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Tanja

Utente Attivo

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1

Monday, August 19th 2019, 10:37am

La disabilita' improvvisa cambia i rapporti?

Salve, vi parlo del mio rapporto controverso con un coetaneo. Lui è in carrozzella da Gennaio , è divenuto disabile in seguito ad un incidente sugli sci. Siamo ancora giovani ma non giovanissimi... comunque per farla breve ci conosciamo dai tempi dell asilo . Il rapporto non è mai stato d amicizia ma di conflittualità da parte sua e di indifferenza da parte mia . Il ragazzo è un tipo pieno di se è un po sbruffone ed io da bambina abbastanza timida così che in diverse occasioni sono divenuta oggetto delle sue prese in giro verbali...in particolare faceva leva sulla mia presunta bruttezza ... ( in realtà oggettivamente io sono una bella ragazza e lui no) soprattutto alle scuole medie ed anche in seguito nelle prime uscite in discoteca. Io ho sempre reagito con non curanza ritenedolo inferiore a me è soprattutto non ho mai provato nessuna attrazione per lui, non piacendomi in primo luogo fisicamente. Poi a causa del lavoro e di frequentazioni diverse dai 25 anni i nostri incontri si sono diradati. ...arriviamo a quest anno e vengo a conoscenza dell incidente. ..e lo incontro per la prima volta in carrozzella quest estate in occasione di una manifestazione di festa. Incrociamo gli sguardi e non ci salutiamo ma lui mi fissa insistentemente mi cerca con gli occhi per diverso tempo ....Io mi sposto e vado via ...ma non mi dimentico quello sguardo.
Per me è lui e ' sempre lui...al di la dell incidente. ...Non lo avrei salutato comunque. ..le offese non si dimenticano. ..o si ?

2

Monday, August 19th 2019, 10:49am

No non devi dimenticare nulla, questa persona è stata una presenza negativa nella tua vita e ora fortunatamente non è più presente. Per me qui si chiuderebbe la questione.
No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it.

Make your voice heard.

3

Monday, August 19th 2019, 11:52am

Cosa ti spinge a porti questa domanda Tanja?
Forse adesso vedendolo in carrozzina hai provato compassione per lui?
Io sono d accordo con Adam...al di la dellevsue gambe è sempre la persona che ti ha fatto soffrire
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*sara swarovsky*

Leyla

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4

Monday, August 19th 2019, 12:20pm

Non sono d'accordo. Se dovessi portare rancore a tutta la gente che mi ha offeso porterei via il lavoro a un bravo cecchino. Bisogna saper perdonare. E comprendere. Al di là del discorso disabilità. Sono stata anche io una persona rancorosa e bellicosa nei confronti delle persone che mi trattavano male. Ora sorvolo. Si vive meglio.
O almeno ci provo...
La quiete di coloro che ci hanno preceduto non può alleviare l'inquietudine di coloro che seguono.

Tanja

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5

Monday, August 19th 2019, 12:29pm

Cosa ti spinge a porti questa domanda Tanja?
Forse adesso vedendolo in carrozzina hai provato compassione per lui?
Io sono d accordo con Adam...al di la dellevsue gambe è sempre la persona che ti ha fatto soffrire


Non so di preciso che sentimento. ....stupore perché anche se sapevo dell incidente vedermelo davanti mi ha fatto effetto ....
Comunque non mi è uscito dalla bocca il "ciao " ....che voleva dire non ci passo sopra ma ci consosciamo da 30 anni. ..

arianna73

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6

Monday, August 19th 2019, 2:38pm

Ciao Tanja, se tu con questa persona neanche ti saluti non è che il rapporto cambia - direi che proprio non c'è. Dunque non ha molto senso cominciarne uno perché lui ora è disabile (su che basi poi, la pietà? Imbarazzo e sofferenza per entrambi).
Però sono d'accordo con Leyla, se hai ancora del rancore verso di lui a prescindere dalle sue condizioni prova a superarlo.
Non viviamo in eterno e più andiamo avanti più le zavorre - e i rancori sono pessime zavorre- fanno male innanzitutto a chi le porta/ prova.

Oltretutto se lui è così lontano dalla tua vita e ci resterà non dovrebbe essere difficile - è più difficile e "intricato" il nodo con le persone che volente o nolente fanno parte della nostra vita.

luca63

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Monday, August 19th 2019, 11:00pm

Perdonare è sempre meglio... ma solo quando uno se lo sente davvero!

Dici che lui ti ha cercato insistentemente con gli occhi: SE lo vuoi potrebbe essere l'occasione giusta per parlarsi e andare entrambi oltre. Ma devi avere un qualche interesse a farlo (per crescita tua, perché ha qualcosa che ti interessa, per capire se è cambiato o che ne so) altrimenti... non amici come prima!
La pietà da sola non porta da nessuna parte, secondo me.
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

Pivaldo

Passato attraverso parecchie tempeste, navigo ancora, ed intendo godermi la vita finché posso

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8

Wednesday, August 21st 2019, 12:20pm

Credo che faccia bene alla tua coscienza, Tanja, di incontrare di nuovo questo tuo conoscente, perché (ovvio, mi posso sbagliare) nel suo sguardo insistente hai visto qualcosa, che richiede una spiegazione.

Le persone cambiano, specie dopo una disgrazia, che può far vedere la realtà (ed il passato) con una prospettiva diversa.
Oggi, forse, quell'uomo in carrozzella potrebbe volerti chiedere scusa o spiegarti cosa sente adesso, anche in relazione al passato dei vostri rapporti.
Anche al peggior torturatore va riconosciuta la possibilità di un pentimento.

Il rancore e l'odio sono pessimi compagni di strada, nella vita.
Quante volte si scopre nel nemico, nell'avversario, nell'autore dell'insulto o della cattiveria un barlume di pentimento ed una muta richiesta di comprensione e la voglia di poter dialogare.
Poi, si può ascoltare e decidere di chiudere per sempre ogni rapporto. Ci sta ….

Perché è anche vero che si prendono più schiaffi che carezze, nella vita.
Ma almeno si sta in pace con la propria coscienza.

P.
(--------------;)----------------)
“My sweetest friend / Everyone I know / Goes away in the end / You could have it all / My empire of dirt / I will let you down / I will make you hurt / If I could start again / A million miles away / I would keep myself / I would find a way.”
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arianna73

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9

Wednesday, August 21st 2019, 12:42pm

Bel messaggio Pivaldo. Riallacciare - anche per il tempo di un "ehi!" al telefono - un rapporto richiede un passo in più rispetto al perdono personale, interiore. Però forse è quello che ci vuole, alla luce delle mille saccagnate che si prendono nella vita. In questo anno maledettissimo sto ripensando alle persone alle quali non ho fatto in tempo a chiedere scusa, forse avrei avuto lo stesso sguardo dell'uomo in carrozzella (pur nella differenza di contesti, situazioni ed errori).

10

Wednesday, August 21st 2019, 12:56pm

le persone cambiano, soprattutto quando capitano cose drammatiche come quella capitata a questo tuo conoscente. per cui concordo con pivaldo, un saluto, due parole per sondare se c'è dell'altro che ieri non c'era; poi c'è sempre tempo ed occasione per chiudere le porte, anche perchè tu non sei più quella ragazzina che soffriva per le sue angherie, sei adulta e matura e tieni non solo botta ma sai proteggerti e difenderti.
namasté

Tanja

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Wednesday, August 21st 2019, 1:31pm

Grazie a tutti per le risposte, spunto di riflessione. Preciso che non provo rancore e risentimento per le angherie passate ,al di là dell incidente. Piuttosto indifferenza, infatti il mio non salutarlo significava indinferenza del tipo "Non siamo mai andati da accordo ,mi hai preso in giro ,non c'è stata amicizia "adesso da adulti e maturi mantengo indifferenza"; però da un certo punto di vista c'è stata anche malinconia da parte mia ripensando ai ragazzini che eravamo e che non siamo piu e a come le cose siano cambiate....secondo me guardandomi avrà pensato a quello anche perché le nostre famiglie si conoscono da sempre

12

Wednesday, August 21st 2019, 2:02pm

Avresti pensato le stesse cose se lui non fosse stato in carrozzina?
Ok il perdono ecc ecc ma solo se lo poni sullo stesso piano delle altre persone che conosci.
Quello che intendo dire è che spesso trattiamo in modo piu soft chi ha una disabilita...
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arianna73

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13

Wednesday, August 21st 2019, 2:02pm

Il fatto che le vostre famiglie si conoscano aggiunge un tassello di facilità in più. Non devi riallacciare completamente dal nulla un rapporto , né sentirti obbligata a farlo con l'evidente e imbarazzante movente "pietà". C'è un punto di contatto ma non soffocante. Se non te la senti di cercarlo tu al volo ma si crea un'altra occasione di incontro un semplice saluto potrebbe bastare a superare il passato. Vedrai poi dalla reazione di lui (indifferenza, fastidio, risposta forzata, piacere nel rispondere etc etc) se è il caso di fare qualche passo avanti indietro o...fermarsi ad un cortese scambio di convenevoli da persone che hanno superato le incomprensioni di gioventù :) (sempre secondo il mio parere, ovviamente)

edit. Sara è vero, e non sempre è un bene (neanche per chi ha disabilità che spesso anzi , comprensibilmente, si incavola per l'ostentazione di condiscendenza e pietismo). Però come dice Pivaldo mettendo in conto la possibilità che una disgrazia di questo tipo cambi le persone, e che possano desiderare una chance per dimostrarlo, un occhio di riguardo in più nel "saggiare il terreno" credo ci possa stare senza sconfinare in approcci inappropriati.
Oltretutto molto probabilmente qui dato il livello di conoscenza stabile ma non profondo (la conoscenza fra famiglie) si tratterebbe di recuperare un contatto minimo che più che "ora che sei disabile siamo amiconi, perché sei disabile!" vorrebbe dire un "buongiorno/buonasera ora che siamo adulti e abbiamo passato i nostri guai le cose del passato non sono più tanto importanti"

Ovviamente poi dipenderà dalle risposte di lui un eventuale proseguimento e miglioramento del rapporto, o un altro...vaffa :D

This post has been edited 1 times, last edit by "arianna73" (Aug 21st 2019, 2:08pm)


Pivaldo

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Wednesday, August 21st 2019, 10:27pm

Riallacciare - anche per il tempo di un "ehi!" al telefono - un rapporto richiede un passo in più rispetto al perdono personale, interiore. Però forse è quello che ci vuole, alla luce delle mille saccagnate che si prendono nella vita.


Guarda, credo che serva molto più per te che per l'altro, per essere sinceri fino in fondo.

Una delle poche cose che mi dato (egoisticamente) serenità è stato quando sono andato a trovare un parente in camera di rianimazione, a tarda sera, perché mesi prima lo avevo mandato a quel paese ed interrotto i rapporti. Pur avendo mille cose da fare e mille altri pensieri (ed era l'antivigilia di Natale) sono andato nella clinica a trovarlo, poco dopo le 10 di sera,quando non c'era nessuno.
Sapevo dove era (ero andato qualche giorno prima ma c'erano diversi familiari e parenti) e che era in fase terminale, mi hanno fatto passare (perché forse c'era solo lui in quel momento) e mi sono trovato, solo, nella penombra accanto al suo letto in rianimazione, mentre era con gli occhi socchiusi sotto la maschera dell'ossigeno. Dopo qualche istante, ha aperto gli occhi, mi ha riconosciuto, ha alzato la mano fasciata con gli innesti delle flebo, come a salutarmi. In un'atmosfera irreale, ho preso con delicatezza la sua mano e l'ho stretta dolcemente, premendo sulla punta delle dita, come a voler dire tante parole che non mi venivano. Ci siamo fissati, penso che abbia accennato ad un sorriso, poi ha chiuso gli occhi ed abbassato la mano.
L'ho lasciato biascicando un "ciao" e sono andato via.
Ricordo solo che sono tornato a casa in moto con la visiera del casco aperta perché avevo bisogno di sentire il freddo dell'aria sul viso, rigato da lacrime.
Il giorno dopo mi è arrivato un SMS, mentre ero in aeroporto, che mi informava della sua scomparsa.

P.

(------;(--------)
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AndreaC

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Thursday, August 22nd 2019, 12:35am

Molto triste questa storia, non vedo perchè non salutarlo o non mostrare un po' di empatia per una persona che, qualunque cosa possa averti fatto, di certo non merita che gli sia negato un saluto o una parola buona.
Anche, perchè no, a fronte alla disgrazia che gli è accaduta. La vita sa essere davvero ingiusta.
A questo episodio non sei rimasta indifferente, se no immagino che non ne avresti scritto. Fossi in te dimenticherei le sciocchezze e ricomincerei da capo, potrebbe fare bene sia a te che a lui.

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