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Renegade

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Thursday, June 27th 2019, 3:14pm

Come gestisco l’ansia sociale?

Ho tante ansie, ci sto lavorando...una di queste è l’ansia sociale.
Finchè si tratta di parlare al telefono o scrivere (come sto facendo ora), non ho grossi problemi, più che altro perché ho qualche momento in più per “pesare le parole”; quando sono faccia a faccia con qualcuno, invece, inizio a morire dentro.
Riesco a nasconderlo abbastanza bene: al massimo risulto un po’ timida o impacciata, ma dentro ho paura di sembrare stupida o prepotente. Ho paura che la mia faccia risulti strana, che le mie espressioni siano bizzarre o fuori luogo.
Oggi, ad esempio, è successa una cosa apparentemente stupidissima, ma su cui rimurgino e mi angoscio da ore!
Esco di casa, incrocio una ragazza (mai vista prima, forse è ospite di qualcuno del condominio) che stava entrando nel palazzo e che, nel vialetto, ha trovato un uccellino a terra. Stava cercando da qualche minuto di capire come aiutarlo.
Entrambe scopriamo di essere molto amanti degli animali. Lei è da subito stata molto gentile, non avevo assolutamente motivo di sentirmi impaurita.
Io sono abbastanza esperta di animali, specie del ramo ornitologico, quindi prendo la bestiola, la osservo, le spiego che sta bene e che non avrebbe corso nessun pericolo ; lo poggio su un muretto (per non far arrivare i gatti).
Il piccolo fa un voletto impacciato e arriva al parcheggio, zampettando verso il muro. È giovane, sta imparando a volare, ma è sicuramente abbastanza grande da cavarsela.
Lì panico nella mia mente: ecco, la tipa avrà pensato che sono stupida, che non mi dovevo impicciare. Probabilmente voleva lasciarlo nel vialetto. Sono stata arrogante, piena di me. Che figura, non ne combino mai una giusta.
Abbiamo continuato un po’ a chiacchierare, poi ognuna é andata per la sua strada.

Ora, mi rendo conto che, a prescindere, è una cosa così stupida da non meritare tutta questa mia apprensione.
Questa neppure la conosco, non è detto che abbia pensato di me quelle cose, magari neppure ci starà più pensando, in ogni caso non dovrebbe interessarmi...eppure, non riesco a scacciare i pensieri.
Qualcuno di voi, magari qualcuno con la stesso mio problema, ha dei consigli, dei trucchi..che possano aiutarmi?
È dura allontanare il flusso di pensieri, magari esistono dei “trucchi”, per gestire quest’ansia quando arriva.

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pupi

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Friday, June 28th 2019, 12:45pm

Anch'io soffro di ansia sociale ma per quello che ti è accaduto la penso diversamente da te.

Sei stata brava a mostrarti competente sulla vicenda dell'uccellino. Tra l'altro è un'immagine così bella quella di due persone che si preoccupano di un esserino che sta imparando a volare.

Non penso proprio che quella persona stia lì a pensare all'accaduto.

Per me è stato un bell'incontro, punto. :)

Santacruz

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Friday, June 28th 2019, 3:56pm

Sto cercando anche io di fare un percorso per uscire da questo tipo di problema. Si tratta di un disturbo metacognitivo, non si è in grado di gestire pienamente i propri stati mentali, di comprenderli, e di attribuire in modo competente degli stati mentali al prossimo. L'altro viene concepito come elemento che giudica. Prevale una condizione di panico dovuta al non sapere vedere e comprendere chi abbiamo davanti e proiettandogli addosso le nostre insicurezze.
Si tratta di un disturbo che si sviluppa all'inizio dell'adolescenza, spesso a seguito di esperienze negative, e che ha come conseguenza lo scarso sviluppo di abilità sociali.
La prima cosa credo sia diventare consapevoli del meccanismo, capire che la situazione che stiamo vivendo è un nostro stato mentale e non una realtà fisica e oggettiva percepita nello stesso modo dall'altra persona.

Bwndy

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Friday, June 28th 2019, 8:15pm

Penso di sì, che in parte si proiettino le proprie insicurezze sugli altri. A volte capita di fare qualcosa e di pensare" lo sto facendo male, sembro goffo. Quello dietro di me non dice niente ma pensa che io sia un pirla" poi ti giri e non ti sta minimamente calcolando. D'altro canto è una amara verità, per me, che le persone effettivamente giudichino e anche molto. Il problema secondo me è che peso dai a quel giudizio, perchè tanto prima o poi si viene giudicati.
Io tendo a screditare la persona che mi sta giudicando. Nel senso che non è meritevole di esprimere un giudizio che per me abbia significato perchè non è una persona per me importante o a me superiore.
Il problema credo si ponga quando invece il giudizio arriva da una persona a cui si è legati da relazioni, ma in questo caso è del tutto normale, credo, che abbia una rilevanza per noi.
Azzardo una ipotesi, pensando anche a quando io sentivo molto il giudizio altrui ( non che adesso ne sia immune. Mi sono anche accorto che in fondo non ne è immune nessuno e va bene così), ed è che cerchiamo negli altri una sorta di comprensione, conforto, cordialità, magari elogi o gratificazione o rassicurazione. Magari cerchiamo tutto questo da persone che nemmeno conosciamo o che nemmeno stimiamo così tanto perchè ne abbiamo bisogno.

Renegade

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Sunday, June 30th 2019, 6:26pm

Anch'io soffro di ansia sociale ma per quello che ti è accaduto la penso diversamente da te.

Sei stata brava a mostrarti competente sulla vicenda dell'uccellino. Tra l'altro è un'immagine così bella quella di due persone che si preoccupano di un esserino che sta imparando a volare.

Non penso proprio che quella persona stia lì a pensare all'accaduto.

Per me è stato un bell'incontro, punto. :)


Si beh, l’incrontro di per sè è stato bello. Incontrare qualcuno così gentile e sensibile alla natura, è sempre un piacere.
Se non fosse per queste mie paure, me ne sarei andata con un bel sorriso.

Renegade

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Sunday, June 30th 2019, 7:08pm

Penso di sì, che in parte si proiettino le proprie insicurezze sugli altri. A volte capita di fare qualcosa e di pensare" lo sto facendo male, sembro goffo. Quello dietro di me non dice niente ma pensa che io sia un pirla" poi ti giri e non ti sta minimamente calcolando. D'altro canto è una amara verità, per me, che le persone effettivamente giudichino e anche molto. Il problema secondo me è che peso dai a quel giudizio, perchè tanto prima o poi si viene giudicati.
Io tendo a screditare la persona che mi sta giudicando. Nel senso che non è meritevole di esprimere un giudizio che per me abbia significato perchè non è una persona per me importante o a me superiore.
Il problema credo si ponga quando invece il giudizio arriva da una persona a cui si è legati da relazioni, ma in questo caso è del tutto normale, credo, che abbia una rilevanza per noi.
Azzardo una ipotesi, pensando anche a quando io sentivo molto il giudizio altrui ( non che adesso ne sia immune. Mi sono anche accorto che in fondo non ne è immune nessuno e va bene così), ed è che cerchiamo negli altri una sorta di comprensione, conforto, cordialità, magari elogi o gratificazione o rassicurazione. Magari cerchiamo tutto questo da persone che nemmeno conosciamo o che nemmeno stimiamo così tanto perchè ne abbiamo bisogno.


In verità, non l’avevo mai vista sotto questo punto di vista: cercare negli altri rassicurazione, conforto e comprensione.
Ho sempre visto solo una parte del problema, mi focalizzavo così tanto sulla superficie (non voglio sembrare goffa, stupida, antipatica...), che non ho mai voluto focalizzarmi su cosa volessi davvero (quello che hai appena detto tu).
Forse lo ignoravo di proposito, perché di fatto è un po’ una debolezza.

Renegade

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Sunday, June 30th 2019, 7:12pm

Sto cercando anche io di fare un percorso per uscire da questo tipo di problema. Si tratta di un disturbo metacognitivo, non si è in grado di gestire pienamente i propri stati mentali, di comprenderli, e di attribuire in modo competente degli stati mentali al prossimo. L'altro viene concepito come elemento che giudica. Prevale una condizione di panico dovuta al non sapere vedere e comprendere chi abbiamo davanti e proiettandogli addosso le nostre insicurezze.
Si tratta di un disturbo che si sviluppa all'inizio dell'adolescenza, spesso a seguito di esperienze negative, e che ha come conseguenza lo scarso sviluppo di abilità sociali.
La prima cosa credo sia diventare consapevoli del meccanismo, capire che la situazione che stiamo vivendo è un nostro stato mentale e non una realtà fisica e oggettiva percepita nello stesso modo dall'altra persona.


La cosa più difficile per me è proprio capire quando davvero ho fatto una brutta impressione (o sono stata inappropriata) e quando invece è una paranoia.
Se solo riuscissi a distinguere le due cose, riuscirei a migliorare lì dove sbaglio ed a calmarmi, lì dove sto esagerando.

Santacruz

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Tuesday, July 2nd 2019, 2:31pm

La cosa più difficile per me è proprio capire quando davvero ho fatto una brutta impressione


Credo che il problema sia appunto non essere focalizzati sul fare o meno una bella impressione.
Non ti dirò la solita frase, ovvero che occorre essere se stessi e che non si può piacere tutti. Sì rischia di cadere nel versante opposto. E dimenticarsi che tutti lottano per rendersi gradevoli e ricevere gratiificazione dal prossimo.
Però è innegabile che nel quadro dell'ansia sociale rientra in pieno l'eccessiva sofferenza/importanza che si dà al giudizio altrui.
La cosa principale è che il giudizio degli altri, a meno che ci venga riferito, è un loro puro stato mentale, completamente diverso dal nostro.
A meno che ci vengano fatte delle critiche esplicite (e anche là ci sarebbe da discutere) lo stato mentale del prossimo sarà sempre cosa completamente al di fuori da noi stessi e soprattutto non oggettivabile. Un elemento che quindi non ci deve più di tanto preoccupare, anche perché può essere modificato.