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Fiamma verde

Amico Inseparabile

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1

Friday, April 12th 2019, 12:57pm

La posizione dello psicologo

Sicuramente molti di voi son passati dall'amore-ossessione per il proprio dottore o dottoressa.
Qui non voglio parlare di questa cosa, è assodato che spesso nasca un sentimento, ma quanto sanno gestire questo sentimento i dottori?
Oggi son venuta a sapere da una utente che conosco da poco tempo, che si è tagliata le vene scoprendo che il proprio dottore è sposato e non può amarla. Lei mi diceva " non porta la fede, allora ho speranza". A nulla è valso dirle che molti uomini sposati non portano la fede. A nulla è valso la mail che la mail che lei gli ha scritto, e a cui non ha risposto. Il risultato è che lei ha tentato di uccidersi e il dottore presumo che sapesse la gravita della sua situazione,;visto che l'aveva seguita anni prima in ospedale psichiatrivo. Quindi mi chiedo, ma la posizione di uno psicologo in questi casi non dovrebbe essere più chiara e decisa fin dall'inizio? Specialmente nel caso di pazienti single che sono più vulnerabili. Intendo pazienti sia maschi che femmine.
Voglio dire che forse tutto questo si poteva evitare se questo dottore fosse stato piu chiaro sul suo staro sentimentale, gia anni fa, e se avesse negato il suo assenso a riprendere in cura una pazuente chiaramente fissata con lui.
La sua posizione è stata scorretta tant'è che, a detta di lei, ora lui si sente responsabile per ciò che è successo, e ora, solo ora non si fa più vedere da lei. Mi pare che ci abbia pensato un pò troppo tardi. Perchè non l'ha fatto prima?
fine della storia, della vita, della strada, della....

Morpheus88

Utente Avanzato

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2

Friday, April 12th 2019, 6:51pm

sai qual è il suo indirizzo terapeutico per caso?

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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Saturday, April 13th 2019, 5:44pm

Alcuni psicologi pensano che l'idealizzazione di una cliente sia benefica in se, in quanto la fa riscoprire donna, la spinge alla cura di se stessa, le mostra che le possibilità di amare ci sono, e questa idealizzazione ne è la prova.

Poi qualcuno si spinge anche più in là, ma è un terreno minato, in quanto potrebbe rovinare quello che ha ricostruito nella persona cliente. Ecco perchè il regolamento di queste professioni prevede di non avere contatti imbarazzanti, e tanto meno accendere speranze verso se stesso. Ma il tutto non è facile. Si puo' discutere solo dopo parecchio tempo se è stato un successo o meno per il cliente disturbato.

Comunque, le esperienze sono cio' che riempiono la nostra vita. Anche se non sono belle dopo, possono essere belle durante, oppure concludersi malamente.

In quanto ai tentativi di suicidio non riusciti, sappiamo tutti che è una tecnica femminile subdola per avere attenzione o per istillare sensi di colpa.

Se una persona vuole veramente suicidarsi, lo fa per non tornare indietro e va sul sicuro. Altrimenti ci si tagliuzza un po', per masochismo e per vedere l'effetto che fa. Cose da immaturi, che dovrebbero tornare all'asilo per fare ripetizione.
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mayra

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Saturday, April 13th 2019, 5:49pm

Ci sono persone che hanno tentato di suicidarsi e sono state salvate, ma non l'hanno fatto con lo scopo di attirare l'attenzione, in quel momento avevano realmente la volontà di togliersi la vita. Suicidarsi non è come spegnere l'interruttore della luce.

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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5

Sunday, April 14th 2019, 11:23am

Invece è proprio così. Come spegnere l'interruttore della luce.

Se chi vuole suicidarsi non lo fa con un mezzo immediato, è chiaro che poi verrà preso dalla paura e dal ripensamento, o darà modo a qualcuno di intervenire.

Quindi il suo vero e recondito scopo non era quello di spegnere la sua luce, ma accendere quella degli altri.
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arianna73

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6

Sunday, April 14th 2019, 12:47pm

Tempo fa ho sentito o letto un famoso psichiatra (forse V. Andreoli) che diceva che dietro un "voglio morire" in realtà c'è quasi sempre un "aiutami a vivere". Credo commentasse la cinica e triste notizia di una persona che col suo tentativo di suicidio aveva fermato il traffico e di fronte alla reazione inviperita degli automobilisti che l'avevano incoraggiato a spicciarsi ad ammazzarsi purché si smuovesse il traffico si è suicidato davvero.

Penso lo psichiatra avesse ragione, come dice lui è QUASI sempre così.
A volte no, anche se il suicidio non è immediato - ve ne sono di preparati a lungo, premeditati, sofferti, riusciti al secondo o terzo tentativo, insomma il voler accendere le luci degli altri forse è in qualche angolo remoto ancora desiderato ma non si considera più possibile...

E il tutto credo comunque sia diverso dalle tecniche autolesioniste subdole per attirare l'attenzione e colpevolizzare. Quello credo denoti una serie di problemi / sofferenze diverse anche se comunque mica da ridere. Curiosità, perché dici "tecnica femminile"? Non per puntiglio femminista, ma ho proprio perso il conto degli uomini che tengono in ansia e assoggettate le loro compagne, le loro famiglie, a volte anche solo sfortunatissimi conoscenze con la minaccia "mi ammazzo, per me è finita se non mi calcoli più, mi lascio andare, mi faccio del male eccetera eccetera..."

A parte tutto non so che pensare dello psicologo in questione. Può essere che non fosse ancora molto esperto e non avesse colto davvero i segnali della sua paziente e/o decodificati correttamente ("questa è davvero partita")? In ogni caso queste storie mi spaventano abbastanza. La complessità relazionale sommata a quella clinica fa una certa soggezione.... Curiosità per chi mi volesse rispondere, perché non sono assolutamente ferrata in materia e ho solo quattro nozioni piuttosto rudimentali, non sono situazioni più frequenti in ambito freudiano?

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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7

Tuesday, April 16th 2019, 10:26am

"Curiosità, perché dici "tecnica femminile"? Non per puntiglio femminista, ma ho proprio perso il conto degli uomini che tengono in ansia e assoggettate le loro compagne, le loro famiglie, a volte anche solo sfortunatissimi conoscenze con la minaccia "mi ammazzo, per me è finita se non mi calcoli più, mi lascio andare, mi faccio del male eccetera eccetera..."

Perche al maschio viene piu' spontaneo ammare te che dire: mi ammazzo. Questione fisiologica, che contempla anche eccezioni.

Come per il suicidio. Il maschio preferisce mezzi violenti, come spararsi,impiccarsi, buttarsi da una scogliera, o dal 20 piano. Vuole essere sicuro di quello che fa. La femmina prende le pasticche, si tagliuzza un po', si soffoca col gas... le modalità della morte dicono molto anche sulla sessualità reale della persona.

In genere chi medita propositi del genere diventa chiuso, taciturno, come se piu' nulla lo riguardasse, come se volesse abituarsi a non fare piu' parte di questo mondo...

E non è detto che sia un grido di aiuto. Anzi...semmai vuole essere lasciato in disparte senza assillo.
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finally

Giovane Amico

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Tuesday, April 16th 2019, 10:47am

Il consiglio banale che vi suggerisco è quello di scegliere un professionista del vostro sesso, o del sesso opposto nel caso siate omosex, vero è che il transfert può avvenire ugualmente, ma eventuali danni saranno inferiori. E se manca la distanza, il lavoro è finito...

arianna73

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Tuesday, April 16th 2019, 12:24pm

Hai ragione Finally, ma a volte non è così facile. Magari devi "accontentarti" di quello che passa il servizio pubblico o dei progetti a prezzo calmierato, oppure lo specialista con le competenze giuste, quello col quale ingrana finalmente qualcosa , che riesce a capire qualcosa di te e riesci ad aprirti, è del sesso "sbagliato".
In una condizione di sofferenza che non può aspettare - come credo in molti casi - non te lo fai almeno inizialmente questo problema , pensi e speri che non accadrà perché non è una preoccupazione che puoi prenderti il lusso di avere :(

ok doctor faust, dunque i maschi realmente coincidenti con la sessualità biologica sono meno dell' 1%, considerato che per uno che balza ai disonori della cronaca con un omicidio ce ne sono 100 e più "tragediatori" come li chiamerebbe Camilleri, e chissà quanti altri "borderline". E mi sa che manco io sono tanto femmina vista la mia indisponibilità a tagliuzzamenti e giri lunghi.
Vabbè.
Comunque è vero, quando la decisione è realmente maturata il contatto con l'esterno si restringe fino a chiudersi e passare all'azione. Credo sia un percorso finale quasi fisiologico, a prescindere dalla sessualità reale o biologica di chi ha deciso di non avere più nulla a che fare con l'esistenza.

edit: p.s. scusate se ripropongo la domanda, ma quindi il "transfer" e questo tipo di inghippi non hanno una maggiore frequenza nelle terapie a indirizzo psicanalitico / freudiano? Non c'è un indirizzo terapeutico che renda più "improbabili" questi "incidenti di percorso"? Chiedo, a mo' di curiosità (o anche idea e consiglio eh)

finally

Giovane Amico

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Tuesday, April 16th 2019, 1:09pm

scusate se ripropongo la domanda, ma quindi il "transfer" e questo tipo di inghippi non hanno una maggiore frequenza nelle terapie a indirizzo psicanalitico / freudiano? Non c'è un indirizzo terapeutico che renda più "improbabili" questi "incidenti di percorso"? Chiedo, a mo' di curiosità (o anche idea e consiglio eh)



Non ne ho esperienza diretta, ma forse nella terapia strategica breve o nella cognitivo comportamentale, che credo appunto siano brevi. Io ho fatto analisi junghiana, lunga, tortuosa, stramazzante.. :wacko: ; fortunatamente all'asl mi capitò una donna, all'epoca avevo 25 anni e lei una ventina in più; il rischio transfert fu quello di considerarla "mamma"..

arianna73

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Tuesday, April 16th 2019, 1:21pm

Grazie Finally :) e da questa terapia "estenuante" hai tratto vantaggio? (scusa ulteriore domanda)

finally

Giovane Amico

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Tuesday, April 16th 2019, 1:30pm

Certo che sì, guai se non l'avessi fatta.
Ma la vita continua, gli ostacoli sono innumerevoli e sempre diversi, nel mio caso c'è stata ad un certo punto una resistenza ad accettare determinate cose.

arianna73

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Tuesday, April 16th 2019, 2:04pm

Grazie ancora. Anche io penso che a volte le strade lunghe o quantomeno quelle non immediate siano quelle più appropriate.
Ed è anche per questo che il "rischio" di queste cotte fatali viene messo in secondo piano.
Anche comprensibilmente, si mette al primo posto la ricerca di un qualche miglioramento, e se la strada che sembra più appropriata espone al rischio-cotta (chiamiamolo così) perché il sesso o l'età del terapeuta non mettono al riparo e c'è parecchio da incontrarlo, pazienza...

Nel mio caso onestamente ritengo il rischio del tutto assente pure che mi psicanalizzasse per anni un super gnoccone :D

Ma soprattutto non potrei davvero permettermi il lusso di non intraprendere il percorso a priori se pensassi di essere "finita in mani buone" come scrivi giustissimamente tu nell'altro thread ... così, per questo rischio.

Mi sa dunque che con buona pace di tutte le considerazioni possibili restiamo davvero nel campo dell'imponderabile e del "rischio" che a volte è inevitabile correre.

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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Wednesday, April 17th 2019, 10:45am

Pur avendo studiato e conosciuto La letteratura freudiana e junghiana, oltre a Lacan e altri passati di moda, compreso Padre Pio e Sai Baba. mi sono specializzato sulla paicologia Post-Berniana dell'analisi transazionale, che mira a guardare gli altri invece che se stessi, ed il proprio ruolo nei rapporti, osservando dall'estarno l'evoluzione, in modo attento e consapevole.

Questo secondo me dovrebbe essere insegnato ed ho fatto per anni, anche in questo forum, alla generazione prima di voi ventenni.

Ciò di cui parlo lo potete trovare nell'archivio del forum, sotto il titolo: analisi transazionale, e comunque fra le Pubblicazioni[sezione] ci sono dei sunti che la illustrano.

E' una disciplina che quando vi stancate di applicar,e lo potete fare, come ho fatto io, e ritornare alla spontaneità naturale che vi mettera' sempre nei guai, come capita ancora a me. Ma finche' la applichi le cose andranno a gonfie vele.

Suggerisco un paio di libri per curiosare: I giochi che giochiamo, di G. Magrograssi e Nel cuore delle donne, Cerri-Saccà. Sono uno sguardo su come puo' diventare la vostra vita con qualche piccola mossa.
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arianna73

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15

Wednesday, April 17th 2019, 1:56pm

sembra interessante.

Ma qui niente 20enni :D 73 è il mio anno di nascita

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