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lya

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Monday, March 24th 2014, 1:21am

Che non sia un problema dipende un po' dalla "quantità" di empatia e dall'ambiente in cui vive il soggetto.
Se immaginiamo una persona molto empatica che vive in situazioni limite: è come essere armati di un coltello senza manico.
Lo puoi usare ma ti fai male.



Quando si capisce di avere il "coltello senza manico" non si deve usare, ci si può far molto male...Si sanguina..
Nessuno mai ci costringe a fare una determinata cosa puntandoci una pistola alla tempia, per cui se la si fa è per libera scelta..
L'empatia è una buona qualità e spetta a chi ne è provvisto farne un buon uso, affinché resti tale..
Mi sa che ne sai parecchio di questa cosa. E mi pare proprio che ne parli a ragion veduta.


Forse..o almeno penso di esserci "dentro"
come dice il mio nuovo punto di riferimento in materia (lya ).


Non darmi questa responsabilità... :huh:
. a meno che non sviluppi una "sana" dose di egocentrismo.
Secondo lei questo modo di pensare, questa forma caratteriale, aiuta il rafforzamento dell'identità quel che basta per restare in equilibrio.




L'egocentrismo, seppure "sano" associato all'empatia è una bomba ad orologeria...

Mi spiego meglio: l'empatia e l'egocentrismo il più delle volte viaggiano su binari diversi.
La prima è orientata per lo più all'interno, quindi partendo dall'interno di se stessi, fino a percepire le emozioni che stanno dentro gli altri..

Il passaggio all'esterno è molto breve se non quasi nullo...(fatta eccezione per il "trasferimento" dell'emozione che avverrà a parole tramite voce o scritto o anche attraverso atteggiamenti..)

In altre parole, si avverte "dentro" l'emozione che l'altro o l'altra hanno dentro se stessi, per cui un passaggio che va dell'interno di se stessi "all'interno" dell'altro, mi scuso per il giro di parole, ma non so se rendo l'idea..

Diversamente l'egocentrismo è orientato unicamente verso l'esterno, per apparire...
"Io" sono al centro di tutto e tutti, "voglio" farmi notare, "desidero" che "mi" ascoltino, che "mi" guardino, che "mi" dicano quanto "IO" sia intelligente e preparato..

Per cui essendo anche empatico e volendo "farmi" notare posso dire quello che sento, senza fermarmi a pensare che l'emozione percepita in partenza-con tutti gli eventuali annessi di chi sta dall'altra parte- potrebbe racchiudere anche fragilità, molta sensibilità, un "terreno" emotivamente molto minato...,ma "io" percepisco "te" e devo dire ciò che "sento", l'empatia me lo suggerisce e l'egocentrismo mi suggerisce di parlare senza freni...
La bomba è esplosa...

Ci sono altre componenti caratteriali che con l'empatia non trovano la "calma", e possono generare stress, ad esempio il narcisismo..

L'empatia trova il suo "habitat" all'interno di se stessi...,è dove nasce che va lasciata e considerata per lo più una risorsa dalla quale attingere con molta cautela e delicatezza, quando occorre.., poiché è anche intelligenza a tutti gli effetti..

Un'ultima cosa, nel carattere di ognuno le caratteristiche non sono quasi mai presenti nella stessa misura.
In altre parole se "sono" empatico, egocentrico, razionale, passionale, narcisista...So o riconoscerò in seguito quale tra queste componenti caratteriali è quella che spunta maggiormente è ha o avrà la meglio o la peggio..

Un equilibrio giusto sarà sempre difficile da trovare, poiché un aspetto emergerà piuttosto che un altro.
Per tutti è così...

Sarebbe opportuno "ascoltare" sempre se stessi e capire dove maggiormente si desidera andare, senza "costruzioni", ma molto, molto naturalmente..

Sono scelte, come sempre si fanno nella vita di ognuno..
"Some people feel the rain. Others just get wet."

17

Monday, March 24th 2014, 6:58pm

Nessuno mai ci costringe a fare una determinata cosa puntandoci una pistola alla tempia, per cui se la si fa è per libera scelta..

Eh beh.. A me risulterebbe involontaria l'empatia. E se è tanta basta la sola presenza ad alterare il comportamento della persona.
Alla fine, se è tanta, è una notevole differenza di percezione rispetto alla media.
L'egocentrismo, seppure "sano" associato all'empatia è una bomba ad orologeria...
:hmm:
Per cui essendo anche empatico e volendo "farmi" notare posso dire quello che sento, senza fermarmi a pensare che l'emozione percepita in partenza-con tutti gli eventuali annessi di chi sta dall'altra parte- potrebbe racchiudere anche fragilità, molta sensibilità, un "terreno" emotivamente molto minato...,ma "io" percepisco "te" e devo dire ciò che "sento", l'empatia me lo suggerisce e l'egocentrismo mi suggerisce di parlare senza freni...
La bomba è esplosa...
Capisco cosa intendi.
Io stesso ne sono la prova vivente.
Ma provo a darti un'altra visione della cosa.
Ci sono persone fortemente empatiche che crescono, sin dalla prima infanzia, con la convinzione che sia "normale" per TUTTI percepire le emozioni altrui o carpire le menzogne prima ancora che vengano pronunciate, le azioni prima che vengano compiute.
Questi sin da ragazzini hanno una vita diversa, molto diversa, rispetto alla media delle persone.
Ogni loro comportamento è (fortemente) influenzato da ciò che sentono ...ma negli altri! (quindi non o "non solo" in se' stessi).

Il discorso dell'egocentrismo è riferito a questi casi: i casi in cui la quantità di empatia (affiancata da particolari forme di carattere) è tale da creare disturbo nello sviluppo e nella vita (sociale) di tutti i giorni.

Ci si può veramente perdere nel caos quando non si hanno punti fermi e certezze dentro di se', per chi ha più (troppa) percezione dei "punti" altrui è ancora più facile.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

lya

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Monday, March 24th 2014, 8:25pm

Ci sono persone fortemente empatiche che crescono, sin dalla prima infanzia, con la convinzione che sia "normale" per TUTTI percepire le emozioni altrui o carpire le menzogne prima ancora che vengano pronunciate, le azioni prima che vengano compiute.
Questi sin da ragazzini hanno una vita diversa, molto diversa, rispetto alla media delle persone.


Il bambino durante la prima infanzia percepisce o meglio osserva per lo più il mondo che lo circonda, le persone a lui molto vicine, gli oggetti che vede e tocca...A lui piace esplorare l'ambiente e le cose attraverso le quali viene direttamente a contatto..

Egli non ha ancora sviluppato alcuni aspetti caratteriali, o se sono innati in lui, non sa di averli, caso mai se ne accorgerà più tardi...

Detto ciò non saprei davvero immaginare un bambino ad esempio a tre anni che percepisce la menzogna, le azioni prima che vengano compiute..
Sono davvero "innocenti" per farci pensare che possano in qualche maniera essere catapultati in un mondo a loro perfettamente sconosciuto..., anche emotivamente- fatta eccezione per l'affetto, il sorriso, il pianto..

Non so, magari ci sono i piccolissimi prodigio empatici, ma non ne ho mai sentito parlare, diversamente se il discorso è riferito al "prodigio" mentale e creativo, che ha a che fare con il calcolo, il disegno, il canto, la recitazione...beh in questi casi anche nella prima infanzia( 0- 2 anni) e nella seconda( 3- 6 anni) credo ci siano e ci sono stati prodigi..e questi sono appunto sopra la media...
Ogni loro comportamento è (fortemente) influenzato da ciò che sentono ...ma negli altri! (quindi non o "non solo" in se' stessi).

Si, questo è possibile, anche parlando di bambini della prima infanzia, in quanto il loro comportamento è in qualche maniera il riflesso di ciò che vivono; dell'ambiente che li circonda, delle persone che se ne prendono cura - genitori, zii, nonni, altri bimbi, insegnanti di scuole materne...
"Some people feel the rain. Others just get wet."

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19

Monday, March 24th 2014, 8:35pm

A me risulterebbe involontaria l'empatia. E se è tanta basta la sola presenza ad alterare il comportamento della persona.
Alla fine, se è tanta, è una notevole differenza di percezione rispetto alla media.


Ma se l'empatia è tanta anche superiore alla norma, non vuol dire che debba alterare il comportamento della persona...
In altre parole un comportamento esagerato o "alterato" non si giustifica col fatto che l'empatia straripi fino ad inondare ciò che "lo" circonda..

Se è tanta va bene riconoscerla superiore rispetto alla media, ma ciò non autorizza comunque..e qui ritorno alla mia posizione di partenza...( l'empatia non è un "passaporto"..)
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20

Monday, March 24th 2014, 11:30pm

non saprei davvero immaginare un bambino ad esempio a tre anni che percepisce la menzogna, le azioni prima che vengano compiute..
Sono davvero "innocenti" per farci pensare che possano in qualche maniera essere catapultati in un mondo a loro perfettamente sconosciuto..., anche emotivamente- fatta eccezione per l'affetto, il sorriso, il pianto..
Io lo so immaginare.
L'ho visti, l'ho vissuti e l'ho vissuto.
Non saprei da dove cominciare ed "empaticamente" sento che potresti non credermi o non ascoltarmi con troppa attenzione, per cui la faccio breve con un paio di esempi semplici e banali:

1. empatia "generico":

Due bambini e un genitore.
Uno dei due bimbi ha tanta empatia, l'altro no.
Entrambi sfuggono al controllo del genitore e si fanno un giretto nei dintorni.
Il genitore se ne accorge e dice loro di non farlo più perché è pericoloso; glielo dice parlando tranquillo, ma è terrorizzato.
Le volte successive il bambino empatico tenderà a non allontanarsi più perché ha sentito il terrore, l'altro invece ci proverà ancora perché non ha sentito il pericolo dal genitore e crede di essere al sicuro.

2. azioni prima che vengano compiute (evito l'esempio del ceffone):
Un bimbo di 3 anni che si prepara o si rifiuta di uscire anche se il genitore non gli dice dove stanno andando, che stanno andando... e non ci sono orari regolari per le uscite.

3. La menzogna: un genitore nasconde qualcosa quando esce di casa, mente con l'altro genitore. Il bambino lo capisce e mette la pulce nell'orecchio al genitore "ignaro".

Ora prova a immaginare cosa accade se la famiglia è multiproblematica e le questioni, man mano che passa il tempo, appaiono sempre più importanti.

Ma se l'empatia è tanta anche superiore alla norma, non vuol dire che debba alterare il comportamento della persona...
Assolutamente si, invece :)
Perché ogni differenza di percezione (persino auditiva) genera alterazioni/differenze nello sviluppo della psiche di una persona.

L'empatia è un fattore imprescindibile. La comunicazione verbale non solo non è l'unica, ma non è nemmeno "naturale": lavora su un livello talmente alto (nel senso di "distante dal profondo") che talvolta è addirittura tralasciabile.
Prima e dopo la comunicazione (verbale e non) c'è l'empatia.

Non solo la quantità di quest'ultima è determinante, ma talvolta può essere fuorviante.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
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21

Monday, March 24th 2014, 11:57pm

Le volte successive il bambino empatico tenderà a non allontanarsi più perché ha sentito il terrore, l'altro invece ci proverà ancora perché non ha sentito il pericolo dal genitore e crede di essere al sicuro.

potrebbe essere che il primo abbia timore perché caratterialmente più introverso, più insicuro..il secondo più estroverso e sicuro..Insomma la si può vedere anche in questo modo...non'è detto che l'empatia si debba per forza vedere ogni qual volta ci siano emozioni...

Entrambi crescendo potranno essere empatici o no...

Non è che non credo a quel che scrivi, ma la penso in modo diverso..
La menzogna: un genitore nasconde qualcosa quando esce di casa, mente con l'altro genitore. Il bambino lo capisce e mette la pulce nell'orecchio al genitore "ignaro".


Si, per il bambino è una specie di gioco tipo nascondino..e va a riferirlo all'altro per divertimento..
La vedo in modo più semplice...e forse "leggero"

Quello che penso adesso, invece è che stavi aspettando me per postare la tua opinione..e non lo dico per empatia, ma per dato di fatto...

Non vale, sostieni di essere empatico, hai scelto di avere il "dono" dell'invisibilità"..., sono notevolmente svantaggiata..
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22

Tuesday, March 25th 2014, 1:36am

potrebbe essere che il primo abbia timore perché caratterialmente più introverso, più insicuro..il secondo più estroverso e sicuro..Insomma la si può vedere anche in questo modo...non'è detto che l'empatia si debba per forza vedere ogni qual volta ci siano emozioni...
Si, è possibile, tuttavia un insicuro per essere insicuro deve avere la prospettiva di poterci proiettare qualcosa dentro. Serve una regola di confronto reale o primordiale. Allontanarsi dalla madre è pericoloso in base a una regola di confronto primordiale. Se però l'hai fatto una volta, puoi farlo altre volte perché hai imparato che -nel farlo- non sei morto e nessuno ti ha mangiato (anzi, magari qualcuno ti ha coccolato). La curiosità può essere più forte.
Teniamo sempre conto che un bambino di 3 anni non ha il background di un ragazzo di 15 e nemmeno di un adulto di 40.

Per percepire terrore dal "non verbale" del genitore deve avere empatia, diversamente sentirà un flebile richiamo ai parametri primordiali dell'allontanarsi dalla madre; il che potrebbe non bastare a tenerlo buono (di solito non basta).


Si, per il bambino è una specie di gioco tipo nascondino..e va a riferirlo all'altro per divertimento..
La vedo in modo più semplice...e forse "leggero"
No, aspetta: il bambino non sa nulla di quello che fa o non fa il genitore che mente e non avrebbe alcuna ragione di dubitare. Semplicemente "lo sente" ascoltandolo parlare quando torna a casa e racconta cose non vere.
Il gioco inizia dopo la percezione empatica.
Quello che penso adesso, invece è che stavi aspettando me per postare la tua opinione..e non lo dico per empatia, ma per dato di fatto...

Non vale, sostieni di essere empatico, hai scelto di avere il "dono" dell'invisibilità"..., sono notevolmente svantaggiata..
Niente personalismi. Se ti infastidisce la chiudo qui.

Il mio "intento nascosto", da vero manipolatore :), era semplicemente quello di far capire a chi "la prende alla leggera" (e non penavo a te) che l'empatia è una cosa seria; che oltre certi livelli o in certi contesti può essere fonte di problemi che vanno compresi o ignorati in toto assieme alla persona.
Non si può -insomma- prendere la persona e scartare l'empatia o viceversa: è un pacchetto completo.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

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Giovane Amico

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23

Tuesday, March 25th 2014, 6:19am

Ma nei rapporti così intimi, se uno non capisce che l'altro lo fa per sport e non per amore, è meglio che si "svegli" un po', se no' deve imparare dai propri errori;

E allora queste "intelligenze" è meglio tenersele per sé.

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24

Tuesday, March 25th 2014, 6:31am

Ma nei rapporti così intimi, se uno non capisce che l'altro lo fa per sport e non per amore, è meglio che si "svegli" un po', se no' deve imparare dai propri errori;

E allora queste "intelligenze" è meglio tenersele per sé.
Questa risposta si riferiva all'esempio di bruce, se dire o no' all'amico illuso, che lei lo fa per sport.

lya

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Tuesday, March 25th 2014, 3:17pm

Teniamo sempre conto che un bambino di 3 anni non ha il background di un ragazzo di 15 e nemmeno di un adulto di 40.

Certo, era quello che anche se in modo diverso ho esposto qualche post fa.
Teniamo sempre conto che sostenere che un bambino possa essere empatico a tre anni non è molto credibile, nonostante gli esempi da te riportati. O forse può essere che intendiamo l'empatia in maniera differente
Per percepire terrore dal "non verbale" del genitore deve avere empatia,

O capire attraverso lo sguardo del genitore che questo o quello non va fatto...
Il mio "intento nascosto", da vero manipolatore , era semplicemente quello di far capire a chi "la prende alla leggera" (e non penavo a te) che l'empatia è una cosa seria;

Per invisibilità intendevo, l'invisibilità quando si scrive, si sta "conversando" con gli altri..è come avere difronte persone che non puoi vedere, ma loro possono vedere te, poco rispettoso, almeno quando si "parla"

A chi non vuol capire che l'empatia è una cosa seria non si è mica tenuti a farglielo capire per forza, se non vogliono capirlo li si può lasciar perdere...

Per me l'empatia più che una cosa seria è una buona qualità che caratterizza l'individuo che ne ha, come una persona emotivamente intelligente..
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26

Tuesday, March 25th 2014, 3:30pm

Teniamo sempre conto che sostenere che un bambino possa essere empatico a tre anni non è molto credibile, nonostante gli esempi da te riportati. O forse può essere che intendiamo l'empatia in maniera differente
Un bambino di 3 anni potenzialmente è più empatico di un adulto di 40.
L'adulto di 40 capisce quello che pensano gli altri per intelligenza, l'empatia è innata: è una dote prevalentemente genetica.

O capire attraverso lo sguardo del genitore che questo o quello non va fatto...
E' empatia, perché a 3 anni uno sguardo vale l'altro; non sai distinguere uno di terrore da uno di felicità.
Tanto è vero che "il mostro" a 3 anni può essere "interessante": è a 10 anni che fa paura.

A chi non vuol capire che l'empatia è una cosa seria non si è mica tenuti a farglielo capire per forza, se non vogliono capirlo li si può lasciar perdere...
E' un atteggiamento arrendevole che non fa parte del mio carattere.
Non intendo "forzare la mano", ma dare informazioni (strumenti) a chi crede che l'empatia sia "pat pat", la pacca sulla spalla del sofferente.

Creo un precedente a cui fa riferimento la prossima volta che mi accusano di non aver fatto "pat pat" in quanto empatico.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

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27

Tuesday, March 25th 2014, 8:36pm

L'adulto di 40 capisce quello che pensano gli altri per intelligenza, l'empatia è innata: è una dote prevalentemente genetica.

Per me è da vedere più come una predisposizione che poi si svilupperà o meno...
Il fatto è che io la vedo più come una buona qualità, come può essere la sim-patia ad esempio..
Non la vedo come un super-dono o una super-qualità. Questo magari fa la differenza..E' per questo che qualche post fa ho scritto che il carattere fa la differenza...
Una persona egocentrica è probabile che metta l'empatia al centro,come del resto fa con tutti i suoi pregi e anche difetti...
E' empatia, perché a 3 anni uno sguardo vale l'altro; non sai distinguere uno di terrore da uno di felicità.

Ma no!! Prova a metterti difronte ad un bambino con la faccia arrabbiata e poi vedi cosa accade...S'impaurisce o piange, a meno che non sia un bambino iper-attivo al quale piace la sfida...
Tanto è vero che "il mostro" a 3 anni può essere "interessante"
Si, se c'è accanto al bimbo la mamma o il papà pronti a proteggerlo...
E' un atteggiamento arrendevole che non fa parte del mio carattere.
Non intendo "forzare la mano", ma dare informazioni (strumenti) a chi crede che l'empatia sia "pat pat", la pacca sulla spalla del sofferente.

Se l'atteggiamento arrendevole è visto come una sconfitta, certo si continuerà all'infinito, diversamente per chi vede l'atteggiamento arrendevole come un modo per salvaguardare il proprio benessere psico-fisico :whistle:
è una vittoria...

Ma l'empatia non c'entra granché con la pacca sulla spalla, qui rimando il discorso al mio primo post...
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28

Wednesday, March 26th 2014, 5:54am

Per me è da vedere più come una predisposizione che poi si svilupperà o meno...
Il fatto è che io la vedo più come una buona qualità, come può essere la sim-patia ad esempio..
Non la vedo come un super-dono o una super-qualità. Questo magari fa la differenza..E' per questo che qualche post fa ho scritto che il carattere fa la differenza...
La si può considerare come una predisposizione, nel senso che se hai empatia (quella che ti consente di carpire un sentimento relativo a qualcosa che non conosci, NdR) poi sviluppi più intelligenza emotiva e coordini con l'intelligenza generale.

Il fatto che possa essere una super-qualità o meno è dato da quanto questa sia importante e da quanta ce ne sia.
Chi ha tanto udito (o udito più preciso), preso atto che l'udito è un fattore importante: ha un super-udito.
E' una valutazione abbastanza oggettiva. :)

Il carattere fa la differenza, ma sta a valle dell'empatia (e dell'udito e della vista, etc.), perché si forma con/mediante (o senza) empatia.
La presenza o meno di questo fattore differenzia un egocentrico da un narcisista, e la differenza non è da poco.
Ma no!! Prova a metterti difronte ad un bambino con la faccia arrabbiata e poi vedi cosa accade...
Una faccia arrabbiata, magari volontariamente, non ha nulla a che fare con una normale che nasconde terrore.
Un bambino privo di empatia, comunque, stenta a riconoscere persino la faccia arrabbiata.

Un minimo di empatia l'abbiamo comunque tutti, diversamente non riconosceremmo le espressioni facciali degli altri, ma dal riconoscere l'ira palese al carpire il terrore in chi lo nasconde: ce ne passa.

Si, se c'è accanto al bimbo la mamma o il papà pronti a proteggerlo...
In tutti i casi. Il bambino non si sente mai "da solo" (o almeno non dovrebbe). Lo stesso mostro a 10 anni fa paura anche se la mamma è a portata di mano.
Ma l'empatia non c'entra granché con la pacca sulla spalla, qui rimando il discorso al mio primo post...
E' il motivo che mi ha spinto ad aprire questo topic.
Se l'atteggiamento arrendevole è visto come una sconfitta
Dipende dai casi.
Dopo la 20esima volta che ho problemi di benessere psico-fisico a causa dell'altrui persistenza nell'ignorare: apro un topic da linkare all'occorrenza.
Se c'è la soluzione perché arrendersi?
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La realtà è quasi sempre sbagliata.

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29

Wednesday, March 26th 2014, 2:08pm

Dopo la 20esima volta che ho problemi di benessere psico-fisico a causa dell'altrui persistenza nell'ignorare: apro un topic da linkare all'occorrenza.
Se c'è la soluzione perché arrendersi?
Magari ci si potrebbe arrendere per questo motivo o almeno per me è un buon motivo :blush:
diversamente per chi vede l'atteggiamento arrendevole come un modo per salvaguardare il proprio benessere psico-fisico
è una vittoria...
:whistle: :popcorn:
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30

Wednesday, March 26th 2014, 5:40pm

Mi hai fregato :D

In ogni caso io l'atteggiamento arrendevole lo vedo poi maturare in comportamento involutivo.

Sarà che sono abituato a combattere, su ogni livello, quindi ho una distorsione comportamentale coatta.
Tutti mentono.
Ci sono molte più probabilità di venire uccisi da una persona che si ama che da un estraneo.
La realtà è quasi sempre sbagliata.

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