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Renegade

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1

Sunday, August 18th 2019, 11:52am

Mi da fastidio la gioia di chi amo

Prima di passare per la stronza di turno, cattiva e senza cuore, vorrei provare a spiegarmi bene, perché non sono una brutta persona, giuro! Credo.
In fondo, già il fatto che mi ponga il problema e voglia a tutti i costi risolverlo, mi rende un po’ meno mostruosa, no?
Lo ammetto, dopo anni di negazione: mi da fastidio, quando a qualcuno a cui tengo succede qualcosa di bello o quando questi si diverte, in mia assenza.
Se sto al telefono con un’amica e sento che in sottofondo ride con altra gente, io rosico; si, rosico, mi da fastidio.
Se il mio ragazzo organizza una giornata al poligono con un amico ed è felice di andare, a me sale il demonio, come se mi stesse facendo un torto, come se fosse un bastardo senza cuore, che osa essere felice nonostante la mia assenza.
È brutto, orribile da vivere e da ammettere. Ma ammettere un problema, è il primo passo per risolverlo.

Accade per lo più con le amiche più strette ed il mio ragazzo, quindi con le persone a cui tengo di più e nei confronti delle quali, quindi, suppongo di essere più insicura.
Dovrei essere felice della loro felicità, proprio per l’affetto che ci lega...invece mi ritrovo offesa e nervosa, ogni volta che organizzano qualcosa per conto loro.

Lo nascondo, perché so che meritano quella felicità e perché, per quanto suoni assurdo dopo ció che ho appena detto, di fatto non voglio che stiano male.
Nonostante mi dia fastidio il loro stare bene in certe situazioni, non godo assolutamente se, al contrario, queste persone soffrono.
Non trovo piacere nel dolore altrui, anzi, la loro sofferenza diventa letteralmente la mia!
È complicato, lo so.

Esempio: il mio ragazzo ha questo gruppo di amici a cui sono davvero affezionata. Non ho davvero nulla contro di loro, anzi, molti sono davvero belle persone.
Il gruppo è sull’orlo di sfasciarsi per litigate interne. Io sono contenta. Eh già.
Sono contenta perché così lui avrà più tempo per me, meno occasioni di uscire (e quindi fare potenziali strani incontri)...ma questa scintilla di contentezza si spegne subito: lui è sotto un treno.
Lo vedo giù ed io sto male nel vederlo così. Sto così male, che mentre si sfoga ed è triste, io empatizzo al punto da mettermi quasi a piangere.
A quel punto, nonostante il fastidio che provo nei confronti dei suoi momenti con loro, spero con tutto il cuore che il gruppo torni unito (cosa che poi, di fatto, è successa dopo qualche settimana).

Credo che di base, ci sia un’insicurezza; magari la paura che, in mia assenza, il mio ragazzo possa incontrare qualcuna (se esce a cena con gli amici, ad esempio)...o che le persone inizino a rivalutarmi, quando si accorgono di stare molto bene anche senza di me.
Lo so, è normale e giusto che sia così, eppure la cosa mi spaventa.
Non posso pretendere di essere il centro del mondo, l’unica fonte di gioia di chi amo...sarebbe totalmente malato e, se così fosse, dovrei preoccuparmi, perché significa che quella persona ha un forte squilibrio sociale...eppure niente, quel fastidio rimane.
Quella paura di perdere chi amo, non se ne va. Sono felice se so che le mie amiche quella sera sono rimaste a casa. Sono serena, se il mio ragazzo all’ultimo disdice, perché non aveva voglia di uscire con gli altri.
Sia chiaro: non ho MAI sabotato nessuno. Semplicemente, se fortuitamente c’è un contrattempo e all’altro non dispiace troppo, io godo.

È particolare come meccanismo mentale, perché è anche inverso: se sono con le mie amiche e mi sto divertendo, provo una punta di dispiacere per il mio Lui e, per paura che non si senta importante, gli scrivo o lo chiamo, per sentire come sta.
Naturalmente sono felicissima di farlo ed anche lui lo è...ma il punto è che proietto il mio stesso ragionamento sugli altri che, invece, probabilmente, non si pongono assolutamente i miei stessi problemi.

Spero di non ricevere giudizi troppo duri, ma semplici pareri

Leyla

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Sunday, August 18th 2019, 1:44pm

Si chiama gelosia.
La quiete di coloro che ci hanno preceduto non può alleviare l'inquietudine di coloro che seguono.

Renegade

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3

Monday, August 19th 2019, 5:43pm

Peró perché provare fastidio anche quando, ad esempio, lui passa del tempo con i genitori, in casa?
Perché dovrei essere gelosa del padre e della madre? O del suo stesso cane o di un gioco del pc?
Perché dovrei essere gelosa della sorella delle mie amiche?
Non so..magari hai ragione..ma se così fosse, sarebbe una cosa davvero patologica e nemmeno me ne renderei conto!

Leyla

Santa Impazienza

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4

Monday, August 19th 2019, 6:31pm

Ciao. Io ero come te. Forse peggio. Piazzavo delle scenate isteriche da Oscar tra l'altro. Poi ho capito che la gelosia "pesante" è un modo sicuro per perdere il partner. Ho imparato a trattenermi e col tempo la mia ossessività è diventata una gelosia "normale".
La quiete di coloro che ci hanno preceduto non può alleviare l'inquietudine di coloro che seguono.

5

Monday, August 19th 2019, 8:08pm

Sarà un pò di egoismo.
No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it.

Make your voice heard.

Renegade

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Tuesday, August 20th 2019, 1:39am

Ciao. Io ero come te. Forse peggio. Piazzavo delle scenate isteriche da Oscar tra l'altro. Poi ho capito che la gelosia "pesante" è un modo sicuro per perdere il partner. Ho imparato a trattenermi e col tempo la mia ossessività è diventata una gelosia "normale".


Io scenate tendenzialmente non ne faccio, un po’ per carattere ed un po’ perché, spesso, mi accorgo che il mio sentimento è esagerato rispetto alla situazione.
Tengo tutto dentro, ma non mi va più di stare male e provare questa negatività inutile.
Reprimere, a lungo andare, mi rende rancorosa o comunque negativa.
Come hai fatto a superare la cosa?

Leyla

Santa Impazienza

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Tuesday, August 20th 2019, 6:04am

Se acquisti fiducia in te stessa, se comprendi il potenziale che riesci ad esprimere, rivaluti tutto.
Anche il rapporto con l'altro. Io partivo da una base di autostima sottozero ed era questo a fregarmi:
tutto quello che succedeva di bello agli altri lo vivevo come un affronto, una carognata perché mi
sentivo il Calimero di turno.
Sono stata un bel pò di mesi single e ho coltivato interessi miei e solo miei, senza pretendere che
gli altri potessero seguirmi o condividerli. Ti giuro che mi era cambiata anche l'espressione della faccia.
E mi sentivo benissimo.
Poi, non sono una santa, di fondo rimango una gelosona, ma non lo esprimo né a gesti né a parole quasi
mai. Ma per quest'ultimo punto penso che l'età sia un vantaggio: una scenata di gelosia può anche starci,
a 45 + 1 credo che provocherei imbarazzo e pena. A me stessa.
La quiete di coloro che ci hanno preceduto non può alleviare l'inquietudine di coloro che seguono.

arianna73

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8

Tuesday, August 20th 2019, 1:02pm

Forse è anche la mancanza di serenità che hai a casa Renegade.Ogni felicità e serenità che ti escludono, anche senza l'ombra di malafede o cattiveria deliberata verso di te, ti sembra qualcosa che ti ricaccia nel tuo angolo di solitudine e angoscia. E il fatto che qualcuno di cui tu hai bisogno viscerale possa essere felice anche senza aver bisogno della tua presenza ti "sgretola".
Penso anch'io che acquisendo un po' di fiducia magari nella vita oltre che in te ti sentirai meglio, senza bisogno di aggrapparti a tutto per non sentirti franare senza che ti "sfugga" proprio niente :)

c'è una frase rasserenante da uno dei primi successi di Montalbano , non so se la ricordo precisa-precisa ma in sostanza era che lui va a prendere la sua fidanzata all'aeroporto e arriva che lei se la sta sbrigando serena ed efficiente senza di lui, senza averne bisogno. E lui guardandola dice con innamorata gioia (o lo pensa, non rileggo più da tanto questo libro) "Amo guardarla vivere senza di me". :love:

Leyla

Santa Impazienza

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Tuesday, August 20th 2019, 3:08pm

@Arianna: con tutto il rispetto per Camilleri, ma se so che un uomo guardandomi pensa la frase che hai scritto lo
lascio immediatamente, perché va bene l'indipendenza, la sicurezza e tutto, ma la persona che amo deve anche
sentire la mia mancanza e il bisogno di avermi vicino. Altrimenti non c'è senso a stare assieme.
Per il resto concordo con te.
La quiete di coloro che ci hanno preceduto non può alleviare l'inquietudine di coloro che seguono.

arianna73

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Tuesday, August 20th 2019, 3:35pm

Beh ma lui intendeva dire che amava saperla felice ANCHE senza di lui , non proprio PERCHE' stava senza di lui :assi:
Quello sarebbe effettivamente un po' troppo :assi:
Amava saperla e vederla serena e indaffarata, in grado di cavarsela e vivere la sua vita.
Facendo appello alla parte più disinteressata del suo affetto nella relazione, che in tanti altri aspetti aveva il suo mix di fiducie, gelosie, orgogli etc del tutto umani :) (precisando infatti che io spero in una capacità di voler bene non totalmente calcolata, però manco credo agli amori "incondizionati" eh, né nelle relazioni di coppia e più, né in amicizia né in famiglia etc...sono contraria alle ricerche inutili di santità improbabile :D )

Leyla

Santa Impazienza

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Tuesday, August 20th 2019, 3:44pm

Troppo cerebrale per me come ragionamento....
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arianna73

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Tuesday, August 20th 2019, 4:05pm

io mi sono spiegata male ma il concetto è quanto di più spontaneo e "di cuore" - è il voler bene che vuole il bene dell'altro, a prescindere da noi.
L'uomo che ci vuole serene e forti per il nostro stesso bene e la nostra stessa serenità, anche se lui non c'è , che magari si tiene la pungolatura nel cuore di non essere indispensabile ma gioisce per noi.
La madre che magari ha il suo groppo in gola da nido vuoto dopo tanti anni di dedizione e magari anche sacrifici, però è felice di aver tirato su figli autonomi che non hanno "sempre" bisogno di lei e hanno una vita autonoma
L'amico che non vuole essere tagliato fuori dalla nostra vita, però se vede che una passione che ci godiamo senza di lui ci fa felici è felice per noi.

cose così.
Io onestamente un uomo di quel tipo è l'unico uomo col quale mi azzarderei a vivere una relazione , quando mi sono resa conto di aver attraccato degli smaniosi dell'amour fou simbiotico o morte (tutti inizialmente paludati da tombeur de femmes e seduttori allegramente cinici e scherzosi, accidenti) prima o poi me la sono data a gambe :D

fuoco_fatuo

Giovane Amico

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13

Tuesday, August 20th 2019, 10:15pm

ti sei spiegata benissimo arianna, tranquilla. e hai parlato di quanto di più bello e più puro possa esserci in una relazione. ma non è per tutti.

Leyla

Santa Impazienza

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14

Wednesday, August 21st 2019, 11:28am

È vero Arianna. Ti sei spiegata benissimo. Grazie.
La quiete di coloro che ci hanno preceduto non può alleviare l'inquietudine di coloro che seguono.

Elisa89

Ogni lasciata è persa

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Saturday, August 24th 2019, 11:28am

Io sono estremamente gelosa e invidiosa da sempre di tutti e tutto, ma ho imparato a "non pensarci" e a non farmene un cruccio.
Spesso invidio le persone che stanno bene con sé stesse e con le loro scelte (o che mi sembrano tali perchè spesso non è tutto oro quello che luccica!) oppure invidio tantissimo chi è pieno di soldi.
È un mio tratto che semplicemente cerco di controllare per evitare appunto le scenate perchè inutili. Invidio la mia amica che a 17 anni ha trovato il suo primo e unico uomo con cui dopo 8 anni ha comprato casa e ha una bambina. Non hanno vita sociale svolgono lavori banali e sono poco istruiti ma a loro va bene e invidio la loro (apparente?) serenità.
Invidio mio marito quando va in bici da corsa perché lui fa qualcosa che lo rende felice mentre io in quel momento sono a casa a fare i mestieri.
Ma soprattutto invidio i figli di papà perché non hanno bisogno di lavorare e si trovano una casa propria già pagata.
Capisco che il tutto deriva da una sorta di insoddisfazione e di senso di incompiuto che è dentro di me ma che credo non mi abbandonerà mai.

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