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Scorpio1963

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Friday, June 7th 2019, 8:02am

Essere se stessi o recitare se stessi?

Raccogliendo parte di un posto scritto da LaHuesera in altro 3d che così dice:

tutta la nostra esistenza è una finzione, tutto è un esibirsi..

mi è tornata in mente una discussione fatta molto tempo fa sul senso di essere se stessi

c'era chi sosteneva che a volte si è se stessi e a volte si deve fingere e in qualche modo esibirsi diversamente da come si è

c'era invece chi sosteneva che nei diversi contesti si "recitava sempre" un essere se stessi

in tuto questo entrava prepotentemente in gioco il fattore "ruolo" come fattore limitante o liberante ai fini della espressione di se

avete la percezione di "recitare" voi stessi , nei vari momenti della giornata, senza per questo perdere contatto con il vostro "essere"?
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

arianna73

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2

Friday, June 7th 2019, 11:03am

La questione è antica come il mondo ed è stata dibattuta in mille sfumature , nell'arte, nella filosofia, nella letteratura, in tutte le forme di riflessione possibili... Shakespeare e Pirandello sono fra i più famosi, ma già l'etimo della parola "persona" che unisce "maschera" e "individuo"

Life's a play, e probabilmente non è possibile nemmeno essere compiutamente sé stessi senza strutturare una propria "maschera" che ci permette l'interazione dal mondo. Mi viene in mente un video di una canzone di Bowie apparentemente del suo repertorio più "easy" e spensierato , con un bellissimo finale di cori quasi gospel, dove liberatosi del suo involucro corporeo/convenzionale si trasforma in un disegno instabile e oscuro che precipita fluidamente nel sottosuolo (appunto "underground", il titolo della canzone) dove acquisisce una insondabile, oscura autenticità. Ma anche un'autenticità piuttosto folle, incondivisibile.

Nella nostra esperienza quotidiana notiamo infatti che quando si allentano le maschere e c'è qualcosa di autentico difficile da reprimere è anche qualcosa di difficile da condividere. Spesso qualcosa di doloroso. Che complica molto non solo l'esistenza di chi si ritrova qualcosa di non intellegibile e sfuggente da "affrontare", ma la nostra stessa esistenza. Quindi credo che i più sereni recitano una parte almeno in parte :D ma così "parte di loro" che non avvertono scissioni e conflitti :) (finché la vita non cambia, magari bruscamente, "il copione" )

venezia

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3

Friday, June 7th 2019, 11:27am

Life's a play, e probabilmente non è possibile nemmeno essere compiutamente sé stessi senza strutturare una propria "maschera" che ci permette l'interazione dal mondo. Mi viene in mente un video di una canzone di Bowie apparentemente del suo repertorio più "easy" e spensierato , con un bellissimo finale di cori quasi gospel, dove liberatosi del suo involucro corporeo/convenzionale si trasforma in un disegno instabile e oscuro che precipita fluidamente nel sottosuolo (appunto "underground", il titolo della canzone) dove acquisisce una insondabile, oscura autenticità. Ma anche un'autenticità piuttosto folle, incondivisibile.
A me viene in mente la metarelazione nello psicodramma

Quindi credo che i più sereni recitano una parte almeno in parte ma così "parte di loro" che non avvertono scissioni e conflitti (finché la vita non cambia, magari bruscamente, "il copione" )
Già... :)

bimba84bimba84

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Friday, June 7th 2019, 11:50am

Io son sempre me stessa, non sono una brava attrice purtroppo anche se magari recitando una parte mi sentirei meglio..

Scorpio1963

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Friday, June 7th 2019, 12:03pm

La questione è antica come il mondo ed è stata dibattuta in mille sfumature , nell'arte, nella filosofia, nella letteratura, in tutte le forme di riflessione possibili... Shakespeare e Pirandello sono fra i più famosi, ma già l'etimo della parola "persona" che unisce "maschera" e "individuo"

Life's a play, e probabilmente non è possibile nemmeno essere compiutamente sé stessi senza strutturare una propria "maschera" che ci permette l'interazione dal mondo. Mi viene in mente un video di una canzone di Bowie apparentemente del suo repertorio più "easy" e spensierato , con un bellissimo finale di cori quasi gospel, dove liberatosi del suo involucro corporeo/convenzionale si trasforma in un disegno instabile e oscuro che precipita fluidamente nel sottosuolo (appunto "underground", il titolo della canzone) dove acquisisce una insondabile, oscura autenticità. Ma anche un'autenticità piuttosto folle, incondivisibile.

Nella nostra esperienza quotidiana notiamo infatti che quando si allentano le maschere e c'è qualcosa di autentico difficile da reprimere è anche qualcosa di difficile da condividere. Spesso qualcosa di doloroso. Che complica molto non solo l'esistenza di chi si ritrova qualcosa di non intellegibile e sfuggente da "affrontare", ma la nostra stessa esistenza. Quindi credo che i più sereni recitano una parte almeno in parte :D ma così "parte di loro" che non avvertono scissioni e conflitti :) (finché la vita non cambia, magari bruscamente, "il copione" )


Si Arianna.. è interessante, specialmente l'uso della maschera

Perché è vero che la maschera può "limitare" ma la maschera può anche "liberare" delle parti

Io penso alla "maschera" che si mette chi magari va in un corteo, e diventa "militante" e a certuni questa maschera consente per assurdo di liberare violenza verbale e non

È un esempio per riflettere sulla "recita di se"
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arianna73

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Friday, June 7th 2019, 12:13pm

La maschera nelle culture africane e antiche in generale serve per evocare/liberare determinate qualità e "archetipi". C'è una valenza liberatoria e allo stesso tempo - paradosso apparente - di appartenenza a delle grandi "categorie" (il guerriero, il cacciatore, il sacerdote etc) L'idea della maschera come finzione ipocrita e perniciosa si è andata consolidando con il raffinarsi e consolidarsi delle gerarchie sociali, specialmente in ambito borghese, e ha perso gran parte delle sue connotazioni "utili" se non positive.

Però il porsi in determinati modi non spontanei e immediati si ricollega ad un'idea di maschera/assetto più positivo. Di controllo di sé non come repressione in funzione di ipocrisia sociale, ma come incalanamento e "rivelamento" - utile e costruttivo di pulsioni, caratteristiche, possibili scoperte di sé...
...facendo esempi molto grossolani in psicologia si sente spesso sottolineare anche come a furia di adottare un'espressione facciale o una posizione corporea si cambi anche lo stato d'animo reale sottostante. Ad esempio non hai voglia di sorridere ma sorridi, qualcosa neurologicamente ti condurrà all'umore reale per sorridere. Raddrizza la schiena e ti sentirai più sicuro di te.
Poi ci sono le tradizioni millenarie di yoga e meditazione che ponendo l'individuo in una data posizione lo fanno "rappresentare" plasticamente non tanto una recita di sé ma una sua connessione ad una cosmogonia / armonia alla quale ri-allinearsi.

Chiacchierandone con la mia psicologa ho ammesso che per ora anche se mi sparassi la posizione del loto smadonnerei lo stesso e lei in effetti, convenendo, ha detto che "al momento non sarebbe molto cooperante" (io, a un approccio di rilassamento e meditazione di questo tipo). :rolleyes:
Ma è un segno che qualcosa non va ("baby I'm underground")

luca63

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Friday, June 7th 2019, 12:39pm

dall'esterno, come spettatore, vorrei mettere l'accento sul comportamento di quelle persone che a tu per tu ci puoi ragionare, poi se c'è un terzo o peggio che mai un gruppo diventano "altro", tutte prese dall'esibizione del proprio personaggio (che per chi le conosce bene stride molto con la realtà): non ti ascoltano, non interagiscono veramente e fanno finte domande solo per inserire un pezzo di autocelebrazione...
Ne vengo da un periodo dove questa cosa mi ha messo a dura prova.

E aggiungo anche che "essere sempre sinceri" (possibilità non contemplata in apertura thread) è sicuramente una scelta sbagliata e perdente, o che comunque non viene riconosciuta.

Le persone che se la cavano meglio nella vita sono quelle ben blindate dal loro mix di egoismo e narcisismo, e che utilizzano i rapporti come specchi solo per avere conferme della loro alta opinione di sé.

Se ti metti in discussione e ammetti i tuoi limiti vieni vissuto come una persona pericolosa...

In questo momento dubito anche che la vita, a quelli che si autorappresentano, prima i poi gli presenti in conto.
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

fran235

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8

Friday, June 7th 2019, 1:30pm

siamo duali...individui e relazione. Una quota di recitazione ci sta. Recitare è anche una parte di noi stessi
Elì, Elì, lemà sabactàni

Scorpio1963

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Friday, June 7th 2019, 1:35pm

Luca.. sono aspetti estremamente interessanti quelli che segnali, diversi tra loro

È interessante come la "presenza" di altri cambi la "scenografia" e possa anche cambiare totalmente la "recitazione di se"

Io lo noto anche se si inserisce una sola persona in più, senza scadere in atteggiamenti assurdi

Faccio un esempio quasi clamoroso

Io e mia moglie (tra me e lei intendo) non si parla mai di sessualità

Se è presente una nostra amica (magari a cena con noi) sorprendentemente la possibilità di parlarne si "apre" ..

E per effetto dello stesso meccanismo alcuni argomenti diventano off limits

In pratica cambia il modo di recitare il "se"
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

10

Friday, June 7th 2019, 2:26pm

Argomento interessante
Mi fa venire in mente una delle immagini che spesso usava la mia psicologa. Sosteneva che la nostra personalità non può essere considerata un monolite uniforme, siamo la somma di diverse sfaccettature. Siamo su un palco, la nostra vita, dietro le quinte le nostte mascherr, ognuna autentica,, ognuna nostra. In base alle circostanze, le persone, le situazioni decidiamo chi mettere al centro, mahari non sempre una sola.

Usare maschere per sembrare differenti mi pare diverso anche se probabilmente pure in quell'atteggiamento c'è del "vero" o perlomeno immaginato e desiderato. Poi c'è chi usa le maschere per ingannare gli altri, anche in maniera meschina e cattiva.
namasté

11

Friday, June 7th 2019, 3:36pm

Sono d'accordo con la huesera

In base a circostanze e situazioni si possono rivestire diversi ruoli, ma pur sempre dei "ruoli" propri.

Nella vita non ho mai sentito di star propriamente "recitando" una parte ... ma -al massimo- ho avvertito che in quel momento/situazione oppure con quella persona sarebbe uscito un certo lato di me ...

Credo di averne conosciuta qualcuna che simulasse moltissimo nella vita, ma per un problema di anaffettività che gli impediva di provare reale empatia e quindi doveva "recitarla" ...

Nella vita le volte in cui ho seriamente "dissimulato" cio' che provavo da cio' che manifestavo sono state pochissime e tutte per motivi validi e mai a lungo termine ma solo occasionalmente.

Io e mia moglie (tra me e lei intendo) non si parla mai di sessualità
Se è presente una nostra amica (magari a cena con noi) sorprendentemente la possibilità di parlarne si "apre" ..
Probabilmente vuol far sembrare cio' che non è ...

Per la serie: Io non mi interesso di politica ... pero' ... se mi capita una persona che è interessata o mediamente informata siccome non voglio passare per quella che "disinteressata/ignorante" allora quel poco che so, lo metto nella discussione ... così dissimulo la mia prigrizia verso l'argomento che proprio odio con tutta me stessa. .. ma solo per non sembrare imprarata .. non per altro ...

Tua moglie potrebbe fare la stessa cosa circa il sesso: Non mi interessa, ma siccome di fronte un'amica non voglio sembra asessuata qualcosa la dico pure io ...

Vento

Nube del lupo

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12

Friday, June 7th 2019, 5:46pm

<< Le cose stanno come segue: la cosiddetta immagine che noi abbiamo di noi stessi è di minuto in minuto improvvisazione pure. Essa si regola, se così si può dire, sulle maschere che le vengono messe dinnanzi. Di tali maschere il mondo è un arsenale. Solo la persona rattrappita e sterile le cerca, deformate, dentro di sé, (dentro di noi infatti quelle immagini non abbondano). Per questo, niente ci rende tanto felici quando qualcuno ci si fa innanzi con una cassa di maschere esotiche e ci offre gli esemplari più rari: la maschera dell'assassino, del magnate della finanza, del circumnavigatore. Guardare attraverso di loro incanta. Scorgiamo le costellazioni, gli attimi, nei quali siamo stati davvero l'una o l'altra cosa oppure tutte quelle cose in una volta. Desideriamo tutti l'ebbrezza di quella mascherata: di ciò vivono ancora oggi cartomanti, chiromanti, astrologi. Essi sanno riportarci in una di quelle silenziose pause del destino, delle quali solo più tardi ci accorgiamo che contenevano il germe di uno sviluppo del tutto diverso da quello che ci è toccato in sorte. In quelle immagini della nostra essenza,all'apparenza così misere, all'apparenza così strambe, che il ciarlatano ci porge, sentiamo con profondo, beato sgomento, che il destino pulsa come un cuore. Così tanto più ci affrettiamo a dar ragione al ciarlatano, quanto più assetati avvertiamo montare in noi le ombre di una vita mai vissuta >>.

(Walter Benjamin; Strada a senso unico)
Ero soltanto.
Ero.
Cadeva la neve.

(Kobayashi Issa)

luca63

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Friday, June 7th 2019, 6:30pm

:hmm:
ho la sensazione che in ogni commento "recitare sé stessi" sia stato inteso in modi diversi...
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

Scorpio1963

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Friday, June 7th 2019, 7:20pm



Siamo su un palco, la nostra vita, dietro le quinte le nostte mascherr, ognuna autentica,, ognuna nostra. In base alle circostanze, le persone, le situazioni decidiamo chi mettere al centro, mahari non sempre una sola.

.


Si, è interessante.. per una scena diversa e ruoli diversi, ognuno si recita in modo diverso

A me piacciono da morire i "costumi di scena" nelle diverse recitazioni di se, quelli scelti per il tipo di recitazione di se

Recitarsi per ricevere un cliente importante, o per un invito a cena intrigante, o per una gita in campagna con qualche amico, con la scelta diversa dei "costumi" .. proprio come un teatro ovviamente quasi sempre inconsapevole
Attento a quel che desideri: potresti ottenerlo..

arianna73

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Friday, June 7th 2019, 8:07pm

:hmm:
ho la sensazione che in ogni commento "recitare sé stessi" sia stato inteso in modi diversi...

Inevitabile, visto che la rappresentazione ha tanti significati e non solo quello di "finzione allo scopo di ingannare e frodare gli altri" :)

...tornando sulla mutevolezza dei frangenti e delle sfaccettature, bellissima l'espressione usata da Tabucchi in "Sostiene Pereira"
quel "siamo una confederazione di anime", e secondo le circostanze e le stagioni della vita cambia l'anima che capeggia la confederazione ;)