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RomanSansParoles

Nuovo Utente

  • "RomanSansParoles" started this thread

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1

Tuesday, August 13th 2019, 3:20pm

Trauma emotivo

Mi rivolgo a questo settore del forum perché cerco un parere di esperti e spero di riuscire a trovare più spunti di riflessione riguardo la mia situazione.

Sono trascorsi quattro mesi dalla fine della mia relazione durata quattro anni. Entrambi avevamo 24 anni quando ci siamo messi insieme e ci siamo conosciuti tra i banchi dell'università. Per lui è stato un colpo di fulmine, io ci ho messo un po' più tempo a cedere.
Fin dall'inizio, la nostra relazione è stata caratterizzata da alti e bassi. Lui abitava già per conto suo da qualche anno e non era impegnato sentimentalmente da qualche anno. Io ero appena uscita da una relazione abbastanza lunga, che però non si era spinta troppo oltre. Inoltre i miei genitori, abbastanza chiusi di mentalità, non mi permettevano di dormire fuori. Per me stare insieme a lui implicava anche una certa conquista di indipendenza. Il primo anno e mezzo trascorre abbastanza bene, eravamo super innamorati e presi l'uno dall'altra. Tuttavia, fin da subito, mi disse che non credeva nell'amore a causa del suo modello familiare: i suoi genitori si sono sposati in tarda età poiché sua madre rimase incinta di lui, suo padre dovette rinunciare al lavoro per crescere i figli (suo fratello è nato l'anno successivo). Mi spiegò che i suoi genitori hanno sempre vissuto come separati in casa e che, suo padre in particolare, non gli aveva mai dato gratificazioni di alcun tipo. Si confidava di tutto con me: le sue paure più grandi, le sue preoccupazioni personali, le sue ansie e percepivo che per lui stavo diventando un punto di riferimento sempre più grande. Mano a mano che il tempo passava, avevo notato alcuni comportamenti anomali che emergevano durante le nostre discussioni, per lo più "stupide": mi urlava sempre contro, mi scaricava la sua rabbia addosso, anche quando era nervoso per fatti che non avevano nulla a che vedere con me e, soprattutto, si rifiutava di avere un dialogo. Ad un certo punto inevitabilmente iniziarono ad accumularsi rabbia e dolore, ma non riuscivo ad abbandonare la relazione in quanto sapevo che tutte le cattiverie che riusciva a tirare fuori facevano parte del suo momento di sfogo e che in realtà non le pensava davvero.
Circa un anno fa, durante le discussioni, iniziava a dirmi cose diverse: "Non vedo un futuro con te" e "Non mi sento fidanzato" erano le sue frasi ricorrenti. Chiudevo un occhio e pensavo di "perdonarlo" e giustificarlo ogni volta, poi ritornava sui suoi passi. Mi sentivo bloccata, lo amavo davvero, ma stavo troppo male... non riuscivo più a dargli delle attenzioni ed ero pervasa da un senso di apatia generale. Ovviamente se ne accorse e mi ripeteva costantemente che in mia presenza si sentiva sempre più solo. L'anno scorso a settembre sono partita per un'esperienza lavorativa di sette mesi all'estero: mi disse che mi avrebbe aspettata, si mostrava dispiaciuto della mia partenza, nonostante non mi avesse mai impedito di partire, continuavamo a sentirci, ma notai un distacco progressivo da parte sua. Tentava di farmi capire in tutti i modi che non voleva più portare avanti la relazione, e infatti, tre settimane prima del mio rientro, mi lasciò con un messaggio dicendo che preferiva stare da solo, che voleva pensare a se stesso, che non era pronto a compiere dei passi maturi che si fanno ad un certo punto nelle relazioni, che era deluso da quello che una relazione poteva dargli, che il rapporto si era evoluto in una sorta di "amicizia" e che erano cose che mi diceva già da tempo. Io passivamente percepivo tutto e non riuscivo a reagire, non immaginavo minimamente che potesse abbandonarmi in questo modo, nonostante si rivolgeva sempre a me per qualsiasi cosa. Si era reso la vittima della situazione e si lamentava per qualsiasi cosa. Sono stata davvero male: ho trascorso molte notti di fila senza dormire, sono andata in paranoia perché mi autoconvincevo che si vedesse con un'altra persona, non uscivo più, ho pianto tutte le lacrime che avevo in corpo, ho iniziato una terapia da uno psicologo, ho provato a convincerlo che si sbagliava di grosso. Da allora, lui è diventato letteralmente un'altra persona: sui social si mostra sorridente davanti agli amici oppure da solo, pubblica sempre foto che lo ritraggono con un nuovo look, un'espressione diversa, qualche chilo di meno, ha ripreso i contatti con suo fratello che vive in Giappone e con il quale non parlava da un annetto (buon per lui per questo!) e dice anche che, in questo periodo, tende ad assecondare le persone perché non ha voglia di litigare con nessuno. Fino a due settimane fa, non riuscivo a provare nemmeno un briciolo di rabbia nei suoi confronti, ma poi ci siamo visti poiché doveva restituirmi delle cose che avevo lasciato a casa sua. Era cordiale, ma freddo e distaccato, non mi è sembrato minimamente interessato alla mia condizione, per niente predisposto all'ascolto, ma mi ha raccontato tutto quello che ha fatto in questi mesi in cui non ci siamo sentiti, in lacrime mi ha anche parlato di problemi di salute di suo padre. Non sono stata in grado di reagire in alcun modo a questo incontro... ma da allora non faccio altro che sognarmelo di notte e durante il giorno, quando penso a lui e alla situazione, mi sento veramente arrabbiata come non sono mai stata in vita mia.

Mi chiedo per quale motivo, nonostante tutta la sofferenza provata, non riesca a mettere un punto definitivo, perché la tristezza si sia tramutata in rabbia; mi chiedo per quale motivo riesca ad essere così freddo e indifferente nei miei confronti, lui che mi lasciò dicendo che non riusciva ad immaginarsi una vita senza di me, che ero un punto di riferimento per lui; mi chiedo per quale motivo debba mostrare al mondo intero il suo cambiamento e quanto sia felice senza di me; infine mi chiedo se un giorno si renderà conto di avermi trattata in questo modo brutale e che ha perso una persona di cui poteva davvero fidarsi.
Io, dal canto mio, mi sento davvero traumatizzata, sento di aver subito una violenza psicologica abbastanza pesante e ancora non riesco però a voltare pagina.

Grazie in anticipo per le risposte.

Nathanim

Amico Inseparabile

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2

Tuesday, August 20th 2019, 4:31pm

Ciao...

Penso che la tua reazione sia del tutto normale: rabbia, tristezza, apatia, insonnia, senso di irrealtà sono il risultato di una "conclusione" che seppure a tratti preannunciata, non ti aspettavi di certo.

Poiché tu sei stata lasciata, la cosa ti è imposta, hai dovuto sopportarla, quindi io non vedo - ripeto con altre parole - nulla di strano nella tua reazione.

Siccome tutte le cose della vita si iscrivono in un divenire, cioè non sono e non possono essere statiche, anche il tuo stato attuale è per fortuna destinato a modificarsi, quindi con il tempo dovresti osservare un fisiologico miglioramento.

Non concentrarti troppo su ciò che hai perso, ma anche su ciò che hai guadagnato... Ripensa ai suoi difetti, alla tua tendenza a giustificarlo senza che " ora" ve ne sia necessità cioè aiuta il tempo ad aiutarti, e vedrai che starai progressivamente meglio.

La rabbia non sfogata si può trasformare in tristezza, tu non negare quella che provi, come non negare null'altro, cioè ammetti alla coscienza ogni aspetto di quanto vissuto, ogni pensiero e ogni emozione... Perché per lasciar andare qualcosa è necessario prima inquadrarla nella consapevolezza.

Lui si renderà conto di aver troncato con una brava e affidabile ragazza? Difficile saperlo, anche in questo caso "il suo" di tempo formulerà le sue risposte. Ma è il caso che dedichi attenzione a te e alle tue cose piuttosto che alle sue, vista la tua sofferenza, mi sembra la cosa giusta da perseguire.

:)

luca63

mistico dubbioso

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Tuesday, August 20th 2019, 8:45pm

le relazioni sono mutevoli e complicate...

ci sta che lasci una persona dicendo che non riesci a immaginare una vita senza di lei e poco dopo ti mostri (quasi apposta) freddo e distaccato...
è quello che ho fatto io col mio ex, al quale andava sempre tutto bene così com'era e non è mai riuscito a capire le mie insoddisfazioni e ad accogliere le mie richieste di cambiamento...
Anche io ero piuttosto indipendente, e con gli anni non mi andava bene che lui si fosse"comodamente adagiato nel caldo nido della relazione" senza essere ai miei occhi sufficientemente parte attiva e propositiva. Anche io ho cominciato a dire che non riuscivo più a vedere un futuro con lui eppure non riuscivo a staccarmi...

La freddezza e il distacco servono per dimostrare che non si hanno ripensamenti e che non ci può ormai più essere un'altra possibilità quando si sa che l'altro ci spera: nel mio caso questa freddezza mi costa molto perché gli voglio ancora bene, ma sono anche ormai sicuro che non potrà mai darmi ciò di cui ho bisogno e che non può stare dietro al profondo cambiamento che ho volutoo dare alla mia vita...

Ovviamente non posso parlare di te o di voi, che non conosco: voglio solo sottolineare che nell'ambito relazionale/emotivo le contraddizioni, apparenti o meno, sono all'ordine del giorno...
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP

This post by "Moonlight3" (Tuesday, August 20th 2019, 9:04pm) has been deleted by user "sara84" (Tuesday, August 20th 2019, 9:07pm) with the following reason: inserito in sez.psicologo risponde

5

Tuesday, August 20th 2019, 9:07pm

Vi chiedo di farr attenzione.
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luca63

mistico dubbioso

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6

Tuesday, August 20th 2019, 9:10pm

Sorry, non me ne ero accorto!

la parola agli esperti, dunque!!!
l'indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza. PPP