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Sunday, August 6th 2017, 5:57pm

Il "Selfie" come patologia sociale....


2

Sunday, August 6th 2017, 8:02pm

Ma... quello che dice mi ricorda un articolo che avevo letto tempo fa. Parlava di alcuni psichiatri indiani, che avevano rischiesto dei TSO per dei ragazzi che si facevano molti selfie, il voler patologizzare qualsiasi comportamento umano praticamente.

Forme di narcisismo sono sempre esistite, solo che oggi ci sono più strumenti per esternarlo. Anche l'isolamento multimediale di cui parla, non è un fenomeno recente. O meglio di recente c'è solo l'utilizzo delle nuove tecnologie, ma persone che decidono di isolarsi dalla società sono sempre esistite, è vero che oggi il fenomeno sembra amplificato, ma solo grazie all'utilizzo dei social si ha questa percezione. Emily Dickinson ad esempio è stata semi reclusa nella sua abitazione per più di trent'anni, dopo che era rimasta delusa dai comportamenti attuati nella società dell'epoca, durante un viaggio che fece a Chicago mi pare. Il fenomeno dell'isolamento sociale è nato a fine 800, con la nascita della cosidetta società di massa, e con l'esclusione degli inidividui che non rientrano nei canoni imposti dalle varie società in cui erano costretti a vivere.

A me sembra che questo Diego Fusaro, ripete sempre un sacco di banalità, xD.
No one knows a prescription drug’s side effects like the person taking it.

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This post has been edited 2 times, last edit by "Adam Weasel" (Aug 6th 2017, 8:12pm)


fran235

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3

Sunday, August 6th 2017, 8:13pm

Io non sono certo un selfista, anche perché vengo da una generazione poco social. Ciò detto concordo con Adam. Questi comportamenti non sono di certo una novità anche se bisogna ammettere che le tecnologie attuali consentono di esaltarli più che in passato. In effetti l'amatissima Emily Dickinson è un personaggio molto "moderno" nel suo escludersi dalla società. Anche lei in sostanza viveva in un mondo virtuale fatto di meravigliosa poesia. Il problema che oggi la nostra Emily potrebbe fare molti più proseliti (senza magari vena artistica).
Elì, Elì, lemà sabactàni

4

Sunday, August 6th 2017, 8:18pm

Sono andato sul profilo facebook di Diego Fusaro, è pieno di selfie.
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fran235

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5

Sunday, August 6th 2017, 8:25pm

Ahahah....anche lui è vittima della patologia
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doctor Faust

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6

Monday, August 7th 2017, 10:12am

La nevrosi di massa si notta anche dal narcisismo esasperato. Un selfie è la prova dellla propria esistenza e metterla in rete in modo da essere riconosciuti come viventi e presenti. Insommma: ci sono anche io. sappiatelo.
Per leggere questa storia clicca sul titolo.

:hmm: Il lungo viaggio di Anomimus alla ricerca dell'amore perduto... :thumbsup:

*Asia*

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7

Monday, August 7th 2017, 2:03pm

Addirittura una patologia...allora sarebbero malati tutti. E' vero che il narcisismo e l'isolamento o autoisolamento siano sempre esistiti, però diciamo che la piega che sta prendendo la società non è nemmeno così costruttiva. Oggi vivere senza social è diventata quasi una sfida.

8

Monday, August 7th 2017, 5:34pm

Oggi vivere senza social è diventata quasi una sfida.

Perché una sfida? Casomai una scelta! Io ad esempio non sono iscritto a nessun social ed ho un cellulare entry level senza nemmeno la fotocamera (i selfie non so nemmeno cosa siano) e vivo ugualmente felice e contento. Non me ne può fregar di meno di farmi una foto con sorriso brillante davanti a un locale o a una spiaggia che fa tendenza per far vedere al mondo che ci sono stato così come non me ne frega di far vedere al mondo i miei addominali o altre cose della mia vita. La mia vita appartiene a me e la condivido con quei pochi che reputo degni di farne parte.

fran235

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9

Monday, August 7th 2017, 6:40pm

sono sempre più convinto che io e Michele abbiamo qualche grado di parentela :D
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*Asia*

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10

Monday, August 7th 2017, 7:32pm

Una sfida nel senso che ormai si comunica prevalentemente, per non dire quasi completamente, attraverso questi mezzi. E' lì che le persone dicono ciò che hanno da dire e che di solito è di più di quanto ti dicano se ti parlano a tu per tu. Arrivi a conoscerli meglio perché si espongono di più, mostrando, a volte ingenuamente, lati di se stessi che di persona nascondevano meglio.
Io da FB mi sono tolta, ma WhatsApp l'ho dovuto tenere perché , almeno nel mio giro di amicizie, si organizza tutto da lì.
Comunque è tutta la mentalità che è ormai allineata in questo modo, anche dal vivo non si va oltre il discorso superficiale, quando si approfondisce una conoscenza o si parla - raramente- di cose importanti è una sorta di boccata d'aria, fortuita e momentanea. E magari hai sudato pure per avere quel momento di vero dialogo. Per me la sfida sta anche in quello , nel cercare di dare una direzione un po' diversa dal solito alle mie amicizie, poche, pochissime volte ci riesco. A volte mi verrebbe voglia di arrendermi e riattivare l'account FB, omologarmi e farla finita. Sarebbe più semplice, ma poi dentro quel mondo provo un malessere che mi fa venire voglia di scappare. Non ci sono tagliata.
Forse chi aveva delle amicizie da prima o ha trovato persone adatte a creare dei rapporti più veri, se la vive meglio, con meno paranoie.

Aiden il venerabile

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11

Monday, August 7th 2017, 8:47pm

Più che una patologia è una cosa demente.
Le foto con l'autoscatto sono sempre esistite, ma da quando c'hanno messo il marchio "selfie", tutti hanno il bisogno improcrastinabile di mostrare ovunque la propria faccia di merda
E non tiriamo fuori elaborate analisi fenomenologiche, è una cazzata punto, poi che vada di moda fare cazzate è un altro paia di maniche ma basta ammetterlo e torniamo tutti amici

12

Monday, August 7th 2017, 10:07pm

sono sempre più convinto che io e Michele abbiamo qualche grado di parentela :D

:D

13

Monday, August 7th 2017, 10:17pm

Il problema è che questa società ha perso di vista le cose importanti a favore di quelle superflue ed è colpa della stessa società che da tecnologicamente evoluta fa fuori posti di lavoro e spinge nell'annullamento delle coscienze dando vita a quella intelligenza collettiva (o stupidità collettiva), che si illude di essere al passo coi tempi quando è stata trasformata in massa in quel popolo bue totalmente lobotomizzato e incapace di opporsi ai cambiamenti (tragici) che gli vengono imposti. L'uomo della pietra era meno evoluto, moriva per un banale taglietto ma era se stesso e lottava con le unghie e coi denti e nel suo modo preistorico intratteneva rapporti sociali oggi annullati da gesti simbolici, basta pensare che oggi una risata si scrive con due puntini e una parentesi tonda :) stiamo perdendo i sensi a favore di una gesti innaturali (una risata mette in moto tutti i muscoli facciali, fa circolare meglio il sangue e fa bene all'umore), scrivere due puntini e una parentesi a cosa giova? Si stanno perdendo le proprie emozioni in cambio di bit e pixel. Le generazioni future (se non si autodistruggeranno prima), finiranno per comunicare con un chip sottopelle e l'amore si farà come nel film Barbarella ma forse Kim Yong Un nella sua follia incontrollata farà finire tutto molto prima e la terra ritornerà in un battibaleno alla preistoria cancellando tutto ciò che di inutile ha partorito la tecnologia.

*Asia*

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14

Tuesday, August 8th 2017, 8:08am

Sono d'accordo Michele. Questo tipo di progresso ha reso le persone di plastica, senza sangue e senza fuoco. In un mondo più "reale" si soffrirebbe di più, ma ci sarebbe pure più fuoco negli animi, più forza nei sentimenti e più godimento.

doctor Faust

Azzeccagarbugli

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15

Tuesday, August 8th 2017, 10:11am

E anche piu' dolore.
Oggi la solitudine si combattte anche sui social, cosi anche le mezzze calzette, i timidi e i deviati possono sfogarsi senza fare grandi danni. Chi si lascia irretire vuol dire che è una mezza calzetta come molti altri, e ne paga le conseguenze.
Questa diventa patologia. Usare questi mezzi per mostrarsi, e poi piangere se qualcuno ti inchiappetta, dicendo: cattivi, cattivi e cattivi!

Il selfie è l'autoritratto della nostra esistenza. Piu' ne facciamo più vuol dire che dipendiamo dagli altri, perchè il nostro sale in zucca non c'è, anzi, spesso non c'è nemmeno la zucca.
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