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Utente Fedele

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46

Wednesday, August 7th 2019, 1:46am

Puoi trovare qualcuno a cui piace Naruto e Itachi. Itachi ha una fanbase enorme, in tutti i blog e i gruppi di naruto è uno dei personaggi più apprezzato. L'altro è l'artista dinamitardo svalvolato Deidara.

Per quello che vale, io ti apprezzo molto in quanto mi ricordi me di qualche tempo fa.

solitario92

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47

Tuesday, November 19th 2019, 8:37am

Un piccolo aggiornamento. Uno dei cosiddetti "amici" mi ha ricontattato due volte. Dai toni dei messaggi sembra che nulla sia successo; nessun tipo di manifestazione di dispiacere per quanto accaduto, né scuse di alcun genere.
Francamente nemmeno gli ho risposto. Non ho alcuna voglia di farmi ridere dietro. Né tantomeno penso che valga la pena di perdere tempo on persone che ti scrivono dopo 6 mesi aspettandosi cordialità. Per me è una pagina chiusa sinceramente.

48

Tuesday, November 19th 2019, 2:46pm

Dai toni dei messaggi sembra che nulla sia successo; nessun tipo di manifestazione di dispiacere per quanto accaduto, né scuse di alcun genere.
E' un po' per lo stesso motivo per cui tu ti sei offeso: l'ego/orgoglio.

Ovvero quella parte che fa enorme fatica a rinunciare alla propria difesa e dire "vabbe' dai son cazzate". Farti delle scuse, significherebbe, mettere in discussione il proprio orgoglio. Evidentemente vuole recuperarei contatti ma, sorvolando su quel "passaggio" un po' scomodo e imbarazzante.

Fare finta che non sia successo nulla non è questione di insensibilità, ma è un modo per evitare una situazione che ha generato conflitto.

Se vuoi delle scuse, per quanto successo puoi farlo presente tu stesso.

Poi dubito che un "amico" ti cerchi per deriderti ancora, se così fosse, non ti avrebbe cercato a prescindere. Poteva deriderti benissimamente senza frequentarti. Quindi,questa a mio avviso è piu' che altro la tua "paura" di sentirti deriso/non rispettato.

La storia dei sei mesi ha anche una lettura inversa: Una persona ti scrive dopo 6 mesi, forse, si sta "esponendo" pur sapendo che ti sei offeso. E' piu facile lasciare decaderei i contatti che recuperarli non credi ?

Le cose che hai riportato in questo gruppetto, purtroppo sono all'ordine del giorno nella vita. I mancati "inviti", oppure i ritardi o anche "siamo andati all'apertivo ieri" - "E non mi avete pensato?" sono la norma. Chiedi in giro e te ne potranno raccontare di cotte e crude sugli amici.

Il punto è che forse avendo questi due soli amici, la cosa ti pesa ti piu' e non si puo' risolvere con un affettuoso "Ma vaffanculo Bro' " perché la posta in gioco vuol dire restare soli e allora quel "non gliene importa" assume un significato troppo grande.

Secondo me a loro gli importa, ma, sono amici, e ci puo' stare qualche uscita egoista o di convenienza. E' successo questo, poteva succedere che a te piaceva la stessa tipa che piace a uno dei due, e allora che si fa ? L'amicizia va bene ma possono verificarsi momenti in cui giustamente non si puo' essere "al centro" e puo' succedere anche te di dover pensare in quel momento a te stesso.

Ora io non so nei dettagli come fosse questo rapporto, la mia è una considerazione generale. Pero' credo che dovresti quantomeno provare un dialogo con il tizio che ti ha scritto e non andare subito in difesa come se sta lì solo per prenderti in giro o pretendere cordialità.

solitario92

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49

Tuesday, November 19th 2019, 4:44pm

Non sono solo in due. È un gruppo numeroso di persone. Da una di queste ho ricevuto la famosa chiamata sghignazzante e i messaggi in cui si diceva che adesso si che poteva farsi una bella opinione su di me. Da quest'altra un messaggio dopo 6 mesi. Non penso proprio che questo esprima interesse o voglia di preservare i rapporti. Al massimo, forse c'è un po' di rimorso e voglia di sgravarsi la coscienza. Cose che non sono la base di un'amicizia vera direi.
La questione in se non sta né nei mancati inviti, né nel ritardo, né in altre cose singolarmente prese. Il problema è dato dal fatto che in generale sono generalmente stato trattato come una amico di serie B. Non intendo accettare questa cosa, e sono disposto a qualsiasi conseguenza pur di non accettare compromessi ai miei occhi disonorevoli.
Per quanto riguarda le scuse, in realtà non mi frega nulla di riceverle. Anche se me le facessero per me non cambierebbe una virgola. La reale problematica è che non penso gli importi davvero della nostra amicizia o di vedermi.
Per quanto riguarda un potenziale interesse comune verso la stessa donna, tendenzialmente a decidere è quest'ultima. Penso che se si è amici si dovrebbero evitare colpi bassi nel corteggiamento; a parte questo, ognuno poi procede liberamente.

This post has been edited 1 times, last edit by "solitario92" (Nov 19th 2019, 4:50pm)


50

Tuesday, November 19th 2019, 5:49pm

Ti faccio un'osservazione/provocazione benevola ovviamente:

Vedo in te tanto orgoglio, rigidità di principio sulle cose.
A modo tuo sei estremamente coertente tant'è che accetti anche le conseguenze piu' estreme con fermezza.

Ma a tuo avviso, in questo modo, è possibile (a prescindere da questa compagnia di amici ) avere "contatti piu' intimi" con le persone ?

Lo dico perché l'amicizia "vera", al di là dei valori comuni, si basa su quella che è una relazione banalmente piu' intima e confidenziale. Va bene la lealtà, sincerità, onore e rispetto, pero' ci vuole anche quell'apertura finalizzata a creare un confronto.

altrimenti fai davvero fatica.

Secondo me, di ogni esperienza nei fai "insegnamento" se hai guardato l'altro e "hai visto" x, y, e z comportamenti. Pero' non devi mancare di fare quasto passaggio anche su te stesso.

Mareaovest

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Tuesday, November 19th 2019, 6:22pm

salve

Ciao
A mio parere il problema non sussiste. A quanto riferisci, l'unico modo per andare a vedere quel film tutti e tre assieme, era di andarci in un altro giorno, un giorno in cui potevate andare al cinema a una proiezione ad orari precedenti. Ma dato che avete voluto stabilire una data precisa, uno dei due andava sacrificato. L'alternativa c'era. 1) prendere un taxi per il ritorno a casa, 2) convincere qualcuno a darti un passaggio a casa in auto. Queste alternative erano possibili? E se lo erano, perché non ti sei attivato in tal senso?
Fossi in te, non farei tutta questa tragedia perché, se ci pensi su, è andata a finire com'era inevitabile. Vuol dire che se accade una situazione simile, pondererete meglio tempi e opportunità. :)

solitario92

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Wednesday, November 20th 2019, 9:19am

Ciao
A mio parere il problema non sussiste. A quanto riferisci, l'unico modo per andare a vedere quel film tutti e tre assieme, era di andarci in un altro giorno, un giorno in cui potevate andare al cinema a una proiezione ad orari precedenti. Ma dato che avete voluto stabilire una data precisa, uno dei due andava sacrificato. L'alternativa c'era. 1) prendere un taxi per il ritorno a casa, 2) convincere qualcuno a darti un passaggio a casa in auto. Queste alternative erano possibili? E se lo erano, perché non ti sei attivato in tal senso?
Fossi in te, non farei tutta questa tragedia perché, se ci pensi su, è andata a finire com'era inevitabile. Vuol dire che se accade una situazione simile, pondererete meglio tempi e opportunità. :)


Ciao sono successe altre cose da quell' episodio, che mi hanno portato a un definitivo allontanamento da queste persone.

solitario92

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Wednesday, November 20th 2019, 9:27am

Ti faccio un'osservazione/provocazione benevola ovviamente:

Vedo in te tanto orgoglio, rigidità di principio sulle cose.
A modo tuo sei estremamente coertente tant'è che accetti anche le conseguenze piu' estreme con fermezza.

Ma a tuo avviso, in questo modo, è possibile (a prescindere da questa compagnia di amici ) avere "contatti piu' intimi" con le persone ?

Lo dico perché l'amicizia "vera", al di là dei valori comuni, si basa su quella che è una relazione banalmente piu' intima e confidenziale. Va bene la lealtà, sincerità, onore e rispetto, pero' ci vuole anche quell'apertura finalizzata a creare un confronto.

altrimenti fai davvero fatica.

Secondo me, di ogni esperienza nei fai "insegnamento" se hai guardato l'altro e "hai visto" x, y, e z comportamenti. Pero' non devi mancare di fare quasto passaggio anche su te stesso.


Ma infatti io non sono refrattario a vederli perché siano venuti meno onore o rispetto, ma perché è mancato l'elemento base dell'amicizia, e cioè la voglia di coinvolgere e condividere esperienze con l'altro. È l'aspetto sostanziale, e cioè il loro affetto per me, che è venuto a mancare, non un aspetto meramente formale. Dal loro comportamento cos'altro si evince se non una sostanziale sottovalutazione e disinteresse rispetto alla mia presenza? E dall'immenso ritardo e dalla poca convinzione con cui sono seguiti tentativi di riavvicinamento, cos'altro si evince se non poco interesse per la nostra amicizia? Tutto sommato, dentro di me devo riconoscere che in altre circostanze avrei lasciato correre sui vari episodi; ho tenuto il punto sulla questione proprio per vedere se così facendo sarei stato in grado di suscitare una reazione da parte loro. Quest'ultima è mancata completamente per alcuni, è stata aggressiva da parte di uno e ritardata e debole da parte di un altro.
A questo punto, accettare un riavvicinamento a persone che così poco si interessano a me sarebbe disonorevole. E peraltro non riuscirei nemmeno a togliermi dalla testa che il loro coinvolgermi in qualche attività sarebbe più un gesto dettato dalla pietà che da un sincero sentimento di affetto.

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Wednesday, November 20th 2019, 11:25am

Se posso... tu conosci cose e persone meglio, io posso dirti cosa mi sembra dalla distanza: che dopo 6 mesi se ti ricontattano vuol dire proprio che non è pietà ma voglia di avere di nuovo a che fare con te, sperando anche che il tempo abbia "sbollito" le incomprensioni e "sotterrato" l'ascia di guerra :)

tu che hai da perdere accettando di riprendere i contatti , vedendoli ogni tanto?
di spezzare la tua tranquilla autosufficienza e tornare a illuderti e poi tornare a stare male?
e se invece ti riuscisse più spontaneo di quello che ti pare ora, e ti godessi quello che c'è anche con tutti i suoi limiti senza soffrirne particolarmente?

è una possibilità sai, anche se ti sembra remota

io solo per togliermi questa curiosità, magari con una battuta mezza sarcastica "minchia chi non muore si rivede" :P riallaccerei ;)
sopravviverai a qualsiasi sviluppo, questo è sicuro :)

solitario92

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Wednesday, November 20th 2019, 1:06pm

Se posso... tu conosci cose e persone meglio, io posso dirti cosa mi sembra dalla distanza: che dopo 6 mesi se ti ricontattano vuol dire proprio che non è pietà ma voglia di avere di nuovo a che fare con te, sperando anche che il tempo abbia "sbollito" le incomprensioni e "sotterrato" l'ascia di guerra :)

tu che hai da perdere accettando di riprendere i contatti , vedendoli ogni tanto?
di spezzare la tua tranquilla autosufficienza e tornare a illuderti e poi tornare a stare male?
e se invece ti riuscisse più spontaneo di quello che ti pare ora, e ti godessi quello che c'è anche con tutti i suoi limiti senza soffrirne particolarmente?

è una possibilità sai, anche se ti sembra remota

io solo per togliermi questa curiosità, magari con una battuta mezza sarcastica "minchia chi non muore si rivede" :P riallaccerei ;)
sopravviverai a qualsiasi sviluppo, questo è sicuro :)


Cosa ho da perdere? Nulla, a parte rischiare nuove umiliazioni per rincorrere persone a cui non interesso molto. Francamente, una cosa che voglio evitare. Preferisco un' orgogliosa solitudine a amicizie mendicate (perché tornare a frequentarli nelle attuali condizioni significherebbe nulla di più nulla di meno che mendicare) e false. Sono ben consapevole delle pesanti (e potenzialmente tragiche) conseguenze che questa scelta potrebbe avere per me in futuro, ma ho deciso di accettarle.

56

Wednesday, November 20th 2019, 1:43pm

Ma infatti io non sono refrattario a vederli perché siano venuti meno onore o rispetto, ma perché è mancato l'elemento base dell'amicizia, e cioè la voglia di coinvolgere e condividere esperienze con l'altro. È l'aspetto sostanziale, e cioè il loro affetto per me, che è venuto a mancare, non un aspetto meramente formale. Dal loro comportamento cos'altro si evince se non una sostanziale sottovalutazione e disinteresse rispetto alla mia presenza? E dall'immenso ritardo e dalla poca convinzione con cui sono seguiti tentativi di riavvicinamento, cos'altro si evince se non poco interesse per la nostra amicizia? Tutto sommato, dentro di me devo riconoscere che in altre circostanze avrei lasciato correre sui vari episodi; ho tenuto il punto sulla questione proprio per vedere se così facendo sarei stato in grado di suscitare una reazione da parte loro. Quest'ultima è mancata completamente per alcuni, è stata aggressiva da parte di uno e ritardata e debole da parte di un altro.
A questo punto, accettare un riavvicinamento a persone che così poco si interessano a me sarebbe disonorevole. E peraltro non riuscirei nemmeno a togliermi dalla testa che il loro coinvolgermi in qualche attività sarebbe più un gesto dettato dalla pietà che da un sincero sentimento di affetto.
Lascia perdere loro e questa storia per un attimo che ormai è inevitabilmente chiusa.

Hai capito quali sono le mancanze su cui è stata minata la base di un'amicizia.
Poniamo che sia un gruppetto che è stato meglio perdere che trovare.

Ora parliamo di te: Premesso che non ti conosco se non dal forum, ma se leggo tanto "orgoglio" e inamovibilità unita al timore di essere umiliati, sulla base della mia esperienza, immagino che tu possa fare fatica a crearti delle amicizie "vere".

C'è sempre una parte di co-responsabilità quando una relazione (anche amicale) finisce. Finché si individuano le colpe dell'altro è piuttosto facile. Ma poi bisogna riconoscere anche i propri "spigoli" e porsi la domanda SE gli altri si sono trovati a sbatterci.

Ripeto a prescindere da questa compagnia: Valuta la possibilità che certi comportamenti non siano "superficialità gratuita", "Disinteresse" ma una possibile risposta al tuo carattere.

arianna73

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Wednesday, November 20th 2019, 2:19pm



Cosa ho da perdere? Nulla, a parte rischiare nuove umiliazioni per rincorrere persone a cui non interesso molto. Francamente, una cosa che voglio evitare. Preferisco un' orgogliosa solitudine a amicizie mendicate (perché tornare a frequentarli nelle attuali condizioni significherebbe nulla di più nulla di meno che mendicare) e false. Sono ben consapevole delle pesanti (e potenzialmente tragiche) conseguenze che questa scelta potrebbe avere per me in futuro, ma ho deciso di accettarle.


non direi"mendicare" , se sono stati loro a cercarti :hmm:

su "umiliazione" e "falsità"... Solitario, probabilmente la mia visione è disincantata per il fatto che potrei essere tua mamma :D e avendone viste abbastanza i tuoi amici per quanto non ottimali e ideali (ma pensiamoci su, a latere, su queste "richieste inespresse"), non sono nemmeno l'apice del nefando.
Non li difendo, parlo piuttosto nel tuo interesse, nell'ottica di un qualsiasi tipo di "contatto" umano (parlo quindi anche di quelli più inevitabili e superficiali, come quelli di lavoro o di altre occasioni tipiche di chi non vive in una meteora sul monte Athos... anzi pure lì penso ci siano i confratelli di mezzo...): se ti fai ferire così profondamente e attribuisci tanta profondità ad ogni azione altrui, rischi di ritrovarti nella paralisi, non solo nell'isolamento, e a moltiplicare le occasioni di sofferenza.

per quello che posso vedere, hai una fragilità da difendere e questo è quanto di più comune.
tenta qualche strategia più efficace però, tipo fortificarti poco a poco , provando ad esempio ad andare incontro agli altri già consapevole in partenza dei loro limiti (e dei tuoi) abbassando le tue aspettative verso di loro (e verso te stesso)

non è che devi diventare l'anima della festa o cercare migliaia di occasioni sociali, piccoli passi, piccole esperienze. Che come dice Juniz vanno anche prese se non altro come modo di conoscere un po' meglio noi stessi.

solitario92

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Wednesday, November 20th 2019, 3:17pm

Ma infatti io non sono refrattario a vederli perché siano venuti meno onore o rispetto, ma perché è mancato l'elemento base dell'amicizia, e cioè la voglia di coinvolgere e condividere esperienze con l'altro. È l'aspetto sostanziale, e cioè il loro affetto per me, che è venuto a mancare, non un aspetto meramente formale. Dal loro comportamento cos'altro si evince se non una sostanziale sottovalutazione e disinteresse rispetto alla mia presenza? E dall'immenso ritardo e dalla poca convinzione con cui sono seguiti tentativi di riavvicinamento, cos'altro si evince se non poco interesse per la nostra amicizia? Tutto sommato, dentro di me devo riconoscere che in altre circostanze avrei lasciato correre sui vari episodi; ho tenuto il punto sulla questione proprio per vedere se così facendo sarei stato in grado di suscitare una reazione da parte loro. Quest'ultima è mancata completamente per alcuni, è stata aggressiva da parte di uno e ritardata e debole da parte di un altro.
A questo punto, accettare un riavvicinamento a persone che così poco si interessano a me sarebbe disonorevole. E peraltro non riuscirei nemmeno a togliermi dalla testa che il loro coinvolgermi in qualche attività sarebbe più un gesto dettato dalla pietà che da un sincero sentimento di affetto.
Lascia perdere loro e questa storia per un attimo che ormai è inevitabilmente chiusa.

Hai capito quali sono le mancanze su cui è stata minata la base di un'amicizia.
Poniamo che sia un gruppetto che è stato meglio perdere che trovare.

Ora parliamo di te: Premesso che non ti conosco se non dal forum, ma se leggo tanto "orgoglio" e inamovibilità unita al timore di essere umiliati, sulla base della mia esperienza, immagino che tu possa fare fatica a crearti delle amicizie "vere".

C'è sempre una parte di co-responsabilità quando una relazione (anche amicale) finisce. Finché si individuano le colpe dell'altro è piuttosto facile. Ma poi bisogna riconoscere anche i propri "spigoli" e porsi la domanda SE gli altri si sono trovati a sbatterci.

Ripeto a prescindere da questa compagnia: Valuta la possibilità che certi comportamenti non siano "superficialità gratuita", "Disinteresse" ma una possibile risposta al tuo carattere.


Ma naturalmente la questione vera, che poi è alla base del compirtamento dei cosiddetti amici, è quella che tu hai indicato, e cioè il mio carattere. Banalmente, non suscito affetto negli altri, non suscito la voglia di stare assieme e non suscito il desiderio di condividere del tempo con me. Sono e rimango sempre un estraneo per tutti, anche in caso di frequentazioni lunghe. È per questo che loro si sono comportati come si sono comportati, e non gliene faccio una colpa; nessuno può essere rimproverato per non sentire affetto nei confronti di altre persone: ai sentimenti non si comanda. In ogni caso, all'orrenda sensazione di essere un estraneo in mezzo agli altri preferisco stare solo.
È possibile risolvere questo problema? Forse. C'è in me la volontà di risolverlo? No. Perché dovrei o indossare una maschera, cosa che mi peserebbe troppo, o cambiare alla radice, e non voglio rinnegare me stesso per gli altri.

solitario92

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Wednesday, November 20th 2019, 3:36pm



Cosa ho da perdere? Nulla, a parte rischiare nuove umiliazioni per rincorrere persone a cui non interesso molto. Francamente, una cosa che voglio evitare. Preferisco un' orgogliosa solitudine a amicizie mendicate (perché tornare a frequentarli nelle attuali condizioni significherebbe nulla di più nulla di meno che mendicare) e false. Sono ben consapevole delle pesanti (e potenzialmente tragiche) conseguenze che questa scelta potrebbe avere per me in futuro, ma ho deciso di accettarle.


non direi"mendicare" , se sono stati loro a cercarti :hmm:

su "umiliazione" e "falsità"... Solitario, probabilmente la mia visione è disincantata per il fatto che potrei essere tua mamma :D e avendone viste abbastanza i tuoi amici per quanto non ottimali e ideali (ma pensiamoci su, a latere, su queste "richieste inespresse"), non sono nemmeno l'apice del nefando.
Non li difendo, parlo piuttosto nel tuo interesse, nell'ottica di un qualsiasi tipo di "contatto" umano (parlo quindi anche di quelli più inevitabili e superficiali, come quelli di lavoro o di altre occasioni tipiche di chi non vive in una meteora sul monte Athos... anzi pure lì penso ci siano i confratelli di mezzo...): se ti fai ferire così profondamente e attribuisci tanta profondità ad ogni azione altrui, rischi di ritrovarti nella paralisi, non solo nell'isolamento, e a moltiplicare le occasioni di sofferenza.

per quello che posso vedere, hai una fragilità da difendere e questo è quanto di più comune.
tenta qualche strategia più efficace però, tipo fortificarti poco a poco , provando ad esempio ad andare incontro agli altri già consapevole in partenza dei loro limiti (e dei tuoi) abbassando le tue aspettative verso di loro (e verso te stesso)

non è che devi diventare l'anima della festa o cercare migliaia di occasioni sociali, piccoli passi, piccole esperienze. Che come dice Juniz vanno anche prese se non altro come modo di conoscere un po' meglio noi stessi.


Come da messaggio sopra rivolto a Juniz, sono ben consapevole di essere io il vero problema. Se rimani solo come io sono rimasto solo, una ragione profonda ci deve essere, e non sono così infantile da pensare che il mondo sia cattivo e io buono. Loro sono brave persone. Semplicemente, non gliene frega nulla di me. Ci sta assolutamente; non ho alcun titolo per pretendere attenzione o attaccamento.

Mareaovest

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Wednesday, November 20th 2019, 6:57pm

Ma naturalmente la questione vera, che poi è alla base del compirtamento dei cosiddetti amici, è quella che tu hai indicato, e cioè il mio carattere. Banalmente, non suscito affetto negli altri, non suscito la voglia di stare assieme e non suscito il desiderio di condividere del tempo con me. Sono e rimango sempre un estraneo per tutti, anche in caso di frequentazioni lunghe. È per questo che loro si sono comportati come si sono comportati, e non gliene faccio una colpa; nessuno può essere rimproverato per non sentire affetto nei confronti di altre persone: ai sentimenti non si comanda. In ogni caso, all'orrenda sensazione di essere un estraneo in mezzo agli altri preferisco stare solo.
È possibile risolvere questo problema? Forse. C'è in me la volontà di risolverlo? No. Perché dovrei o indossare una maschera, cosa che mi peserebbe troppo, o cambiare alla radice, e non voglio rinnegare me stesso per gli altri.


Quella di ritenere di non suscitare affetto negli altri è una tua interpretazione di te stesso, ma non significa che sia vera. Io farei una valutazione ben diversa ma implica una premessa che fa riferimento a studi e ricerche susseguitesi negli ultimi decenni nel campo delle scienze cognitive.
La mente dell’uomo costruisce la propria identità individuale producendo cognizioni (informazioni) disposte in modo gerarchico e su diversi livelli che vanno da quello inconscio, automatico, emotivo e non razionale (nel senso che i suoi processi non sono sequenziati nella neocorteccia che è la sede della ragione) a quello cosciente che è logico (i processi sono sequenziati a livello corticale).
Le cognizioni che si formano nel primo livello (conoscenza tacita) sono quelle primigenie; queste saranno poi ampliate e articolate nelle cognizioni del livello superiore, ma mantenendo sempre stretta coerenza coi contenuti delle cognizioni del primo livello.
Ogni persona conosce le cognizioni del sé del livello cosciente, ma non è consapevole dell’origine e della formazione di tale cognizione. Non può saperlo perché origine e formazione della cognizione sono affare del livello inconscio. Detto in altre parole le origini e la formazione delle cognizioni sono processi automatici a base emotiva che vanno a costituire la conoscenza tacita che non si servono di elaborazioni di tipo logico.
Tuttavia, essendo “derivate” da quelle inconsce, le cognizioni consce del sé, tendono a mantenere la coerenza nei contenuti.
Quando dici di non suscitare affetto negli altri, stai esprimendo il contenuto di una cognizione che definisce una qualità della tua persona che si è formata, presumibilmente, già nella tua prima infanzia e sulla base delle emozioni che tu infante provavi nell’interazione con tua madre, o tuo padre o il tuo accudente. A quelle età, la coscienza detta di ordine superiore (esplicita, che ha il senso del tempo e della propria storia, che si esprime con un linguaggio verbale ecc.) non si è ancora formata.
Detto in altre parole, ti sei portato dentro di te, in età adulta, credenze dell’età prescolare senza aver mai avuto l’opportunità di ricostruirle ex novo attraverso processi di invalidazione. Ma questo è un portato che hai in comune con la stragrande maggioranza degli ansiosi sociali.
Nella realtà, le tue relazioni amicali sono fragili perché adotti assunti e comportamenti non funzionali.
Ora io non conosco quali sono i tuoi comportamenti, ma un assunto disfunzionale emerge chiaramente in tutti i tuoi commenti e che vede la figura dell’amico come una persona che deve essere sempre disponibile, sempre comprensiva, sempre presente nel bisogno.
Ebbene, un amico di questo genere, sarebbe un individuo anassertivo, caratterialmente passivo, uno che sacrifica se stesso e i propri bisogni e diritti per l’altro.
Un po’ provocatoriamente, direi che tu vorresti degli amici servili.
Essi hanno una propria vita, propri bisogni, proprie priorità ecc. Pretendere la disponibilità da un amico significa non aver rispetto per la sua autonomia, la sua auto determinazione.
La tua figura dell’amico è idealizzata, non ha alcun riscontro nella vita reale. Se ti riesce di liberarti da questa astrazione mentale, potrai vivere i rapporti amicali reali con più serenità e soddisfazione.
E, in conclusione, se questi hanno cercato di recuperare l’amicizia con te, significa che tu hai valore per loro. Questo, di per sé, dovrebbe farti felice.