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Santacruz

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16

Friday, May 24th 2019, 9:49am

Purtroppo non so come uscirne.
Forse ti sembrerà chiara la mia rappresentazione, purtroppo ho dovuto arrivarci da sola perché nonostante sia stata due volte in terapia per anni, questo tipo di dinamica mai mi era stata spiegata.

Innanzi tutto mi fa bene sapere che c'è un motivo per il quale faccio così fatica a correggere questa mia percezione della realtà e i conseguenti comportamenti.

Arrivata a 37 anni ormai penso, chissenefrega, sono stufa di starci male. Già è un passo avanti aver identificato la causa del mio problema. Ovviamente la terapia cognitivo comportamentale mirata potrebbe aiutare.

Vedremo...

mpoletti

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17

Friday, May 24th 2019, 1:29pm

Ringrazio tutti con piacere. Come sapete, però, è difficile passare dalla teoria alla pratica. Vedo un potenziale limite nel perdere il controllo. Faccio l'esempio pratico, accaduto tra ieri sera e stamane (stavolta mammà non c'entra: è una cosa solo mia).
Ieri sera, tornato a casa dalla seduta, mi accorgo di aver smarrito un porta-tessere. Il contenuto: bancomat, carta di credito, patente, buoni pasto, tessere sconto. Di queste ultime non me ne frega nulla, le altre sono più rognose: in un modo o nell'altro, sono soldi che possono potenzialmente essere usati da altri o documenti.
Telefono subito alla dottoressa, perché suppongo che possa essermi scivolato nel suo studio rimettendomi la giacca. Questa mattina, lei mi chiama dicendomi: "Non ho trovato nulla". Prima di cominciare a lavorare, arrivato in ufficio, parte il classico giro di chiamate per bloccare il bloccabile, mentre mi riprometto di passare dai carabinieri dopo l'ufficio per le denunce del caso. Quando finalmente ho finito, rientro in stanza e....il porta-tessere mi guarda negli occhi con aria di sfida, incuneato fra il cuscino ed il bracciolo della sedia . Tenete presente che la sedia è molto simile a quella che allego in immagine, tanto per aiutarvi nella rappresentazione.
Scatta la classica valanga di "se": "se non fossi stato così precipitoso", "se avessi controllato meglio", "se - se - se". Insomma, se fossi diverso non mi preoccuperei ad ogni minimo imprevisto, avrei ancora le mie tessere ed eviterei la rottura.
n.b: è la terza volta che mi capita nel giro di un anno tutta questa pantomima

fran235

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18

Friday, May 24th 2019, 2:03pm

sono appunto pensieri disfunzionali su cui ora sai che devi lavorare. Credo che a livello razionale tu sappia benissimo che alla maggioranza delle persone non frega assolutamente nulla delle tue azione e quand'anche fosse a te deve importare ben poco.
Sei sulla buona strada
The sound of waves in a pool of water
I'm drowning in my nostalgia

mpoletti

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19

Friday, May 24th 2019, 2:27pm

Sei sulla buona strada

Sai Fran,non credo di essere così tanto sulla buona strada come sostieni tu. E' come se non riuscissi a passare dalla teoria alla pratica. I meccanismi del mio cervello li conosco tutti. Tanto per fare esempi: so che se perdo il controllo mi si scatena una crisi d'ansia, che la musica ad alto volume mi infastidisce tanto da mettermi a disagio e tendere a scappare dai locali rumorosi, che l'aria aperta e muovermi mi fa stare bene, che mi piace scrivere, che ho un rapporto malsano con i miei genitori e quasi inesistente con mio fratello.
Tasselli di un puzzle forse incompleto, ma che dovrebbero essere comunque sufficienti per prendere un po' di iniziativa ed almeno cominciare a cercare di stare bene.
Invece, non mi sento bene, perché l'iniziativa è pari a zero. Certo, certe cose si sono sistemate: adesso sono innamorato (e chi l'avrebbe mai detto?), mi metto a scrivere se e quando ne ho voglia, lavoro permettendo. Tuttavia, è come se a queste cose dovessi aggiungere "altro": un qualcosa di meno cerebrale e più fisico per trascorrere il tempo libero, qualche amico, un modo per battere l'insonnia ed uno per battere la noia, visto che se mi annoio mi sembra di perdere tempo e smalto.
Tutto questo, almeno sulla carta; in pratica, passare a costruire il caseggiato "altro" è molto difficile: come se avessi il progetto ma non avessi trovato il "materiale" per passare alla costruzione. Una metafora forse da muratore, ma sicuramente abbastanza chiara.
Inoltre, mi sento sempre giudicato, perciò mi sento bloccato nel prendere una qualsiasi iniziativa che vada "oltre".

Turbociclo

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20

Saturday, June 22nd 2019, 11:38pm

Che cosa ci impedisce di tradurre in pratica la conoscenza che abbiamo accumulato dei nostri problemi compresi i modi per risolverli? Venti anni di terapie di vario genere (freudiana, junghiana, psicodramma, bioenergetica ecc.) non mi sono bastati per superare ansie, complessi, depressione, autosvalutazione, paura del giudizio esterno...Che poi quest'ultimo è in realtà il giudizio severo che diamo di noi stessi, giudizio influenzato da sensi di colpa e inadeguatezza. Cosa ti dice qualsiasi scalzacani di terapista all'inizio dell'analisi? Il primo passo da fare consiste nell'accettare se stessi per come si è. Sono ormai un vecchio professore in pensione. L'ho fatto almeno questo primo passo? Embè, mica tanto...