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Caos

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Sunday, May 22nd 2016, 8:36pm

Non riesco ad accettare che gli altri possano fare a meno di me

E' odioso da ammettere ma non riesco ad accettarlo, ad esempio oggi ho parlato con una mia ex collega e ho saputo che la società sta andando avanti anche senza di me, io che mi ero convinto di lasciarli nella m...a, ma è capitato anche venerdì, quando i miei amici hanno comunque organizzato una cena alla quale io non potevo partecipare per cause di forza maggiore.

Razionalmente so che la vita degli altri prosegue, ma non me ne capacito e questo mi genera malessere e astio nei confronti di chi non osa contattarmi o comunque proseguire la sua vita senza di me.

Non capisco se questo mio comportamento è un atto egocentrico o di bassa autostima, fatto sta che ne soffro molto e vorrei imparare a gestirlo.

In sostanza guardo troppo le vite altrui e poco la mia.

Voi cosa ne pensate?

Caos

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Monday, May 23rd 2016, 8:27pm

quindi? nessun parere

Aiden il venerabile

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3

Tuesday, May 24th 2016, 3:55am

Ma gli altri intendi proprio tutti?
Se sei un impiegato - esempio - Amazon è chiaro che l'azienda può fare a meno di te.

Il problema è che, almeno sul lavoro, nessuno è insostituibile. A meno che tu non sia tipo un'artista, allora davvero gli altri non possono fare a meno di me. Non so se vado un po' OT, ma un mio collega mi ha raccontato di Emilio Cigoli e di quando lui si distaccò dalla sua società di doppiaggi per attriti vari. Allora per doppiare John Wayne loro utilizzarono doppiatori diversi...tragedia, i fan insorsero e i tizi furono costretti a richiamare Cigoli adeguandosi alle sue richieste.

Ecco, a parte casi come questi credo che nessuno di noi sia indispensabile.

Da un punto di vista sentimentale invece ci sono uomini e donne che dopo essere stati lasciati non trovano più un sostituto. In quel caso però non credo che sia l'ex ad essere una divinità, ma l'uomo e la donna un po' tonti.

meraviglianfantasy

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Tuesday, May 24th 2016, 10:16am

Io penso in breve , che bisogna , sapersi arrendere quando c'è da arrendersi , e farsi a avanti quando c'è da farsi avanti , lasciando da parte la rabbia..offese..ecc..

Caos , non ti conosco , ma non credo sia il tuo caso di arrendersi.

Io ho conosciuto centinaia di persone che nella vita non mi hanno più chiamata per sentirmi e sapere come sto , a tal punto che io ora non mi fido più di quasi nessuno..
Però ho anche imparato che per interesse in certi casi bisogna farsi avanti , come fanno molti che agiscono per interesse, anche se non è mai stato nel mio stile , però è la legge della vita. Per questo non mi piace più questo mondo , ma per vivere, sopravvivere , ogni tanto bisogna azzardare. Aggiungo fingendo che tutto vada bene!

Ora non so se è il tuo caso , ma se credi di essere insostituibile , fatti avanti subito con una scusa, non aspettare , mostra te stesso , la tua personalità , il tuo coraggio , insisti , fatti vedere che ci sei , e fai capire che sei insostituibile , mostrando il tuo e magari trovando errori altrui , se serve !


Se invece credi che sia meglio allontanarsi dalle persone di cui parli , per gravi motivi , allora allontanati senza rimorsi, e pensa ad altro.

Ma la sai solo tu la misura con cui ti sei allontanato , o ti hanno allontanato.. lavoraci sopra

ciao..

Caos

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Tuesday, May 24th 2016, 10:27pm

Il discorso è che non capisco se sono io troppo pretenzioso o egocentrico, ma quando vedo qualcuno di mia conoscenza diventrirsi anche senza mi me, mi arrabbio e mi abbatto, credendo di non valere nulla se gli altri proseguono la loro vita dimenticandosi di me

6

Wednesday, May 25th 2016, 6:27pm

Non capisco se questo mio comportamento è un atto egocentrico o di bassa autostima, fatto sta che ne soffro molto e vorrei imparare a gestirlo.
Con ogni probabilità è un deficit di autostima, il quale ti porta a ignorare le manifestazioni a tuo favore (non ci credi, non le ritieni attendibili o non ti bastano mai) a favore di quelle contro di te (indifferenza, attacchi, etc.).

Queste ultime (le manifestazioni contro) tipicamente sono percepite in modo enfatizzato, per cui sembrano più grandi di quel che sono in realtà.
Ciò inficia l'autostima e si instaura un circolo vizioso pericoloso.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

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Wednesday, May 25th 2016, 6:59pm

Non capisco se questo mio comportamento è un atto egocentrico o di bassa autostima, fatto sta che ne soffro molto e vorrei imparare a gestirlo.
Ciò inficia l'autostima e si instaura un circolo vizioso pericoloso.



Pericoloso quanto?

È come è possibile spezzarlo?

8

Friday, May 27th 2016, 12:02am

Non capisco se questo mio comportamento è un atto egocentrico o di bassa autostima, fatto sta che ne soffro molto e vorrei imparare a gestirlo.
Ciò inficia l'autostima e si instaura un circolo vizioso pericoloso.
Pericoloso quanto?

È come è possibile spezzarlo?
Pericoloso tanto da farti stare come stai, scrivere quello che scrivi e peggiorare ancora un tot.

Si spezza ridefinendo i propri parametri di "essere indispensabili agli altri", innanzitutto diventando indipendenti nelle scelte e nei gusti e nelle frequentazioni, poi di conseguenza dal giudizio degli altri
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

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Saturday, May 28th 2016, 2:23am

Non capisco se questo mio comportamento è un atto egocentrico o di bassa autostima, fatto sta che ne soffro molto e vorrei imparare a gestirlo.
Ciò inficia l'autostima e si instaura un circolo vizioso pericoloso.
Pericoloso quanto?

È come è possibile spezzarlo?
Pericoloso tanto da farti stare come stai, scrivere quello che scrivi e peggiorare ancora un tot.

Si spezza ridefinendo i propri parametri di "essere indispensabili agli altri", innanzitutto diventando indipendenti nelle scelte e nei gusti e nelle frequentazioni, poi di conseguenza dal giudizio degli altri


Di quale scelte parliamo, mi sembra di essere nel complesso una persona indipendente, ho fatto scelte abbastanza importanti, vedi il cambio di città per motivi di lavoro, e questo lato è quello razionale, dove mi capacito del fatto che allontanandomi dagli affetti questi proseguiranno comunque la loro indipendenza, mentre la mia pancia non lo accetta, non ammette che tutto vada avanti.

Di che frequentazioni parli esattamente?

10

Saturday, May 28th 2016, 8:42pm

Di quale scelte parliamo, mi sembra di essere nel complesso una persona indipendente, ho fatto scelte abbastanza importanti, vedi il cambio di città per motivi di lavoro, e questo lato è quello razionale, dove mi capacito del fatto che allontanandomi dagli affetti questi proseguiranno comunque la loro indipendenza, mentre la mia pancia non lo accetta, non ammette che tutto vada avanti.

Di che frequentazioni parli esattamente?
Cambiare città è certamente una scelta importante. Però viaggiare non sempre significa essere indipendenti.
Bisogna riuscire a cambiare registro anche con la mente.

Allontanarsi da un luogo è un modo di allungare l'elastico, ma questo non si spezza se continuiamo a vivere come se fossimo ancora nel vecchio gruppo.

Per spezzare l'elastico bisogna fare come fanno gli altri: proseguire con la propria indipendenza.
Chi non ha questo "problema" era e rimane indipendente anche senza spostarsi.

Non è il viaggio che fa l'indipendenza, quindi, ma lo spostamento che si fa nella propria mente.

Se trovassi un nuovo gruppo riusciresti meglio a non pensare alle vecchie conoscenze.
Nella tua mente prenderebbe quasi il posto dell'altro e ti dimenticheresti (incredibilmente) di controllare cosa stanno facendo quelli del vecchio gruppo.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

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Saturday, May 28th 2016, 11:42pm

Di quale scelte parliamo, mi sembra di essere nel complesso una persona indipendente, ho fatto scelte abbastanza importanti, vedi il cambio di città per motivi di lavoro, e questo lato è quello razionale, dove mi capacito del fatto che allontanandomi dagli affetti questi proseguiranno comunque la loro indipendenza, mentre la mia pancia non lo accetta, non ammette che tutto vada avanti.


Se trovassi un nuovo gruppo riusciresti meglio a non pensare alle vecchie conoscenze.
Nella tua mente prenderebbe quasi il posto dell'altro e ti dimenticheresti (incredibilmente) di controllare cosa stanno facendo quelli del vecchio gruppo.


Conoscendomi sarebbe un palliativo, non è un determinato gruppo di persone, sono tutte che alla lunga mi generano quei sentimenti.

12

Sunday, May 29th 2016, 6:38pm

Concordo con Bruce... cambiare città, o quel che sia, non ti rende una persona mentalmente indipendente.. Tu probabilmente, seppur involontariamente e senza accorgertene, sei dipendente dagli altri, badi agli altri, a ciò che fanno.. e quindi credi che anche gli altri dipendano da te. In realtà ognuno dovrebbe avere il dono di non dipendere da nessuno. Si può dipendere economicamente da un genitore, ad es, ma essere indipendenti al tempo stesso.. lo si è quando si è convinti di poter dire 'io non dipendo da nessuno', posso vivere da solo al mondo.. Tu puoi dirlo? Se fai paragoni con gli altri e pensi agli altri, no. I tuoi colleghi, a meno che tu non avessi nell'azienda un lavoro che SOLO TU potevi fare (per capacità personali particolari), è ovvio che ce l'abbiano fatta anche senza te.. Ricorda che tutti sono utili ma nessuno indispensabile! Se il tuo discorso fosse terminato con il riferimento al lavoro, non ti avrei biasimato... ci può stare, magari ti senti così importante e indispensabile.. Ma quando poi hai menzionato i tuoi amici, allora c'è un problemino. Perchè i tuoi amici non potrebbero ugualmente organizzarsi, uscire e divertirsi senza di te? Vai a fondo della cosa, ti senti il motore del tuo gruppo di amici? Perchè mai senza te non dovrebbero star bene ugualmente?
Non conosco la tua età, e non so se sei fidanzato sposato o single; mettiamo caso tu abbia una fidanzata.. secondo te, se tu dovessi lasciarla, stando a questo discorso, lei dovrebbe morire senza te, allora? Sembrerebbe che tu abbia tanta autostima, tanto da sentirti indispensabile.. ma credo al tempo stesso che chi è convinto di se stesso, non si "piange addosso" se gli altri proseguono senza di lui.. quindi, opterei più per una mancanza di autostima.

Caos

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Sunday, May 29th 2016, 6:52pm

Perchè i tuoi amici non potrebbero ugualmente organizzarsi, uscire e divertirsi senza di te? Vai a fondo della cosa, ti senti il motore del tuo gruppo di amici? Perchè mai senza te non dovrebbero star bene ugualmente?


E' quello che mi da fastidio, il fatto di poter proseguire senza di me, e, al contempo, di non ricercarmi e non sentirmi desiderato.

Vorrei tutti ai miei piedi, sentirmi indispensabile, se questo non fosse possibile e non lo è, allora vorrei che tutti stessero a casa senza uscire, non mi piace l'idea che il mondo vada avanti senza di me.

14

Sunday, May 29th 2016, 7:22pm

Scusami, ma tu, a tua volta, non vai avanti senza gli altri? Se del tuo gruppo di amicizie, quello che si è organizzato lo stesso senza di te, uno dei tuoi amici venisse meno per motivi suoi, tu non usciresti lo stesso?

15

Sunday, May 29th 2016, 8:59pm

Vorrei tutti ai miei piedi, sentirmi indispensabile, se questo non fosse possibile e non lo è, allora vorrei che tutti stessero a casa senza uscire, non mi piace l'idea che il mondo vada avanti senza di me.



Semplice narcisismo.