anni, dall'adolescenza in poi la mia vita sociale è stata piuttosto scarsa. Motivo: una famiglia ansiosa,che mi controllava in tutto e per tutto, ed il bullismo che ho subito per circa 4 anni, mi hanno reso ciò che sono.
Anche se sono eventi passati, me li sono portati dietro come un fardello fin qua. A parte l'ansia che mi prende molto spesso, l'autostima è bassa e tendo ad attaccarmi a qualunque persona dimostri un po' di interesse per me. Mi sento come una sorta di pianta infestante, che cerca di succhiare la vitalità altrui per vivere.
Credevo di aver quantomeno acquietato un po' il tutto, grazie alla psicanalisi...ma io sono sempre io!
Lato positivo della mia esistenza: sono una persona seria ed affidabile. Purtroppo, è un po' anche il contraltare: credo che tutti siano così....ma non è vero!

oro

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Monday, May 15th 2017, 11:01pm

Ecco..mi ha colpito quel "io sono sempre io": è vero che nonostante l'analisi rimaniamo noi stessi, vuoi per indole o per esperienze precedenti, il nostro modo di affrontare le cose è un po' difficile da radicare, ma ci si può lavorare ancora, non so da quanto sei in analisi.

Persona seria e affidabile che pensa che anche gli altri siano così, non sei il solo, ma cantonate se ne prenderanno sempre, purtroppo.

Che cosa vuoi intendere con il succhiare la vitalità altrui per vivere?

Garet74

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Tuesday, May 16th 2017, 8:10am

Col riderci su intendevo farti capire che è inutile prendersela perché di situazioni così nella vita ne capitano una alla settimana..in ogni situazione,quindi è meglio sdrammatizzare ,e farci sopra una risata..questo secondo me ,non è che devi per forza ragionare come me...

mpoletti

Amico Inseparabile

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8

Tuesday, May 16th 2017, 9:59am

Scusami Garet, ma non ci trovo nulla di divertente :(.
Il problema - se vogliamo - è mio: essendo una persona molto fedele, sincera ed al contempo insicura molto desideroso di contatti sociali, mi attacco con facilità alle persone, trovando - anche nei caratteri più burrascosi - il lato buono e dando per scontato che non mi tradiranno mai.
Essendo una persona priva di una certa vitalità, mi attacco con facilità alle persone che dimostrano di essere più vitali di me. Se incontrassi un mio "sosia caratteriale", probabilmente ci derpimeremmo a vicenda.
Come si suol dire, "ad esser troppo buoni, si diventa..." e vengo spesso "coglionato".

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Giovane Amico

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Tuesday, May 16th 2017, 10:34am

Secondo me sbagli ad attaccarti con facilità alle persone, 9 su 10 hai a che fare solamente con spazzatura che prima o poi ti butta come uno straccio vecchio.

Un tempo ci credevo anche io. Poi ho vissuto e visto, direttamente e indirettamente ad altri, una tale serie di bassezze e fregature che mi hanno fatto tagliare i ponti con quasi tutti. Da un bel pezzo non frequento praticamente nessuno, giusto un paio di persone se e quando capita, il resto vada per la sua strada che non è e non sarà mai la mia.
Non ho più intenzione di mischiarmi con il letame sociale di oggi, ho imparato l'adattamento all'habitat.

*Asia*

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Tuesday, May 16th 2017, 10:44am

Secondo me sbagli ad attaccarti con facilità alle persone, 9 su 10 hai a che fare solamente con spazzatura che prima o poi ti butta come uno straccio vecchio.


Infatti, siamo noi che sbagliamo ad idealizzare i rapporti pensando che possa esistere l'amicizia come ce l'hanno raccontata i filosofi. Bisogna partire con l'idea che si tratta sempre di uno scambio: quando qualcuno ti cerca o ti dà corda la prima domanda farti è: in che modo spera che io gli possa essere utile? cosa pensa di ottenere da me?
La seconda domanda è: io cosa ci guadagno?

A seconda delle risposte vedi come gestire il rapporto, in pochi casi ne varrà la pena.

mpoletti

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Tuesday, May 16th 2017, 10:48am



Infatti, siamo noi che sbagliamo ad idealizzare i rapporti pensando che possa esistere l'amicizia come ce l'hanno raccontata i filosofi. Bisogna partire con l'idea che si tratta sempre di uno scambio: quando qualcuno ti cerca o ti dà corda la prima domanda farti è: in che modo spera che io gli possa essere utile? cosa pensa di ottenere da me?
La seconda domanda è: io cosa ci guadagno?

A seconda delle risposte vedi come gestire il rapporto, in pochi casi ne varrà la pena.


Ognuno a suo modo, mi ha dato qualcosa su cui riflettere, grazie.
Sapete, pecco spesso di ingenuità (credo che i rapporti siano sempre sinceri). In questo caso, era una conoscenza (anzi, due) che duravano circa sei anni: credevo che un periodo così lungo avesse consolidato il rapporto.
Non ho considerato, però, che col tempo le persone cambiano....e ne sto pagando le conseguenze.

Nathanim

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Tuesday, May 16th 2017, 10:50am

Hey ... :)

La conosci la teoria dell'imbuto? :D

Un modo ironico di dire una cosa seria: hai visto come è fatto un imbuto, no?

Quando ti rapporti alle cose, oppure alle persone, tu che tipo di imbuto sei? Sei di quelli che presentano all'oggetto o all'interlocutore la parte larga, immagino: accoglienza, disponibilità, gentilezza, apertura, confidenza, amicizia.

Poi quando ti accorgi che questa persona non merita tutto ciò, tu ti fai stretto, un tubicino che lascia passare di meno. Alla fine la persona ti oltrepassa.

Invece, prova a fare il contrario: comincia dalla parte stretta, e poi se la persona merita, ti fai largo.

Così si è un bravo imbuto.

:):)

oro

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Tuesday, May 16th 2017, 11:13am

Ora ho capito cosa intendevi, mpoletti, e fondamentalmente i rapporti s'instaurano sempre con una base di opportunismo da entrambe le parti.

Devi imparare, come dice Nathanim, ad essere più prudente prima di credere negli altri in modo totale.

Devo dire che, molto tristemente, Asia ha ragione.



Ps. faccio parte anch'io di quelli stradelusi dai rapporti interpersonali.

mpoletti

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Tuesday, May 16th 2017, 11:30am

Invece, prova a fare il contrario: comincia dalla parte stretta, e poi se la persona merita, ti fai largo.

Così si è un bravo imbuto.


Nathamim, non è facile: il problema è che le persone non si conoscono mai abbastanza e, comunque, possono cambiare.
Per esempio, ho conosciuto molte persone single che - una volta fidanzate - erano irriconoscibili....

Garet74

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Tuesday, May 16th 2017, 1:19pm

Scusami Garet, ma non ci trovo nulla di divertente :(.
Il problema - se vogliamo - è mio: essendo una persona molto fedele, sincera ed al contempo insicura molto desideroso di contatti sociali, mi attacco con facilità alle persone, trovando - anche nei caratteri più burrascosi - il lato buono e dando per scontato che non mi tradiranno mai.
Essendo una persona priva di una certa vitalità, mi attacco con facilità alle persone che dimostrano di essere più vitali di me. Se incontrassi un mio "sosia caratteriale", probabilmente ci derpimeremmo a vicenda.
Come si suol dire, "ad esser troppo buoni, si diventa..." e vengo spesso "coglionato".

È ovvio che non ci trovi nulla di divertente,nessuno credo potrebbe,ma metterci un po di ironia ,ti può aiutare a non pensarci e a passarci sopra senza farti venire troppo sangue amaro..