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gloriasinegloria

Pilastro del Forum

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Sunday, July 5th 2020, 6:19pm

La psicologia foraggia vittimismo inconcludente? Ma quando mai.


A mio parere lo foraggia tutta quella psicologia (che mi sembra stia provvidenzialmente passando di moda) che è alla perenne "ricerca del trauma" anche quando di traumi non c'è traccia, e che trascina la gente per anni di chiacchiere, instillando la implicita convinzione che il problema sia necessariamente e sempre in persone o eventi che sono altro dal paziente e di cui lui è stato vittima.
E ti giuro che era il mio TERRORE quando ebbi gli attacchi di panico : l'idea di dover entrare in quel tunnel di chiacchiere "alla ricerca del trauma" in cui vedevo e vedo incanalati tanti conoscenti, molti dei quali hanno contribuito di portafoglio al benessere anche di terapeuti di primissimo livello, e che non hanno risolto assolutamente nulla NEGLI ANNI.

Quanto a lavoro-amici-amori... credo che sia un incompetente o uno squallido "rubastipendio" quel terapeuta che non aiuti il paziente a focalizzare i propri punti di forza e di debolezza e a capitalizzare i primi e correggere i secondi.
Ma aldilà di questo (che poi è mission molto simile a quella del buon genitore e del vero amico) ...ma scusa Dalia...non è che lo psicologo ci possa trovare il lavoro o gli amici!
Ma è proprio parte della sua funzione quella di stimolare (nel modo più sapiente e garbato possibile) un cammino autonomo.

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E quanto alla cattiveria del mondo attuale...sarò anche monotona, ma io ricorderei soltanto che la bontà e la solidarietà umane erano così tanto fiorenti, anche solo un secolo fa, che forse tre quarti degli italiani pativano la stessa vita di stenti e sfruttamento che oggi ci fa passare brividi quando la vediamo (in tv) negli immigrati sotto caporalato. E non la facevano solo in tempo di guerra, no no. La facevano per tutta la vita. E in tempo di guerra, tanto per gradire, ci si poteva aggiungere la delizia solidale del "mercato nero" , o dove qualunque congiunto un po' originale aveva la strada segnata del convento o del manicomio, per mano dei congiunti stessi.
Tutti pensano a cambiare il mondo, ma nessuno pensa a cambiare se stesso. (L. Tolstoj)