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solitario92

Amico Inseparabile

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Thursday, November 21st 2019, 9:29am

Ma naturalmente la questione vera, che poi è alla base del compirtamento dei cosiddetti amici, è quella che tu hai indicato, e cioè il mio carattere. Banalmente, non suscito affetto negli altri, non suscito la voglia di stare assieme e non suscito il desiderio di condividere del tempo con me. Sono e rimango sempre un estraneo per tutti, anche in caso di frequentazioni lunghe. È per questo che loro si sono comportati come si sono comportati, e non gliene faccio una colpa; nessuno può essere rimproverato per non sentire affetto nei confronti di altre persone: ai sentimenti non si comanda. In ogni caso, all'orrenda sensazione di essere un estraneo in mezzo agli altri preferisco stare solo.
È possibile risolvere questo problema? Forse. C'è in me la volontà di risolverlo? No. Perché dovrei o indossare una maschera, cosa che mi peserebbe troppo, o cambiare alla radice, e non voglio rinnegare me stesso per gli altri.


Quella di ritenere di non suscitare affetto negli altri è una tua interpretazione di te stesso, ma non significa che sia vera. Io farei una valutazione ben diversa ma implica una premessa che fa riferimento a studi e ricerche susseguitesi negli ultimi decenni nel campo delle scienze cognitive.
La mente dell’uomo costruisce la propria identità individuale producendo cognizioni (informazioni) disposte in modo gerarchico e su diversi livelli che vanno da quello inconscio, automatico, emotivo e non razionale (nel senso che i suoi processi non sono sequenziati nella neocorteccia che è la sede della ragione) a quello cosciente che è logico (i processi sono sequenziati a livello corticale).
Le cognizioni che si formano nel primo livello (conoscenza tacita) sono quelle primigenie; queste saranno poi ampliate e articolate nelle cognizioni del livello superiore, ma mantenendo sempre stretta coerenza coi contenuti delle cognizioni del primo livello.
Ogni persona conosce le cognizioni del sé del livello cosciente, ma non è consapevole dell’origine e della formazione di tale cognizione. Non può saperlo perché origine e formazione della cognizione sono affare del livello inconscio. Detto in altre parole le origini e la formazione delle cognizioni sono processi automatici a base emotiva che vanno a costituire la conoscenza tacita che non si servono di elaborazioni di tipo logico.
Tuttavia, essendo “derivate” da quelle inconsce, le cognizioni consce del sé, tendono a mantenere la coerenza nei contenuti.
Quando dici di non suscitare affetto negli altri, stai esprimendo il contenuto di una cognizione che definisce una qualità della tua persona che si è formata, presumibilmente, già nella tua prima infanzia e sulla base delle emozioni che tu infante provavi nell’interazione con tua madre, o tuo padre o il tuo accudente. A quelle età, la coscienza detta di ordine superiore (esplicita, che ha il senso del tempo e della propria storia, che si esprime con un linguaggio verbale ecc.) non si è ancora formata.
Detto in altre parole, ti sei portato dentro di te, in età adulta, credenze dell’età prescolare senza aver mai avuto l’opportunità di ricostruirle ex novo attraverso processi di invalidazione. Ma questo è un portato che hai in comune con la stragrande maggioranza degli ansiosi sociali.
Nella realtà, le tue relazioni amicali sono fragili perché adotti assunti e comportamenti non funzionali.
Ora io non conosco quali sono i tuoi comportamenti, ma un assunto disfunzionale emerge chiaramente in tutti i tuoi commenti e che vede la figura dell’amico come una persona che deve essere sempre disponibile, sempre comprensiva, sempre presente nel bisogno.
Ebbene, un amico di questo genere, sarebbe un individuo anassertivo, caratterialmente passivo, uno che sacrifica se stesso e i propri bisogni e diritti per l’altro.
Un po’ provocatoriamente, direi che tu vorresti degli amici servili.
Essi hanno una propria vita, propri bisogni, proprie priorità ecc. Pretendere la disponibilità da un amico significa non aver rispetto per la sua autonomia, la sua auto determinazione.
La tua figura dell’amico è idealizzata, non ha alcun riscontro nella vita reale. Se ti riesce di liberarti da questa astrazione mentale, potrai vivere i rapporti amicali reali con più serenità e soddisfazione.
E, in conclusione, se questi hanno cercato di recuperare l’amicizia con te, significa che tu hai valore per loro. Questo, di per sé, dovrebbe farti felice.


Francamente, non so dove tu abbia letto di questa mia concezione dell'amicizia. In generale, sono una persona abbastanza disillusa, e non mi aspetto granché dalla persone, che so benissimo essere mosse in primo luogo da motivazioni di carattere egoistico (non è una cosa negativa, anche io sono così). Proprio per questo tendo a chiedere davvero poco spesso aiuto o comprensione. Gli amici per me sono persone con le quali si passa del tempo assieme, che hanno piacere a vederti e che vogliono coinvolgerti quando possibile. Direi chiaramente che dai comportamenti di queste persone questi ultimi elementi non emergono.
Banalmente, per la faccenda del cinema per l'altra persona si è aspettato più di una settimana che tornasse dal viaggio. Si trattava di aspettare solo una sera per me, ma non è stato fatto; nemmeno mi sono stati spiegati eventuali motivi per cui proprio non si poteva aspettare. Una volta una persona in comune che conoscevamo si era fatta male. Avevo chiesto se potevamo andarla a trovare assieme. Loro sono andati tutti assieme, senza nemmeno farmelo sapere. Sono poi andato da solo. Dopo la faccenda del ritardo di ore, ho ricevuto una chiamata in cui mi hanno riso in faccia chiedendomi di tornare, un messaggio in cui quasi sembrava che dovessi scusarmi io per aver osato sollevare il fatto che il loro era stato un brutto comportamento, e dopo sei mesi degli pseudo approcci di pacificazione. Nel ritenere questi loro comportamenti irrispettosi e ben poco amichevoli non vedo dove io stia chiedendo servilismo o devozione cieca e totale.

This post has been edited 1 times, last edit by "solitario92" (Nov 21st 2019, 9:36am)


62

Thursday, November 21st 2019, 7:31pm

È possibile risolvere questo problema? Forse. C'è in me la volontà di risolverlo? No. Perché dovrei o indossare una maschera, cosa che mi peserebbe troppo, o cambiare alla radice, e non voglio rinnegare me stesso per gli altri.
Il problema è risolvibile, a livello teorico.
Potrebbe essere che la maschera "vera" sia quella da togliere, e non da indossare.

Non penso si tratti di cambiare alla radice, le relazioni sono una cosa "naturale" e possono dare sia gioie che dolori ovviamente, la tua è paura di non saper "gestire" una relazione, probabilmente hai tentato delle soluzioni nel passato che ti hanno esclusivamente confermato che questa capacità in te non c'è.

Comunque io non credo a te servano tecnicismi di psicologia, come è successo nell'ultimo post, il rischio è che vengano vissuti come giudizi. Sei un ragazzo intelligente, se avessi voluto "studiare" psicologia per ampliare la consapevolezza e usarla per "risolverti" il problema l'avresti già fatto. Quindi non sta a me farti lo schemino di come funziona.

Quello che posso dirti è ... ci sta che tu non ci creda piu', e ci sta che la tua sia una sensazione "definitiva". Ho capito che lavori, hai la tua indipendenza, quindi, un domani, chissà se verrà il momento magari facendo un percorso avrai modo di cambiare idea su molte cose ... te lo auguro.

Elisa89

Ogni lasciata è persa

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Saturday, November 23rd 2019, 8:31am

Solitario, a me sembra che ti soffermi su singoli episodi accaduti, ma non sull'insieme.Anche io sarei arrabbiata, ma se adesso uno di quei ragazzi ti sta ricercando perché non accettare di vederlo? Mi sembri in gamba e sicuro di te, mettigli in chiaro subito quello che hai provato e il motivo x cui avevi troncato. Digli che non vuoi essere preso in giro. Ma a piccoli passi prova ad uscire ancora con loro. Sei troppo orgoglioso secondo me... Rischi di non trovare mai nessuno "alla tua altezza"

solitario92

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Friday, January 24th 2020, 7:10pm

Un ulteriore aggiornamento.
Qualche giorno fa il tizio che mi aveva contattato ha ricominciato a scrivermi. Io non gli ho risposto, al che ha cominciato a chiedere che gli rispondessi. A quel punto gli ho chiesto espressamente di non contattarmi più. La reazione è stata "non capisco perché fai così". Di fatto per lui l'avermi mollato da solo per oltre un'ora, la chiamata con le risate, il contattarmi il giorno dopo rispondendo al mio far notare la scarsa rispettosita' del loro atteggiamento con "mi sono fatto un'idea su di te", lo scrivermi 6 mesi dopo senza accennare a una scusa etc etc sono tutte cose normali, e io non avrei niente di cui lamentarmi. Insomma, diciamo che al di là di tutto, siamo proprio su due mondi diversi. Quindi sono ancora più convinto di aver fatto bene a chiudere i rapporti.

65

Saturday, January 25th 2020, 1:00pm

La reazione è stata "non capisco perché fai così".

Beh, ha ragione.

Perché dovrebbe saperlo ? Normalmente, il tempo sbollisce gli animi, poi c'è chi fa un passo avanti e si riprende a "comunicare" sperando che in un contesto piu' neutro si possano far incontrare le due visioni. Ovviamente questo non significa necessariamente tornare ad uscire assieme, si puo' anche decidere che si è troppo diversi per frequentarsi ma, senza disturbuire "colpe" nel piatto della bilancia che deciderà dove pende la ragione.

Il tuo orgoglio è risponsabilità tua non degli altri, almeno questo non addebitarglielo. Se io esco con un gruppo di amici e un loro comportamento (per come sono fatta io) mi offende irrimediabilmente tanto che decido al fine di proteggere il mio equilibrio di non uscirci piu' e tagliare i ponti, è un problema "loro" fino ad un certo punto.

E' normale che non capisca perché ti comporti così, lui il passo l'ha fatto, si è esposto per un ulteriore volta: Per te non basta ? E' qualcosa di intimo tuo che lui non puo' capire e forse nessuno puo' farlo visto un po' lo sviluppo del Thread. Non tutti diamo lo stesso peso ad eventi e situazioni, questa è la caratteristica dei rapporti e delle relazioni, e se per tenerle assieme bastasse semplicemente tirare la propria corda saremmo tutti "soli".

Alcune persone vivono come un abbandono imperdonabile eventi che per altri sono normalissimi compromessi o delle reazioni a qualcosa, altre vivono come svalutazione quella che puo' essere superficialità. Questo è l'unico dato di fatto che vale la pena tenere in considerazione SE si vuole avere una speranza di crescita personale e/o relazionale e NON cercare la conferma della propria ragione negli "eventi".

Elena***

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Saturday, January 25th 2020, 1:16pm

E' una situazione simile a quella che sto vivendo io.

Ti considera un amico di serie B mentre per te è di serie A.

"Non capisco perché fai così" … e cosa c'è da capire? Ti fai sentire dopo 6 mesi e poi non capisci?

solitario92

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Monday, January 27th 2020, 11:17am

E' una situazione simile a quella che sto vivendo io.

Ti considera un amico di serie B mentre per te è di serie A.

"Non capisco perché fai così" … e cosa c'è da capire? Ti fai sentire dopo 6 mesi e poi non capisci?


Penso che la questione sia esattamente questa. Mi considerano una compagnia di serie B. Nemmeno prendono in considerazione l'ipotesi che di fronte a certe cose io mi possa sentire offeso o arrabbiato, e non ci vedono niente di male in quanto hanno fatto, perché io sono una compagnia di serie B, e quindi già devo sentirmi grato se mi considerano.

solitario92

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Monday, January 27th 2020, 11:29am

La reazione è stata "non capisco perché fai così".

Beh, ha ragione.

Perché dovrebbe saperlo ? Normalmente, il tempo sbollisce gli animi, poi c'è chi fa un passo avanti e si riprende a "comunicare" sperando che in un contesto piu' neutro si possano far incontrare le due visioni. Ovviamente questo non significa necessariamente tornare ad uscire assieme, si puo' anche decidere che si è troppo diversi per frequentarsi ma, senza disturbuire "colpe" nel piatto della bilancia che deciderà dove pende la ragione.

Il tuo orgoglio è risponsabilità tua non degli altri, almeno questo non addebitarglielo. Se io esco con un gruppo di amici e un loro comportamento (per come sono fatta io) mi offende irrimediabilmente tanto che decido al fine di proteggere il mio equilibrio di non uscirci piu' e tagliare i ponti, è un problema "loro" fino ad un certo punto.

E' normale che non capisca perché ti comporti così, lui il passo l'ha fatto, si è esposto per un ulteriore volta: Per te non basta ? E' qualcosa di intimo tuo che lui non puo' capire e forse nessuno puo' farlo visto un po' lo sviluppo del Thread. Non tutti diamo lo stesso peso ad eventi e situazioni, questa è la caratteristica dei rapporti e delle relazioni, e se per tenerle assieme bastasse semplicemente tirare la propria corda saremmo tutti "soli".

Alcune persone vivono come un abbandono imperdonabile eventi che per altri sono normalissimi compromessi o delle reazioni a qualcosa, altre vivono come svalutazione quella che puo' essere superficialità. Questo è l'unico dato di fatto che vale la pena tenere in considerazione SE si vuole avere una speranza di crescita personale e/o relazionale e NON cercare la conferma della propria ragione negli "eventi".


Che il tagliare i ponti sia una mia scelta, di cui mi assumo tutte le conseguenze con piena consapevolezza, non ci piove. Tutto sommato, a loro di quanto è successo frega ben poco, e non credo che loro sarebbero pienamente disposti a "riaccogliermi" (ovviamente a modo loro, e sempre considerandomi con sufficienza e senza rispetto).
Quanto alla questione della colpa, non l'ho mai messa su quel piano, che giudico infantile. Tutto il loro comportamento deriva dal semplice fatto che non provano veri sentimenti di amicizia per me. Quindi non si preoccupano di arrivare in ritardo malgrado gli avessi fatto presente che dovevo andare via presto, non si preoccupano che richiamarmi sghignazzando al telefono e chiedendomi di tornare avrebbe potuto essere offensivo, non si sognano di scusarsi seriamente e di ammettere che il comportamento che hanno avuto è stato uno schifo, e chiamano dopo 6 mesi e rotti pensando di riscuotere simpatia e amicizia. È questo atteggiamento che per me rende impossibile proseguire i rapporti, al di là di tutto il resto. Perché puoi dirmi quello che vuoi sul diverso peso che si attribuisce agli avvenimenti, ma questo non è un comportamento da amici che si interessano all'altro, e oserei dire che rispettano l'altro. Nessuna colpa in questo, amicizia e rispetto non sono dovuti, non si pretendono ma si ottengono, e non ci su può lamentare se non li si riceve. Io banalmente scelgo di non proseguire i rapporti con persone che non mi considerano davvero amico, non mi rispettano e non mi considerano. C'è poi ovviamente la pagina da aprire su perché questo accada, e ovviamente è colpa mia e del mio carattere.
Comunque una piccola nota: a meno di non essere ottusi, penso che non ci voglia molto a capire che se una persona cambia comportamento dopo un certo evento, magari quell'evento che a te sembra irrilevante per la controparte può essere stato importante. Il "non capisco perché fai così" è assurdo.

This post has been edited 3 times, last edit by "solitario92" (Jan 27th 2020, 11:46am)