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DaliaBlu

Giovane Amico

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16

Sunday, November 3rd 2019, 11:05am

Comunque ricapitolando, esempio: un mio amico mi racconta, possibilmente vis à vis, qualcosa che gli suscita una particolare emozione. Non ho bisogno di aver vissuto una vicenda simile a quella che racconta, neppure lontanamente, mi basta guardare il mio amico e sentire le sue emozioni per farle mie? Questo se fossi una persona empatica.
Ripensavo ad una cosa simpatica che avevo notato riguardo una scena a cui ho assistito: una ragazza raccontava all'altra di un qualche fumetto che aveva trovato e che la rendeva particolarmente entusiasta. L'altra la guardava come stesse dicendo la cosa più interessante del mondo, ma non come si può fare per cortesia, ma con un'espressione di genuino trasporto.

gloriasinegloria

Amico Inseparabile

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17

Sunday, November 3rd 2019, 11:30am

Comunque ricapitolando, esempio: un mio amico mi racconta, possibilmente vis à vis, qualcosa che gli suscita una particolare emozione. Non ho bisogno di aver vissuto una vicenda simile a quella che racconta, neppure lontanamente, mi basta guardare il mio amico e sentire le sue emozioni per farle mie? Questo se fossi una persona empatica.


:hmm: io direi di no, però vediamo cosa dicono altri...
Mi spiego : penso di essere dotata di empatia , ma è proprio sicuro che (ad esempio) non amando il calcio...non riuscirei neanche sotto sevizie a "sentire e vivere " la felicità dell'amico tifoso dopo un derby vittorioso per la sua squadra...


Ripensavo ad una cosa simpatica che avevo notato riguardo una scena a cui ho assistito: una ragazza raccontava all'altra di un qualche fumetto che aveva trovato e che la rendeva particolarmente entusiasta. L'altra la guardava come stesse dicendo la cosa più interessante del mondo, ma non come si può fare per cortesia, ma con un'espressione di genuino trasporto.


Questo è possibile che accada per una strada del tutto diversa dall'empatia, e cioè : le due amiche condividono un patrimonio comune di riferimenti e colgono, nelle varie vicende che si narrano, gli stessi elementi di gioia o dolore.

DaliaBlu

Giovane Amico

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18

Sunday, November 3rd 2019, 11:46am

Mh sono abbastanza sicura che all'altra ragazza di fumetti e manga freghi poco o comunque meno dell'amica. Però può anche essere come dici tu.
Però la sua espressione era veramente estasiata.

arianna73

Colonna del Forum

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19

Sunday, November 3rd 2019, 1:04pm

Comunque ricapitolando, esempio: un mio amico mi racconta, possibilmente vis à vis, qualcosa che gli suscita una particolare emozione. Non ho bisogno di aver vissuto una vicenda simile a quella che racconta, neppure lontanamente, mi basta guardare il mio amico e sentire le sue emozioni per farle mie? Questo se fossi una persona empatica.
Ripensavo ad una cosa simpatica che avevo notato riguardo una scena a cui ho assistito: una ragazza raccontava all'altra di un qualche fumetto che aveva trovato e che la rendeva particolarmente entusiasta. L'altra la guardava come stesse dicendo la cosa più interessante del mondo, ma non come si può fare per cortesia, ma con un'espressione di genuino trasporto.


La risposta è sì, con tuttavia tutte le possibili varianti. Tu un amico lo "senti", non solo lo guardi, proprio in virtù dell'amicizia che vi lega. Se questa amicizia è reale è un viatico di intimità fortissimo, perfino più di tante relazioni romantiche.
Inoltre la ragazza di cui parli magari non avrà interesse nei fumetti ma avrà esperienza di un trasporto verso l'arte o la lettura.

Comunque dalia io lo capisco che alzi gli occhi al cielo se la questione è impostata con "entrare in empatia" come mantra e formula magica. Il ricorso a termini sempre più specifici e concetti in cui tutto diventa "skill" dovrebbe aiutarci a lavorare su noi stessi e a non arrenderci al "sono fatto così" (un po' il discorso di Hagumi) , ma poi va a finire che fa sembrare tutto un superpotere mistico, non mi sorprende che tu a sto punto abbia in mente il mistico dei Karamazov, pure a me messa così vengono in mente coscienze cosmiche come E. Dickinson che senza aver fatto troppi km lontano da casa aveva una penetrazione indicibile di natura e anima.

ma così nun se campa più

una volta si diceva "mettiti nei suoi panni", piuttosto che entrare in trance professionali (e le onde cerebrali modificate, nce l'ha messe? :rolleyes: ), e ci si riallacciava ad una possibilità umana insita in ciascuno e recuperabile con più o meno buona volontà, niente trip cosmici, ma le basi del vivere comune da quando esiste l'essere umano.

quindi come prima cosa, sia che ti serva per lavoro che t'interessi a titolo personale "l'essere empatica" il mio parere è che devi uscire dalla logica del superpotere o dello skill professionale particolare che necessiti di chissà quale know how (se sente ancora il workshop col giovane e pimpantissimo capo anglofilo eh :P )

Hagumi

Malinconia pervinca

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20

Monday, November 4th 2019, 8:12am

Quoted


Mi sento talvolta dire "Ma se entri in empatia con x viene tutto più facile". O anche i giornali martellano sulla questione dell'empatia.

In effetti mi fa un po' sorridere, perchè empatizzare non dovrebbe richiedere uno sforzo, è qualcosa di naturale. Certamente il mondo sarebbe migliore se tutti fossimo empatici, se esistesse più sensibilità nella gente, ma se mancano i presupposti, trovo sia alquanto difficile diventarlo magicamente.
Io non credo di aver mai utilizzato l'espressione "entrare in empatia", come neanche "empatizzare“, per descrivere me stessa o il modo in cui mi comporto. Non mi sono mai chiesta perchè reagissi a determinate situazioni in un certo modo, perchè sentissi certe emozioni e sensazioni, all'interazione con gli altri. Sapevo solo di essere -come e solo perchè mi fu detto una volta- "molto emotiva". È forse la prima volta che ne parlo in questi termini. Questo per dire che, secondo me, parole come "empatia", "empatizzare" vengono talvolta utilizzate con leggerezza, senza conoscerne il reale senso. Il risultato potrebbe essere un forzato e maldestro tentativo di empatizzare con qualcuno, magari con esito negativo.
Non lo so, credo che ognuno debba comportarsi secondo il proprio sentire. Se poi riesce ad aggiungerci spontaneamente empatia e sensibilità, ben venga.

Comunque, la persona empatica solitamente riesce ad andare oltre il primo impatto. Quindi se tu risulti antipatica alla massa, ma in realtà non lo sei, la persona empatica lo capisce e probabilmente sarà quella che tenterà di approcciarsi a te in modo diverso da come si sono posti in maggioranza, seguendo il proprio sentire, senza lasciarsi influenzare.

Quoted

Per esecrabili intendo tutto ciò che va contro la tua morale. Oppure qualsiasi questione in cui non sei d'accordo. Al momento non mi vengono in mente esempi pratici, magari lo scrivo in un altro post.
Quello che però volevo dire è che se c'è un conflitto e ci sono due parti e magari soffrono entrambi, decidi inconsciamente con chi dei due empatizzare a causa di esperienze di vita che senti più vicine o prendi le parti di chi senti come più debole?
Insomma, empatizzare con una persona piuttosto che un altra, non vuol dire in un certo senso non empatizzare con l'altra persona che si lascia fuori?

Come ho scritto nel post precedente, le persone empatiche e sensibili agiscono sicuramente sulla base di diversi fattori. Io di natura impazzisco di fronte alle ingiustizie. Questo significa che normalmente mi sento più vicino alla vittima, alla parte debole, ma dipende sempre dalla situazione e da tante altre variabili.
Ma qui si parla di me. Come ho scritto e come anche ha detto @fran, l'empatico può anche approfittarsene, manipolare. Ma credo che in quel caso, nonostante finga e reciti una parte che è distante dalla sua essenza, ne paghi emotivamente le conseguenze vedendo e sentendo, poi, il dolore dell'altro causato per mano sua.

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Già che ci sono, aggiungo l'ultima risposta qui.

Comunque ricapitolando, esempio: un mio amico mi racconta, possibilmente vis à vis, qualcosa che gli suscita una particolare emozione. Non ho bisogno di aver vissuto una vicenda simile a quella che racconta, neppure lontanamente, mi basta guardare il mio amico e sentire le sue emozioni per farle mie? Questo se fossi una persona empatica.
Ripensavo ad una cosa simpatica che avevo notato riguardo una scena a cui ho assistito: una ragazza raccontava all'altra di un qualche fumetto che aveva trovato e che la rendeva particolarmente entusiasta. L'altra la guardava come stesse dicendo la cosa più interessante del mondo, ma non come si può fare per cortesia, ma con un'espressione di genuino trasporto.

All'incirca è così. Prendo l'esempio di @gloriasinegloria: un mio amico festeggia, all'apice della felicità, esibendosi in un buffo balletto perchè la sua squadra ha vinto. Io non gioirò per lo stesso motivo, non essendo tifosa, ma nonostante questo sentirò questa sua emozione, sarò trasportata dal suo entusiasmo, magari riderò con lui, o lo prenderò scherzosamente in giro, ma proverò sensazioni positive.
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"Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti."

This post has been edited 2 times, last edit by "Hagumi" (Nov 4th 2019, 8:36am)


arianna73

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21

Monday, November 4th 2019, 1:11pm

Io di natura impazzisco di fronte alle ingiustizie.


Idem. E non conto più le volte che questo mi ha portato ad azioni "sconsiderate". Difficile dire quanto ci sia di "proiezione", di istintuale, di introiettato attraverso l'educazione (ho avuto due genitori meravigliosi, coraggiosi e partecipi - non so se si possa usare la moderna categoria dell'empatia per loro, io dico solo che possedevano un calore umano veramente meraviglioso). Col tempo sono riuscita a razionalizzare imparando a capire quando mi sto scaldando più io della "vittima" stessa e questo mi ha semplificato le cose, ma fino a quest'estate ho disperso a sediate un gruppetto di adolescenti che stavano tormentando un cane, e come mi ha giustamente detto un'amica sono stata una pazza perché poteva finirmi malissimo. (ma forse proprio perché ho agito da pazza si sono presi davvero paura :D )

Comunque,per come la vedo io... credo che oggi davvero l'empatia sia diventata una categoria concettuale troppo vicina al super-potere e all'abilità da tentare di potenziare come sorta di "risolvi-tutto" relazionale e anche lavorativo.
Ma non è così. Non è un super-potere che permette di "fare proprie" citando Dalia le emozioni altrui, e in qualche modo così controllare la situazione. E' un cammino, una disposizione d'animo, e il malinteso-inceppamento è sempre nel conto, nel farsi "pratico" della realtà.
E' una cosa che si "fa" , non solo si sente, e si deve voler fare.
Le sensazioni, le emozioni, fluttuano, a volte nello stabilire un contatto con l'altro c'è un spontaneo allineamento, a volte fa parte della bonomia con la quale si guarda alla vita. A volte è semplicemente culo, scusate il francesismo :D
A volte proprio per stabilire un contatto reale, di reale utilità e con reali contenuti altruistici verso l'altro, è imperativo IGNORARE le proprie emozioni.

Se ne facciamo un santo graal da cercare nei concetti e ci dimentichiamo di "sporcarci" con gli altri andiamo proprio nella direzione opposta, ci leviamo la terra da sotto i piedi.

DaliaBlu

Giovane Amico

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22

Saturday, November 16th 2019, 1:50pm

Mi ero infine convinta di non fustigarmi per i miei limiti e che dopotutto si può anche non essere particolarmente empatici eppure aiutare gli altri contando su altri aspetti e qualità, quando sono successi degli eventi spiacevoli. Diciamo che quando il gioco si fa duro... lì vengono fuori tutti i limiti, almeno così mi è parso. Non provo dispiacere. Sono anzi un po' cattivella. Ma quante persone lo sono? Tante. Allora cosa mi distingue dagli altri? Perché gli altri sembrano essere più comprensivi? L'unica emozione che mi contagia è la rabbia e l'ansia. Per il resto mi sento un robot, totalmente impermeabile alle altrui emozioni, che anzi, quando vengono espresse con veemenza mi provocano un certo fastidio. La cosa buffa è che mi sono sempre ritenuta una persona altamente sensibile (e per certi versi lo sono, o si potrebbe dire suscettibile). Per fare un esempio, da piccolina avevo la lacrima facilissima, per qualsiasi cosa che recepivo come offensiva o umiliante e ricordo che ciò provocava fastidio nelle mie insegnanti, che mi lasciavano piangere da sola per non incoraggiare questo comportamento (e infatti negli anni ho iniziato a controllare questa cosa).

gloriasinegloria

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23

Saturday, November 16th 2019, 9:28pm

La cosa buffa è che mi sono sempre ritenuta una persona altamente sensibile (e per certi versi lo sono, o si potrebbe dire suscettibile).


Ma da bambina ti ferivano i torti fatti a te o anche quelli fatti agli altri?

Per fare un esempio, da piccolina avevo la lacrima facilissima, per qualsiasi cosa che recepivo come offensiva o umiliante e ricordo che ciò provocava fastidio nelle mie insegnanti, che mi lasciavano piangere da sola per non incoraggiare questo comportamento (e infatti negli anni ho iniziato a controllare questa cosa).


Probabile (penso io) che questo atteggiamento delle insegnanti abbia favorito sia una blindatura dei tuoi sentimenti verso il prossimo e sia anche una sorta di menefreghismo verso i sentimenti del prossimo.
Ma questo è il solo il mio pensiero.


Diciamo che quando il gioco si fa duro... lì vengono fuori tutti i limiti, almeno così mi è parso. Non provo dispiacere. Sono anzi un po' cattivella. Ma quante persone lo sono? Tante. Allora cosa mi distingue dagli altri? Perché gli altri sembrano essere più comprensivi?


Secondo me hai detto bene quando hai detto "sembrano" ... ^^

Scherzi a parte, sarebbe folle generalizzare. Nel senso che le personalità e le vicende di vita che le riguardano e con cui si confrontano e a cui reagiscono (proprio in senso di "reazione chimico/fisica", direi) sono tante per quanti siamo su questa Terra.
In una vita in cui i miei vent'anni sono passati da un pezzo... :rolleyes: ...tutti questi benefattori del prossimo onestamente non li ho incontrati. Piuttosto ho incontrato (pochi ma buoni) quelli che si presentano da munifici...sperando di intortare il prossimo.
Poi ho incontrato quelli che sono convintissimi di essere "buoni" ma (anche se non se ne accorgono) non lo sono affatto.
E poi quelli che qualcosa di buono riescono a volerlo e persino a farlo, ma se ci vai a fondo realizzi che stanno solo attuando un modo per sentirsi vivi o er mettersi a posto la coscienza....
E la casistica del "sembrare" comprensivi credo potrebbe continuare all'infinito.

Se guardo me stessa, nei limiti inevitabili in cui posso riuscire a farlo, non mi trovo troppo distante da te, pur essendo percepita nel reale come persona disponibile e soccorrevole.
Giusto per intendersi : ho un senso molto radicato della giustizia e del valore dell'impegno personale, per cui...onestamente non provo nessun trasporto verso i tanti che sognarono di surclassare il prossimo e poi finiscono miseramente surclassati.
Dell'ultimo caso recente ho parlato in questo forum (non ricordo dove) : è vero che non ci dormivo al pensiero che a mia amica storica abbiano venduto la villa all'asta del tribunale, e non ci dormivo perchè pensavo "oddio! ma se fosse successo a me?" e poi non ci dormivo perchè pensavo ai suoi figli che ho visto nascere e che non meritavano questa "sorpresa", ma ti sono molto sincera : per la mia amica non muoverei un dito.
Perchè ho nitida memoria sia del fatto che tutto quel che è accaduto se lo sia letteralmente cercato a botte di boria ochesca, e sia del fatto che...sincera sincera...anche quando potevo essere io ad avere bisogno essenziale di prove di presenza amicale (SEMPLICE PRESENZA AMICALE) ...lei pensava al Rotary e a soddisfare la sua ocaggine , non certo a me...
Pensa che ho tentato un misero autino e mi sono pentita anche di quello : visto che cercano casa in affitto, e visto che io posso avere notizia di decine di case in affitto senza passare per agenzie immobiliari e pagarle, ho chiesto cosa cercano ai figli. Quando mi sono sentita rispondere che cercano una casa IN CENTRO e CON TERRAZZA PANORAMICA...a max 800 €/mese condominio incluso... ho concluso che anche i figli hanno preso di madre, e quindi...ottimo che si rivolgano alle agenzie immobiliari... e trovino l'attico in centro con terrazza panoramica a 800 € condominio incluso che...NON esiste...

Poi sono la stessa che quando viene preso per i fondelli l'amico "francescano", che è davvero una persona Buona e in questo momento bisognosa, ... ma mi faccio in quindici per aiutarlo.
E poi sono ancora la stessa che se domani vedesse il necrologio di "compagno" che ha conosciuto troppo bene per poterlo stimare...non proverebbe assolutamente NULLA... (tipo robot, appunto)

Sono cattivella?

Dopo attento esame di coscienza...non mi sento tale.
Mi sento solo sufficientemente lucida nell'analizzare i miei sentimenti, o almeno quel tanto che basta per non cantarni balle da sola, come mi sembra che sia per te. ;)

DaliaBlu

Giovane Amico

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24

Saturday, November 16th 2019, 11:05pm

Sinceramente non ho memoria di torti fatti ad altri. Per forza di cose ci saranno stati, ma io ero decisamente concentrata su me stessa al punto che questi episodi non hanno passato la mia soglia della percezione (e se lo hanno fatto sono stati rimossi).