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Sunday, December 10th 2017, 11:54pm

Tornare all'età della pietra

Rispetto al mondo moderno fatto di mode e tendenze nel piccolo borgo arroccato sulla collina si respira ancora il profumo delle fascine. Un paesello con vecchie case in pietra, i camini, le viuzze strette, un bar, una salumeria e una piccola chiesa. Spengo il cellulare, voglio apprezzare il silenzio e la pace a cui non sono più abituato, mi sento sospeso, in quella vecchia casa non c'è nemmeno un pc, c'è solo un televisore che si vede anche male. Il vero riferimento è il soggiorno col camino, li ci si ritrova alla sera davanti al fuoco a dividere il cibo e ad ascoltare le storie degli anziani. Profumi e sapori d'altri tempi, la pentola in rame borbotta sul fuoco mentre la legna nel camino arde scoppiettante come le risate dei commensali e le loro guance rosse come il vino corposo che bevono. Mi sembra di essere ritornato all'età della pietra, a quell'era ante-internet dove si era connessi con le persone anzicchè con una rete di individui virtuali. I profumi antichi si mischiano agli sguardi vissuti, ai loro volti consumati dalla vita rurale e l'organismo si lascia andare a quell'atmosfera che ti fa crollare a letto già alle 10 di sera per svegliarti l'indomani di primo mattino in modo naturale e non per una rumorosa sveglia, un antifurto o il casino del traffico. Spalanco la finestra e respiro a pieni polmoni l'aria pungente e pulita senza smog. La pausa volge al termine, mi vesto, saluto e passo a far colazione all'unico bar dove tutti ti guardano come se fossi un marziano, o meglio come dicono loro un forestiero, mentre il silenzio è rotto dalle campane della chiesa e dall'altoparlante di un contadino che viene a vendere i prodotti della sua terra.

Una piccola pausa al tran tran quotidiano fatto di mille stress, rumori, aria malsana, gente nervosa, ritmi frenetici, traffico e mille apparenti comodità non in grado di farci stare realmente bene. Noi esseri insaziabili sottoposti come scimmie ammaestrate ai ritmi insostenibili di questo mondo moderno, convinti di avere tutto quando in realtà non abbiamo niente.

Sienne

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2

Wednesday, December 13th 2017, 10:14pm

Ci sono persone che hanno cambiato radicalmente la propria vita e si sono trasferite in posti isolati e lontani dalle varie psicosi moderne dettate da una società che ti chiede tanto, a volte troppo.
Scelta coraggiosa, io non ho questo coraggio.

3

Thursday, December 14th 2017, 9:38pm

Io è da tempo che ci sto pensando. La vita della grande città alla fine mette l'esaurimento nervoso. Non mi manca nulla ma mi manca la mia dimensione fatta di tranquillità, di profumi, di silenzi, di semplicità. Il problema è che sposare una realtà del genere per chi non ci è nato non è facile. Quei silenzi possono diventare "assordanti" e la vita del paesino è faticosa, non è da tutti, ma soprattutto occorre spirito di adattamento e se la farmacia è chiusa ti attacchi, se l'unica salumeria è chiusa idem, se desideri un negozio ti devi spostare e quando ti farai anziano dovrai far i conti con la mancanza di medici e ospedali. Nella vita tutte le volte che si conquista qualcosa si perde qualcos'altro.

L'ideale (avendone i soldi), sarebbe averci due case, una in città e l'altra al paesino dove spostarsi per determinati periodi l'anno, io desidererei un'isola, che sia l'Elba, la Capraia, Ponza, Stromboli o la più grande Sardegna con le sue tradizioni e il suo territorio impervio ma per ora è un sogno.

Sienne

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4

Thursday, December 14th 2017, 9:55pm

Piacerebbe anche a me vivere su un'isola, Ponza o Pantelleria.

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